{"id":2897,"date":"2021-10-15T12:26:23","date_gmt":"2021-10-15T10:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=2897"},"modified":"2021-10-29T14:18:15","modified_gmt":"2021-10-29T12:18:15","slug":"dorota-kedzierzawska","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/","title":{"rendered":"Dorota K\u0119dzierzawska"},"content":{"rendered":"\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>Alice nella Citt\u00e0 \u2013 Festa del Cinema di Roma<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #333399\"><strong>Marted\u00ec 19 ottobre 2021 &#8211; ore 11:00<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Casa del Cinema<br><\/strong>viale Marcello Mastroianni 1, Roma<br>ingresso gratuito &#8211; per info: <a href=\"https:\/\/romacinemafest.boxol.it\/it\/event\/crows\/370485\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #333399\">romacinemafest.it<\/span><\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n\n\n<p><strong>Dorota K\u0119dzierzawska<\/strong> sar\u00e0 l\u2019ospite d\u2019onore dell\u2019edizione 2021 del festival <strong>Alice nella citt\u00e0<\/strong>, la storica manifestazione dedicata al tema dell\u2019infanzia all\u2019interno della Festa del Cinema di Roma. L\u2019omaggio non \u00e8 una scoperta tardiva: K\u0119dzierzawska ha avuto in Italia estimatori non occasionali. Esso s\u2019inserisce in un lavoro di monografie personali di autori della modernit\u00e0 che hanno dedicato il loro lavoro a questa fascia di et\u00e0 e che trova la sua collocazione non casuale in un anno di cambiamento in cui nuovi temi e nuovi sguardi trasversali sull\u2019infanzia caratterizzano l\u2019intero programma del festival. A lei \u00e8 dedicata l\u2019immagine che dar\u00e0 personalit\u00e0 al poster di questa nuova edizione, mentre una selezione di sequenze tratte dal lavoro dell\u2019Autrice saranno programmate nelle sale del festival in testa a tutte le proiezioni ufficiali. Le sue \u2018metafore d\u2019infanzia\u2019 dedicate a questa meravigliosa et\u00e0 dell\u2019oro saranno lo spunto dell\u2019incontro della regista con <strong>Marianne Redpath<\/strong>, direttrice della sezione Generation della Berlinale, a cui seguir\u00e0 la proiezione integrale del film <strong><em>Wrony<\/em><\/strong> (1994).<\/p>\n<p>Evento organizzato da Alice nella citt\u00e0 in collaborazione con la Berlinale &#8211; Generation e Istituto Polacco di Roma&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #333399\">WRONY \/ CROWS<\/span><br><\/strong>di Dorota K\u0119drzierzawska <br>Polonia, 1994, 66&#8242;, v.o. con sott. it.<\/p>\n<p>SCENEGGIATURA: Dorota K\u0119dzierzawska<br>FOTOGRAFIA: Arthur Reinhart<br>MONTAGGIO: Dorota Kedzierzawska, Arthur Reinhart<br>CAST: Karolina Ostrozna, Kasia Szczepanik, Malgorzata Hajewska<br>PRODUZIONE: OKO Film Studio and Polish TV<br>DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Seawell Films S.A.R.L.<\/p>\n<p>SINOSSI <br>Questo toccante dramma polacco segue una ragazza fuori posto che vaga per la sua citt\u00e0 natale in compagnia di una bambina smarrita. Conosciuta con il soprannome di Corvo, \u00e8 derisa dai suoi coetanei e ignorata dalla madre costantemente al lavoro; ma la bambina sembra troppo persa nel suo mondo dei sogni per preoccuparsene.