{"id":3248,"date":"2021-12-21T13:17:51","date_gmt":"2021-12-21T12:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=3248"},"modified":"2023-11-15T15:50:16","modified_gmt":"2023-11-15T14:50:16","slug":"oratorio-quo-vadis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/","title":{"rendered":"Oratorio \u201eQuo vadis\u201d"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center\"><b>FELIKS NOWOWIEJSKI<br>\u201eQuo vadis\u201d op. 30, oratorio per voci solo, coro misto, organo e orchestra <\/b><\/h2>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-css-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p><strong>Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie<\/strong><\/p>\n<p><strong>Massimiliano Caldi, <\/strong>direttore<\/p>\n<p><strong>Wioletta Chodowicz<\/strong> \u2013 soprano<\/p>\n<p><strong>Robert Gierlach, <\/strong>baritono<\/p>\n<p><strong>Wojciech Gierlach<\/strong> \u2013 basso<\/p>\n<p><strong>Rafa\u0142 Sulima<\/strong> \u2013 organo<\/p>\n<p><strong>Violetta Bielecka<\/strong> \u2013 preparazione del coro<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-css-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/youtu.be\/Y0glGv4dcq4\n<\/div><\/figure>\n\n\n<p><strong>Quo vadis? Quo vadis. <\/strong><\/p>\n<p>\u201ePer i suoi notevoli meriti nel campo della narrativa e per il raro genio che ha saputo incarnare lo spirito della nazione\u201d \u2013 questa fu la motivazione del verdetto della giuria dell\u2019Accademia Svedese di Stoccolma, con il quale assegn\u00f2 il premio Nobel per la letteratura del 1905. La scelta di Henryk Sienkiewicz fu dettata dalla valutazione dell\u2019intera produzione letteraria, ma fu decisivo il romanzo <em>Quo vadis?<\/em> (pubblicato a episodi negli anni 1895-1896 in un quotidiano di Varsavia). L\u2019ultimo del ciclo denominato \u201ela trilogia romana\u201d (i precedenti sono : <em>Senza dogma <\/em>e <em>La famiglia Po\u0142aniecki<\/em>), il romanzo definiva al meglio lo \u201espirito occidentale\u201d, come \u201eallevato nella cultura latina\u201d. L\u2019universalismo di <em>Quo vadis?<\/em> scatur\u00ec dall\u2019esperienza personale di alcuni viaggi che lo scrittore fece nella Nuova Troia dei discendenti di Enea, la seconda Gerusalemme; ma anche dalla lettura di Cornelio Publio Tacito, molto amato da Sienkiewicz, che ispir\u00f2 lo scrittore a \u201ccontrapporre nel suo lavoro artistico i due mondi, di cui uno rappresentava la potenza regnante e onnipotente della macchina amministrativa, l\u2019altro invece incarnava esclusivamente la forza spirituale\u201d. Il concetto della bipolarit\u00e0 del mondo della politica e dello spirito viene rafforzato da Feliks Nowowiejski (1877-1946) nell\u2019oratorio <strong><em>Quo vadis<\/em><\/strong>. Esso \u00e8 particolarmente evidente nella orchestrale <strong><em>Marcia dei pretoriani <\/em><\/strong>(inizio della II Scena). Il compositore rende questa marcia totale, senza concedere un momento di tregua, tradizionalmente dato con l\u2019inserimento nelle marcie di una parte centrale pi\u00f9 gentile. In tal modo il compositore raffigura l\u2019ambiente dell\u2019imperatore Nerone come superficiale, vuoto e petulante, come osserv\u00f2 la stampa olandese dopo la memorabile prima ad Amsterdam: \u201e[Nowowiejski] sa come passare da un effetto \u2013 selvagge orge sonore \u2013 ad un altro\u201d. Le descrizioni dei banchetti e i dialoghi d\u2019amore di Sienkiewicz, assenti nell\u2019oratorio, rivelano l\u2019influenza di Catullo e Ovidio e quella dei foricoenia latini scritti da Jan Kochanowski durante gli studi a Padova. Sulla poesia antica della Grecia e della Roma si era basata la scrittrice Antonia J\u00fcngst, che prepar\u00f2 il libretto in lingua tedesca per l\u2019oratorio di Nowowiejski.<\/p>\n<p><strong>Nobel musicale per \u201eFelice Nowo\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della musica classica il premio paragonabile al Nobel per la letteratura \u00e8 l\u2019International Classical Music Award, assegnato nel 2018 all\u2019album <em>Quo vadis<\/em> di Feliks Nowowiejski, realizzato con la partecipazione dell\u2019eccellente complesso corale polacco: Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie, preparato da Violetta Bielecka (accompagnato dall\u2019Orchestra della Filarmonica di Pozna\u0144 diretta da \u0141ukasz Borowicz). Nowowiejski, prima di presentare al mondo l\u2019oratorio <em>Quo vadis<\/em>, si era fatto conoscere come vincitore di premi d\u2019importanza internazionale (due volte il premio berlinese di Giacomo Meyerbeer per l\u2019oratorio <em>Powr\u00f3t syna marnotrawnego<\/em> &#8211; Il ritorno del Figlio Prodigo &#8211; e per l\u2019ouverture <em>Swaty polskie <\/em>&#8211; il Corteggiamento polacco). La carriera mondiale della seconda e definitiva versione dell\u2019oratorio <em>Quo vadis <\/em>pu\u00f2 essere considerata un \u201earci-Nobel\u201d e inizi\u00f2 con la prima rappresentazione dell\u2019opera ad Amsterdam (1909). Da allora per ben due decenni fu eseguita in ben duecento citt\u00e0 dell\u2019Europa occidentale (soprattutto in Germania) e delle due Americhe, in prestigiose sale da concerto, fra le quali la Carnegie Hall di New York. Successi su scala simile raggiungeva gi\u00e0 da qualche tempo il \u201ere del pianoforte\u201d, Ignacy Jan Paderewski. Un anno dopo la prima rappresentazione di <em>Quo vadis<\/em>, il 15 luglio 1910, i due compositori si incontrarono in piazza Jan Matejko a Cracovia, durante l\u2019inaugurazione del Monumento della battaglia di Grunwald fondato da Paderewski. In quell\u2019occasione fu eseguita la <em>Rota, <\/em>composta e diretta da Nowowiejski, cantata da qualche centinaio di coristi provenienti dai territori polacchi divisi nelle tre spartizioni. La sublime atmosfera di quel momento pu\u00f2 essere paragonata al patos delle partii corali dell\u2019epopea musicale <em>Quo vadis<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Apocalisse.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Oratorio <em>Quo vadis<\/em>, diviso in scene, sembra un opera lirica, e di fatto lo \u00e8, meritando una messa in scena. Il gi\u00e0 citato direttore d\u2019orchestra Piotr Su\u0142kowski invitava cos\u00ec ad ascoltarlo: \u201eQuando chiudi gli occhi, vedi migliaia di soldati che marciano verso Roma\u201d. Vi \u00e8 possibile scorgere anche un\u2019immagine dell\u2019apocalisse &#8211; il grande incendio di Roma. L\u2019opera inizia con un<strong>\u2019Introduzione<\/strong> di grande impatto &#8211; il <strong><em>Maestoso drammatico. <\/em><\/strong>Le prime battute sembrano gi\u00e0 un motto che risuona con il \u201etutti\u201d dell\u2019orchestra e con il pieno dell\u2019organo e che da quel punto torner\u00e0 in momenti salienti dell\u2019azione, in modo pi\u00f9 incisivo nella scena della liturgia nelle catacombe. Quel breve motivo orchestrale (uno dei temi ricorrenti dell\u2019opera) diventa il simbolo della cristianit\u00e0, della Chiesa in formazione. Il motivo strumentale successivo che richiama il poema sinfonico di Mieczys\u0142aw Kar\u0142owicz <em>Pie\u015b\u0144 o wszechbycie <\/em>[Il canto dell\u2019eterno essere], svolge la funzione di sottofondo per le incursioni delle fanfare e le fulminee tempeste sonore. In quello spazio multidimensionale risuona il drammatico richiamo degli abitanti di Roma, con l\u2019espressivo canto del coro misto e poi con l\u2019alternarsi delle voci femminili e maschili, su modello di Joseph Haydn che raffigurava la tempesta nell\u2019oratorio <em>Le stagioni <\/em>o di Giuseppe Verdi che esprimeva l\u2019orrore del <em>Giudizio Universale <\/em>nel suo<em>Requiem<\/em>. L&#8217;atmosfera apocalittica si intensifica con le successive scene corali. Una di queste, <strong><em>Ju\u017c sze\u015b\u0107 dni nie ma jutrzenki <\/em><\/strong>[Sono sei giorni che manca l\u2019aurora]<em>,<\/em> illustra le tenebre sulla Roma in fiamme e sembra che Nowowiejski vi compatisca gli sciagurati sudditi di Nerone. Dopo la prima, la stampa di Amsterdam scrisse: \u201el\u2019intera introduzione pu\u00f2 essere definita geniale\u201d. Sono geniali le fughe a molti temi: quella del grido della folla <strong><em>Christianos ad leones<\/em><\/strong> restituisce il terrore di alcuni e la crudelt\u00e0 di altri. Le magistrali fughe riassumono l\u2019opera nell&#8217;ultima, dossologica scena.