{"id":2100,"date":"2021-05-18T14:40:29","date_gmt":"2021-05-18T12:40:29","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=2100"},"modified":"2021-05-18T14:49:38","modified_gmt":"2021-05-18T12:49:38","slug":"trouble-in-paradise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/","title":{"rendered":"Trouble in Paradise"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA &#8211;\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000\"><strong>22 maggio \u2013 21 novembre 2021<br \/><a href=\"https:\/\/labiennale.art.pl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">labiennale.art.pl<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del Padiglione Polacco alla Biennale Architettura 2021. Il progetto, dal titolo <em>Trouble in Paradise<\/em>, \u00e8 a cura del collettivo PROLOG +1, in collaborazione con un gruppo di architetti e artisti internazionali. Lo scopo \u00e8 quello di mostrare come, in tempi di crescenti crisi a livello locale e globale, le aree rurali sono essenziali chiave per la costruzione di un senso di comunit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Un anno dopo il previsto, la Biennale Architettura 2021 aprir\u00e0 il 22 maggio. La mostra al Padiglione Polacco sar\u00e0 accessibile ai visitatori in ogni angolo del mondo: nel giorno dell\u2019inaugurazione, sar\u00e0 lanciata anche la versione digitale del progetto, appositamente creata, e disponibile sul sito <u><a href=\"http:\/\/labiennale.art.pl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">labiennale.art.pl<\/a><\/u>. L\u2019organizzazione del Padiglione Polacco \u00e8 a cura della galleria d\u2019arte nazionale Zach\u0119ta. <\/strong><\/p>\n<p><em>Trouble in Paradise <\/em>\u00e8 un racconto poliedrico sul futuro della vita associata in campagna, che segue fianco a fianco un\u2019approfondita analisi delle forme di lavoro e delle modalit\u00e0 abitative in quelle aree. Il progetto si concentra tra le altre cose sulla marginalizzazione delle campagne, indica i problemi con cui si confrontano i suoi abitanti e ne mostra l\u2019enorme potenziale non sfruttato. Dai dati pubblicati dall\u2019istituto nazionale di statistica (GUS), emerge che, nonostante il 93% del territorio polacco sia composto da aree rurali, ci vive soltanto il 40% della popolazione. La situazione polacca rispecchia del resto tendenze globali: in tutto il mondo, il numero di persone che vivono nelle aree urbane \u00e8 superiore a quello degli abitanti della campagna, anche se i terreni rurali occupano la stragrande maggioranza del territorio.<\/p>\n<p>Secondo i curatori della mostra, il problema fondamentale \u00e8 la visione della campagna filtrata da banalizzazioni e stereotipi che la ritraggono come un paradiso perduto o un posto in cui potersi prendere una pausa dai tormenti della civilt\u00e0. Si scopre velocemente, in realt\u00e0, che l\u2019idillio della vita fuori citt\u00e0 ha una data di scadenza molto breve. La pandemia, che a livello globale ha intensificato la migrazione interna dalle citt\u00e0 alle campagne, ha portato alla luce le difficolt\u00e0 quotidiane con cui si confronta ogni giorno la provincia polacca: per esempio, la mancanza di mezzi pubblici, lo scarso accesso a internet e la difficile integrazione tra i \u201cforestieri\u201d e i locali.<\/p>\n<p>\u201cLa campagna rappresenta sempre meno una terra promessa di autonomia e di fuga dalla citt\u00e0 e sempre pi\u00f9 si trasforma in un\u2019area ridotta a magazzino, una zona dove costruire tangenziali, capannoni, allevamenti intensivi e tutte le altre infrastrutture senza le quali la vita nei grandi centri urbani sarebbe impossibile. Deriva in prima istanza dalla concezione funzionale che si ha della campagna, secondo la quale il suo ruolo \u00e8 quello di essere il retrobottega della citt\u00e0. Vogliamo ribaltare questa prospettiva, smettere di pensare alla campagna dal punto di vista dei borghesi di citt\u00e0. \u2014 afferma Robert Witczak del collettivo di curatori PROLOG +1. \u201cCi teniamo a rappresentare la campagna non come uno spazio chiuso, diviso e privatizzato, ma come uno spazio delle idee e del senso di comunit\u00e0, dove ogni abitante pu\u00f2 contribuire alla sua creazione\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>L\u2019ideazione del progetto viene dal collettivo di giovani architetti PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak). La mostra si divide in due parti: una analitica e l\u2019altra progettuale. La prima, realizzata in collaborazione con alcuni artisti polacchi, mostra i problemi contemporanei della campagna e sar\u00e0 rappresentata in forma di una panoramica fotorealistica di 70 metri quadri che riempir\u00e0 tutto lo spazio del padiglione. Creato dai fotografi Micha\u0142 Sierakowski e Pawe\u0142 Starec e dall\u2019artista Jan Domicz, in collaborazione con il collettivo PROLOG +1, la panoramica mostrer\u00e0 gli elementi caratteristici del paesaggio rurale come effetto dei processi avvenuti nel corso degli ultimi cento anni.\u00a0<\/p>\n<p>Per la realizzazione della parte progettuale, PROLOG +1 ha invitato a collaborare sei studi architettonici europei: Atelier Fanelsa (DE), GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter (HU), KOSMOS Architects (RU, CH, AT), Rural Office for Architecture (GB), RZUT (PL) e Traumnovelle (BE). Il risultato del loro lavoro consiste in modelli architettonici, collage e disegni che saranno rappresentati nel padiglione sullo sfondo della panoramica. La variet\u00e0 dei punti di vista e le prospettive incrociate si associano alla riflessione sul tema degli effetti dell\u2019utilizzo del territorio rurale, dei disastri climatici e delle crisi globali, anche di quelle di cui ancora non conosciamo bene le conseguenze sui destini del pianeta e sulle zone rurali in particolare.<\/p>\n<p>Assieme alla mostra ci sar\u00e0 il libro <em>Trouble in Paradise<\/em>, contenente saggi e articoli tra gli altri di Platon Issaias &amp; Hamed Khosravi, Pier Vittorio Aureli, Andrea Alberto Dutto, Katarzyna Kajdanek, \u0141ukasz Moll, un saggio fotografico di Jacenty D\u0119dek, e i testi del collettivo PROLOG +1 oltre alla versione in stampa di <em>Panorama della campagna polacca<\/em> e le immagini dei progetti. Il libro sar\u00e0 in vendita dal 22 maggio nella libreria della galleria Zach\u0119ta e alla Biennale di Venezia. Sar\u00e0 disponibile anche in versione digitale in download dal sito <a href=\"http:\/\/www.labiennale.art.pl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">labiennale.art.pl<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-vivid-red-background-color has-vivid-red-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #800000\"><strong><em>Trouble in Paradise<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>curatori:<\/strong> PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak)<\/p>\n<p><strong>gruppi architettonici:<\/strong> Atelier Fanelsa, GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter, KOSMOS Architects, RZUT, Rural Office for Architecture, Traumnovelle<\/p>\n<p><strong>autori del <em>Panorama della campagna polacca<\/em>:<\/strong> Jan Domicz, Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, PROLOG +1<\/p>\n<p><strong>autori del <em>Glossario<\/em> (online):<\/strong> Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, Wiktoria Wojciechowska, Patrycja Wojtas, PROLOG +1<\/p>\n<p><strong>identificazione grafica della mostra, progetto grafico del catalogo:<\/strong> zesp\u00f3\u0142 wesp\u00f3\u0142<\/p>\n<p><strong>organizzatore:<\/strong> Zach\u0119ta &#8211; Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsavia <br \/>commissario del Padiglione Polacco: Hanna Wr\u00f3blewska, direttrice di Zach\u0119ta &#8211; Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsavia<br \/>ufficio del Padiglione Polacco: Ewa Mielczarek, Joanna Wa\u015bko<\/p>\n<hr \/>\n<p>La partecipazione della Polonia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura \u00e8 stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura, del Patrimonio Nazionale e lo Sport della Repubblica Polacca.