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SUMMARY:PIOTR HANZELEWICZ | Heavy Matter. Anatomia del denaro
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DESCRIPTION:A cura di Alex Urso
04.07 – 13.09
FIUTO Art Space presenta una mostra personale dell’artista concettuale
Piotr Hanzelewicz.Curata da Alex Urso e organizzata in collaborazione con
l’Istituto Polacco di Roma, l’esposizione indaga il “peso” del
denaro e la sua dimensione organica attraverso una serie di opere inedite
dal forte impatto poetico e politico.
La mostra sarà visitabile fino al 13 settembre.
C’è un elemento che, nella vita terrena, ci accomuna e influenza ogni
giorno le nostre scelte e relazioni: il denaro. Per alcuni origine di tutti
i mali, per altri strumento di benessere e salvezza. Prima ancora di essere
possesso o potere, però, il denaro è stato un linguaggio condiviso. Un
patto silenzioso tra gli uomini.
Nelle epoche più antiche non esistevano banconote né conti correnti: a
prevalere era il baratto, lo scambio diretto di bisogni e necessità. A
sostituire questa forma di permuta arrivò la moneta, piccola e pesante,
fatta di metallo prezioso, simbolo concreto di fiducia e ricchezza. Secoli
dopo la carta sostituì il metallo: il denaro divenne più leggero e sempre
più fondato sulla fiducia nelle istituzioni. Le banconote passarono di
mano in mano raccontando storie di guerre, rivoluzioni, sacrifici e
speranze, fino al tempo che stiamo vivendo: anni nei quali anche il foglio
di carta si volatilizza e diventa virtuale.
Oggi il denaro ha perso il suo corpo: è cifra digitale, impulso
elettronico, presenza invisibile sugli schermi. Eppure, nonostante le sue
trasformazioni, e i suoi cambiamenti di “peso”, esso continua a
esercitare lo stesso potere su di noi: orienta desideri, crea divisioni,
alimenta ambizioni e paure. Può essere strumento di libertà o catena
invisibile. Il suo significato, infatti, non risiede nella materia di cui
è fatto, ma nel rapporto che l’uomo sceglie di instaurare con esso.
La mostra di Piotr Hanzelewicz parte da questi presupposti, indagando il
denaro non come semplice strumento economico, ma come materia culturale,
simbolica e organica, soggetta a trasformazioni, consumi, alterazioni e
interpretazioni.
Realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, la mostra
– che si estende anche presso la Banca di Credito Cooperativo di
Ripatransone e la Casa della Salute, due luoghi che, in questa riflessione
sui concetti di ricchezza e benessere, si pongono come poli opposti e
complementari – riunisce un corpus di opere in parte inedite,
comprendente alcune delle serie più rappresentative della ricerca
dell’artista sul tema del denaro.
Al centro di questa analisi si collocano le “ossidazioni”, una serie di
lavori su carta e su tela nei quali la moneta da un centesimo – ormai
quasi priva di valore, se non simbolico – si dissolve attraverso un
processo chimico che ne trasforma il “peso”, convertendo il metallo in
memoria. Grazie all’azione combinata di acqua, sale, aceto e del tempo
– anch’esso metafora di ricchezza nel sentire comune – le piccole
monete cedono progressivamente alla corrosione, depositandosi sulla
superficie del supporto e perdendo ogni funzione utilitaria. Una migrazione
fisica che è anche semantica, nella quale il valore convenzionale ed
economico lascia il posto a un valore personale ed estetico.
Al deterioramento delle monete si affianca l’alterazione delle banconote
nella serie One Hundred Bucks: cento banconote da un dollaro ottenute a
partire da duecento esemplari, stampati in sequenza numerica e
successivamente intrecciati attraverso un complesso sistema di tagli
orizzontali e verticali. Un lavoro di minuzia, che viviseziona la
cartamoneta scomponendone struttura e valore.
In soldoni – espressione quanto mai pertinente – il processo di
decostruzione messo in atto da Hanzelewicz potrebbe essere riassunto come
un percorso che va dal nulla al nulla. Monete e banconote, infatti, non
possiedono un valore intrinseco: il loro potere deriva esclusivamente da
una convenzione collettiva, da un significato simbolico attribuito dal
sistema economico e finanziario (una valuta travolta dall’inflazione, ad
esempio, vede progressivamente erodersi la propria capacità di
rappresentare valore fino a sfiorare l’insignificanza; allo stesso modo,
una banconota fuori corso, una volta cessata la convenzione che ne
garantiva la validità, torna a essere un semplice pezzo di carta).
L’intervento dell’artista rende visibile e concreta proprio questa
attribuzione artificiale di potere. Il “peso” della moneta non risiede
nella sua materialità, ma nelle circostanze che la investono di
significato.
Hanzelewicz svela questo artificio, smontandone l’illusione. Con il suo
gesto, la banconota cessa di essere denaro e torna a essere ciò che
materialmente è sempre stata: carta. Eppure il processo non si conclude
con una semplice sottrazione. Nel momento stesso in cui viene privata del
suo valore economico, essa ne conquista uno nuovo. L’artista trasforma
così un simbolo di ricchezza in un’opera, dimostrando che il valore non
è una proprietà delle cose, ma il risultato di uno sguardo, di un atto di
attribuzione. Non denaro, dunque, ma arte. Tutto dipende da ciò che
scegliamo di riconoscervi.
FIUTO Art Space
Piazza Matteotti 13Ripatransone (AP)www.fiutoartspace.com
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