{"id":3332,"date":"2022-01-26T13:06:41","date_gmt":"2022-01-26T12:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=3332"},"modified":"2023-11-15T15:47:40","modified_gmt":"2023-11-15T14:47:40","slug":"inquietudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2022\/01\/26\/inquietudine\/","title":{"rendered":"Inquietudine"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center\"><strong>Disegni di Ryszard Apte | 1941 &#8211; 1942<\/strong><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><b><span lang=\"IT\">GIORNO DELLA MEMORIA 2022<\/span><\/b><\/span><\/h2>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-css-opacity has-background\" style=\"background-color:#ac180a;color:#ac180a\" \/>\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #660e0e\"><em>(<span style=\"color: #730a0a\">&#8230;) Ryszard<\/span><\/em><span style=\"color: #730a0a\"><em>&nbsp;<\/em><em>all&#8217;epoca&nbsp;<\/em><em>aveva 17 anni&nbsp;e&nbsp;sapeva bene cosa&nbsp;stesse accadendo.&nbsp;Sentiva&nbsp;che&nbsp;non sarebbe sopravvissuto alla guerra e, come diceva, non gli importava.&nbsp;Voleva solo salvare le sue opere dallo sterminio (&#8230;)<\/em><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><span style=\"color: #808080\">Natan Gross,&nbsp;<em>Lei chi \u00e8, signor Grymek?<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-css-opacity has-background\" style=\"background-color:#770f0f;color:#770f0f\" \/>\n\n\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: left\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000\"><strong>luned\u00ec 7 febbraio 2022 &#8211; ore 18.00<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: revert;color: initial\">Istituto Polacco di Roma<br><\/span><\/strong><span style=\"font-size: revert;color: initial\">via Vittoria Colonna 1<br><b style=\"color: initial\">La mostra rimarr\u00e0 aperta fino all\u201911 marzo 2022, luned\u00ec \u2013 gioved\u00ec, ore 10 \u2013 17<br>ingresso contingentato secondo le norme vigenti<\/b><br><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: left\" align=\"center\"><span style=\"font-size: revert;color: initial\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-css-opacity has-background\" style=\"background-color:#981111;color:#981111\" \/>\n\n\n<div>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: left\" align=\"center\">La mostra sar\u00e0 presentata da&nbsp;<b style=\"color: initial\">Jakub Nowakowski in dialogo con Adachiara Zevi<\/b><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\"><b>Luned\u00ec 7 febbraio 2022 alle ore 18.00<\/b>,<b> <\/b>presso la sede <b>dell\u2019Istituto Polacco di Roma<\/b>, in via Vittoria Colonna 1, sar\u00e0 inaugurata la mostra <b><i>INQUIETUDINE. Disegni di Ryszard Apte 1941 \u2013 1942<\/i><\/b>, ideata e preparata dal <b>Museo Ebraico Galicja di Cracovia<\/b> in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma. Durante l\u2019inaugurazione avr\u00e0 luogo l\u2019incontro con il direttore del Museo Ebraico Galicja, <b>Jakub Nowakowski<\/b> e la storica dell\u2019arte e curatrice della Biennale <i>Arte in Memoria<\/i>, <b>Adachiara Zevi <\/b>(incontro in italiano).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">La mostra, curata da Anna Janeczko e Kinga Soza\u0144ska, con la consulenza di Tomasz Strug e della storica dell\u2019arte Edyta Gawron, presenta le riproduzioni dei <b>15 disegni del ciclo <i>Inquietudine<\/i><\/b>, realizzato da Ryszard Apte probabilmente tra il 1941 e il 1942. In quel periodo il giovane artista di origine ebraica di Cracovia vittima dell&#8217;Olocausto si trov\u00f2 a Leopoli e Wieliczka. \u00c8 qui che nel 2009, tra un mucchio di vecchie fotografie, libri, documenti e altri ricordi, \u00e8 stato trovato un quaderno firmato \u201cRyszard Apte. 1939\/1940\u201d, contenente alcuni disegni miracolosamente scampati alla distruzione della Seconda guerra mondiale, tra cui quelli dal ciclo <i>Inquietudine<\/i>. Disegni che sono visioni di morte e altrettante prove di vita. Grazie ad essi Ryszard Apte non \u00e8 morto invano. Grazie ad essi possiamo vedere oggi ci\u00f2 che lui vide allora: la quotidianit\u00e0 dell&#8217;apocalisse che si compie.