<br \/>La mostra al Padiglione Polacco \u00e8 supportata dall\u2019Istituto di Adam Mickiewicz e dall\u2019Istituto Polacco di Roma.<br \/>Il libro cofinanziato dalla Citt\u00e0 di Breslavia.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>contatti media<\/strong><br \/>Joanna Andruszko \/ ufficio comunicazione, Zach\u0119ta &#8211; Galleria Nazionale d\u2019Arte<br \/><a href=\"mailto:j.andruszko@zacheta.art.pl\">j.andruszko@zacheta.art.pl <\/a>&#8211; tel.: +48 693 974 686<\/p>\n<p>Joanna Wa\u015bko \/ ufficio del Padiglione Polacco, Zach\u0119ta &#8211; Galleria Nazionale d\u2019Arte<br \/><a href=\"mailto:j.wasko@zacheta.art.pl\">j.wasko@zacheta.art.pl<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-vivid-red-background-color has-vivid-red-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<p><strong>NOTE BIOGRAFICHE<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000\"><strong>Curatori<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>PROLOG<\/strong> \u00e8 nato nel 2017, lo costituiscono Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski e Rafa\u0142 \u015aliwa. \u00c8 sparso per Europa, con una base a Breslavia. Si occupa di architettura attraverso progetti, ricerche, scritti, esposizioni e workshop. Progetta prendendo sempre in conto aspetti pratici e teorici. Le azioni del PROLOG costituiscono per i suoi membri un periodo formativo, perci\u00f2 il gruppo si concentra all\u2019esplorazione, speculazione e sperimentazione. Il PROLOG ha ottenuto un riconoscimento nel concorso internazionale a procedura aperta per la sala concerti Tautos Namai a Vilnius in Lituania e dei secondi premi nei concorsi internazionali a procedura aperta per il Centro Internazionale di Musica a \u017belazowa Wola e per una idea di pianificazione dell\u2019area di Mi\u0119dzyodrze a Stettino.<\/p>\n<p><strong>PROLOG +1<\/strong> \u00e8 il gruppo allargato di Robert Witczak il quale lavora al progetto <em>Trouble in Paradise<\/em> al Padiglione Polacco per la 17. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia.<\/p>\n<p><strong>Mirabela Jurczenko<\/strong> \u00e8 laureata presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso l\u2019Universit\u00e0 del Minho a Guimar\u00e3es. Attualmente vive e lavora a Rotterdam. Ha partecipato ai progetti di ricera presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Berlino e l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco.<\/p>\n<p><strong>Bartosz Kowal<\/strong> \u00e8 laureato di secondo livello (MSc Arch) presso l\u2019Institut f\u00fcr Architektur und Raumentwicklung dell\u2019Universit\u00e0 di Liechtenstein. Prima ha anche studiato presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco, l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Yildiz a Istanbul e presso il Politecnico di Breslavia. Ha lavorato da architetto in Germania, Polonia e con Conradin Clavuot a Coira. Membro della SIA (Swiss Society of Engineers and Architects).<\/p>\n<p><strong>Wojciech Mazan<\/strong> studia nell\u2019ambito del programma Projective Cities presso l\u2019Architectural Association School of Architecture a Londra; nella dissertazione si concentra sulla campagna polacca postsocialista. \u00c8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso la Rotterdamse Academie van Bouwkunst. Ha lavorato da assistente del ricercatore presso il Royal College of Art a Londra ed ha realizzato concorsi presso gli studi di architettura a Madrid, Rotterdam, Messico e Graz.<\/p>\n<p><strong>Bart\u0142omiej Poteralski <\/strong>\u00e8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia, l\u2019esperienza acquistava presso gli studi di Polonia, Spagna e Austria. Presso l\u2019Atelier Thomas Pucher ha lavorato ai progetti della sede di Sinfonia Varsovia a Varsavia e di Universit\u00e4tsbibliothek a Graz.<\/p>\n<p><strong>Rafa\u0142 \u015aliwa<\/strong> ha studiato architettura presso atenei portoghesi l\u2019Universit\u00e0 di Minho a Guimar\u00e3es, l\u2019Universit\u00e0 di Coimbra e l\u2019Universit\u00e0 di Porto. Ha\u00a0conseguito la laurea presso il Politecnico di Breslavia con una ricerca sopra la relazione di architettura urbana con educazione. L\u2019esperienza professionale acquistava negli studi di Polonia e Portogallo, coopera alle invenzioni per concorsi presso lo studio ANALOG.<\/p>\n<p><strong>Robert Witczak<\/strong> ha studiato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia. Si \u00e8 laureato di recente presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Delft. Nella tesi di laurea si \u00e8 occupato della problematica spaziale della suburbanizzazione in Polonia. Laureato di numerosi concorsi architettonici. L\u2019esperienza professionale acquisisce lavorando alle invenzioni per concorsi presso gli studi architettonici in paese e all\u2019estero.<\/p>\n<p><br \/>\u00a0<span style=\"color: #800000\"><strong>Autori del <em>Panorama della campagna polacca<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Jan Domicz<\/strong>, artista visivo, autore di video, ogetti e installazioni. Laureato di St\u00e4delschule a Francoforte e l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Vive e lavora a Varsavia, coopera con la galleria Wsch\u00f3d. Dal 2017 conduce un progetto quasi-curatoriale <em>Office for Narrated Spaces<\/em>. Le sue opere venivano presentate tra l\u2019altro a Museum f\u00fcr Moderne Kunst a Francoforte, SALTS a Basilea, CSW Zamek Ujazdowski a Varsavia, Significant Other a Vienna e Karlin Studios a Praga. Nei suoi lavori si avvale dell potenziale narrativo dello spazio.<\/p>\n<p><strong>Micha\u0142 Sierakowski<\/strong>, fotografo documentalista e cineasta. Laureato in fotografia presso l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Borsista del Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale, le suoe opere venivano esposte tra l\u2019altro a Varsavia, Kiev, Londra e San Pietroburgo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dell\u2019uomo con il suo ambiente e inoltre su come le comunit\u00e0 reinterpretano e ricostruiscono il paesaggio, naturale o quello a forma di urbanistica e architettura.<\/p>\n<p><strong>Pawe\u0142 Starzec<\/strong>, fotografo, sociologo, documentalista. Docente e insegnante accademico, autore di programmi di workshop, cofondatore del collettivo di artisti e dell\u2019edizione Azimuth Press. Fa dottorato di ricerca presso l\u2019Istituto di Scienze Sociali Applicate dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e laurea specialistica presso l\u2019Istituto di Fotografia Artistica dell\u2019Universit\u00e0 di Silesia a Opawa. Musicista e artista del suono, attualmente concertante con il progetto Mazut e solo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dello spazio, la storia e i loro contesti sociali.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000\"><strong>Gruppi architettonici<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Atelier Fanelsa<\/strong> \u00e8 un internazionale gruppo di architetti che lavorano a Berlino e a Gerswalde (Brandeburgo). Lo studio fa ricerca sulle forme contemporanee di lavorare, di vivere e di passare tempo in comune in campagna, in periferia e in citt\u00e0. Progetta case private, palazzi pubblici, organizza mostre e workshop. Nell\u2019ambito delle suddette forme inventa soluzioni innovative rispondenti ai bisogni di una societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p><strong>GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter<br \/><\/strong>GUBAH\u00c1MORI \u00e8 uno studio architettonico e urbanistico che raccoglie autori interessati di relazioni tra l\u2019ambiente naturale e un ambiente creato dall\u2019uomo. Nei loro progetti architettonici oltrepassano una esperienza visiva della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Filip \u00e8 un collettivo creato da artisti visivi con la sede a Budapest, nella zona di un antico cantiere navale per riparazioni N\u00e9psziget, in corso di trasformazione in un\u2019area culturale. Il cantiere \u00e8 un ambiente eclettico con ancora funzionanti stabilimenti industriali in cui delle situazioni quotidiane diventano delle ispirazioni per le attivit\u00e0 sul campo artistico.