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n\n\n<p><strong>DOROTA K\u0118DZIERZAWSKA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"color: #000080\"><em>&#8222;Un film sull&#8217;infanzia innesca il desiderio del tempo in cui bastava assorbire la vita cos\u00ec com&#8217;\u00e8, il futuro non era interessante&#8221;. &#8211;\u00a0<\/em><\/span>Dorota K\u0119dzierzawska<\/p>\n<hr \/>\n<p>Dorota K\u0119dzierzawska \u00e8 nata nel 1957 a \u0141\u00f3d\u017a, in Polonia, e si \u00e8 avvicinata al mondo del cinema fin da piccola seguendo il lavoro di sua madre Jadwiga: <em>\u201cHo passato tutta la mia infanzia sui set cinematografici. Passavo spesso ore in piedi in un angolo, a guardare cosa stava succedendo davanti alla telecamera. E di solito erano i bambini a stare davanti alla macchina da presa, dal momento che mia madre ha diretto film per bambini e sui bambini. \u00c8 l\u00ec che ho imparato le tecniche per lavorare con i bambini, su un set cinematografico\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Laureata alla Scuola di \u0141\u00f3d\u017a nel 1981, ha proseguito gli studi di regia presso l&#8217;Istituto Universitario Statale a Mosca, dove ha cominciato a mettere a punto il suo stile in cui l\u2019infanzia non ha solo piena dignit\u00e0 artistica, ma una sua propria forma complessa e stratificata che le permette di ritagliarsi uno spazio di libert\u00e0 e di grandi possibilit\u00e0 narrative. Le sue storie sono questioni di adulti e adolescenti, di madri e figlie, di donne e bambine. Sono soggetti semplici e immediati legati ad una messa in scena che sa concedersi improvvisi scarti tra il realismo dei fatti e il realismo dei sentimenti, in cui i ricordi personali si mescolano alla finzione, trasformando una piccola narrazione quotidiana in una grande storia universale. Una vocazione visibile sin dai suoi primi studi, nati nel contesto socio-politico degli anni \u201870 e \u201880: <em>Agnieszka<\/em> (1981) \u00e8 una meravigliosa istantanea nella vita di una bambina che trasforma uno squallido cortile in un mondo d&#8217;infanzia, <em>Egg<\/em> (1982) \u00e8 uno sguardo sul rapporto tra fratello e sorella e sulla solitudine e il bisogno d\u2019amore di due bambini, mentre in <em>Gucia<\/em> (1985) i comportamenti e le parole di due bambini trasformano i dialoghi e i loro giochi nel presagio, tenero e crudele, di una relazione adulta tra un uomo e una donna. Non solo lo stile, ma anche i contenuti ricorrenti della sua produzione pi\u00f9 matura sono strettamente collegati alla prima et\u00e0. La riflessione sull\u2019integrazione o l\u2019esclusione da un contesto sociale, suggerita da <em>Diab\u0142y, diab\u0142y<\/em> (1991) si collega alla solitudine e allo &#8222;Starai meglio senza di me&#8221; pronunciato della \u2018piccola madre\u2019 protagonista di <em>Wrony<\/em> (1994). Qui l\u2019alterit\u00e0 bambina e l\u2019alterit\u00e0 femminile si incontrano nello spazio di un gioco, nella fuga verso un tempo sospeso, in-naturale, che non pu\u00f2 scardinare la realt\u00e0. Lo stesso dolore esistenziale che in <em>Jestem &#8211; Io sono<\/em> (2005) mette al centro la fuga di un ragazzo di undici anni condannato a se stesso, il cui unico scopo \u00e8 quello d\u2019esistere agli occhi degli altri. Anche in <em>Tomorrow will be better<\/em> (2010) c\u2019\u00e8 la voglia di raccontare un mondo fatto di adulti indifferenti o ostili, facendo per\u00f2 partecipare lo spettatore pi\u00f9 alle peripezie del bambino che all\u2019insensibilit\u00e0 dei grandi. In tutti questi film lo spunto narrativo si mescola a una parallela riflessione su gli ultimi e i deboli, sulle problematiche sociali, insite nel rapporto singolo \u2013 comunit\u00e0, o in quello tra ceti sociali, con in pi\u00f9 la leggerezza e la risolutezza tipiche dell\u2019infanzia. Nelle loro parabole di piccole ribellioni domestiche, in cui sfuggire al controllo dei genitori, c\u2019\u00e8 la voglia di rivendicare un proprio spazio di libert\u00e0, che nasconde l\u2019urgenza di un gesto politico rivoluzionario, che forse solamente i bambini possono ricordare agli adulti. Un ragionare per modelli poetici e metaforici che mettono l\u2019accento su un impegno pi\u00f9 volte manifestato dalla regista: \u201cContinuo a pensare che una delle cose pi\u00f9 importanti per un adulto dovrebbe essere mantenere un interesse infantile per la vita e un&#8217;onest\u00e0 infantile\u201d. Le situazioni e i personaggi di queste storie non sono mai sotto accusa, nonostante spesso verrebbe voglia di stigmatizzare questo o quel comportamento. Di tale compito la K\u0119dzierzawska lascia che siano i suoi spettatori a farsene carico, a storia finita, dopo i titoli di coda.