{"id":2230,"date":"2021-06-11T08:00:00","date_gmt":"2021-06-11T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=2230"},"modified":"2021-06-17T12:40:22","modified_gmt":"2021-06-17T10:40:22","slug":"faras","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/06\/11\/faras\/","title":{"rendered":"Faras"},"content":{"rendered":"\n<h3 style=\"text-align: center\"><span lang=\"it-IT\">Tesori dell&#8217;Africa nel cuore della Polonia<\/span><\/h3>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Quest&#8217;anno si festeggiano i 60 anni del ritrovamento dell&#8217;appassionante collezione di arte antica nubiana di Faras, scoperta e salvata da archeologi polacchi nel territorio dell&#8217;odierno Sudan. In occasione dell&#8217;anniversario il Museo Nazionale di Varsavia, in cui si trova una parte delle collezioni provenienti da quel luogo, ha preparato un ciclo di eventi scientifici e educativi che permettono di accostarci alla loro storia e alle conquiste degli archeologi polacchi.<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La missione archeologica polacca giunse in Africa durante la costruzione della Grande Diga di Assuan, l&#8217;imponente diga sul Nilo posta nelle vicinanze della citt\u00e0 di Assuan. La missione era guidata dal prof. Kazimierz Micha\u0142owski, una leggenda dell&#8217;archeologia polacca, allora direttore del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea al Cairo e vicedirettore del Museo Nazionale di Varsavia.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Sotto l&#8217;egida dell&#8217;UNESCO, negli anni 1961-1964 i polacchi condussero gli scavi con l\u2019obiettivo di salvare quelle inestimabili opere d&#8217;arte antica dall&#8217;inondazione legata alla costruzione della diga. I governi del Sudan, dell&#8217;Egitto e dell&#8217;area mediterranea tenevano molto alle operazioni di salvataggio. L&#8217;organizzazione della spedizione e la conduzione degli scavi, da eseguirsi con la massima sollecitudine, fu una grande sfida; in cambio della loro partecipazione, i governi di entrambi i Paesi proposero la met\u00e0 dei futuri ritrovamenti agli Stati che si erano offerti di condurre gli scavi. La designazione del luogo in cui effettuare gli scavi fu decisa dal prof. Micha\u0142owski.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La pi\u00f9 importante scoperta degli archeologi polacchi in Sudan fu il ritrovamento dei resti della cattedrale di Faras, centro di preghiera operante dall\u2019VIII al XIV secolo, e del gruppo di oltre 150 pitture murali che si trovavano al suo interno. La scoperta e ancora oggi considerata come una delle principali conquiste della scienza, della conservazione della museologia polacche, e si \u00e8 rivelata un punto di svolta nelle negli studi sulla Nubia antica e medievale. A quel tempo risale anche la presenza degli archeologi polacchi in Sudan, che dura ancora oggi.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Nell&#8217;ambito dell\u2019anniversario che ricorre nel 2021 e che simbolicamente \u00e8 stato inaugurato il 2 febbraio, il giorno in cui polacchi giunsero in Sudan, il Museo Nazionale di Varsavia organizzer\u00e0 molti eventi scientifici ed educativi e condurr\u00e0 delle attivit\u00e0 on-line, tra cui un&#8217;azione di divulgazione nei media sociali che presenter\u00e0 al grande pubblico, in modo accessibile, la storia della scoperta della cattedrale.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Alla fine del 2021 sar\u00e0 inoltre pubblicato un volume in lingua polacca e inglese che conterr\u00e0 i materiali d&#8217;archivio di Faras finora mai editi.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Queste attivit\u00e0 sono il preannuncio del cinquantesimo anniversario, che cadr\u00e0 nel 2022, dell&#8217;apertura della prima Galleria Faras al Museo Nazionale di Varsavia, in cui saranno presentati, tra l&#8217;altro, gli elementi della collezione che giunse in Polonia in forza di un accordo tra la Polonia e il Sudan. Il suo nucleo \u00e8 costituito dalle scoperte del gruppo dell\u2019equipe del professor Micha\u0142owski, tra cui 67 pitture murali, una parte degli elementi in pietra della decorazione architettonica della cattedrale e di altre chiese ed edifici di Faras, gli epitaffi dei vescovi e dei sacerdoti locali, le creazioni degli artigiani nubiani, tra cui un grande gruppo di vasi di ceramica dipinti, prodotti nelle botteghe locali. La parte restante dei ritrovamenti fu collocata nel museo nazionale sudanese di Khartum.