<\/p>\n<p>L\u00e1szl\u00f3 Demeter \u00e8 un esperto nell\u2019ambito di scienze forestali ed etnoecologia presso il Centro di Ricerche Ecologiche in Ungeria (Centre for Ecological Research). Si specializza in applicazione di sistemi cognitivi diversi (e.g. una cognizione comune e la tradizione scientifica dell\u2019Europa Occidentale) a una gestione innovativa di protezione della natura.<\/p>\n<p><strong>KOSMOS Architects<\/strong> \u00e8 uno studio cooperante in modo virtuale che aggrega dei partner da Ginevra, Mosca, Graz e Nuova York. KOSMOS progetta palazzi e ambienti di ogni tipo: da maniglie per le porte a progetti delle citt\u00e0 intere e in ogni scala: da centri abitativi, industriali e culturali multifunzionali, a installazioni artistiche temporanee (e.g. nei parchi). I progettisti compongono arte con technologia, una prospettiva globale con un contesto locale, delle ricerche accademiche con la pratica architettonica.<\/p>\n<p><strong>Rural Office for Architecture<\/strong> ha la sua sede in una distante parte rurale del Galles, in Gran Bretagna. Fondato nel 2008 da Niall Maxwell, lo studio realizza principalmente dei progetti per aree rurali, i quali fanno riferimento a un contesto esistente e reinterpretano il linguaggio indigeno dell\u2019architettura antica. I progettisti lavorano sul territorio del Regno Unito, disegnano dei palazzi nuovi e rifanno vecchi, attualmente realizzano un loro primo progetto estero \u2013 un\u2019abitazione rurale in Giappone.<\/p>\n<p><strong>RZUT <\/strong>(Katarzyna Billik, Matylda G\u0105siorowska, Igor \u0141ysiuk, Karolina Matysiak, Andrzej Olejniczak, Zofia Piotrowska, Przemys\u0142aw Sobiecki, \u0141ukasz St\u0119pnik, Milena Trzci\u0144ska). \u201eSiamo un gruppo di persone che si occupano di scrivere, raccontare e criticare. Delle storie da noi osservate riassumiamo in una rivista trimensile pubblicata dal 2013. Non siamo uno studio architettonico e il nostro scopo non \u00e8 di costruire. Ci\u00f2 nonostante ci sentiamo architetti e ci avvaliamo della nostra esperienza per approfondire una riflessione sopra lo spazio. Testo, disegno e palazzo sono per noi degli elementi pari di un mondo in cui non c\u2019\u00e8 divisione in teoria e pratica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Traumnovelle<\/strong> \u2013 \u00e8 una fazione militante creata da tre architetti belgi: L\u00e9one Drapeaud, Manuel Le\u00f3n Fanjul e Johnny Leya. Per il Traumnovelle architettura e finzione costituiscono degli strumenti analitici, critici e subversivi a mezzo dei quali il gruppo cerca di individuare le questioni brucianti della contemporaneit\u00e0 e di elaborare le migliori soluzioni. I loro progetti, che presentano un approccio pluridisciplinare all\u2019architettura, sono aprezzati in tutto il mondo. I membri del Traumnovelle sono stati curatori del Padiglione Belga per la Biennale Architettura 2018.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000\">Organizzatore<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Zach\u0119ta &#8211; Galleria Nazionale d\u2019Arte<\/strong> da anni \u00e8 l\u2019organizzatore delle esposizioni al Padiglione Polacco per la Biennale Arte e la Biennale Architettura, nonch\u00e9 il custode dell\u2019edificio. La direttrice della galleria esercita la funzione del commissario del padiglione. La Polonia possiede un proprio padiglione di esposizioni il quale si trova in una delle zone espositive principali della biennale \u2013 ai Giardini.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-vivid-red-background-color has-vivid-red-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2-1024x819.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2102\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2102\" class=\"wp-image-2102\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2-300x240.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2-768x614.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-2.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1-1024x819.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2103\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2103\" class=\"wp-image-2103\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1-300x240.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1-768x614.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Wiktoria_Wojciechowska-1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3-1024x819.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2104\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2104\" class=\"wp-image-2104\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3-300x240.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3-768x614.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-3.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2-1024x819.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2105\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2105\" class=\"wp-image-2105\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2-300x240.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2-768x614.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-2.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1-819x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2106\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2106\" class=\"wp-image-2106\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1-768x960.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Patrycja-Wojtas-1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3-768x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2107\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2107\" class=\"wp-image-2107\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3-768x1024.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3-225x300.jpg 225w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-3.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-1024x576.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2108\" data-full-url=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?attachment_id=2108\" class=\"wp-image-2108\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-1920x1080.jpg 1920w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2-1120x630.jpg 1120w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble_in_paradise_Glossary_fot.-Michaa-Sierakowski-2.