<\/p>\n<p><strong>Nei Cieli.<\/strong><\/p>\n<p>La motivazione del Premio Nobel pu\u00f2 essere adottata anche a Feliks Nowowiejski. L\u2019importanza di Sienkiewicz nel campo della narrativa crebbe grazie all\u2019assorbimento e alla trasformazione di una ricca tradizione letteraria e alla riflessione sui dipinti <em>Il banchetto di Nerone <\/em>e <em>Le torce di Nerone<\/em> di Henryk Siemiradzki, celebre pittore polacco con cui Sienkiewicz visit\u00f2 Roma; all\u2019immediatezza dell&#8217;immagine dell&#8217;incendio della Citt\u00e0 Eterna deve aver contribuito l\u2019episodio dell&#8217;incendio di Pu\u0142awy (1885) visto dallo scrittore quale giornalista di un quotidiano di Varsavia. Nowowiejski attinse all\u2019altrettanto ricca tradizione musicale, facendo spesso riferimento al corso di musica sacra frequentato a Ratisbona, &nbsp;dove si attuavano idee del rinnovamento di essa legate al Movimento Ceciliano. Queste idee trovarono espressione nelle opere corali, nello stile di canti gregoriani o della polifonia rinascimentale <em>a cappella<\/em>. In <em>Quo vadis <\/em>ritroviamo tutti e due gli elementi, sia il canto gregoriano che l\u2019arcaizzante mottetto. Gli studi a Berlino da Max Bruch, compositore e maestro piuttosto conservatore, rafforzarono il bisogno dell\u2019artista di dare continuit\u00e0 allo stile romantico, conferendogli caratteristiche arcaiche. Non significa che egli fosse indifferente alla rivoluzione che si stava attuando a quel tempo grazie a Debussy, Strawi\u0144ski e Sch\u00f6nberg (in Polonia grazie ai compositori della \u201cGiovane Polonia\u201d con Szymanowski a capo). Felice Nowo (come Bruch era solito chiamare il suo pupillo) attinse anche alle ultime conquiste dei neoromantici \u2013 la struttura orchestrale in <em>Quo vadis<\/em> assomiglia alla <em>Dante-Symphonie <\/em>di Ferenc Liszt e alla Sinfonia n.2 <em>Resurrezione <\/em>di Gustav Mahler, mentre la scena nelle catacombe ricorda l\u2019Intermezzo della <em>Cavalleria rusticana<\/em> di Mascagni. Analogamente a questi compositori, Nowowiejski rafforz\u00f2 la sezione dei fiati (alludendo agli antichi strumenti romani &#8211; buccine, tube), introducendo nella partitura il Glockenspiel, campane, arpe, organi e armonium. In <strong><em>Quo vadis Domine<\/em><\/strong>, nella scena cruciale della visitazione di San Pietro (baritono) da parte di Ges\u00f9 (basso), \u00e8 percepibile l\u2019influenza del finale di <em>Parsifal, <\/em>il mistero di Richard Wagner (ispirato dal <em>Magnificat <\/em>della <em>Dante-Symphonie<\/em> di Liszt). In questa scena sopra il santo Graal si libra una colomba, simbolo della tanto attesa benedizione per i Cavalieri di Monsalvat. Nowowiejski nutriva sentimenti ambivalenti nei confronti dell&#8217;opera e della persona di Wagner, ma suon\u00f2 proprio i frammenti del suo <em>Parsifal <\/em>all&#8217;organo nel tempio di Gerusalemme, alla presenza del patriarca (Nowowiejski era famoso per le sue magistrali improvvisazioni, le sue Sinfonie per organo solo avevano uno slancio orchestrale). Sienkiewicz, scrivendo le parole chiave del romanzo: \u201ePoich\u00e9 tu abbandoni il mio popolo, vado a Roma per essere crocefisso per la seconda volta\u201d, defin\u00ec la voce di Cristo \u201etriste e dolce\u201d. Nowowiejski rafforza quella dolcezza in un soave recitativo liturgico, in gentili accordi di legni e in ampi passaggi delle arpe che rievocano l\u2019arcobaleno, il mondo dei Cieli. Nowowiejski apr\u00ec il cielo ai protagonisti di <em>Quo vadis<\/em> nella scena delle catacombe, dando voce a Ligia \u2013 la complessa aria del soprano accompagnato dal coro ha la stessa espressivit\u00e0 della scena con gli Angeli che annunciano la salvezza di Margherita nell\u2019opera <em>Faust <\/em>di Charles Gounod.<\/p>\n<p><strong>Epilogo? Prologo.<\/strong><\/p>\n<p>La serie di successi di <em>Quo vadis<\/em> fu interrotta dallo stesso Feliks Nowowiejski. Quando la Polonia riconquist\u00f2 l\u2019indipendenza, si impegn\u00f2 nella campagna plebiscitaria degli abitanti di Warmia che cercavano di lasciare le terre prussiane e quando alla Polonia \u00e8 stato ridato l\u2019accesso al mare, scrisse <em>Legenda Ba\u0142tyku <\/em>[La leggenda del Baltico]. Da quel momento le opere di Nowowiejski non furono pi\u00f9 messe in scena in Germania. La Seconda Guerra Mondiale segn\u00f2 la caduta di <em>Quo vadis<\/em> nell\u2019oblio. Le celebrazioni del doppio Anno di Feliks Nowowiejski (2017-2018), si traducono in prime esecuzioni, registrazioni, edizioni degli spartiti, e speriamo che diventino, insieme a questo concerto romano, l\u2019inizio di una nuova era, in cui l\u2019opera di Nowowiejski, paragonabile per la sua ricchezza di generi con la produzione di Krzysztof Penderecki, possa essere largamente conosciuta.<\/p>\n<p><em>\/Magdalena Gajl\/<\/em><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-css-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p><strong>MASSIMILIANO CALDI<\/strong><\/p>\n<p>Vincitore del primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d&#8217;orchestra \u201cGrzegorz Fitelberg\u201d nel 1999. Caldi \u00e8 Primo Direttore dell&#8217;Orchestra Sinfonica della Filarmonica dei Precarpazi \u201cA. Malawski\u201d di Rzesz\u00f3w. Lo possiamo vedere regolarmente sui podi delle pi\u00f9 importanti filarmoniche con orchestre sinfoniche come: Sinfonia Varsovia, l&#8217;Orchestra della Radio Polacca di Varsavia e Sinfonia Iuventus.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>WIOLETTA CHODOWICZ<\/strong><\/p>\n<p>Vincitrice del premio <em>Paszport \u201cPolityki\u201d 2010<\/em>. E salita su palchi di teatri europei, come il Teatro Nazionale di Praga, Teatro Nazionale di Moravia-Slesia di Ostrava, Welsh National Opera di Cardiff, Glyndebourne Opera, Israel Opera di Tel Aviv. Si esibisce con orchestre quali Sinfonia Varsovia, Orchestra Filarmonica Nazionale, Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca, Orchestra Radiofonica Polacca, Filarmonica di Pozna\u0144, Filarmonica Cracovia e Filarmonica dei Sudeti.