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Per molti decenni il quaderno \u00e8 rimasto in possesso della famiglia Piasecki, presso cui gli Apte avevano abitato durante la guerra. Non era stato mai mostrato a nessuno, perch\u00e9 portava con s\u00e9 ricordi dolorosi: Boleslaw, il capo famiglia Piasecki, era morto nello stesso anno di Ryszard. Il quaderno divenne per la famiglia un simbolo di dolore e sofferenza, di una realt\u00e0 che si voleva dimenticare. Fino a quando Gerard Piasecki, un discendente della famiglia, decise di mostrarlo al pubblico.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">La serie \u00e8 divisa in 5 parti: <i>La storia di San Sebastiano, Bei tempi<\/i>, <i>Inquietudine<\/i>, <i>Alla memoria degli sconsiderati<\/i> e <i>Il cammino della Passione<\/i>. I titoli sono stati scritti dall&#8217;autore su un foglio separato, allegato al ciclo di disegni. Per tale motivo un&#8217;assegnazione certa dei titoli ai singoli disegni non \u00e8 oggi possibile e rimane una questione aperta. In questa mostra si \u00e8 cercato di assegnare i titoli alle opere, ma tale assegnazione \u00e8 necessariamente soggettiva.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Un ringraziamento speciale va al signor Gerard Piasecki, che ha accettato di prestare le opere di Ryszard Apte al Museo Ebraico della Galizia.<\/strong><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"174\" height=\"40\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/galicja-museum.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3348\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"768\" data-id=\"3344\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3344\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_4.jpg 591w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_4-231x300.jpg 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><figcaption>Disegni di Ryszard Apte<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"768\" data-id=\"3345\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3345\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_3.jpg 591w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_3-231x300.jpg 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><figcaption>Disegni di Ryszard Apte<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"768\" data-id=\"3346\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3346\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_2.jpg 591w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2022\/01\/apte_2-231x300.jpg 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><figcaption>Disegni di Ryszard Apte<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n<div>\n<p class=\"Standard\"><b>RYSZARD APTE<\/b><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Ryszard Apte nacque a Cracovia nel 1923 da una ricca famiglia appartenente all&#8217;\u00e9lite ebraica di Cracovia. Suo padre, Henryk, un avvocato appassionato di musica classica, scriveva articoli per il \u201cNowy Dziennik\u201d, uno dei pi\u00f9 importanti giornali ebraici in Polonia. Sua madre, Amelia, faceva parte della boh\u00e8me artistica della citt\u00e0 e gestiva un salone artistico e letterario. Fin da piccolo Ryszard mostr\u00f2 un&#8217;intelligenza vivace e versatile: a tredici anni suonava diversi strumenti, recitava poesie in polacco, ebraico e tedesco, scriveva poesie e racconti, pubblicando alcuni dei suoi testi su \u201cOkienka na \u015bwiat\u201d, una rivista bisettimanale per bambini e ragazzi; disegnava e creava le illustrazioni per le sue storie. Frequent\u00f2 il ginnasio ebraico dell&#8217;\u00e9lite, dove fu maggiormente influenzato dal professor Juliusz Feldhorn, insegnante di letteratura polacca, poeta e scrittore.