{"id":4895,"date":"2023-03-24T12:40:02","date_gmt":"2023-03-24T11:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=4895"},"modified":"2023-11-15T15:05:33","modified_gmt":"2023-11-15T14:05:33","slug":"mieczyslaw-wejman-danzanti-1944","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/03\/24\/mieczyslaw-wejman-danzanti-1944\/","title":{"rendered":"Mieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Mostra a cura di Piotr Rypson<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color\" style=\"color:#8a0000\">In occasione dell\u201980\u00b0 anniversario della Rivolta del Ghetto di Varsavia<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#a10000;color:#a10000\" \/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-black-color has-text-color\">segue l&#8217;incontro<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#910000\"><strong><em>La Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: revert\">con la partecipazione di<br><\/span><strong>Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person e Piotr Rypson<\/strong><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#900000;color:#900000\" \/>\n\n\n<p><span style=\"color: #8c0000\"><strong>Gioved\u00ec 13 aprile 2023 &#8211; ore 18.00<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Istituto Polacco di Roma<br><\/strong>Via Vittoria Colonna 1, Roma<br>ingresso libero<\/p>\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">La mostra rimarr\u00e0 aperta fino al 3 giugno 2023, da luned\u00ec al venerd\u00ec, ore 10 &#8211; 17<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#900000;color:#900000\" \/>\n\n\n<p>Fino al settembre 1942, le autorit\u00e0 tedesche deportarono o uccisero circa 300.000 ebrei che&nbsp;vivevano nel ghetto di Varsavia. In risposta alle deportazioni, il 28 luglio 1942, diverse&nbsp;organizzazioni clandestine ebraiche crearono un&#8217;unit\u00e0 armata di autodifesa, nota col nome&nbsp;di Organizzazione Combattente Ebraica (\u017bydowska Organizacja Bojowa &#8211; \u017bOB). Le forze&nbsp;tedesche avevano intenzione di avviare la distruzione definitiva del ghetto di Varsavia il 19&nbsp;aprile 1943, il giorno della vigilia della Pasqua ebraica, ma quel giorno all&#8217;interno del ghetto&nbsp;esplose la rivolta.&nbsp;Per ricordare la rivolta, l\u2019Istituto Polacco di Roma, in collaborazione con l\u2019Istituto Storico&nbsp;Ebraico di Varsavia e la Fondazione Museo della Shoah , presenta la mostra Mieczys\u0142aw&nbsp;Wejman. Danzanti 1944, a cura di Piotr Rypson, e l\u2019incontro La Rivolta del Ghetto di&nbsp;Varsavia e le testimonianze visive della Shoah, con la partecipazione di Wlodek Goldkorn,&nbsp;Luiza Nader, Katarzyna Person e Piotr Rypson.<\/p>\n<hr>\n<p><span style=\"color: #800000\">LA MOSTRA<\/span><\/p>\n<p><em><strong>Mieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La mostra, curata da Piotr Rypson, \u00e8 una testimonianza, rara nell\u2019arte polacca, dei tempi&nbsp;dell&#8217;occupazione di Varsavia e dell&#8217;Olocausto. Sono esposte 45 stampe e relativi bozzetti&nbsp;realizzati da Mieczys\u0142aw Wejman, creati tra il momento in cui fu intrapresa l\u2019operazione di&nbsp;liquidazione del ghetto di Varsavia (luglio 1942), la rivolta degli ebrei del ghetto (aprile 1943)&nbsp;e lo scoppio della rivolta successiva, quella dei cittadini della capitale polacca, la cosiddetta&nbsp;Insurrezione di Varsavia (agosto 1944). La serie \u00e8 rimasta fino ad oggi sconosciuta al grande&nbsp;pubblico.<\/p>\n<p>Mieczys\u0142aw Wejman \u00e8 stato un eccezionale artista grafico polacco. Nato il 19 maggio 1912 a&nbsp;Brd\u00f3w, studi\u00f2 tra il 1933 e il 1936 presso la Facolt\u00e0 di Lettere dell&#8217;Universit\u00e0 di Pozna\u0144.&nbsp;Prosegu\u00ec poi gli studi all&#8217;Accademia di Belle Arti di Cracovia per un anno, prima di trasferirsi a&nbsp;Varsavia, presso lo studio di Mieczys\u0142aw Kotarbi\u0144ski all&#8217;Accademia di Belle Arti della capitale.