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ROBERT GIERLACH<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;artista ha ricevuto il 1\u00b0 premio al Concorso Internazionale di Musica Gian Battista Viotti a Vercelli. Due volte \u00e8 stato vincitore del premio &#8222;Fryderyk&#8221;: per gli album con canti di P. \u0141ukaszewski e di di H. M. G\u00f3recki. Robert Gierlach si \u00e8 esibito su palchi dei pi\u00f9 prestigiosi teatri d&#8217;opera e nelle sale da concerto in Europa, in Nord America e in Giappone.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>WOJCIECH GIERLACH<\/strong><\/p>\n<p>Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti in concorsi internazionali dedicati al repertorio vocale. I suoi successi pi\u00f9 recenti includono i debutti alla Royal Danish Opera e alla Welsh National Opera come Sir Giorgio in \u201cPuritani\u201d di V. Bellini. I prossimi progetti includono, tra gli altri, il debutto alla Los Angeles Opera come Melisso in &#8222;Alcina&#8221; di G.F. Haendel e alla Dutch National Opera di Amsterdam.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>RAFA\u0141 SULIMA <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 un musicista specializzato in organo, in musica sacra e in canto solistico. Ha conseguito il dottorato in Arti Musicali. &nbsp;Attualmente \u00e8 professore associato all\u2019Universit\u00e0 della Musica \u201cFryderyk Chopin\u201d, Filiale di Bia\u0142ystok, dove lavora come insegnante di organo, improvvisazione, canto e accompagnamento liturgico. Nel suo bagaglio artistico ci sono numerosi concerti per organo, da camera e vocali. Collabora con il Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e con cori accademici.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>VIOLETTA BIELECKA<\/strong><\/p>\n<p>Direttore d\u2019orchestra e direttore artistico del Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie. Dal 1 dicembre 2020 \u00e8 anche direttore di questa istituzione. Nel 2000 ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica di Polonia il titolo del professore di Arti Musicali. Nel 2021 fu decorata con la Medaglia d\u2019Oro al merito \u201eZas\u0142u\u017cony Kulturze Gloria Artis\u201d con l\u2019avvallo del Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport. Il Coro diretto dalla prof.ssa Bielecka partecipa a prestigiosi festival, concerti, trasmissioni radiofoniche e televisive, riscuotendo molti successi.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ORCHESTRA DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE<\/strong><\/p>\n<p>La direzione artistica del complesso \u00e8 attualmente nelle mani di M.J. B\u0142aszczyk. L\u2019orchestra \u00e8 stata premiata diverse volte per i successi conseguiti, ad esempio con i premi musicali \u201eFryderyk\u201d negli anni 2012, 2016 e 2017. Si esibisce in molte opere, musical e operette.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>CORO DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE<\/strong><\/p>\n<p>Fondato nel 2006 per l\u2019iniziativa diella prof. Violetta Bielecka \u2013 l\u2019attuale direttore artistico. Il repertorio del coro comprende diverse forme: musica corale a cappella, oratori, opere liriche, capolavori della musica sacra eseguiti insieme a preminenti complessi polacchi e stranieri. Il complesso ha partecipato pi\u00f9 volte alle prime di opere di diversi compositori contemporanei polacchi tra cui: K. Penderecki, S. Moryto, M. Ma\u0142ecki, P. \u0141ukaszewski, J. \u015awider, R. Twardowski. Sul palcoscenico dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie si esibisce in qualit\u00e0 di un complesso corale con abilit\u00e0 di movimento scenico, recitazione e coreografia.<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-css-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p><strong>Il progetto \u201eQuo Vadis a Roma&#8221;<\/strong> nasce dalla collaborazione tra l\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e l\u2019Associazione Roma Tre Orchestra di Roma, con il supporto organizzativo dell\u2019Istituto Polacco di Roma e il sostegno economico del Maresciallo del Voivodato di Podlasie, e comprende la registrazione e la trasmissione dell\u2019esecuzione di una delle pi\u00f9 importanti opere di Feliks Nowowiejski &#8211; \u201eQuo Vadis&#8221; op. 13 oratorio per soprano, baritono, coro misto, orchestra sinfonica e organo, oltre che il concerto nel Teatro Palladium a Roma, eseguito dall\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie con un programma di compositori polacchi e italiani.<\/p>\n<p>Lo scopo principale del programma \u201eKultura Inspiruj\u0105ca\u201d \u00e8 quello di promuovere la musica polacca all\u2019estero. Nel seguirlo si \u00e8 deciso di scegliere l\u2019opera di Feliks Nowowiejski, che dai tempi della sua prima messa in scena nel 1907 conquist\u00f2 il riconoscimento della critica sia in Europa che nel resto del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e gli eccellenti solisti polacchi: Wioletta Chodowicz, Robert Gierlach e Wojciech Gierlach, sono stati diretti dal Maestro italiano Massimiliano Caldi. Il coro \u00e8 stato preparato da prof.ssa Violetta Bielecka.<\/p>\n<p>La scelta dei suddetti artisti \u00e8 stata dettata dalla loro ricca carriera artistica e dai numerosi successi su palchi musicali polacchi ed internazionali. Nel 2016 gli artisti hanno registrato il cd con l\u2019opera \u201eQuo Vadis&#8221; insieme alla Filarmonica di Pozna\u0144 e al Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie diretti da \u0141ukasz Borowicz, che nel 2018 ha ricevuto il premio ICMA.<\/p>\n<p>Massimiliano Caldi \u00e8 un eccellente direttore d\u2019orchestra che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. \u00c8 stato l&#8217;unico italiano a vincere nel 2018 il premio della rivista italo-polacca &#8222;Gazzetta Italia&#8221; per meriti speciali nella promozione della musica italiana in Polonia e della musica polacca in Italia.<\/p>\n<p>La registrazione di \u201eQuo vadis\u201d, realizzata nell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie a Bia\u0142ystok verr\u00e0 pubblicata in DVD e prima sar\u00e0 disponibile sui portali internet dei Partner del progetto.<\/p>\n<p><strong>Il progetto &#8222;Quo Vadis a Roma&#8221; \u00e8 finanziato dal Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport della Repubblica di Polonia nel quadro del programma &#8222;Cultura ispiratrice&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/12\/MK.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3249\" width=\"174\" height=\"89\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FELIKS NOWOWIEJSKI\u201eQuo vadis\u201d op. 30, oratorio per voci solo, coro misto, organo e orchestra Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie Massimiliano Caldi, direttore Wioletta Chodowicz \u2013 soprano Robert Gierlach, baritono Wojciech Gierlach \u2013 basso Rafa\u0142 Sulima \u2013 organo Violetta Bielecka \u2013 preparazione del coro Quo vadis? 