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">La casa della famiglia di Ryszard si trovava al centro di Cracovia, nell&#8217;area allora abitata principalmente da ebrei assimilati. Questi costituivano una parte significativa della grande comunit\u00e0 ebraica della citt\u00e0 ed erano per lo pi\u00f9 liberi professionisti, con propri negozi, tipografie e imprese. La maggior parte degli ebrei di Cracovia, invece, viveva nel vicino quartiere di Kazimierz, dove conduceva uno stile di vita ebraico tradizionale, impegnata nel piccolo commercio e nell&#8217;artigianato.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Nonostante la crisi economica e le sempre pi\u00f9 frequenti manifestazioni d\u2019antisemitismo, l&#8217;infanzia e la prima giovinezza di Ryszard Apte furono felici.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Con lo scoppio della guerra la famiglia Apte, come molte altre, decise di lasciare Cracovia e di andare a est, a Leopoli. Nella citt\u00e0, dal 1939 passata ai sovietici, i fuggiaschi incontrarono un clima di crescente terrore, dominato dagli arresti di massa. Per sfuggire alle persecuzioni, Ryszard frequent\u00f2 allora corsi di lingua russa e si un\u00ec al Komsomol, l&#8217;ala giovanile del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Nel 1941 scoppi\u00f2 la guerra tra il Terzo Reich e l&#8217;Unione Sovietica: a giugno i tedeschi entrarono a Leopoli e iniziarono brutali pogrom contro gli ebrei. La famiglia Apte fugg\u00ec di nuovo, questa volta a Wieliczka, dove viveva la zia di Ryszard.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">A Wieliczka incontrarono molti vecchi amici ebrei di Cracovia,\u00a0scampati alle persecuzioni dei tedeschi dopo che questa, nel 1940, come capitale del Governatorato Generale, era divenuta Judenrein &#8211; &#8222;libera da ebrei&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Nell\u2019estate del 1942 iniziarono le deportazioni.<\/p>\n<\/div>\n<p>Il 27 agosto 1942 tutti gli ebrei di Wieliczka, circa 7.000 persone, ricevettero l&#8217;ordine di radunarsi vicino alla stazione ferroviaria locale. I tedeschi perquisirono ogni appartamento. Amalia Apte, allora ormai paralitica, venne assassinata sul posto. Il padre di Ryszard fin\u00ec probabilmente nel gruppo di circa 5.000 deportati nel campo di sterminio di Be\u0142\u017cec. Ryszard, con un gruppo di circa 500 persone ritenute idonee al lavoro, venne inviato al campo di Stalowa Wola. Insieme a un suo lontano cugino tent\u00f2 una disperata fuga, ma entrambi furono catturati vicino a Nisko e uccisi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disegni di Ryszard Apte | 1941 &#8211; 1942 GIORNO DELLA MEMORIA 2022 (&#8230;) Ryszard&nbsp;all&#8217;epoca&nbsp;aveva 17 anni&nbsp;e&nbsp;sapeva bene cosa&nbsp;stesse accadendo.&nbsp;Sentiva&nbsp;che&nbsp;non sarebbe sopravvissuto alla guerra e, come diceva, non gli importava.