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SUMMARY:Chiavi per l’immaginazione. 
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DESCRIPTION:Maestri polacchi della copertina (1950-1980)
05.05-10.06.2026
Museo Lets - Letteratura TriestePiazza Hortis 4, Trieste
Questa mostra sintetica e di ampio respiro mira ad avvicinare il pubblico
straniero ai migliori artisti grafici e alle loro realizzazioni più
interessanti nel campo delle copertine di libri in Polonia, nel periodo di
massimo splendore di quello che è stato il settore della grafica polacca
più famoso nel mondo: la Scuola polacca del manifesto. In quegli anni
artisti che erano famosi per i loro poster progettavano anche le copertine
dei libri, nelle quali proponevano in un formato più piccolo soluzioni
altrettanto magnifiche sia a livello concettuale che formale (illustrativo
e tipografico): come scriveva Jan Straus nel suo libro Cięcie (2014),
“una copertina è, tutto sommato, un piccolo manifesto”.
Diamo uno sguardo a quelle copertine che nelle case adornano non poche
librerie, portando, dal punto di vista grafico, ai classici della
letteratura polacca e straniera una ricchezza e una varietà magnifiche. Ho
preso in prestito il titolo della mostra da un libro di Jerzy Kwiatkowski
Klucze do wyobraźni (Chiavi per l’immaginazione), una raccolta di saggi
sui poeti contemporanei, pubblicata dalla casa editrice statale PIW di
Varsavia nel 1964 con una bellissima copertina di Danuta Staszewska. Le
copertine presentate nella mostra odierna sono state selezionate secondo un
criterio comune: questa piccola e soggettiva raccolta costituisce uno
schizzo della grafica polacca, così come è stata definita dai suoi
eminenti rappresentanti negli anni 1950-1980. Sulla rivista di riferimento
“Projekt”, Danuta Wróblewska, storica e critica d’arte, riguardo la
progettazione delle copertine dei libri, scriveva nel 1961: “Le copertine
polacche funzionano principalmente attraverso il colore e l’espressività
delle composizioni grafiche: hanno fascino, vivacità e forse anche la
spensieratezza della gioventù. Ci sono dentro tante cose, e si fanno
sentire, gli scherzi e le metafore si susseguono fitte. La composizione si
avvale di elementi di pittura, grafica, fotografia e tipografia, fusi in
una forma concisa, spesso surreale, che si rifà all’immaginazione e alla
sensibilità dello spettatore. Come in ogni altro campo delle arti
plastiche, tendenze stilistiche e mode qui nascono, fluttuano, si scontrano
e svaniscono”
Per via della limitatezza dello spazio espositivo, la mostra non ha la
pretesa di dare la parola definitiva su un tema così vasto come il design
delle copertine dei libri in Polonia. Si tratta semplicemente di uno
stimolo, un seme che possa ispirare ognuno verso le proprie ricerche. Un
frammento piccolo, soggettivo, su quel fenomeno grande e meraviglioso che
è stata la Scuola polacca di progettazione grafica e, in questo caso
specifico, sulle copertine delle opere letterarie. Guardiamo dunque i
progetti realizzati da Jan Młodożeniec, Janusz Stanny, Ewa Frysztak,
Marian Stachurski, Danuta Staszewska, Waldemar Świerzy, Jerzy Jaworowski,
Maria Ihnatowicz, Władysław Brykczyński, Emilia Piekarska-Freudenreich,
Aleksander Stefanowski e Daniel Mróz come esempi di opere straordinarie
realizzate in questo campo.
C’è stato in Polonia un momento in cui le copertine dei libri apparivano
come piccole opere d’arte. Quando l’avanguardia e il mainstream
camminavano fianco a fianco, e sulle copertine dei libri si rifletteva il
segno di innovative ricerche artistiche, correnti mondiali e nuove
tecnologie: il tutto immortalato in tirature di migliaia di copie che
arrivavano nelle case di persone che nella vita quotidiana avevano ben poco
a che fare con l’arte, educandole e rendendole sensibili alla bellezza
astratta. E potevano essere singoli volumi così come intere collane
editoriali dai progetti grafici splendidi, composte da centinaia di titoli
e pubblicate con successo per decenni. Così la letteratura era davvero
bellissima!
Patryk Mogilnicki
 
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