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Quo vadis. \\n\u201ePer i suoi notevoli meriti nel campo della narrativa e per il raro genio che ha saputo incarnare lo spirito della nazione\u201d \u2013 questa fu la motivazione del verdetto della giuria dell\u2019Accademia Svedese di Stoccolma, con il quale assegn\u00f2 il premio Nobel per la letteratura del 1905. La scelta di Henryk Sienkiewicz fu dettata dalla valutazione dell\u2019intera produzione letteraria, ma fu decisivo il romanzo Quo vadis? (pubblicato a episodi negli anni 1895-1896 in un quotidiano di Varsavia). L\u2019ultimo del ciclo denominato \u201ela trilogia romana\u201d (i precedenti sono : Senza dogma e La famiglia Po\u0142aniecki), il romanzo definiva al meglio lo \u201espirito occidentale\u201d, come \u201eallevato nella cultura latina\u201d. L\u2019universalismo di Quo vadis? scatur\u00ec dall\u2019esperienza personale di alcuni viaggi che lo scrittore fece nella Nuova Troia dei discendenti di Enea, la seconda Gerusalemme; ma anche dalla lettura di Cornelio Publio Tacito, molto amato da Sienkiewicz, che ispir\u00f2 lo scrittore a \u201ccontrapporre nel suo lavoro artistico i due mondi, di cui uno rappresentava la potenza regnante e onnipotente della macchina amministrativa, l\u2019altro invece incarnava esclusivamente la forza spirituale\u201d. Il concetto della bipolarit\u00e0 del mondo della politica e dello spirito viene rafforzato da Feliks Nowowiejski (1877-1946) nell\u2019oratorio Quo vadis. Esso \u00e8 particolarmente evidente nella orchestrale Marcia dei pretoriani (inizio della II Scena). Il compositore rende questa marcia totale, senza concedere un momento di tregua, tradizionalmente dato con l\u2019inserimento nelle marcie di una parte centrale pi\u00f9 gentile. In tal modo il compositore raffigura l\u2019ambiente dell\u2019imperatore Nerone come superficiale, vuoto e petulante, come osserv\u00f2 la stampa olandese dopo la memorabile prima ad Amsterdam: \u201e[Nowowiejski] sa come passare da un effetto \u2013 selvagge orge sonore \u2013 ad un altro\u201d. Le descrizioni dei banchetti e i dialoghi d\u2019amore di Sienkiewicz, assenti nell\u2019oratorio, rivelano l\u2019influenza di Catullo e Ovidio e quella dei foricoenia latini scritti da Jan Kochanowski durante gli studi a Padova. Sulla poesia antica della Grecia e della Roma si era basata la scrittrice Antonia J\u00fcngst, che prepar\u00f2 il libretto in lingua tedesca per l\u2019oratorio di Nowowiejski.\\nNobel musicale per \u201eFelice Nowo\u201d\\nNell\u2019ambito della musica classica il premio paragonabile al Nobel per la letteratura \u00e8 l\u2019International Classical Music Award, assegnato nel 2018 all\u2019album Quo vadis di Feliks Nowowiejski, realizzato con la partecipazione dell\u2019eccellente complesso corale polacco: Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie, preparato da Violetta Bielecka (accompagnato dall\u2019Orchestra della Filarmonica di Pozna\u0144 diretta da \u0141ukasz Borowicz). Nowowiejski, prima di presentare al mondo l\u2019oratorio Quo vadis, si era fatto conoscere come vincitore di premi d\u2019importanza internazionale (due volte il premio berlinese di Giacomo Meyerbeer per l\u2019oratorio Powr\u00f3t syna marnotrawnego - Il ritorno del Figlio Prodigo - e per l\u2019ouverture Swaty polskie - il Corteggiamento polacco). La carriera mondiale della seconda e definitiva versione dell\u2019oratorio Quo vadis pu\u00f2 essere considerata un \u201earci-Nobel\u201d e inizi\u00f2 con la prima rappresentazione dell\u2019opera ad Amsterdam (1909). Da allora per ben due decenni fu eseguita in ben duecento citt\u00e0 dell\u2019Europa occidentale (soprattutto in Germania) e delle due Americhe, in prestigiose sale da concerto, fra le quali la Carnegie Hall di New York. Successi su scala simile raggiungeva gi\u00e0 da qualche tempo il \u201ere del pianoforte\u201d, Ignacy Jan Paderewski. Un anno dopo la prima rappresentazione di Quo vadis, il 15 luglio 1910, i due compositori si incontrarono in piazza Jan Matejko a Cracovia, durante l\u2019inaugurazione del Monumento della battaglia di Grunwald fondato da Paderewski. In quell\u2019occasione fu eseguita la Rota, composta e diretta da Nowowiejski, cantata da qualche centinaio di coristi provenienti dai territori polacchi divisi nelle tre spartizioni. La sublime atmosfera di quel momento pu\u00f2 essere paragonata al patos delle partii corali dell\u2019epopea musicale Quo vadis.\\nApocalisse.\\nL\u2019Oratorio Quo vadis, diviso in scene, sembra un opera lirica, e di fatto lo \u00e8, meritando una messa in scena. Il gi\u00e0 citato direttore d\u2019orchestra Piotr Su\u0142kowski invitava cos\u00ec ad ascoltarlo: \u201eQuando chiudi gli occhi, vedi migliaia di soldati che marciano verso Roma\u201d. Vi \u00e8 possibile scorgere anche un\u2019immagine dell\u2019apocalisse - il grande incendio di Roma. L\u2019opera inizia con un\u2019Introduzione di grande impatto - il Maestoso drammatico. Le prime battute sembrano gi\u00e0 un motto che risuona con il \u201etutti\u201d dell\u2019orchestra e con il pieno dell\u2019organo e che da quel punto torner\u00e0 in momenti salienti dell\u2019azione, in modo pi\u00f9 incisivo nella scena della liturgia nelle catacombe. Quel breve motivo orchestrale (uno dei temi ricorrenti dell\u2019opera) diventa il simbolo della cristianit\u00e0, della Chiesa in formazione. Il motivo strumentale successivo che richiama il poema sinfonico di Mieczys\u0142aw Kar\u0142owicz Pie\u015b\u0144 o wszechbycie [Il canto dell\u2019eterno essere], svolge la funzione di sottofondo per le incursioni delle fanfare e le fulminee tempeste sonore. In quello spazio multidimensionale risuona il drammatico richiamo degli abitanti di Roma, con l\u2019espressivo canto del coro misto e poi con l\u2019alternarsi delle voci femminili e maschili, su modello di Joseph Haydn che raffigurava la tempesta nell\u2019oratorio Le stagioni o di Giuseppe Verdi che esprimeva l\u2019orrore del Giudizio Universale nel suoRequiem. L'atmosfera apocalittica si intensifica con le successive scene corali. Una di queste, Ju\u017c sze\u015b\u0107 dni nie ma jutrzenki [Sono sei giorni che manca l\u2019aurora], illustra le tenebre sulla Roma in fiamme e sembra che Nowowiejski vi compatisca gli sciagurati sudditi di Nerone. Dopo la prima, la stampa di Amsterdam scrisse: \u201el\u2019intera introduzione pu\u00f2 essere definita geniale\u201d. Sono geniali le fughe a molti temi: quella del grido della folla Christianos ad leones restituisce il terrore di alcuni e la crudelt\u00e0 di altri. Le magistrali fughe riassumono l\u2019opera nell'ultima, dossologica scena.\\nNei Cieli.\\nLa motivazione del Premio Nobel pu\u00f2 essere adottata anche a Feliks Nowowiejski. L\u2019importanza di Sienkiewicz nel campo della narrativa crebbe grazie all\u2019assorbimento e alla trasformazione di una ricca tradizione letteraria e alla riflessione sui dipinti Il banchetto di Nerone e Le torce di Nerone di Henryk Siemiradzki, celebre pittore polacco con cui Sienkiewicz visit\u00f2 Roma; all\u2019immediatezza dell'immagine dell'incendio della Citt\u00e0 Eterna deve aver contribuito l\u2019episodio dell'incendio di Pu\u0142awy (1885) visto dallo scrittore quale giornalista di un quotidiano di Varsavia. Nowowiejski attinse all\u2019altrettanto ricca tradizione musicale, facendo spesso riferimento al corso di musica sacra frequentato a Ratisbona,  dove si attuavano idee del rinnovamento di essa legate al Movimento Ceciliano. Queste idee trovarono espressione nelle opere corali, nello stile di canti gregoriani o della polifonia rinascimentale a cappella. In Quo vadis ritroviamo tutti e due gli elementi, sia il canto gregoriano che l\u2019arcaizzante mottetto. Gli studi a Berlino da Max Bruch, compositore e maestro piuttosto conservatore, rafforzarono il bisogno dell\u2019artista di dare continuit\u00e0 allo stile romantico, conferendogli