<\/p>\n<p>Questi i titoli da cui sono tratte le clip selezionate in collaborazione con gli studenti del Master in Digital Art Direction dello IED coordinati da Max Giovagnoli:<\/p>\n<p><em>Agnieszka<\/em>, PL 1981, 7\u2019<br \/><em>Jajko \/ The Egg<\/em>, PL 1982, 10\u2019<br \/><em>Gucia<\/em>, PL 1985, 16\u2019<br \/><em>Diab\u0142y, diab\u0142y<\/em> \/ <em>Devils, Devils<\/em>, PL 1991, 86\u2019<br \/><em>Wrony \/ Crows<\/em>, PL 1994, 66\u2019 <br \/><em>Jestem \/I am<\/em> , PL 2005, 93\u2019 <br \/><em>Jutro b\u0119dzie lepiej \/ Tomorrow Will Be Better<\/em>, PL 2010, 118\u2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alice nella Citt\u00e0 \u2013 Festa del Cinema di Roma Marted\u00ec 19 ottobre 2021 &#8211; ore 11:00 Casa del Cinemaviale Marcello Mastroianni 1, Romaingresso gratuito &#8211; per info: romacinemafest.it Dorota K\u0119dzierzawska sar\u00e0 l\u2019ospite d\u2019onore dell\u2019edizione 2021 del festival Alice nella citt\u00e0, la storica manifestazione dedicata al tema dell\u2019infanzia all\u2019interno della Festa del Cinema di Roma. 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L\u2019omaggio non \u00e8 una scoperta tardiva: K\u0119dzierzawska ha avuto in Italia estimatori non occasionali. Esso s\u2019inserisce in un lavoro di monografie personali di autori della modernit\u00e0 che hanno dedicato il loro lavoro a questa fascia di et\u00e0 e che trova la sua collocazione non casuale in un anno di cambiamento in cui nuovi temi e nuovi sguardi trasversali sull\u2019infanzia caratterizzano l\u2019intero programma del festival. A lei \u00e8 dedicata l\u2019immagine che dar\u00e0 personalit\u00e0 al poster di questa nuova edizione, mentre una selezione di sequenze tratte dal lavoro dell\u2019Autrice saranno programmate nelle sale del festival in testa a tutte le proiezioni ufficiali. 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Conosciuta con il soprannome di Corvo, \u00e8 derisa dai suoi coetanei e ignorata dalla madre costantemente al lavoro; ma la bambina sembra troppo persa nel suo mondo dei sogni per preoccuparsene.\\nDOROTA K\u0118DZIERZAWSKA \\n\\\"Un film sull'infanzia innesca il desiderio del tempo in cui bastava assorbire la vita cos\u00ec com'\u00e8, il futuro non era interessante\\\". -\u00a0Dorota K\u0119dzierzawska\\nDorota K\u0119dzierzawska \u00e8 nata nel 1957 a \u0141\u00f3d\u017a, in Polonia, e si \u00e8 avvicinata al mondo del cinema fin da piccola seguendo il lavoro di sua madre Jadwiga: \u201cHo passato tutta la mia infanzia sui set cinematografici. Passavo spesso ore in piedi in un angolo, a guardare cosa stava succedendo davanti alla telecamera. E di solito erano i bambini a stare davanti alla macchina da presa, dal momento che mia madre ha diretto film per bambini e sui bambini. \u00c8 l\u00ec che ho imparato le tecniche per lavorare con i bambini, su un set cinematografico\u201d.