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La collezione nubiana di Varsavia, che dal 2014 viene presentata in un allestimento completamente nuovo, resta ancora oggi eccezionale su scala mondiale e costituisce inoltre la pi\u00f9 grande e la pi\u00f9 ricca collezione di tesori nubiani medievali in Europa.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Gli eventi che celebrano l&#8217;anniversario vedono la collaborazione di tre istituzioni: il Museo Nazionale di Varsavia, il Centro di Archeologia Mediterranea dell&#8217;Universit\u00e0 di Varsavia e l&#8217;Istituto di Culture Mediterranee Orientali dell&#8217;Accademia Polacca delle Scienze. Le celebrazioni sono patrocinate dal Ministero degli Affari Esteri polacco e dall&#8217;UNESCO.<\/span><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<p><span lang=\"it-IT\">Per saperne di pi\u00f9:<\/span><\/p>\n<ul style=\"list-style-type: square\">\n<li>IT: <a href=\"https:\/\/archeotime.com\/2014\/10\/20\/i-miracoli-di-faras\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #ff6600\">ArcheoTime<\/span><\/a><\/li>\n<li><span lang=\"it-IT\">EN: <span style=\"color: #ff6600\"><a style=\"color: #ff6600\" href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/exhibit\/galeria-faras-skarby-zatopionej-pustyni\/zAKSFOp2_BDeIg?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Arts&amp;Culture<\/a><\/span><\/span><\/li>\n<li><span lang=\"it-IT\">PL: <span style=\"color: #ff6600\"><a style=\"color: #ff6600\" href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/exhibit\/galeria-faras-skarby-zatopionej-pustyni\/zAKSFOp2_BDeIg?hl=pl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Arts&amp;Culture<\/a><\/span><\/span><\/li>\n<li>IT: <a href=\"https:\/\/djedmedu.wordpress.com\/2014\/10\/20\/varsavia-inaugurata-la-nuova-galleria-di-faras\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #ff6600\">DjedMeduBlog<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"591\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/1_Faras.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2231\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/1_Faras.jpg 886w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/1_Faras-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/1_Faras-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><figcaption><br>L\u2019interno della Galleria Faras al Museo Nazionale di Varsavia dopo la ristrutturazione e l\u2019apertura nel 2014<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"886\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/2_Faras.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2233\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/2_Faras.jpg 650w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/2_Faras-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption><br>La rimozione delle pitture dalle pareti della cattedrale: 1963-64<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"651\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/3_Faras.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2234\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/3_Faras.jpg 886w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/3_Faras-300x220.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/3_Faras-768x564.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><figcaption><br>Cattedrale di Faras, inizio dei lavori archeologici: anni 1961-62<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"805\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/4_Faras.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2232\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/4_Faras.jpg 886w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/4_Faras-300x273.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/4_Faras-768x698.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><figcaption><br>Dipinto di S. Anna, dalla cattedrale di Faras, VIII sec. (Museo Nazionale di Varsavia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/5_Faras-772x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2235\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/5_Faras-772x1024.jpg 772w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/5_Faras-226x300.jpg 226w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/5_Faras-768x1019.