caratteristiche arcaiche. Non significa che egli fosse indifferente alla rivoluzione che si stava attuando a quel tempo grazie a Debussy, Strawi\u0144ski e Sch\u00f6nberg (in Polonia grazie ai compositori della \u201cGiovane Polonia\u201d con Szymanowski a capo). Felice Nowo (come Bruch era solito chiamare il suo pupillo) attinse anche alle ultime conquiste dei neoromantici \u2013 la struttura orchestrale in Quo vadis assomiglia alla Dante-Symphonie di Ferenc Liszt e alla Sinfonia n.2 Resurrezione di Gustav Mahler, mentre la scena nelle catacombe ricorda l\u2019Intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni. Analogamente a questi compositori, Nowowiejski rafforz\u00f2 la sezione dei fiati (alludendo agli antichi strumenti romani - buccine, tube), introducendo nella partitura il Glockenspiel, campane, arpe, organi e armonium. In Quo vadis Domine, nella scena cruciale della visitazione di San Pietro (baritono) da parte di Ges\u00f9 (basso), \u00e8 percepibile l\u2019influenza del finale di Parsifal, il mistero di Richard Wagner (ispirato dal Magnificat della Dante-Symphonie di Liszt). In questa scena sopra il santo Graal si libra una colomba, simbolo della tanto attesa benedizione per i Cavalieri di Monsalvat. Nowowiejski nutriva sentimenti ambivalenti nei confronti dell'opera e della persona di Wagner, ma suon\u00f2 proprio i frammenti del suo Parsifal all'organo nel tempio di Gerusalemme, alla presenza del patriarca (Nowowiejski era famoso per le sue magistrali improvvisazioni, le sue Sinfonie per organo solo avevano uno slancio orchestrale). Sienkiewicz, scrivendo le parole chiave del romanzo: \u201ePoich\u00e9 tu abbandoni il mio popolo, vado a Roma per essere crocefisso per la seconda volta\u201d, defin\u00ec la voce di Cristo \u201etriste e dolce\u201d. Nowowiejski rafforza quella dolcezza in un soave recitativo liturgico, in gentili accordi di legni e in ampi passaggi delle arpe che rievocano l\u2019arcobaleno, il mondo dei Cieli. Nowowiejski apr\u00ec il cielo ai protagonisti di Quo vadis nella scena delle catacombe, dando voce a Ligia \u2013 la complessa aria del soprano accompagnato dal coro ha la stessa espressivit\u00e0 della scena con gli Angeli che annunciano la salvezza di Margherita nell\u2019opera Faust di Charles Gounod.\\nEpilogo? Prologo.\\nLa serie di successi di Quo vadis fu interrotta dallo stesso Feliks Nowowiejski. Quando la Polonia riconquist\u00f2 l\u2019indipendenza, si impegn\u00f2 nella campagna plebiscitaria degli abitanti di Warmia che cercavano di lasciare le terre prussiane e quando alla Polonia \u00e8 stato ridato l\u2019accesso al mare, scrisse Legenda Ba\u0142tyku [La leggenda del Baltico]. Da quel momento le opere di Nowowiejski non furono pi\u00f9 messe in scena in Germania. La Seconda Guerra Mondiale segn\u00f2 la caduta di Quo vadis nell\u2019oblio. Le celebrazioni del doppio Anno di Feliks Nowowiejski (2017-2018), si traducono in prime esecuzioni, registrazioni, edizioni degli spartiti, e speriamo che diventino, insieme a questo concerto romano, l\u2019inizio di una nuova era, in cui l\u2019opera di Nowowiejski, paragonabile per la sua ricchezza di generi con la produzione di Krzysztof Penderecki, possa essere largamente conosciuta.\\n\/Magdalena Gajl\/\\nMASSIMILIANO CALDI\\nVincitore del primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d'orchestra \u201cGrzegorz Fitelberg\u201d nel 1999. Caldi \u00e8 Primo Direttore dell'Orchestra Sinfonica della Filarmonica dei Precarpazi \u201cA. Malawski\u201d di Rzesz\u00f3w. Lo possiamo vedere regolarmente sui podi delle pi\u00f9 importanti filarmoniche con orchestre sinfoniche come: Sinfonia Varsovia, l'Orchestra della Radio Polacca di Varsavia e Sinfonia Iuventus.\\n \\nWIOLETTA CHODOWICZ\\nVincitrice del premio Paszport \u201cPolityki\u201d 2010. E salita su palchi di teatri europei, come il Teatro Nazionale di Praga, Teatro Nazionale di Moravia-Slesia di Ostrava, Welsh National Opera di Cardiff, Glyndebourne Opera, Israel Opera di Tel Aviv. Si esibisce con orchestre quali Sinfonia Varsovia, Orchestra Filarmonica Nazionale, Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca, Orchestra Radiofonica Polacca, Filarmonica di Pozna\u0144, Filarmonica Cracovia e Filarmonica dei Sudeti.\\n \\nROBERT GIERLACH\\nL'artista ha ricevuto il 1\u00b0 premio al Concorso Internazionale di Musica Gian Battista Viotti a Vercelli. Due volte \u00e8 stato vincitore del premio \\\"Fryderyk\\\": per gli album con canti di P. \u0141ukaszewski e di di H. M. G\u00f3recki. Robert Gierlach si \u00e8 esibito su palchi dei pi\u00f9 prestigiosi teatri d'opera e nelle sale da concerto in Europa, in Nord America e in Giappone.\\n \\nWOJCIECH GIERLACH\\nVincitore di numerosi premi e riconoscimenti in concorsi internazionali dedicati al repertorio vocale. I suoi successi pi\u00f9 recenti includono i debutti alla Royal Danish Opera e alla Welsh National Opera come Sir Giorgio in \u201cPuritani\u201d di V. Bellini. I prossimi progetti includono, tra gli altri, il debutto alla Los Angeles Opera come Melisso in \\\"Alcina\\\" di G.F. Haendel e alla Dutch National Opera di Amsterdam.\\nRAFA\u0141 SULIMA \\nE\u2019 un musicista specializzato in organo, in musica sacra e in canto solistico. Ha conseguito il dottorato in Arti Musicali.  Attualmente \u00e8 professore associato all\u2019Universit\u00e0 della Musica \u201cFryderyk Chopin\u201d, Filiale di Bia\u0142ystok, dove lavora come insegnante di organo, improvvisazione, canto e accompagnamento liturgico. Nel suo bagaglio artistico ci sono numerosi concerti per organo, da camera e vocali. Collabora con il Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e con cori accademici.\\n \\nVIOLETTA BIELECKA\\nDirettore d\u2019orchestra e direttore artistico del Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie. Dal 1 dicembre 2020 \u00e8 anche direttore di questa istituzione. Nel 2000 ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica di Polonia il titolo del professore di Arti Musicali. Nel 2021 fu decorata con la Medaglia d\u2019Oro al merito \u201eZas\u0142u\u017cony Kulturze Gloria Artis\u201d con l\u2019avvallo del Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport. Il Coro diretto dalla prof.ssa Bielecka partecipa a prestigiosi festival, concerti, trasmissioni radiofoniche e televisive, riscuotendo molti successi.\\n \\nORCHESTRA DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE\\nLa direzione artistica del complesso \u00e8 attualmente nelle mani di M.J. B\u0142aszczyk. L\u2019orchestra \u00e8 stata premiata diverse volte per i successi conseguiti, ad esempio con i premi musicali \u201eFryderyk\u201d negli anni 2012, 2016 e 2017. Si esibisce in molte opere, musical e operette.\\n \\nCORO DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE\\nFondato nel 2006 per l\u2019iniziativa diella prof. Violetta Bielecka \u2013 l\u2019attuale direttore artistico. Il repertorio del coro comprende diverse forme: musica corale a cappella, oratori, opere liriche, capolavori della musica sacra eseguiti insieme a preminenti complessi polacchi e stranieri. Il complesso ha partecipato pi\u00f9 volte alle prime di opere di diversi compositori contemporanei polacchi tra cui: K. Penderecki, S. Moryto, M. Ma\u0142ecki, P. \u0141ukaszewski, J. \u015awider, R. Twardowski. Sul palcoscenico dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie si esibisce in qualit\u00e0 di un complesso corale con abilit\u00e0 di movimento scenico, recitazione e coreografia.