&nbsp;Voleva solo salvare le sue opere dallo sterminio (&#8230;) Natan Gross,&nbsp;Lei chi \u00e8, signor Grymek? luned\u00ec 7 febbraio 2022 &#8211; ore 18.00 Istituto Polacco di Romavia Vittoria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":3343,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[11,5,24],"tags":[45,33,44,39,42,31,43,34],"class_list":["post-3332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi","category-storia","tag-apte","tag-auschwitz","tag-disegni","tag-ebrei","tag-ebreo","tag-giorno-della-memoria","tag-mostra","tag-shoah"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Inquietudine - Instytut Polski w Rzymie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2022\/01\/26\/inquietudine\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"pl_PL\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Inquietudine - Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Disegni di Ryszard Apte | 1941 &#8211; 1942 GIORNO DELLA MEMORIA 2022 (&#8230;) Ryszard&nbsp;all&#8217;epoca&nbsp;aveva 17 anni&nbsp;e&nbsp;sapeva bene cosa&nbsp;stesse accadendo.&nbsp;Sentiva&nbsp;che&nbsp;non sarebbe sopravvissuto alla guerra e, come diceva, non gli importava.&nbsp;Voleva solo salvare le sue opere dallo sterminio (&#8230;) Natan Gross,&nbsp;Lei chi \u00e8, signor Grymek? 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Ryszard all'epoca aveva 17 anni e sapeva bene cosa stesse accadendo. Sentiva che non sarebbe sopravvissuto alla guerra e, come diceva, non gli importava. Voleva solo salvare le sue opere dallo sterminio (...)\\nNatan Gross, Lei chi \u00e8, signor Grymek?\\nluned\u00ec 7 febbraio 2022 - ore 18.00\\nIstituto Polacco di Romavia Vittoria Colonna 1La mostra rimarr\u00e0 aperta fino all\u201911 marzo 2022, luned\u00ec \u2013 gioved\u00ec, ore 10 \u2013 17ingresso contingentato secondo le norme vigenti\\n \\nLa mostra sar\u00e0 presentata da Jakub Nowakowski in dialogo con Adachiara Zevi\\nLuned\u00ec 7 febbraio 2022 alle ore 18.00, presso la sede dell\u2019Istituto Polacco di Roma, in via Vittoria Colonna 1, sar\u00e0 inaugurata la mostra INQUIETUDINE. Disegni di Ryszard Apte 1941 \u2013 1942, ideata e preparata dal Museo Ebraico Galicja di Cracovia in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma. Durante l\u2019inaugurazione avr\u00e0 luogo l\u2019incontro con il direttore del Museo Ebraico Galicja, Jakub Nowakowski e la storica dell\u2019arte e curatrice della Biennale Arte in Memoria, Adachiara Zevi (incontro in italiano).\\nLa mostra, curata da Anna Janeczko e Kinga Soza\u0144ska, con la consulenza di Tomasz Strug e della storica dell\u2019arte Edyta Gawron, presenta le riproduzioni dei 15 disegni del ciclo Inquietudine, realizzato da Ryszard Apte probabilmente tra il 1941 e il 1942. In quel periodo il giovane artista di origine ebraica di Cracovia vittima dell'Olocausto si trov\u00f2 a Leopoli e Wieliczka. \u00c8 qui che nel 2009, tra un mucchio di vecchie fotografie, libri, documenti e altri ricordi, \u00e8 stato trovato un quaderno firmato \u201cRyszard Apte. 1939\/1940\u201d, contenente alcuni disegni miracolosamente scampati alla distruzione della Seconda guerra mondiale, tra cui quelli dal ciclo Inquietudine. 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Per tale motivo un'assegnazione certa dei titoli ai singoli disegni non \u00e8 oggi possibile e rimane una questione aperta. In questa mostra si \u00e8 cercato di assegnare i titoli alle opere, ma tale assegnazione \u00e8 necessariamente soggettiva.\\nUn ringraziamento speciale va al signor Gerard Piasecki, che ha accettato di prestare le opere di Ryszard Apte al Museo Ebraico della Galizia.