&nbsp;Durante l&#8217;occupazione, Mieczys\u0142aw Wejman lavor\u00f2 come magazziniere alla fabbrica di vodka&nbsp;e liquori &#8222;Jamasch&#8221;, vicino al ghetto di Varsavia, partecipando allo stesso tempo alla vita&nbsp;artistica clandestina della capitale. \u00c8 in questo periodo che l&#8217;artista crea una serie di schizzi e&nbsp;stampe dal titolo Danzanti, disegnata segretamente in una delle soffitte di Varsavia, mentre&nbsp;si nascondeva dalla Gestapo. Per anni questa prima serie grafica di Wejman \u00e8 stata&nbsp;interpretata come una metafora generale del destino umano messo alla prova durante gli&nbsp;orrori della guerra \u2013 non a caso, l&#8217;artista faceva riferimento alle stampe del maestro&nbsp;spagnolo Francisco Goya. Una lettura contemporanea riconosce in questa serie una&nbsp;rappresentazione della condizione esistenziale di quegli &#8222;altri&#8221;, gli ebrei del ghetto di&nbsp;Varsavia, in quel tragico periodo. Particolarmente toccante \u00e8 il bozzetto per il dipinto Il gioco&nbsp;popolare (1944), che si riferisce al parco giochi allestito nella primavera del 1943 dai tedeschi&nbsp;in piazza Krasi\u0144ski, proprio accanto al ghetto, mentre questo bruciava durante gli scontri con&nbsp;gli ebrei insorti.&nbsp;Dopo la guerra, l&#8217;artista divenne un attivo organizzatore della vita artistica e dell&#8217;istruzione,&nbsp;ricoprendo numerose cariche, tra cui quella di rettore dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Cracovia&nbsp;e presidente dell&#8217;Associazione degli artisti polacchi. Da citare, tra le numerose iniziative da&nbsp;lui intraprese, l&#8217;istituzione e la co-organizzazione della Biennale Internazionale d&#8217;Arte Grafica&nbsp;di Cracovia (dal 1966). Mieczys\u0142aw Wejman \u00e8 morto a Cracovia il 27 novembre 1997.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Istituto Polacco di Roma ringrazia i familiari di Mieczys\u0142aw Wejman, il Museo Nazionale&nbsp;di Varsavia, il curatore Piotr Rypson, gli ospiti Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna&nbsp;Person, Piotr Rypson e i partner Istituto Storico Ebraico di Varsavia e Fondazione Museo&nbsp;della Shoah.<\/strong><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p><span style=\"color: #800000\">L&#8217;INCONTRO<\/span><\/p>\n<p><em><strong>La Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah<\/strong><\/em><\/p>\n<p>con la partecipazione di<\/p>\n<p><strong>Wlodek Goldkorn &#8211;&nbsp;<\/strong>scritore e saggista,<br><strong>Luiza Nader &#8211;&nbsp;<\/strong>storico dell\u2019arte, Accademia di Belle Arti di Varsavia<br><strong>Katarzyna Person &#8211;&nbsp;<\/strong>storica, Istituto Ebraico di Varsavia<br><strong>Piotr Rypson<\/strong>&nbsp;&#8211; storico dell\u2019arte e della letteratura, Istituto Ebraico di Varsavia<\/p>\n<p>saluti istituzionali:<br><strong>Monika Krawczyk<\/strong>&nbsp;&#8211; direttrice dell\u2019Istituto Storico Ebraico<br>e di <strong>Mario&nbsp;Venezia<\/strong>, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.<\/p>\n<p>L\u2019Incontro sar\u00e0 dedicato, da un lato, alla storia della Rivolta del Ghetto di Varsavia e,&nbsp;dall&#8217;altro, alle testimonianze visive dell&#8217;Olocausto, tra le quali troviamo anche la serie&nbsp;<em>Danzanti 1944<\/em> di Mieczys\u0142aw Wejman.&nbsp;Nell&#8217;autunno del 1942, nel ghetto di Varsavia erano rimaste solo poche decine di migliaia di&nbsp;ebrei. Erano soprattutto giovani e anziani, senza famiglia, impiegati nelle officine di&nbsp;produzione tedesche. In quelle condizioni, quando non c&#8217;era pi\u00f9 nulla da perdere, tra i&nbsp;giovani ebrei nacque l&#8217;idea della resistenza armata.&nbsp;Il 19 aprile 1943, gli ebrei di Varsavia presero le armi contro i tedeschi. L&#8217;insurrezione di&nbsp;aprile fu la pi\u00f9 grande rivolta armata degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale e la&nbsp;prima rivolta urbana nell&#8217;Europa occupata dai nazisti. A parlarne Wlodek Goldkorn e&nbsp;Katarzyna Person.