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">Trouble in paradise &#8211; Glossary<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<p>foto in copertina: Trouble in paradise &#8211; Glossary \/ fot. Micha\u0142 Sierakowski\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA &#8211;\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO 22 maggio \u2013 21 novembre 2021labiennale.art.pl Nonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":2101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Trouble in Paradise - Instytut Polski w Rzymie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"pl_PL\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Trouble in Paradise - Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA &#8211;\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO 22 maggio \u2013 21 novembre 2021labiennale.art.pl Nonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-05-18T12:40:29+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-05-18T12:49:38+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1000\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"750\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"olszanskae\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Napisane przez\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"olszanskae\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Szacowany czas czytania\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minut\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"event\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/\",\"name\":\"Trouble in Paradise\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#primaryimage\"},\"image\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble-300x225.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\"],\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\",\"datePublished\":\"2021-05-18T12:40:29+02:00\",\"dateModified\":\"2021-05-18T12:49:38+02:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/\"]}],\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"startDate\":\"2021-05-22\",\"endDate\":\"2021-11-21\",\"eventStatus\":\"EventScheduled\",\"eventAttendanceMode\":\"OfflineEventAttendanceMode\",\"location\":{\"@type\":\"place\",\"name\":\"\",\"address\":\"\",\"geo\":{\"@type\":\"GeoCoordinates\",\"latitude\":\"\",\"longitude\":\"\"}},\"description\":\"17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA -\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO\\n22 maggio \u2013 21 novembre 2021labiennale.art.pl\\nNonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del Padiglione Polacco alla Biennale Architettura 2021. Il progetto, dal titolo Trouble in Paradise, \u00e8 a cura del collettivo PROLOG +1, in collaborazione con un gruppo di architetti e artisti internazionali. Lo scopo \u00e8 quello di mostrare come, in tempi di crescenti crisi a livello locale e globale, le aree rurali sono essenziali chiave per la costruzione di un senso di comunit\u00e0. \\nUn anno dopo il previsto, la Biennale Architettura 2021 aprir\u00e0 il 22 maggio. La mostra al Padiglione Polacco sar\u00e0 accessibile ai visitatori in ogni angolo del mondo: nel giorno dell\u2019inaugurazione, sar\u00e0 lanciata anche la versione digitale del progetto, appositamente creata, e disponibile sul sito labiennale.art.pl. L\u2019organizzazione del Padiglione Polacco \u00e8 a cura della galleria d\u2019arte nazionale Zach\u0119ta. \\nTrouble in Paradise \u00e8 un racconto poliedrico sul futuro della vita associata in campagna, che segue fianco a fianco un\u2019approfondita analisi delle forme di lavoro e delle modalit\u00e0 abitative in quelle aree. Il progetto si concentra tra le altre cose sulla marginalizzazione delle campagne, indica i problemi con cui si confrontano i suoi abitanti e ne mostra l\u2019enorme potenziale non sfruttato. Dai dati pubblicati dall\u2019istituto nazionale di statistica (GUS), emerge che, nonostante il 93% del territorio polacco sia composto da aree rurali, ci vive soltanto il 40% della popolazione. La situazione polacca rispecchia del resto tendenze globali: in tutto il mondo, il numero di persone che vivono nelle aree urbane \u00e8 superiore a quello degli abitanti della campagna, anche se i terreni rurali occupano la stragrande maggioranza del territorio.\\nSecondo i curatori della mostra, il problema fondamentale \u00e8 la visione della campagna filtrata da banalizzazioni e stereotipi che la ritraggono come un paradiso perduto o un posto in cui potersi prendere una pausa dai tormenti della civilt\u00e0. Si scopre velocemente, in realt\u00e0, che l\u2019idillio della vita fuori citt\u00e0 ha una data di scadenza molto breve. La pandemia, che a livello globale ha intensificato la migrazione interna dalle citt\u00e0 alle campagne, ha portato alla luce le difficolt\u00e0 quotidiane con cui si confronta ogni giorno la provincia polacca: per esempio, la mancanza di mezzi pubblici, lo scarso accesso a internet e la difficile integrazione tra i \u201cforestieri\u201d e i locali.\\n\u201cLa campagna rappresenta sempre meno una terra promessa di autonomia e di fuga dalla citt\u00e0 e sempre pi\u00f9 si trasforma in un\u2019area ridotta a magazzino, una zona dove costruire tangenziali, capannoni, allevamenti intensivi e tutte le altre infrastrutture senza le quali la vita nei grandi centri urbani sarebbe impossibile. Deriva in prima istanza dalla concezione funzionale che si ha della campagna, secondo la quale il suo ruolo \u00e8 quello di essere il retrobottega della citt\u00e0. Vogliamo ribaltare questa prospettiva, smettere di pensare alla campagna dal punto di vista dei borghesi di citt\u00e0. \u2014 afferma Robert Witczak del collettivo di curatori PROLOG +1. \u201cCi teniamo a rappresentare la campagna non come uno spazio chiuso, diviso e privatizzato, ma come uno spazio delle idee e del senso di comunit\u00e0, dove ogni abitante pu\u00f2 contribuire alla sua creazione\u201d, aggiunge.\\nL\u2019ideazione del progetto viene dal collettivo di giovani architetti PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak). La mostra si divide in due parti: una analitica e l\u2019altra progettuale. La prima, realizzata in collaborazione con alcuni artisti polacchi, mostra i problemi contemporanei della campagna e sar\u00e0 rappresentata in forma di una panoramica fotorealistica di 70 metri quadri che riempir\u00e0 tutto lo spazio del padiglione. Creato dai fotografi Micha\u0142 Sierakowski e Pawe\u0142 Starec e dall\u2019artista Jan Domicz, in collaborazione con il collettivo PROLOG +1, la panoramica mostrer\u00e0 gli elementi caratteristici del paesaggio rurale come effetto dei processi avvenuti nel corso degli ultimi cento anni.\u00a0\\nPer la realizzazione della parte progettuale, PROLOG +1 ha invitato a collaborare sei studi architettonici europei: Atelier Fanelsa (DE), GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter (HU), KOSMOS Architects (RU, CH, AT), Rural Office for Architecture (GB), RZUT (PL) e Traumnovelle (BE). Il risultato del loro lavoro consiste in modelli architettonici, collage e disegni che saranno rappresentati nel padiglione sullo sfondo della panoramica. La variet\u00e0 dei punti di vista e le prospettive incrociate si associano alla riflessione sul tema degli effetti dell\u2019utilizzo del territorio rurale, dei disastri climatici e delle crisi globali, anche di quelle di cui ancora non conosciamo bene le conseguenze sui destini del pianeta e sulle zone rurali in particolare.\\nAssieme alla mostra ci sar\u00e0 il libro Trouble in Paradise, contenente saggi e articoli tra gli altri di Platon Issaias &amp; Hamed Khosravi, Pier Vittorio Aureli, Andrea Alberto Dutto, Katarzyna Kajdanek, \u0141ukasz Moll, un saggio fotografico di Jacenty D\u0119dek, e i testi del collettivo PROLOG +1 oltre alla versione in stampa di Panorama della campagna polacca e le immagini dei progetti. Il libro sar\u00e0 in vendita dal 22 maggio nella libreria della galleria Zach\u0119ta e alla Biennale di Venezia. Sar\u00e0 disponibile anche in versione digitale in download dal sito labiennale.art.pl.