\\nIl progetto \u201eQuo Vadis a Roma\\\" nasce dalla collaborazione tra l\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e l\u2019Associazione Roma Tre Orchestra di Roma, con il supporto organizzativo dell\u2019Istituto Polacco di Roma e il sostegno economico del Maresciallo del Voivodato di Podlasie, e comprende la registrazione e la trasmissione dell\u2019esecuzione di una delle pi\u00f9 importanti opere di Feliks Nowowiejski - \u201eQuo Vadis\\\" op. 13 oratorio per soprano, baritono, coro misto, orchestra sinfonica e organo, oltre che il concerto nel Teatro Palladium a Roma, eseguito dall\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie con un programma di compositori polacchi e italiani.\\nLo scopo principale del programma \u201eKultura Inspiruj\u0105ca\u201d \u00e8 quello di promuovere la musica polacca all\u2019estero. Nel seguirlo si \u00e8 deciso di scegliere l\u2019opera di Feliks Nowowiejski, che dai tempi della sua prima messa in scena nel 1907 conquist\u00f2 il riconoscimento della critica sia in Europa che nel resto del mondo.\\nL\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e gli eccellenti solisti polacchi: Wioletta Chodowicz, Robert Gierlach e Wojciech Gierlach, sono stati diretti dal Maestro italiano Massimiliano Caldi. Il coro \u00e8 stato preparato da prof.ssa Violetta Bielecka.\\nLa scelta dei suddetti artisti \u00e8 stata dettata dalla loro ricca carriera artistica e dai numerosi successi su palchi musicali polacchi ed internazionali. Nel 2016 gli artisti hanno registrato il cd con l\u2019opera \u201eQuo Vadis\\\" insieme alla Filarmonica di Pozna\u0144 e al Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie diretti da \u0141ukasz Borowicz, che nel 2018 ha ricevuto il premio ICMA.\\nMassimiliano Caldi \u00e8 un eccellente direttore d\u2019orchestra che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. \u00c8 stato l'unico italiano a vincere nel 2018 il premio della rivista italo-polacca \\\"Gazzetta Italia\\\" per meriti speciali nella promozione della musica italiana in Polonia e della musica polacca in Italia.\\nLa registrazione di \u201eQuo vadis\u201d, realizzata nell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie a Bia\u0142ystok verr\u00e0 pubblicata in DVD e prima sar\u00e0 disponibile sui portali internet dei Partner del progetto.\\nIl progetto \\\"Quo Vadis a Roma\\\" \u00e8 finanziato dal Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport della Repubblica di Polonia nel quadro del programma \\\"Cultura ispiratrice\\\".\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/12\/orkiestra.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/12\/orkiestra.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Oratorio \u201eQuo vadis\u201d\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oratorio \u201eQuo vadis\u201d - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"Oratorio \u201eQuo vadis\u201d - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"FELIKS NOWOWIEJSKI\u201eQuo vadis\u201d op. 30, oratorio per voci solo, coro misto, organo e orchestra Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie Massimiliano Caldi, direttore Wioletta Chodowicz \u2013 soprano Robert Gierlach, baritono Wojciech Gierlach \u2013 basso Rafa\u0142 Sulima \u2013 organo Violetta Bielecka \u2013 preparazione del coro Quo vadis? 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Quo vadis. \n\u201ePer i suoi notevoli meriti nel campo della narrativa e per il raro genio che ha saputo incarnare lo spirito della nazione\u201d \u2013 questa fu la motivazione del verdetto della giuria dell\u2019Accademia Svedese di Stoccolma, con il quale assegn\u00f2 il premio Nobel per la letteratura del 1905. La scelta di Henryk Sienkiewicz fu dettata dalla valutazione dell\u2019intera produzione letteraria, ma fu decisivo il romanzo Quo vadis? (pubblicato a episodi negli anni 1895-1896 in un quotidiano di Varsavia). L\u2019ultimo del ciclo denominato \u201ela trilogia romana\u201d (i precedenti sono : Senza dogma e La famiglia Po\u0142aniecki), il romanzo definiva al meglio lo \u201espirito occidentale\u201d, come \u201eallevato nella cultura latina\u201d. L\u2019universalismo di Quo vadis? scatur\u00ec dall\u2019esperienza personale di alcuni viaggi che lo scrittore fece nella Nuova Troia dei discendenti di Enea, la seconda Gerusalemme; ma anche dalla lettura di Cornelio Publio Tacito, molto amato da Sienkiewicz, che ispir\u00f2 lo scrittore a \u201ccontrapporre nel suo lavoro artistico i due mondi, di cui uno rappresentava la potenza regnante e onnipotente della macchina amministrativa, l\u2019altro invece incarnava esclusivamente la forza spirituale\u201d. Il concetto della bipolarit\u00e0 del mondo della politica e dello spirito viene rafforzato da Feliks Nowowiejski (1877-1946) nell\u2019oratorio Quo vadis. Esso \u00e8 particolarmente evidente nella orchestrale Marcia dei pretoriani (inizio della II Scena). Il compositore rende questa marcia totale, senza concedere un momento di tregua, tradizionalmente dato con l\u2019inserimento nelle marcie di una parte centrale pi\u00f9 gentile. In tal modo il compositore raffigura l\u2019ambiente dell\u2019imperatore Nerone come superficiale, vuoto e petulante, come osserv\u00f2 la stampa olandese dopo la memorabile prima ad Amsterdam: \u201e[Nowowiejski] sa come passare da un effetto \u2013 selvagge orge sonore \u2013 ad un altro\u201d. Le descrizioni dei banchetti e i dialoghi d\u2019amore di Sienkiewicz, assenti nell\u2019oratorio, rivelano l\u2019influenza di Catullo e Ovidio e quella dei foricoenia latini scritti da Jan Kochanowski durante gli studi a Padova. Sulla poesia antica della Grecia e della Roma si era basata la scrittrice Antonia J\u00fcngst, che prepar\u00f2 il libretto in lingua tedesca per l\u2019oratorio di Nowowiejski.\nNobel musicale per \u201eFelice Nowo\u201d\nNell\u2019ambito della musica classica il premio paragonabile al Nobel per la letteratura \u00e8 l\u2019International Classical Music Award, assegnato nel 2018 all\u2019album Quo vadis di Feliks Nowowiejski, realizzato con la partecipazione dell\u2019eccellente complesso corale polacco: Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie, preparato da Violetta Bielecka (accompagnato dall\u2019Orchestra della Filarmonica di Pozna\u0144 diretta da \u0141ukasz Borowicz). Nowowiejski, prima di presentare al mondo l\u2019oratorio Quo vadis, si era fatto conoscere come vincitore di premi d\u2019importanza internazionale (due volte il premio berlinese di Giacomo Meyerbeer per l\u2019oratorio Powr\u00f3t syna marnotrawnego - Il ritorno del Figlio Prodigo - e per l\u2019ouverture Swaty polskie - il Corteggiamento polacco). La carriera mondiale della seconda e definitiva versione dell\u2019oratorio Quo vadis pu\u00f2 essere considerata un \u201earci-Nobel\u201d e inizi\u00f2 con la prima rappresentazione dell\u2019opera ad Amsterdam (1909). Da allora per ben due decenni fu eseguita in ben duecento citt\u00e0 dell\u2019Europa occidentale (soprattutto in Germania) e delle due Americhe, in prestigiose sale da concerto, fra le quali la Carnegie Hall di New York. Successi su scala simile raggiungeva gi\u00e0 da qualche tempo il \u201ere del pianoforte\u201d, Ignacy Jan Paderewski. Un anno dopo la prima rappresentazione di Quo vadis, il 15 luglio 1910, i due compositori si incontrarono in piazza Jan Matejko a Cracovia, durante l\u2019inaugurazione del Monumento della battaglia di Grunwald fondato da Paderewski. In quell\u2019occasione fu eseguita la Rota, composta e diretta da Nowowiejski, cantata da qualche centinaio di coristi provenienti dai territori polacchi divisi nelle tre spartizioni. La sublime atmosfera di quel momento pu\u00f2 essere paragonata al patos delle partii corali dell\u2019epopea musicale Quo vadis.