<\/p>\n<p>Questo periodo non ha lasciato dietro di s\u00e9 molte testimonianze visive, eppure, oltre ai&nbsp;documenti, alle fotografie o ai filmati, ancora oggi possiamo vedere alcune rappresentazioni&nbsp;dell&#8217;Olocausto fatte da artisti. Negli ultimi anni si sono inensificati gli studi sull\u2019argomento,&nbsp;tra l\u2019altro grazie al contributo di Luiza Nader. A Roma la studiosa presenter\u00e0 solo alcuni&nbsp;risultati della propria ricerca, partendo da un toccante ciclo di collage, In memoria degli&nbsp;amici &#8211; Ebrei, di uno dei pi\u00f9 grandi artisti di avanguardia polacca, W\u0142adys\u0142aw Strzemi\u0144ski.&nbsp;Piotr Rypson invece si focalizer\u00e0 sulle opere della mostra inaugurata all\u2019Istituto Polacco,&nbsp;ovvero le stampe e i disegni di Mieczys\u0142aw Wejman, <em>Danzanti 1944<\/em><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#900000;color:#900000\" \/>\n\n\n<p>Evento organizzato dall&#8217;<strong>Istituto Polacco di Roma<\/strong> in collaborazione con<strong> Istituto Storico Ebraico di Varsavia<\/strong> e\u00a0<strong>Fondazione Museo della Shoah<\/strong><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"122\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-1024x122.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4906\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-1024x122.png 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-300x36.png 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-768x92.png 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-1536x184.png 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/04\/logo_wejman-2048x245.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra a cura di Piotr Rypson In occasione dell\u201980\u00b0 anniversario della Rivolta del Ghetto di Varsavia segue l&#8217;incontro La Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah con la partecipazione diWlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person e Piotr Rypson Gioved\u00ec 13 aprile 2023 &#8211; ore 18.00 Istituto Polacco di RomaVia Vittoria Colonna [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":4896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[11,5,24],"tags":[],"class_list":["post-4895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi","category-storia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Mieczys\u0142aw Wejman. 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In risposta alle deportazioni, il 28 luglio 1942, diverse organizzazioni clandestine ebraiche crearono un'unit\u00e0 armata di autodifesa, nota col nome di Organizzazione Combattente Ebraica (\u017bydowska Organizacja Bojowa - \u017bOB). Le forze tedesche avevano intenzione di avviare la distruzione definitiva del ghetto di Varsavia il 19 aprile 1943, il giorno della vigilia della Pasqua ebraica, ma quel giorno all'interno del ghetto esplose la rivolta. Per ricordare la rivolta, l\u2019Istituto Polacco di Roma, in collaborazione con l\u2019Istituto Storico Ebraico di Varsavia e la Fondazione Museo della Shoah , presenta la mostra Mieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944, a cura di Piotr Rypson, e l\u2019incontro La Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah, con la partecipazione di Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person e Piotr Rypson.\\nLA MOSTRA\\nMieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944\\nLa mostra, curata da Piotr Rypson, \u00e8 una testimonianza, rara nell\u2019arte polacca, dei tempi dell'occupazione di Varsavia e dell'Olocausto. Sono esposte 45 stampe e relativi bozzetti realizzati da Mieczys\u0142aw Wejman, creati tra il momento in cui fu intrapresa l\u2019operazione di liquidazione del ghetto di Varsavia (luglio 1942), la rivolta degli ebrei del ghetto (aprile 1943) e lo scoppio della rivolta successiva, quella dei cittadini della capitale polacca, la cosiddetta Insurrezione di Varsavia (agosto 1944). La serie \u00e8 rimasta fino ad oggi sconosciuta al grande pubblico.