\\nTrouble in Paradise\\ncuratori: PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak)\\ngruppi architettonici: Atelier Fanelsa, GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter, KOSMOS Architects, RZUT, Rural Office for Architecture, Traumnovelle\\nautori del Panorama della campagna polacca: Jan Domicz, Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, PROLOG +1\\nautori del Glossario (online): Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, Wiktoria Wojciechowska, Patrycja Wojtas, PROLOG +1\\nidentificazione grafica della mostra, progetto grafico del catalogo: zesp\u00f3\u0142 wesp\u00f3\u0142\\norganizzatore: Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsavia commissario del Padiglione Polacco: Hanna Wr\u00f3blewska, direttrice di Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsaviaufficio del Padiglione Polacco: Ewa Mielczarek, Joanna Wa\u015bko\\nLa partecipazione della Polonia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura \u00e8 stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura, del Patrimonio Nazionale e lo Sport della Repubblica Polacca.La mostra al Padiglione Polacco \u00e8 supportata dall\u2019Istituto di Adam Mickiewicz e dall\u2019Istituto Polacco di Roma.Il libro cofinanziato dalla Citt\u00e0 di Breslavia.\\ncontatti mediaJoanna Andruszko \/ ufficio comunicazione, Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Artej.andruszko@zacheta.art.pl - tel.: +48 693 974 686\\nJoanna Wa\u015bko \/ ufficio del Padiglione Polacco, Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Artej.wasko@zacheta.art.pl\\nNOTE BIOGRAFICHE\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\\nCuratori\\nPROLOG \u00e8 nato nel 2017, lo costituiscono Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski e Rafa\u0142 \u015aliwa. \u00c8 sparso per Europa, con una base a Breslavia. Si occupa di architettura attraverso progetti, ricerche, scritti, esposizioni e workshop. Progetta prendendo sempre in conto aspetti pratici e teorici. Le azioni del PROLOG costituiscono per i suoi membri un periodo formativo, perci\u00f2 il gruppo si concentra all\u2019esplorazione, speculazione e sperimentazione. Il PROLOG ha ottenuto un riconoscimento nel concorso internazionale a procedura aperta per la sala concerti Tautos Namai a Vilnius in Lituania e dei secondi premi nei concorsi internazionali a procedura aperta per il Centro Internazionale di Musica a \u017belazowa Wola e per una idea di pianificazione dell\u2019area di Mi\u0119dzyodrze a Stettino.\\nPROLOG +1 \u00e8 il gruppo allargato di Robert Witczak il quale lavora al progetto Trouble in Paradise al Padiglione Polacco per la 17. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia.\\nMirabela Jurczenko \u00e8 laureata presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso l\u2019Universit\u00e0 del Minho a Guimar\u00e3es. Attualmente vive e lavora a Rotterdam. Ha partecipato ai progetti di ricera presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Berlino e l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco.\\nBartosz Kowal \u00e8 laureato di secondo livello (MSc Arch) presso l\u2019Institut f\u00fcr Architektur und Raumentwicklung dell\u2019Universit\u00e0 di Liechtenstein. Prima ha anche studiato presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco, l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Yildiz a Istanbul e presso il Politecnico di Breslavia. Ha lavorato da architetto in Germania, Polonia e con Conradin Clavuot a Coira. Membro della SIA (Swiss Society of Engineers and Architects).\\nWojciech Mazan studia nell\u2019ambito del programma Projective Cities presso l\u2019Architectural Association School of Architecture a Londra; nella dissertazione si concentra sulla campagna polacca postsocialista. \u00c8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso la Rotterdamse Academie van Bouwkunst. Ha lavorato da assistente del ricercatore presso il Royal College of Art a Londra ed ha realizzato concorsi presso gli studi di architettura a Madrid, Rotterdam, Messico e Graz.\\nBart\u0142omiej Poteralski \u00e8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia, l\u2019esperienza acquistava presso gli studi di Polonia, Spagna e Austria. Presso l\u2019Atelier Thomas Pucher ha lavorato ai progetti della sede di Sinfonia Varsovia a Varsavia e di Universit\u00e4tsbibliothek a Graz.\\nRafa\u0142 \u015aliwa ha studiato architettura presso atenei portoghesi l\u2019Universit\u00e0 di Minho a Guimar\u00e3es, l\u2019Universit\u00e0 di Coimbra e l\u2019Universit\u00e0 di Porto. Ha\u00a0conseguito la laurea presso il Politecnico di Breslavia con una ricerca sopra la relazione di architettura urbana con educazione. L\u2019esperienza professionale acquistava negli studi di Polonia e Portogallo, coopera alle invenzioni per concorsi presso lo studio ANALOG.\\nRobert Witczak ha studiato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia. Si \u00e8 laureato di recente presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Delft. Nella tesi di laurea si \u00e8 occupato della problematica spaziale della suburbanizzazione in Polonia. Laureato di numerosi concorsi architettonici. L\u2019esperienza professionale acquisisce lavorando alle invenzioni per concorsi presso gli studi architettonici in paese e all\u2019estero.\\n\u00a0Autori del Panorama della campagna polacca\\nJan Domicz, artista visivo, autore di video, ogetti e installazioni. Laureato di St\u00e4delschule a Francoforte e l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Vive e lavora a Varsavia, coopera con la galleria Wsch\u00f3d. Dal 2017 conduce un progetto quasi-curatoriale Office for Narrated Spaces. Le sue opere venivano presentate tra l\u2019altro a Museum f\u00fcr Moderne Kunst a Francoforte, SALTS a Basilea, CSW Zamek Ujazdowski a Varsavia, Significant Other a Vienna e Karlin Studios a Praga. Nei suoi lavori si avvale dell potenziale narrativo dello spazio.\\nMicha\u0142 Sierakowski, fotografo documentalista e cineasta. Laureato in fotografia presso l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Borsista del Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale, le suoe opere venivano esposte tra l\u2019altro a Varsavia, Kiev, Londra e San Pietroburgo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dell\u2019uomo con il suo ambiente e inoltre su come le comunit\u00e0 reinterpretano e ricostruiscono il paesaggio, naturale o quello a forma di urbanistica e architettura.\\nPawe\u0142 Starzec, fotografo, sociologo, documentalista. Docente e insegnante accademico, autore di programmi di workshop, cofondatore del collettivo di artisti e dell\u2019edizione Azimuth Press. Fa dottorato di ricerca presso l\u2019Istituto di Scienze Sociali Applicate dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e laurea specialistica presso l\u2019Istituto di Fotografia Artistica dell\u2019Universit\u00e0 di Silesia a Opawa. Musicista e artista del suono, attualmente concertante con il progetto Mazut e solo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dello spazio, la storia e i loro contesti sociali.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\\nGruppi architettonici\\nAtelier Fanelsa \u00e8 un internazionale gruppo di architetti che lavorano a Berlino e a Gerswalde (Brandeburgo). Lo studio fa ricerca sulle forme contemporanee di lavorare, di vivere e di passare tempo in comune in campagna, in periferia e in citt\u00e0. Progetta case private, palazzi pubblici, organizza mostre e workshop. Nell\u2019ambito delle suddette forme inventa soluzioni innovative rispondenti ai bisogni di una societ\u00e0 contemporanea.\\nGUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 DemeterGUBAH\u00c1MORI \u00e8 uno studio architettonico e urbanistico che raccoglie autori interessati di relazioni tra l\u2019ambiente naturale e un ambiente creato dall\u2019uomo. Nei loro progetti architettonici oltrepassano una esperienza visiva della realt\u00e0.\\nFilip \u00e8 un collettivo creato da artisti visivi con la sede a Budapest, nella zona di un antico cantiere navale per riparazioni N\u00e9psziget, in corso di trasformazione in un\u2019area culturale. Il cantiere \u00e8 un ambiente eclettico con ancora funzionanti stabilimenti industriali in cui delle situazioni quotidiane diventano delle ispirazioni per le attivit\u00e0 sul campo artistico.