\\nLaureata alla Scuola di \u0141\u00f3d\u017a nel 1981, ha proseguito gli studi di regia presso l'Istituto Universitario Statale a Mosca, dove ha cominciato a mettere a punto il suo stile in cui l\u2019infanzia non ha solo piena dignit\u00e0 artistica, ma una sua propria forma complessa e stratificata che le permette di ritagliarsi uno spazio di libert\u00e0 e di grandi possibilit\u00e0 narrative. Le sue storie sono questioni di adulti e adolescenti, di madri e figlie, di donne e bambine. Sono soggetti semplici e immediati legati ad una messa in scena che sa concedersi improvvisi scarti tra il realismo dei fatti e il realismo dei sentimenti, in cui i ricordi personali si mescolano alla finzione, trasformando una piccola narrazione quotidiana in una grande storia universale. Una vocazione visibile sin dai suoi primi studi, nati nel contesto socio-politico degli anni \u201870 e \u201880: Agnieszka (1981) \u00e8 una meravigliosa istantanea nella vita di una bambina che trasforma uno squallido cortile in un mondo d'infanzia, Egg (1982) \u00e8 uno sguardo sul rapporto tra fratello e sorella e sulla solitudine e il bisogno d\u2019amore di due bambini, mentre in Gucia (1985) i comportamenti e le parole di due bambini trasformano i dialoghi e i loro giochi nel presagio, tenero e crudele, di una relazione adulta tra un uomo e una donna. Non solo lo stile, ma anche i contenuti ricorrenti della sua produzione pi\u00f9 matura sono strettamente collegati alla prima et\u00e0. 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In tutti questi film lo spunto narrativo si mescola a una parallela riflessione su gli ultimi e i deboli, sulle problematiche sociali, insite nel rapporto singolo \u2013 comunit\u00e0, o in quello tra ceti sociali, con in pi\u00f9 la leggerezza e la risolutezza tipiche dell\u2019infanzia. Nelle loro parabole di piccole ribellioni domestiche, in cui sfuggire al controllo dei genitori, c\u2019\u00e8 la voglia di rivendicare un proprio spazio di libert\u00e0, che nasconde l\u2019urgenza di un gesto politico rivoluzionario, che forse solamente i bambini possono ricordare agli adulti. Un ragionare per modelli poetici e metaforici che mettono l\u2019accento su un impegno pi\u00f9 volte manifestato dalla regista: \u201cContinuo a pensare che una delle cose pi\u00f9 importanti per un adulto dovrebbe essere mantenere un interesse infantile per la vita e un'onest\u00e0 infantile\u201d. Le situazioni e i personaggi di queste storie non sono mai sotto accusa, nonostante spesso verrebbe voglia di stigmatizzare questo o quel comportamento. Di tale compito la K\u0119dzierzawska lascia che siano i suoi spettatori a farsene carico, a storia finita, dopo i titoli di coda.\\nQuesti i titoli da cui sono tratte le clip selezionate in collaborazione con gli studenti del Master in Digital Art Direction dello IED coordinati da Max Giovagnoli:\\nAgnieszka, PL 1981, 7\u2019Jajko \/ The Egg, PL 1982, 10\u2019Gucia, PL 1985, 16\u2019Diab\u0142y, diab\u0142y \/ Devils, Devils, PL 1991, 86\u2019Wrony \/ Crows, PL 1994, 66\u2019 Jestem \/I am , PL 2005, 93\u2019 Jutro b\u0119dzie lepiej \/ Tomorrow Will Be Better, PL 2010, 118\u2019\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/10\/alice-nella-citta-2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/10\/alice-nella-citta-2.jpg\",\"width\":1920,\"height\":720},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Dorota K\u0119dzierzawska\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Dorota K\u0119dzierzawska - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"Dorota K\u0119dzierzawska - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"Alice nella Citt\u00e0 \u2013 Festa del Cinema di Roma Marted\u00ec 19 ottobre 2021 &#8211; ore 11:00 Casa del Cinemaviale Marcello Mastroianni 1, Romaingresso gratuito &#8211; per info: romacinemafest.it Dorota K\u0119dzierzawska sar\u00e0 l\u2019ospite d\u2019onore dell\u2019edizione 2021 del festival Alice nella citt\u00e0, la storica manifestazione dedicata al tema dell\u2019infanzia all\u2019interno della Festa del Cinema di Roma. 