\\nRYSZARD APTE\\nRyszard Apte nacque a Cracovia nel 1923 da una ricca famiglia appartenente all'\u00e9lite ebraica di Cracovia. Suo padre, Henryk, un avvocato appassionato di musica classica, scriveva articoli per il \u201cNowy Dziennik\u201d, uno dei pi\u00f9 importanti giornali ebraici in Polonia. Sua madre, Amelia, faceva parte della boh\u00e8me artistica della citt\u00e0 e gestiva un salone artistico e letterario. Fin da piccolo Ryszard mostr\u00f2 un'intelligenza vivace e versatile: a tredici anni suonava diversi strumenti, recitava poesie in polacco, ebraico e tedesco, scriveva poesie e racconti, pubblicando alcuni dei suoi testi su \u201cOkienka na \u015bwiat\u201d, una rivista bisettimanale per bambini e ragazzi; disegnava e creava le illustrazioni per le sue storie. Frequent\u00f2 il ginnasio ebraico dell'\u00e9lite, dove fu maggiormente influenzato dal professor Juliusz Feldhorn, insegnante di letteratura polacca, poeta e scrittore.\\nLa casa della famiglia di Ryszard si trovava al centro di Cracovia, nell'area allora abitata principalmente da ebrei assimilati. Questi costituivano una parte significativa della grande comunit\u00e0 ebraica della citt\u00e0 ed erano per lo pi\u00f9 liberi professionisti, con propri negozi, tipografie e imprese. 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Ryszard all'epoca aveva 17 anni e sapeva bene cosa stesse accadendo. Sentiva che non sarebbe sopravvissuto alla guerra e, come diceva, non gli importava. Voleva solo salvare le sue opere dallo sterminio (...)\nNatan Gross, Lei chi \u00e8, signor Grymek?\nluned\u00ec 7 febbraio 2022 - ore 18.00\nIstituto Polacco di Romavia Vittoria Colonna 1La mostra rimarr\u00e0 aperta fino all\u201911 marzo 2022, luned\u00ec \u2013 gioved\u00ec, ore 10 \u2013 17ingresso contingentato secondo le norme vigenti\n \nLa mostra sar\u00e0 presentata da Jakub Nowakowski in dialogo con Adachiara Zevi\nLuned\u00ec 7 febbraio 2022 alle ore 18.00, presso la sede dell\u2019Istituto Polacco di Roma, in via Vittoria Colonna 1, sar\u00e0 inaugurata la mostra INQUIETUDINE. Disegni di Ryszard Apte 1941 \u2013 1942, ideata e preparata dal Museo Ebraico Galicja di Cracovia in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma. Durante l\u2019inaugurazione avr\u00e0 luogo l\u2019incontro con il direttore del Museo Ebraico Galicja, Jakub Nowakowski e la storica dell\u2019arte e curatrice della Biennale Arte in Memoria, Adachiara Zevi (incontro in italiano).\nLa mostra, curata da Anna Janeczko e Kinga Soza\u0144ska, con la consulenza di Tomasz Strug e della storica dell\u2019arte Edyta Gawron, presenta le riproduzioni dei 15 disegni del ciclo Inquietudine, realizzato da Ryszard Apte probabilmente tra il 1941 e il 1942. In quel periodo il giovane artista di origine ebraica di Cracovia vittima dell'Olocausto si trov\u00f2 a Leopoli e Wieliczka. \u00c8 qui che nel 2009, tra un mucchio di vecchie fotografie, libri, documenti e altri ricordi, \u00e8 stato trovato un quaderno firmato \u201cRyszard Apte. 1939\/1940\u201d, contenente alcuni disegni miracolosamente scampati alla distruzione della Seconda guerra mondiale, tra cui quelli dal ciclo Inquietudine. Disegni che sono visioni di morte e altrettante prove di vita. Grazie ad essi Ryszard Apte non \u00e8 morto invano. Grazie ad essi possiamo vedere oggi ci\u00f2 che lui vide allora: la quotidianit\u00e0 dell'apocalisse che si compie.\nPer molti decenni il quaderno \u00e8 rimasto in possesso della famiglia Piasecki, presso cui gli Apte avevano abitato durante la guerra. Non era stato mai mostrato a nessuno, perch\u00e9 portava con s\u00e9 ricordi dolorosi: Boleslaw, il capo famiglia Piasecki, era morto nello stesso anno di Ryszard. Il quaderno divenne per la famiglia un simbolo di dolore e sofferenza, di una realt\u00e0 che si voleva dimenticare. Fino a quando Gerard Piasecki, un discendente della famiglia, decise di mostrarlo al pubblico.