\nApocalisse.\nL\u2019Oratorio Quo vadis, diviso in scene, sembra un opera lirica, e di fatto lo \u00e8, meritando una messa in scena. Il gi\u00e0 citato direttore d\u2019orchestra Piotr Su\u0142kowski invitava cos\u00ec ad ascoltarlo: \u201eQuando chiudi gli occhi, vedi migliaia di soldati che marciano verso Roma\u201d. Vi \u00e8 possibile scorgere anche un\u2019immagine dell\u2019apocalisse - il grande incendio di Roma. L\u2019opera inizia con un\u2019Introduzione di grande impatto - il Maestoso drammatico. Le prime battute sembrano gi\u00e0 un motto che risuona con il \u201etutti\u201d dell\u2019orchestra e con il pieno dell\u2019organo e che da quel punto torner\u00e0 in momenti salienti dell\u2019azione, in modo pi\u00f9 incisivo nella scena della liturgia nelle catacombe. Quel breve motivo orchestrale (uno dei temi ricorrenti dell\u2019opera) diventa il simbolo della cristianit\u00e0, della Chiesa in formazione. Il motivo strumentale successivo che richiama il poema sinfonico di Mieczys\u0142aw Kar\u0142owicz Pie\u015b\u0144 o wszechbycie [Il canto dell\u2019eterno essere], svolge la funzione di sottofondo per le incursioni delle fanfare e le fulminee tempeste sonore. In quello spazio multidimensionale risuona il drammatico richiamo degli abitanti di Roma, con l\u2019espressivo canto del coro misto e poi con l\u2019alternarsi delle voci femminili e maschili, su modello di Joseph Haydn che raffigurava la tempesta nell\u2019oratorio Le stagioni o di Giuseppe Verdi che esprimeva l\u2019orrore del Giudizio Universale nel suoRequiem. L'atmosfera apocalittica si intensifica con le successive scene corali. Una di queste, Ju\u017c sze\u015b\u0107 dni nie ma jutrzenki [Sono sei giorni che manca l\u2019aurora], illustra le tenebre sulla Roma in fiamme e sembra che Nowowiejski vi compatisca gli sciagurati sudditi di Nerone. Dopo la prima, la stampa di Amsterdam scrisse: \u201el\u2019intera introduzione pu\u00f2 essere definita geniale\u201d. Sono geniali le fughe a molti temi: quella del grido della folla Christianos ad leones restituisce il terrore di alcuni e la crudelt\u00e0 di altri. Le magistrali fughe riassumono l\u2019opera nell'ultima, dossologica scena.\nNei Cieli.\nLa motivazione del Premio Nobel pu\u00f2 essere adottata anche a Feliks Nowowiejski. L\u2019importanza di Sienkiewicz nel campo della narrativa crebbe grazie all\u2019assorbimento e alla trasformazione di una ricca tradizione letteraria e alla riflessione sui dipinti Il banchetto di Nerone e Le torce di Nerone di Henryk Siemiradzki, celebre pittore polacco con cui Sienkiewicz visit\u00f2 Roma; all\u2019immediatezza dell'immagine dell'incendio della Citt\u00e0 Eterna deve aver contribuito l\u2019episodio dell'incendio di Pu\u0142awy (1885) visto dallo scrittore quale giornalista di un quotidiano di Varsavia. Nowowiejski attinse all\u2019altrettanto ricca tradizione musicale, facendo spesso riferimento al corso di musica sacra frequentato a Ratisbona,  dove si attuavano idee del rinnovamento di essa legate al Movimento Ceciliano. Queste idee trovarono espressione nelle opere corali, nello stile di canti gregoriani o della polifonia rinascimentale a cappella. In Quo vadis ritroviamo tutti e due gli elementi, sia il canto gregoriano che l\u2019arcaizzante mottetto. Gli studi a Berlino da Max Bruch, compositore e maestro piuttosto conservatore, rafforzarono il bisogno dell\u2019artista di dare continuit\u00e0 allo stile romantico, conferendogli caratteristiche arcaiche. Non significa che egli fosse indifferente alla rivoluzione che si stava attuando a quel tempo grazie a Debussy, Strawi\u0144ski e Sch\u00f6nberg (in Polonia grazie ai compositori della \u201cGiovane Polonia\u201d con Szymanowski a capo). Felice Nowo (come Bruch era solito chiamare il suo pupillo) attinse anche alle ultime conquiste dei neoromantici \u2013 la struttura orchestrale in Quo vadis assomiglia alla Dante-Symphonie di Ferenc Liszt e alla Sinfonia n.2 Resurrezione di Gustav Mahler, mentre la scena nelle catacombe ricorda l\u2019Intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni. Analogamente a questi compositori, Nowowiejski rafforz\u00f2 la sezione dei fiati (alludendo agli antichi strumenti romani - buccine, tube), introducendo nella partitura il Glockenspiel, campane, arpe, organi e armonium. In Quo vadis Domine, nella scena cruciale della visitazione di San Pietro (baritono) da parte di Ges\u00f9 (basso), \u00e8 percepibile l\u2019influenza del finale di Parsifal, il mistero di Richard Wagner (ispirato dal Magnificat della Dante-Symphonie di Liszt). In questa scena sopra il santo Graal si libra una colomba, simbolo della tanto attesa benedizione per i Cavalieri di Monsalvat. Nowowiejski nutriva sentimenti ambivalenti nei confronti dell'opera e della persona di Wagner, ma suon\u00f2 proprio i frammenti del suo Parsifal all'organo nel tempio di Gerusalemme, alla presenza del patriarca (Nowowiejski era famoso per le sue magistrali improvvisazioni, le sue Sinfonie per organo solo avevano uno slancio orchestrale). Sienkiewicz, scrivendo le parole chiave del romanzo: \u201ePoich\u00e9 tu abbandoni il mio popolo, vado a Roma per essere crocefisso per la seconda volta\u201d, defin\u00ec la voce di Cristo \u201etriste e dolce\u201d. Nowowiejski rafforza quella dolcezza in un soave recitativo liturgico, in gentili accordi di legni e in ampi passaggi delle arpe che rievocano l\u2019arcobaleno, il mondo dei Cieli. Nowowiejski apr\u00ec il cielo ai protagonisti di Quo vadis nella scena delle catacombe, dando voce a Ligia \u2013 la complessa aria del soprano accompagnato dal coro ha la stessa espressivit\u00e0 della scena con gli Angeli che annunciano la salvezza di Margherita nell\u2019opera Faust di Charles Gounod.\nEpilogo? Prologo.\nLa serie di successi di Quo vadis fu interrotta dallo stesso Feliks Nowowiejski. Quando la Polonia riconquist\u00f2 l\u2019indipendenza, si impegn\u00f2 nella campagna plebiscitaria degli abitanti di Warmia che cercavano di lasciare le terre prussiane e quando alla Polonia \u00e8 stato ridato l\u2019accesso al mare, scrisse Legenda Ba\u0142tyku [La leggenda del Baltico]. Da quel momento le opere di Nowowiejski non furono pi\u00f9 messe in scena in Germania. La Seconda Guerra Mondiale segn\u00f2 la caduta di Quo vadis nell\u2019oblio. Le celebrazioni del doppio Anno di Feliks Nowowiejski (2017-2018), si traducono in prime esecuzioni, registrazioni, edizioni degli spartiti, e speriamo che diventino, insieme a questo concerto romano, l\u2019inizio di una nuova era, in cui l\u2019opera di Nowowiejski, paragonabile per la sua ricchezza di generi con la produzione di Krzysztof Penderecki, possa essere largamente conosciuta.