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L\u2019omaggio non \u00e8 una scoperta tardiva: K\u0119dzierzawska ha avuto in Italia estimatori non occasionali. Esso s\u2019inserisce in un lavoro di monografie personali di autori della modernit\u00e0 che hanno dedicato il loro lavoro a questa fascia di et\u00e0 e che trova la sua collocazione non casuale in un anno di cambiamento in cui nuovi temi e nuovi sguardi trasversali sull\u2019infanzia caratterizzano l\u2019intero programma del festival. A lei \u00e8 dedicata l\u2019immagine che dar\u00e0 personalit\u00e0 al poster di questa nuova edizione, mentre una selezione di sequenze tratte dal lavoro dell\u2019Autrice saranno programmate nelle sale del festival in testa a tutte le proiezioni ufficiali. Le sue \u2018metafore d\u2019infanzia\u2019 dedicate a questa meravigliosa et\u00e0 dell\u2019oro saranno lo spunto dell\u2019incontro della regista con Marianne Redpath, direttrice della sezione Generation della Berlinale, a cui seguir\u00e0 la proiezione integrale del film Wrony (1994).\nEvento organizzato da Alice nella citt\u00e0 in collaborazione con la Berlinale - Generation e Istituto Polacco di Roma \nWRONY \/ CROWSdi Dorota K\u0119drzierzawska Polonia, 1994, 66', v.o. con sott. it.\nSCENEGGIATURA: Dorota K\u0119dzierzawskaFOTOGRAFIA: Arthur ReinhartMONTAGGIO: Dorota Kedzierzawska, Arthur ReinhartCAST: Karolina Ostrozna, Kasia Szczepanik, Malgorzata HajewskaPRODUZIONE: OKO Film Studio and Polish TVDISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Seawell Films S.A.R.L.\nSINOSSI Questo toccante dramma polacco segue una ragazza fuori posto che vaga per la sua citt\u00e0 natale in compagnia di una bambina smarrita. Conosciuta con il soprannome di Corvo, \u00e8 derisa dai suoi coetanei e ignorata dalla madre costantemente al lavoro; ma la bambina sembra troppo persa nel suo mondo dei sogni per preoccuparsene.\nDOROTA K\u0118DZIERZAWSKA \n\"Un film sull'infanzia innesca il desiderio del tempo in cui bastava assorbire la vita cos\u00ec com'\u00e8, il futuro non era interessante\". -\u00a0Dorota K\u0119dzierzawska\nDorota K\u0119dzierzawska \u00e8 nata nel 1957 a \u0141\u00f3d\u017a, in Polonia, e si \u00e8 avvicinata al mondo del cinema fin da piccola seguendo il lavoro di sua madre Jadwiga: \u201cHo passato tutta la mia infanzia sui set cinematografici. Passavo spesso ore in piedi in un angolo, a guardare cosa stava succedendo davanti alla telecamera. E di solito erano i bambini a stare davanti alla macchina da presa, dal momento che mia madre ha diretto film per bambini e sui bambini. \u00c8 l\u00ec che ho imparato le tecniche per lavorare con i bambini, su un set cinematografico\u201d.\nLaureata alla Scuola di \u0141\u00f3d\u017a nel 1981, ha proseguito gli studi di regia presso l'Istituto Universitario Statale a Mosca, dove ha cominciato a mettere a punto il suo stile in cui l\u2019infanzia non ha solo piena dignit\u00e0 artistica, ma una sua propria forma complessa e stratificata che le permette di ritagliarsi uno spazio di libert\u00e0 e di grandi possibilit\u00e0 narrative. Le sue storie sono questioni di adulti e adolescenti, di madri e figlie, di donne e bambine. Sono soggetti semplici e immediati legati ad una messa in scena che sa concedersi improvvisi scarti tra il realismo dei fatti e il realismo dei sentimenti, in cui i ricordi personali si mescolano alla finzione, trasformando una piccola narrazione quotidiana in una grande storia universale. Una vocazione visibile sin dai suoi primi studi, nati nel contesto socio-politico degli anni \u201870 e \u201880: Agnieszka (1981) \u00e8 una meravigliosa istantanea nella vita di una bambina che trasforma uno squallido cortile in un mondo d'infanzia, Egg (1982) \u00e8 uno sguardo sul rapporto tra fratello e sorella e sulla solitudine e il bisogno d\u2019amore di due bambini, mentre in Gucia (1985) i comportamenti e le parole di due bambini trasformano i dialoghi e i loro giochi nel presagio, tenero e crudele, di una relazione adulta tra un uomo e una donna. Non solo lo stile, ma anche i contenuti ricorrenti della sua produzione pi\u00f9 matura sono strettamente collegati alla prima et\u00e0. La riflessione sull\u2019integrazione o l\u2019esclusione da un contesto sociale, suggerita da Diab\u0142y, diab\u0142y (1991) si collega alla solitudine e allo \"Starai meglio senza di me\" pronunciato della \u2018piccola madre\u2019 protagonista di Wrony (1994). Qui l\u2019alterit\u00e0 bambina e l\u2019alterit\u00e0 femminile si incontrano nello spazio di un gioco, nella fuga verso un tempo sospeso, in-naturale, che non pu\u00f2 scardinare la realt\u00e0. Lo stesso dolore esistenziale che in Jestem - Io sono (2005) mette al centro la fuga di un ragazzo di undici anni condannato a se stesso, il cui unico scopo \u00e8 quello d\u2019esistere agli occhi degli altri. Anche in Tomorrow will be better (2010) c\u2019\u00e8 la voglia di raccontare un mondo fatto di adulti indifferenti o ostili, facendo per\u00f2 partecipare lo spettatore pi\u00f9 alle peripezie del bambino che all\u2019insensibilit\u00e0 dei grandi. In tutti questi film lo spunto narrativo si mescola a una parallela riflessione su gli ultimi e i deboli, sulle problematiche sociali, insite nel rapporto singolo \u2013 comunit\u00e0, o in quello tra ceti sociali, con in pi\u00f9 la leggerezza e la risolutezza tipiche dell\u2019infanzia. Nelle loro parabole di piccole ribellioni domestiche, in cui sfuggire al controllo dei genitori, c\u2019\u00e8 la voglia di rivendicare un proprio spazio di libert\u00e0, che nasconde l\u2019urgenza di un gesto politico rivoluzionario, che forse solamente i bambini possono ricordare agli adulti. Un ragionare per modelli poetici e metaforici che mettono l\u2019accento su un impegno pi\u00f9 volte manifestato dalla regista: \u201cContinuo a pensare che una delle cose pi\u00f9 importanti per un adulto dovrebbe essere mantenere un interesse infantile per la vita e un'onest\u00e0 infantile\u201d. Le situazioni e i personaggi di queste storie non sono mai sotto accusa, nonostante spesso verrebbe voglia di stigmatizzare questo o quel comportamento. Di tale compito la K\u0119dzierzawska lascia che siano i suoi spettatori a farsene carico, a storia finita, dopo i titoli di coda.\nQuesti i titoli da cui sono tratte le clip selezionate in collaborazione con gli studenti del Master in Digital Art Direction dello IED coordinati da Max Giovagnoli:\nAgnieszka, PL 1981, 7\u2019Jajko \/ The Egg, PL 1982, 10\u2019Gucia, PL 1985, 16\u2019Diab\u0142y, diab\u0142y \/ Devils, Devils, PL 1991, 86\u2019Wrony \/ Crows, PL 1994, 66\u2019 Jestem \/I am , PL 2005, 93\u2019 Jutro b\u0119dzie lepiej \/ Tomorrow Will Be Better, PL 2010, 118\u2019"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/10\/alice-nella-citta-2.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/10\/alice-nella-citta-2.jpg","width":1920,"height":720},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/10\/15\/dorota-kedzierzawska\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Dorota K\u0119dzierzawska"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2897"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3027,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2897\/revisions\/3027"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}