\\nL\u00e1szl\u00f3 Demeter \u00e8 un esperto nell\u2019ambito di scienze forestali ed etnoecologia presso il Centro di Ricerche Ecologiche in Ungeria (Centre for Ecological Research). Si specializza in applicazione di sistemi cognitivi diversi (e.g. una cognizione comune e la tradizione scientifica dell\u2019Europa Occidentale) a una gestione innovativa di protezione della natura.\\nKOSMOS Architects \u00e8 uno studio cooperante in modo virtuale che aggrega dei partner da Ginevra, Mosca, Graz e Nuova York. KOSMOS progetta palazzi e ambienti di ogni tipo: da maniglie per le porte a progetti delle citt\u00e0 intere e in ogni scala: da centri abitativi, industriali e culturali multifunzionali, a installazioni artistiche temporanee (e.g. nei parchi). I progettisti compongono arte con technologia, una prospettiva globale con un contesto locale, delle ricerche accademiche con la pratica architettonica.\\nRural Office for Architecture ha la sua sede in una distante parte rurale del Galles, in Gran Bretagna. Fondato nel 2008 da Niall Maxwell, lo studio realizza principalmente dei progetti per aree rurali, i quali fanno riferimento a un contesto esistente e reinterpretano il linguaggio indigeno dell\u2019architettura antica. I progettisti lavorano sul territorio del Regno Unito, disegnano dei palazzi nuovi e rifanno vecchi, attualmente realizzano un loro primo progetto estero \u2013 un\u2019abitazione rurale in Giappone.\\nRZUT (Katarzyna Billik, Matylda G\u0105siorowska, Igor \u0141ysiuk, Karolina Matysiak, Andrzej Olejniczak, Zofia Piotrowska, Przemys\u0142aw Sobiecki, \u0141ukasz St\u0119pnik, Milena Trzci\u0144ska). \u201eSiamo un gruppo di persone che si occupano di scrivere, raccontare e criticare. Delle storie da noi osservate riassumiamo in una rivista trimensile pubblicata dal 2013. Non siamo uno studio architettonico e il nostro scopo non \u00e8 di costruire. Ci\u00f2 nonostante ci sentiamo architetti e ci avvaliamo della nostra esperienza per approfondire una riflessione sopra lo spazio. Testo, disegno e palazzo sono per noi degli elementi pari di un mondo in cui non c\u2019\u00e8 divisione in teoria e pratica\u201d.\\nTraumnovelle \u2013 \u00e8 una fazione militante creata da tre architetti belgi: L\u00e9one Drapeaud, Manuel Le\u00f3n Fanjul e Johnny Leya. Per il Traumnovelle architettura e finzione costituiscono degli strumenti analitici, critici e subversivi a mezzo dei quali il gruppo cerca di individuare le questioni brucianti della contemporaneit\u00e0 e di elaborare le migliori soluzioni. I loro progetti, che presentano un approccio pluridisciplinare all\u2019architettura, sono aprezzati in tutto il mondo. I membri del Traumnovelle sono stati curatori del Padiglione Belga per la Biennale Architettura 2018.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\\nOrganizzatore\\nZach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte da anni \u00e8 l\u2019organizzatore delle esposizioni al Padiglione Polacco per la Biennale Arte e la Biennale Architettura, nonch\u00e9 il custode dell\u2019edificio. La direttrice della galleria esercita la funzione del commissario del padiglione. La Polonia possiede un proprio padiglione di esposizioni il quale si trova in una delle zone espositive principali della biennale \u2013 ai Giardini.\\nfoto in copertina: Trouble in paradise - Glossary \/ fot. Micha\u0142 Sierakowski\u00a0\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg\",\"width\":1000,\"height\":750},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Trouble in Paradise\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Trouble in Paradise - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"Trouble in Paradise - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA &#8211;\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO 22 maggio \u2013 21 novembre 2021labiennale.art.pl Nonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del [&hellip;]","og_url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/","og_site_name":"Instytut Polski w Rzymie","article_published_time":"2021-05-18T12:40:29+00:00","article_modified_time":"2021-05-18T12:49:38+00:00","og_image":[{"width":1000,"height":750,"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"olszanskae","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Napisane przez":"olszanskae","Szacowany czas czytania":"12 minut"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"event","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/","name":"Trouble in Paradise","isPartOf":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#primaryimage"},"image":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble-300x225.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg"],"thumbnailUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","datePublished":"2021-05-18T12:40:29+02:00","dateModified":"2021-05-18T12:49:38+02:00","author":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#breadcrumb"},"inLanguage":"pl-PL","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/"]}],"@context":"https:\/\/schema.org","startDate":"2021-05-22","endDate":"2021-11-21","eventStatus":"EventScheduled","eventAttendanceMode":"OfflineEventAttendanceMode","location":{"@type":"place","name":"","address":"","geo":{"@type":"GeoCoordinates","latitude":"","longitude":""}},"description":"17. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA -\u00a0IL PADIGLIONE POLACCO\n22 maggio \u2013 21 novembre 2021labiennale.art.pl\nNonostante il territorio polacco sia composto fino al 93% di aree rurali, ci vive appena il 40% della popolazione. Immersa nel caos spaziale e rimasta fino a oggi ai margini degli interessi architettonici, \u00e8 la campagna il tema della mostra del Padiglione Polacco alla Biennale Architettura 2021. Il progetto, dal titolo Trouble in Paradise, \u00e8 a cura del collettivo PROLOG +1, in collaborazione con un gruppo di architetti e artisti internazionali. Lo scopo \u00e8 quello di mostrare come, in tempi di crescenti crisi a livello locale e globale, le aree rurali sono essenziali chiave per la costruzione di un senso di comunit\u00e0. \nUn anno dopo il previsto, la Biennale Architettura 2021 aprir\u00e0 il 22 maggio. La mostra al Padiglione Polacco sar\u00e0 accessibile ai visitatori in ogni angolo del mondo: nel giorno dell\u2019inaugurazione, sar\u00e0 lanciata anche la versione digitale del progetto, appositamente creata, e disponibile sul sito labiennale.art.pl. L\u2019organizzazione del Padiglione Polacco \u00e8 a cura della galleria d\u2019arte nazionale Zach\u0119ta. \nTrouble in Paradise \u00e8 un racconto poliedrico sul futuro della vita associata in campagna, che segue fianco a fianco un\u2019approfondita analisi delle forme di lavoro e delle modalit\u00e0 abitative in quelle aree. Il progetto si concentra tra le altre cose sulla marginalizzazione delle campagne, indica i problemi con cui si confrontano i suoi abitanti e ne mostra l\u2019enorme potenziale non sfruttato. Dai dati pubblicati dall\u2019istituto nazionale di statistica (GUS), emerge che, nonostante il 93% del territorio polacco sia composto da aree rurali, ci vive soltanto il 40% della popolazione. La situazione polacca rispecchia del resto tendenze globali: in tutto il mondo, il numero di persone che vivono nelle aree urbane \u00e8 superiore a quello degli abitanti della campagna, anche se i terreni rurali occupano la stragrande maggioranza del territorio.\nSecondo i curatori della mostra, il problema fondamentale \u00e8 la visione della campagna filtrata da banalizzazioni e stereotipi che la ritraggono come un paradiso perduto o un posto in cui potersi prendere una pausa dai tormenti della civilt\u00e0. Si scopre velocemente, in realt\u00e0, che l\u2019idillio della vita fuori citt\u00e0 ha una data di scadenza molto breve. La pandemia, che a livello globale ha intensificato la migrazione interna dalle citt\u00e0 alle campagne, ha portato alla luce le difficolt\u00e0 quotidiane con cui si confronta ogni giorno la provincia polacca: per esempio, la mancanza di mezzi pubblici, lo scarso accesso a internet e la difficile integrazione tra i \u201cforestieri\u201d e i locali.