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/5_Faras.jpg 886w\" sizes=\"auto, (max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><figcaption><br>Dipinto dell\u2019Arcangelo con la spada, dalla cattedrale di Faras, XI sec. (Museo Nazionale di Varsavia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=t0oUjPEhDxw\n<\/div><figcaption>Treasures of Faras Hidden in the Desert Sands<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BxC_j1UxKLg\n<\/div><figcaption>Faras Gallery. Treasures from the flooded desert<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-luminous-vivid-orange-background-color has-luminous-vivid-orange-color is-style-wide\" \/>\n\n\n<a href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/06\/Faras-programma-eventi.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">Faras-programma-eventi<\/a>\n<p class=\"wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tesori dell&#8217;Africa nel cuore della Polonia Quest&#8217;anno si festeggiano i 60 anni del ritrovamento dell&#8217;appassionante collezione di arte antica nubiana di Faras, scoperta e salvata da archeologi polacchi nel territorio dell&#8217;odierno Sudan. 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In occasione dell'anniversario il Museo Nazionale di Varsavia, in cui si trova una parte delle collezioni provenienti da quel luogo, ha preparato un ciclo di eventi scientifici e educativi che permettono di accostarci alla loro storia e alle conquiste degli archeologi polacchi.\\nLa missione archeologica polacca giunse in Africa durante la costruzione della Grande Diga di Assuan, l'imponente diga sul Nilo posta nelle vicinanze della citt\u00e0 di Assuan. La missione era guidata dal prof. Kazimierz Micha\u0142owski, una leggenda dell'archeologia polacca, allora direttore del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea al Cairo e vicedirettore del Museo Nazionale di Varsavia.\\nSotto l'egida dell'UNESCO, negli anni 1961-1964 i polacchi condussero gli scavi con l\u2019obiettivo di salvare quelle inestimabili opere d'arte antica dall'inondazione legata alla costruzione della diga. I governi del Sudan, dell'Egitto e dell'area mediterranea tenevano molto alle operazioni di salvataggio. L'organizzazione della spedizione e la conduzione degli scavi, da eseguirsi con la massima sollecitudine, fu una grande sfida; in cambio della loro partecipazione, i governi di entrambi i Paesi proposero la met\u00e0 dei futuri ritrovamenti agli Stati che si erano offerti di condurre gli scavi. La designazione del luogo in cui effettuare gli scavi fu decisa dal prof. Micha\u0142owski.\\nLa pi\u00f9 importante scoperta degli archeologi polacchi in Sudan fu il ritrovamento dei resti della cattedrale di Faras, centro di preghiera operante dall\u2019VIII al XIV secolo, e del gruppo di oltre 150 pitture murali che si trovavano al suo interno. La scoperta e ancora oggi considerata come una delle principali conquiste della scienza, della conservazione della museologia polacche, e si \u00e8 rivelata un punto di svolta nelle negli studi sulla Nubia antica e medievale. A quel tempo risale anche la presenza degli archeologi polacchi in Sudan, che dura ancora oggi.\\nNell'ambito dell\u2019anniversario che ricorre nel 2021 e che simbolicamente \u00e8 stato inaugurato il 2 febbraio, il giorno in cui polacchi giunsero in Sudan, il Museo Nazionale di Varsavia organizzer\u00e0 molti eventi scientifici ed educativi e condurr\u00e0 delle attivit\u00e0 on-line, tra cui un'azione di divulgazione nei media sociali che presenter\u00e0 al grande pubblico, in modo accessibile, la storia della scoperta della cattedrale.\\nAlla fine del 2021 sar\u00e0 inoltre pubblicato un volume in lingua polacca e inglese che conterr\u00e0 i materiali d'archivio di Faras finora mai editi.\\nQueste attivit\u00e0 sono il preannuncio del cinquantesimo anniversario, che cadr\u00e0 nel 2022, dell'apertura della prima Galleria Faras al Museo Nazionale di Varsavia, in cui saranno presentati, tra l'altro, gli elementi della collezione che giunse in Polonia in forza di un accordo tra la Polonia e il Sudan. Il suo nucleo \u00e8 costituito dalle scoperte del gruppo dell\u2019equipe del professor Micha\u0142owski, tra cui 67 pitture murali, una parte degli elementi in pietra della decorazione architettonica della cattedrale e di altre chiese ed edifici di Faras, gli epitaffi dei vescovi e dei sacerdoti locali, le creazioni degli artigiani nubiani, tra cui un grande gruppo di vasi di ceramica dipinti, prodotti nelle botteghe locali. 