\n\/Magdalena Gajl\/\nMASSIMILIANO CALDI\nVincitore del primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d'orchestra \u201cGrzegorz Fitelberg\u201d nel 1999. Caldi \u00e8 Primo Direttore dell'Orchestra Sinfonica della Filarmonica dei Precarpazi \u201cA. Malawski\u201d di Rzesz\u00f3w. Lo possiamo vedere regolarmente sui podi delle pi\u00f9 importanti filarmoniche con orchestre sinfoniche come: Sinfonia Varsovia, l'Orchestra della Radio Polacca di Varsavia e Sinfonia Iuventus.\n \nWIOLETTA CHODOWICZ\nVincitrice del premio Paszport \u201cPolityki\u201d 2010. E salita su palchi di teatri europei, come il Teatro Nazionale di Praga, Teatro Nazionale di Moravia-Slesia di Ostrava, Welsh National Opera di Cardiff, Glyndebourne Opera, Israel Opera di Tel Aviv. Si esibisce con orchestre quali Sinfonia Varsovia, Orchestra Filarmonica Nazionale, Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca, Orchestra Radiofonica Polacca, Filarmonica di Pozna\u0144, Filarmonica Cracovia e Filarmonica dei Sudeti.\n \nROBERT GIERLACH\nL'artista ha ricevuto il 1\u00b0 premio al Concorso Internazionale di Musica Gian Battista Viotti a Vercelli. Due volte \u00e8 stato vincitore del premio \"Fryderyk\": per gli album con canti di P. \u0141ukaszewski e di di H. M. G\u00f3recki. Robert Gierlach si \u00e8 esibito su palchi dei pi\u00f9 prestigiosi teatri d'opera e nelle sale da concerto in Europa, in Nord America e in Giappone.\n \nWOJCIECH GIERLACH\nVincitore di numerosi premi e riconoscimenti in concorsi internazionali dedicati al repertorio vocale. I suoi successi pi\u00f9 recenti includono i debutti alla Royal Danish Opera e alla Welsh National Opera come Sir Giorgio in \u201cPuritani\u201d di V. Bellini. I prossimi progetti includono, tra gli altri, il debutto alla Los Angeles Opera come Melisso in \"Alcina\" di G.F. Haendel e alla Dutch National Opera di Amsterdam.\nRAFA\u0141 SULIMA \nE\u2019 un musicista specializzato in organo, in musica sacra e in canto solistico. Ha conseguito il dottorato in Arti Musicali.  Attualmente \u00e8 professore associato all\u2019Universit\u00e0 della Musica \u201cFryderyk Chopin\u201d, Filiale di Bia\u0142ystok, dove lavora come insegnante di organo, improvvisazione, canto e accompagnamento liturgico. Nel suo bagaglio artistico ci sono numerosi concerti per organo, da camera e vocali. Collabora con il Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e con cori accademici.\n \nVIOLETTA BIELECKA\nDirettore d\u2019orchestra e direttore artistico del Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie. Dal 1 dicembre 2020 \u00e8 anche direttore di questa istituzione. Nel 2000 ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica di Polonia il titolo del professore di Arti Musicali. Nel 2021 fu decorata con la Medaglia d\u2019Oro al merito \u201eZas\u0142u\u017cony Kulturze Gloria Artis\u201d con l\u2019avvallo del Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport. Il Coro diretto dalla prof.ssa Bielecka partecipa a prestigiosi festival, concerti, trasmissioni radiofoniche e televisive, riscuotendo molti successi.\n \nORCHESTRA DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE\nLa direzione artistica del complesso \u00e8 attualmente nelle mani di M.J. B\u0142aszczyk. L\u2019orchestra \u00e8 stata premiata diverse volte per i successi conseguiti, ad esempio con i premi musicali \u201eFryderyk\u201d negli anni 2012, 2016 e 2017. Si esibisce in molte opere, musical e operette.\n \nCORO DELL\u2019OPERA E FILARMONICA DI PODLASIE\nFondato nel 2006 per l\u2019iniziativa diella prof. Violetta Bielecka \u2013 l\u2019attuale direttore artistico. Il repertorio del coro comprende diverse forme: musica corale a cappella, oratori, opere liriche, capolavori della musica sacra eseguiti insieme a preminenti complessi polacchi e stranieri. Il complesso ha partecipato pi\u00f9 volte alle prime di opere di diversi compositori contemporanei polacchi tra cui: K. Penderecki, S. Moryto, M. Ma\u0142ecki, P. \u0141ukaszewski, J. \u015awider, R. Twardowski. Sul palcoscenico dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie si esibisce in qualit\u00e0 di un complesso corale con abilit\u00e0 di movimento scenico, recitazione e coreografia.\nIl progetto \u201eQuo Vadis a Roma\" nasce dalla collaborazione tra l\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e l\u2019Associazione Roma Tre Orchestra di Roma, con il supporto organizzativo dell\u2019Istituto Polacco di Roma e il sostegno economico del Maresciallo del Voivodato di Podlasie, e comprende la registrazione e la trasmissione dell\u2019esecuzione di una delle pi\u00f9 importanti opere di Feliks Nowowiejski - \u201eQuo Vadis\" op. 13 oratorio per soprano, baritono, coro misto, orchestra sinfonica e organo, oltre che il concerto nel Teatro Palladium a Roma, eseguito dall\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie con un programma di compositori polacchi e italiani.\nLo scopo principale del programma \u201eKultura Inspiruj\u0105ca\u201d \u00e8 quello di promuovere la musica polacca all\u2019estero. Nel seguirlo si \u00e8 deciso di scegliere l\u2019opera di Feliks Nowowiejski, che dai tempi della sua prima messa in scena nel 1907 conquist\u00f2 il riconoscimento della critica sia in Europa che nel resto del mondo.\nL\u2019Orchestra dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie e gli eccellenti solisti polacchi: Wioletta Chodowicz, Robert Gierlach e Wojciech Gierlach, sono stati diretti dal Maestro italiano Massimiliano Caldi. Il coro \u00e8 stato preparato da prof.ssa Violetta Bielecka.\nLa scelta dei suddetti artisti \u00e8 stata dettata dalla loro ricca carriera artistica e dai numerosi successi su palchi musicali polacchi ed internazionali. Nel 2016 gli artisti hanno registrato il cd con l\u2019opera \u201eQuo Vadis\" insieme alla Filarmonica di Pozna\u0144 e al Coro dell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie diretti da \u0141ukasz Borowicz, che nel 2018 ha ricevuto il premio ICMA.\nMassimiliano Caldi \u00e8 un eccellente direttore d\u2019orchestra che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. \u00c8 stato l'unico italiano a vincere nel 2018 il premio della rivista italo-polacca \"Gazzetta Italia\" per meriti speciali nella promozione della musica italiana in Polonia e della musica polacca in Italia.\nLa registrazione di \u201eQuo vadis\u201d, realizzata nell\u2019Opera e Filarmonica di Podlasie a Bia\u0142ystok verr\u00e0 pubblicata in DVD e prima sar\u00e0 disponibile sui portali internet dei Partner del progetto.\nIl progetto \"Quo Vadis a Roma\" \u00e8 finanziato dal Ministro della Cultura, del Patrimonio Nazionale e dello Sport della Repubblica di Polonia nel quadro del programma \"Cultura ispiratrice\"."},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/12\/orkiestra.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2021\/12\/orkiestra.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2021\/12\/21\/oratorio-quo-vadis\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Oratorio \u201eQuo vadis\u201d"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3248"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3248\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5582,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3248\/revisions\/5582"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}