\n\u201cLa campagna rappresenta sempre meno una terra promessa di autonomia e di fuga dalla citt\u00e0 e sempre pi\u00f9 si trasforma in un\u2019area ridotta a magazzino, una zona dove costruire tangenziali, capannoni, allevamenti intensivi e tutte le altre infrastrutture senza le quali la vita nei grandi centri urbani sarebbe impossibile. Deriva in prima istanza dalla concezione funzionale che si ha della campagna, secondo la quale il suo ruolo \u00e8 quello di essere il retrobottega della citt\u00e0. Vogliamo ribaltare questa prospettiva, smettere di pensare alla campagna dal punto di vista dei borghesi di citt\u00e0. \u2014 afferma Robert Witczak del collettivo di curatori PROLOG +1. \u201cCi teniamo a rappresentare la campagna non come uno spazio chiuso, diviso e privatizzato, ma come uno spazio delle idee e del senso di comunit\u00e0, dove ogni abitante pu\u00f2 contribuire alla sua creazione\u201d, aggiunge.\nL\u2019ideazione del progetto viene dal collettivo di giovani architetti PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak). La mostra si divide in due parti: una analitica e l\u2019altra progettuale. La prima, realizzata in collaborazione con alcuni artisti polacchi, mostra i problemi contemporanei della campagna e sar\u00e0 rappresentata in forma di una panoramica fotorealistica di 70 metri quadri che riempir\u00e0 tutto lo spazio del padiglione. Creato dai fotografi Micha\u0142 Sierakowski e Pawe\u0142 Starec e dall\u2019artista Jan Domicz, in collaborazione con il collettivo PROLOG +1, la panoramica mostrer\u00e0 gli elementi caratteristici del paesaggio rurale come effetto dei processi avvenuti nel corso degli ultimi cento anni.\u00a0\nPer la realizzazione della parte progettuale, PROLOG +1 ha invitato a collaborare sei studi architettonici europei: Atelier Fanelsa (DE), GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter (HU), KOSMOS Architects (RU, CH, AT), Rural Office for Architecture (GB), RZUT (PL) e Traumnovelle (BE). Il risultato del loro lavoro consiste in modelli architettonici, collage e disegni che saranno rappresentati nel padiglione sullo sfondo della panoramica. La variet\u00e0 dei punti di vista e le prospettive incrociate si associano alla riflessione sul tema degli effetti dell\u2019utilizzo del territorio rurale, dei disastri climatici e delle crisi globali, anche di quelle di cui ancora non conosciamo bene le conseguenze sui destini del pianeta e sulle zone rurali in particolare.\nAssieme alla mostra ci sar\u00e0 il libro Trouble in Paradise, contenente saggi e articoli tra gli altri di Platon Issaias &amp; Hamed Khosravi, Pier Vittorio Aureli, Andrea Alberto Dutto, Katarzyna Kajdanek, \u0141ukasz Moll, un saggio fotografico di Jacenty D\u0119dek, e i testi del collettivo PROLOG +1 oltre alla versione in stampa di Panorama della campagna polacca e le immagini dei progetti. Il libro sar\u00e0 in vendita dal 22 maggio nella libreria della galleria Zach\u0119ta e alla Biennale di Venezia. Sar\u00e0 disponibile anche in versione digitale in download dal sito labiennale.art.pl.\nTrouble in Paradise\ncuratori: PROLOG +1 (Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski, Rafa\u0142 \u015aliwa e Robert Witczak)\ngruppi architettonici: Atelier Fanelsa, GUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 Demeter, KOSMOS Architects, RZUT, Rural Office for Architecture, Traumnovelle\nautori del Panorama della campagna polacca: Jan Domicz, Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, PROLOG +1\nautori del Glossario (online): Micha\u0142 Sierakowski, Pawe\u0142 Starzec, Wiktoria Wojciechowska, Patrycja Wojtas, PROLOG +1\nidentificazione grafica della mostra, progetto grafico del catalogo: zesp\u00f3\u0142 wesp\u00f3\u0142\norganizzatore: Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsavia commissario del Padiglione Polacco: Hanna Wr\u00f3blewska, direttrice di Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte, Varsaviaufficio del Padiglione Polacco: Ewa Mielczarek, Joanna Wa\u015bko\nLa partecipazione della Polonia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura \u00e8 stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura, del Patrimonio Nazionale e lo Sport della Repubblica Polacca.La mostra al Padiglione Polacco \u00e8 supportata dall\u2019Istituto di Adam Mickiewicz e dall\u2019Istituto Polacco di Roma.Il libro cofinanziato dalla Citt\u00e0 di Breslavia.\ncontatti mediaJoanna Andruszko \/ ufficio comunicazione, Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Artej.andruszko@zacheta.art.pl - tel.: +48 693 974 686\nJoanna Wa\u015bko \/ ufficio del Padiglione Polacco, Zach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Artej.wasko@zacheta.art.pl\nNOTE BIOGRAFICHE\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\nCuratori\nPROLOG \u00e8 nato nel 2017, lo costituiscono Mirabela Jurczenko, Bartosz Kowal, Wojciech Mazan, Bart\u0142omiej Poteralski e Rafa\u0142 \u015aliwa. \u00c8 sparso per Europa, con una base a Breslavia. Si occupa di architettura attraverso progetti, ricerche, scritti, esposizioni e workshop. Progetta prendendo sempre in conto aspetti pratici e teorici. Le azioni del PROLOG costituiscono per i suoi membri un periodo formativo, perci\u00f2 il gruppo si concentra all\u2019esplorazione, speculazione e sperimentazione. Il PROLOG ha ottenuto un riconoscimento nel concorso internazionale a procedura aperta per la sala concerti Tautos Namai a Vilnius in Lituania e dei secondi premi nei concorsi internazionali a procedura aperta per il Centro Internazionale di Musica a \u017belazowa Wola e per una idea di pianificazione dell\u2019area di Mi\u0119dzyodrze a Stettino.\nPROLOG +1 \u00e8 il gruppo allargato di Robert Witczak il quale lavora al progetto Trouble in Paradise al Padiglione Polacco per la 17. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia.\nMirabela Jurczenko \u00e8 laureata presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso l\u2019Universit\u00e0 del Minho a Guimar\u00e3es. Attualmente vive e lavora a Rotterdam. Ha partecipato ai progetti di ricera presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Berlino e l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco.\nBartosz Kowal \u00e8 laureato di secondo livello (MSc Arch) presso l\u2019Institut f\u00fcr Architektur und Raumentwicklung dell\u2019Universit\u00e0 di Liechtenstein. Prima ha anche studiato presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Monaco, l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Yildiz a Istanbul e presso il Politecnico di Breslavia. Ha lavorato da architetto in Germania, Polonia e con Conradin Clavuot a Coira. Membro della SIA (Swiss Society of Engineers and Architects).\nWojciech Mazan studia nell\u2019ambito del programma Projective Cities presso l\u2019Architectural Association School of Architecture a Londra; nella dissertazione si concentra sulla campagna polacca postsocialista. \u00c8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia ed ha studiato presso la Rotterdamse Academie van Bouwkunst. Ha lavorato da assistente del ricercatore presso il Royal College of Art a Londra ed ha realizzato concorsi presso gli studi di architettura a Madrid, Rotterdam, Messico e Graz.\nBart\u0142omiej Poteralski \u00e8 laureato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia, l\u2019esperienza acquistava presso gli studi di Polonia, Spagna e Austria. Presso l\u2019Atelier Thomas Pucher ha lavorato ai progetti della sede di Sinfonia Varsovia a Varsavia e di Universit\u00e4tsbibliothek a Graz.