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In occasione dell'anniversario il Museo Nazionale di Varsavia, in cui si trova una parte delle collezioni provenienti da quel luogo, ha preparato un ciclo di eventi scientifici e educativi che permettono di accostarci alla loro storia e alle conquiste degli archeologi polacchi.\nLa missione archeologica polacca giunse in Africa durante la costruzione della Grande Diga di Assuan, l'imponente diga sul Nilo posta nelle vicinanze della citt\u00e0 di Assuan. La missione era guidata dal prof. Kazimierz Micha\u0142owski, una leggenda dell'archeologia polacca, allora direttore del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea al Cairo e vicedirettore del Museo Nazionale di Varsavia.\nSotto l'egida dell'UNESCO, negli anni 1961-1964 i polacchi condussero gli scavi con l\u2019obiettivo di salvare quelle inestimabili opere d'arte antica dall'inondazione legata alla costruzione della diga. I governi del Sudan, dell'Egitto e dell'area mediterranea tenevano molto alle operazioni di salvataggio. L'organizzazione della spedizione e la conduzione degli scavi, da eseguirsi con la massima sollecitudine, fu una grande sfida; in cambio della loro partecipazione, i governi di entrambi i Paesi proposero la met\u00e0 dei futuri ritrovamenti agli Stati che si erano offerti di condurre gli scavi. La designazione del luogo in cui effettuare gli scavi fu decisa dal prof. Micha\u0142owski.\nLa pi\u00f9 importante scoperta degli archeologi polacchi in Sudan fu il ritrovamento dei resti della cattedrale di Faras, centro di preghiera operante dall\u2019VIII al XIV secolo, e del gruppo di oltre 150 pitture murali che si trovavano al suo interno. La scoperta e ancora oggi considerata come una delle principali conquiste della scienza, della conservazione della museologia polacche, e si \u00e8 rivelata un punto di svolta nelle negli studi sulla Nubia antica e medievale. A quel tempo risale anche la presenza degli archeologi polacchi in Sudan, che dura ancora oggi.\nNell'ambito dell\u2019anniversario che ricorre nel 2021 e che simbolicamente \u00e8 stato inaugurato il 2 febbraio, il giorno in cui polacchi giunsero in Sudan, il Museo Nazionale di Varsavia organizzer\u00e0 molti eventi scientifici ed educativi e condurr\u00e0 delle attivit\u00e0 on-line, tra cui un'azione di divulgazione nei media sociali che presenter\u00e0 al grande pubblico, in modo accessibile, la storia della scoperta della cattedrale.\nAlla fine del 2021 sar\u00e0 inoltre pubblicato un volume in lingua polacca e inglese che conterr\u00e0 i materiali d'archivio di Faras finora mai editi.\nQueste attivit\u00e0 sono il preannuncio del cinquantesimo anniversario, che cadr\u00e0 nel 2022, dell'apertura della prima Galleria Faras al Museo Nazionale di Varsavia, in cui saranno presentati, tra l'altro, gli elementi della collezione che giunse in Polonia in forza di un accordo tra la Polonia e il Sudan. Il suo nucleo \u00e8 costituito dalle scoperte del gruppo dell\u2019equipe del professor Micha\u0142owski, tra cui 67 pitture murali, una parte degli elementi in pietra della decorazione architettonica della cattedrale e di altre chiese ed edifici di Faras, gli epitaffi dei vescovi e dei sacerdoti locali, le creazioni degli artigiani nubiani, tra cui un grande gruppo di vasi di ceramica dipinti, prodotti nelle botteghe locali. La parte restante dei ritrovamenti fu collocata nel museo nazionale sudanese di Khartum.\nLa collezione nubiana di Varsavia, che dal 2014 viene presentata in un allestimento completamente nuovo, resta ancora oggi eccezionale su scala mondiale e costituisce inoltre la pi\u00f9 grande e la pi\u00f9 ricca collezione di tesori nubiani medievali in Europa.\nGli eventi che celebrano l'anniversario vedono la collaborazione di tre istituzioni: il Museo Nazionale di Varsavia, il Centro di Archeologia Mediterranea dell'Universit\u00e0 di Varsavia e l'Istituto di Culture Mediterranee Orientali dell'Accademia Polacca delle Scienze. 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