\nLa serie \u00e8 divisa in 5 parti: La storia di San Sebastiano, Bei tempi, Inquietudine, Alla memoria degli sconsiderati e Il cammino della Passione. I titoli sono stati scritti dall'autore su un foglio separato, allegato al ciclo di disegni. Per tale motivo un'assegnazione certa dei titoli ai singoli disegni non \u00e8 oggi possibile e rimane una questione aperta. In questa mostra si \u00e8 cercato di assegnare i titoli alle opere, ma tale assegnazione \u00e8 necessariamente soggettiva.\nUn ringraziamento speciale va al signor Gerard Piasecki, che ha accettato di prestare le opere di Ryszard Apte al Museo Ebraico della Galizia.\nRYSZARD APTE\nRyszard Apte nacque a Cracovia nel 1923 da una ricca famiglia appartenente all'\u00e9lite ebraica di Cracovia. Suo padre, Henryk, un avvocato appassionato di musica classica, scriveva articoli per il \u201cNowy Dziennik\u201d, uno dei pi\u00f9 importanti giornali ebraici in Polonia. Sua madre, Amelia, faceva parte della boh\u00e8me artistica della citt\u00e0 e gestiva un salone artistico e letterario. Fin da piccolo Ryszard mostr\u00f2 un'intelligenza vivace e versatile: a tredici anni suonava diversi strumenti, recitava poesie in polacco, ebraico e tedesco, scriveva poesie e racconti, pubblicando alcuni dei suoi testi su \u201cOkienka na \u015bwiat\u201d, una rivista bisettimanale per bambini e ragazzi; disegnava e creava le illustrazioni per le sue storie. Frequent\u00f2 il ginnasio ebraico dell'\u00e9lite, dove fu maggiormente influenzato dal professor Juliusz Feldhorn, insegnante di letteratura polacca, poeta e scrittore.\nLa casa della famiglia di Ryszard si trovava al centro di Cracovia, nell'area allora abitata principalmente da ebrei assimilati. Questi costituivano una parte significativa della grande comunit\u00e0 ebraica della citt\u00e0 ed erano per lo pi\u00f9 liberi professionisti, con propri negozi, tipografie e imprese. La maggior parte degli ebrei di Cracovia, invece, viveva nel vicino quartiere di Kazimierz, dove conduceva uno stile di vita ebraico tradizionale, impegnata nel piccolo commercio e nell'artigianato.\nNonostante la crisi economica e le sempre pi\u00f9 frequenti manifestazioni d\u2019antisemitismo, l'infanzia e la prima giovinezza di Ryszard Apte furono felici.\nCon lo scoppio della guerra la famiglia Apte, come molte altre, decise di lasciare Cracovia e di andare a est, a Leopoli. Nella citt\u00e0, dal 1939 passata ai sovietici, i fuggiaschi incontrarono un clima di crescente terrore, dominato dagli arresti di massa. Per sfuggire alle persecuzioni, Ryszard frequent\u00f2 allora corsi di lingua russa e si un\u00ec al Komsomol, l'ala giovanile del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.\nNel 1941 scoppi\u00f2 la guerra tra il Terzo Reich e l'Unione Sovietica: a giugno i tedeschi entrarono a Leopoli e iniziarono brutali pogrom contro gli ebrei. La famiglia Apte fugg\u00ec di nuovo, questa volta a Wieliczka, dove viveva la zia di Ryszard.\nA Wieliczka incontrarono molti vecchi amici ebrei di Cracovia,\u00a0scampati alle persecuzioni dei tedeschi dopo che questa, nel 1940, come capitale del Governatorato Generale, era divenuta Judenrein - \"libera da ebrei\".\nNell\u2019estate del 1942 iniziarono le deportazioni.\nIl 27 agosto 1942 tutti gli ebrei di Wieliczka, circa 7.000 persone, ricevettero l'ordine di radunarsi vicino alla stazione ferroviaria locale. I tedeschi perquisirono ogni appartamento. Amalia Apte, allora ormai paralitica, venne assassinata sul posto. Il padre di Ryszard fin\u00ec probabilmente nel gruppo di circa 5.000 deportati nel campo di sterminio di Be\u0142\u017cec. Ryszard, con un gruppo di circa 500 persone ritenute idonee al lavoro, venne inviato al campo di Stalowa Wola. 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