\nRafa\u0142 \u015aliwa ha studiato architettura presso atenei portoghesi l\u2019Universit\u00e0 di Minho a Guimar\u00e3es, l\u2019Universit\u00e0 di Coimbra e l\u2019Universit\u00e0 di Porto. Ha\u00a0conseguito la laurea presso il Politecnico di Breslavia con una ricerca sopra la relazione di architettura urbana con educazione. L\u2019esperienza professionale acquistava negli studi di Polonia e Portogallo, coopera alle invenzioni per concorsi presso lo studio ANALOG.\nRobert Witczak ha studiato presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Breslavia. Si \u00e8 laureato di recente presso l\u2019Universit\u00e0 tecnica di Delft. Nella tesi di laurea si \u00e8 occupato della problematica spaziale della suburbanizzazione in Polonia. Laureato di numerosi concorsi architettonici. L\u2019esperienza professionale acquisisce lavorando alle invenzioni per concorsi presso gli studi architettonici in paese e all\u2019estero.\n\u00a0Autori del Panorama della campagna polacca\nJan Domicz, artista visivo, autore di video, ogetti e installazioni. Laureato di St\u00e4delschule a Francoforte e l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Vive e lavora a Varsavia, coopera con la galleria Wsch\u00f3d. Dal 2017 conduce un progetto quasi-curatoriale Office for Narrated Spaces. Le sue opere venivano presentate tra l\u2019altro a Museum f\u00fcr Moderne Kunst a Francoforte, SALTS a Basilea, CSW Zamek Ujazdowski a Varsavia, Significant Other a Vienna e Karlin Studios a Praga. Nei suoi lavori si avvale dell potenziale narrativo dello spazio.\nMicha\u0142 Sierakowski, fotografo documentalista e cineasta. Laureato in fotografia presso l\u2019Universit\u00e0 Artistica di Pozna\u0144. Borsista del Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale, le suoe opere venivano esposte tra l\u2019altro a Varsavia, Kiev, Londra e San Pietroburgo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dell\u2019uomo con il suo ambiente e inoltre su come le comunit\u00e0 reinterpretano e ricostruiscono il paesaggio, naturale o quello a forma di urbanistica e architettura.\nPawe\u0142 Starzec, fotografo, sociologo, documentalista. Docente e insegnante accademico, autore di programmi di workshop, cofondatore del collettivo di artisti e dell\u2019edizione Azimuth Press. Fa dottorato di ricerca presso l\u2019Istituto di Scienze Sociali Applicate dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e laurea specialistica presso l\u2019Istituto di Fotografia Artistica dell\u2019Universit\u00e0 di Silesia a Opawa. Musicista e artista del suono, attualmente concertante con il progetto Mazut e solo. Nel suo lavoro si concentra sulle relazioni dello spazio, la storia e i loro contesti sociali.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\nGruppi architettonici\nAtelier Fanelsa \u00e8 un internazionale gruppo di architetti che lavorano a Berlino e a Gerswalde (Brandeburgo). Lo studio fa ricerca sulle forme contemporanee di lavorare, di vivere e di passare tempo in comune in campagna, in periferia e in citt\u00e0. Progetta case private, palazzi pubblici, organizza mostre e workshop. Nell\u2019ambito delle suddette forme inventa soluzioni innovative rispondenti ai bisogni di una societ\u00e0 contemporanea.\nGUBAH\u00c1MORI + Filip + L\u00e1szl\u00f3 DemeterGUBAH\u00c1MORI \u00e8 uno studio architettonico e urbanistico che raccoglie autori interessati di relazioni tra l\u2019ambiente naturale e un ambiente creato dall\u2019uomo. Nei loro progetti architettonici oltrepassano una esperienza visiva della realt\u00e0.\nFilip \u00e8 un collettivo creato da artisti visivi con la sede a Budapest, nella zona di un antico cantiere navale per riparazioni N\u00e9psziget, in corso di trasformazione in un\u2019area culturale. Il cantiere \u00e8 un ambiente eclettico con ancora funzionanti stabilimenti industriali in cui delle situazioni quotidiane diventano delle ispirazioni per le attivit\u00e0 sul campo artistico.\nL\u00e1szl\u00f3 Demeter \u00e8 un esperto nell\u2019ambito di scienze forestali ed etnoecologia presso il Centro di Ricerche Ecologiche in Ungeria (Centre for Ecological Research). Si specializza in applicazione di sistemi cognitivi diversi (e.g. una cognizione comune e la tradizione scientifica dell\u2019Europa Occidentale) a una gestione innovativa di protezione della natura.\nKOSMOS Architects \u00e8 uno studio cooperante in modo virtuale che aggrega dei partner da Ginevra, Mosca, Graz e Nuova York. KOSMOS progetta palazzi e ambienti di ogni tipo: da maniglie per le porte a progetti delle citt\u00e0 intere e in ogni scala: da centri abitativi, industriali e culturali multifunzionali, a installazioni artistiche temporanee (e.g. nei parchi). I progettisti compongono arte con technologia, una prospettiva globale con un contesto locale, delle ricerche accademiche con la pratica architettonica.\nRural Office for Architecture ha la sua sede in una distante parte rurale del Galles, in Gran Bretagna. Fondato nel 2008 da Niall Maxwell, lo studio realizza principalmente dei progetti per aree rurali, i quali fanno riferimento a un contesto esistente e reinterpretano il linguaggio indigeno dell\u2019architettura antica. I progettisti lavorano sul territorio del Regno Unito, disegnano dei palazzi nuovi e rifanno vecchi, attualmente realizzano un loro primo progetto estero \u2013 un\u2019abitazione rurale in Giappone.\nRZUT (Katarzyna Billik, Matylda G\u0105siorowska, Igor \u0141ysiuk, Karolina Matysiak, Andrzej Olejniczak, Zofia Piotrowska, Przemys\u0142aw Sobiecki, \u0141ukasz St\u0119pnik, Milena Trzci\u0144ska). \u201eSiamo un gruppo di persone che si occupano di scrivere, raccontare e criticare. Delle storie da noi osservate riassumiamo in una rivista trimensile pubblicata dal 2013. Non siamo uno studio architettonico e il nostro scopo non \u00e8 di costruire. Ci\u00f2 nonostante ci sentiamo architetti e ci avvaliamo della nostra esperienza per approfondire una riflessione sopra lo spazio. Testo, disegno e palazzo sono per noi degli elementi pari di un mondo in cui non c\u2019\u00e8 divisione in teoria e pratica\u201d.\nTraumnovelle \u2013 \u00e8 una fazione militante creata da tre architetti belgi: L\u00e9one Drapeaud, Manuel Le\u00f3n Fanjul e Johnny Leya. Per il Traumnovelle architettura e finzione costituiscono degli strumenti analitici, critici e subversivi a mezzo dei quali il gruppo cerca di individuare le questioni brucianti della contemporaneit\u00e0 e di elaborare le migliori soluzioni. I loro progetti, che presentano un approccio pluridisciplinare all\u2019architettura, sono aprezzati in tutto il mondo. I membri del Traumnovelle sono stati curatori del Padiglione Belga per la Biennale Architettura 2018.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\nOrganizzatore\nZach\u0119ta - Galleria Nazionale d\u2019Arte da anni \u00e8 l\u2019organizzatore delle esposizioni al Padiglione Polacco per la Biennale Arte e la Biennale Architettura, nonch\u00e9 il custode dell\u2019edificio. La direttrice della galleria esercita la funzione del commissario del padiglione. La Polonia possiede un proprio padiglione di esposizioni il quale si trova in una delle zone espositive principali della biennale \u2013 ai Giardini.\nfoto in copertina: Trouble in paradise - Glossary \/ fot. Micha\u0142 Sierakowski\u00a0"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/05\/Trouble.jpg","width":1000,"height":750},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/05\/18\/trouble-in-paradise\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Trouble in Paradise"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2100"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2115,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions\/2115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}