\\nMieczys\u0142aw Wejman \u00e8 stato un eccezionale artista grafico polacco. Nato il 19 maggio 1912 a Brd\u00f3w, studi\u00f2 tra il 1933 e il 1936 presso la Facolt\u00e0 di Lettere dell'Universit\u00e0 di Pozna\u0144. Prosegu\u00ec poi gli studi all'Accademia di Belle Arti di Cracovia per un anno, prima di trasferirsi a Varsavia, presso lo studio di Mieczys\u0142aw Kotarbi\u0144ski all'Accademia di Belle Arti della capitale. Durante l'occupazione, Mieczys\u0142aw Wejman lavor\u00f2 come magazziniere alla fabbrica di vodka e liquori \\\"Jamasch\\\", vicino al ghetto di Varsavia, partecipando allo stesso tempo alla vita artistica clandestina della capitale. \u00c8 in questo periodo che l'artista crea una serie di schizzi e stampe dal titolo Danzanti, disegnata segretamente in una delle soffitte di Varsavia, mentre si nascondeva dalla Gestapo. Per anni questa prima serie grafica di Wejman \u00e8 stata interpretata come una metafora generale del destino umano messo alla prova durante gli orrori della guerra \u2013 non a caso, l'artista faceva riferimento alle stampe del maestro spagnolo Francisco Goya. Una lettura contemporanea riconosce in questa serie una rappresentazione della condizione esistenziale di quegli \\\"altri\\\", gli ebrei del ghetto di Varsavia, in quel tragico periodo. Particolarmente toccante \u00e8 il bozzetto per il dipinto Il gioco popolare (1944), che si riferisce al parco giochi allestito nella primavera del 1943 dai tedeschi in piazza Krasi\u0144ski, proprio accanto al ghetto, mentre questo bruciava durante gli scontri con gli ebrei insorti. Dopo la guerra, l'artista divenne un attivo organizzatore della vita artistica e dell'istruzione, ricoprendo numerose cariche, tra cui quella di rettore dell'Accademia di Belle Arti di Cracovia e presidente dell'Associazione degli artisti polacchi. Da citare, tra le numerose iniziative da lui intraprese, l'istituzione e la co-organizzazione della Biennale Internazionale d'Arte Grafica di Cracovia (dal 1966). Mieczys\u0142aw Wejman \u00e8 morto a Cracovia il 27 novembre 1997.\\nL\u2019Istituto Polacco di Roma ringrazia i familiari di Mieczys\u0142aw Wejman, il Museo Nazionale di Varsavia, il curatore Piotr Rypson, gli ospiti Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person, Piotr Rypson e i partner Istituto Storico Ebraico di Varsavia e Fondazione Museo della Shoah.\\nL'INCONTRO\\nLa Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah\\ncon la partecipazione di\\nWlodek Goldkorn - scritore e saggista,Luiza Nader - storico dell\u2019arte, Accademia di Belle Arti di VarsaviaKatarzyna Person - storica, Istituto Ebraico di VarsaviaPiotr Rypson - storico dell\u2019arte e della letteratura, Istituto Ebraico di Varsavia\\nsaluti istituzionali:Monika Krawczyk - direttrice dell\u2019Istituto Storico Ebraicoe di Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.\\nL\u2019Incontro sar\u00e0 dedicato, da un lato, alla storia della Rivolta del Ghetto di Varsavia e, dall'altro, alle testimonianze visive dell'Olocausto, tra le quali troviamo anche la serie Danzanti 1944 di Mieczys\u0142aw Wejman. Nell'autunno del 1942, nel ghetto di Varsavia erano rimaste solo poche decine di migliaia di ebrei. Erano soprattutto giovani e anziani, senza famiglia, impiegati nelle officine di produzione tedesche. In quelle condizioni, quando non c'era pi\u00f9 nulla da perdere, tra i giovani ebrei nacque l'idea della resistenza armata. Il 19 aprile 1943, gli ebrei di Varsavia presero le armi contro i tedeschi. L'insurrezione di aprile fu la pi\u00f9 grande rivolta armata degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale e la prima rivolta urbana nell'Europa occupata dai nazisti. A parlarne Wlodek Goldkorn e Katarzyna Person.\\nQuesto periodo non ha lasciato dietro di s\u00e9 molte testimonianze visive, eppure, oltre ai documenti, alle fotografie o ai filmati, ancora oggi possiamo vedere alcune rappresentazioni dell'Olocausto fatte da artisti. Negli ultimi anni si sono inensificati gli studi sull\u2019argomento, tra l\u2019altro grazie al contributo di Luiza Nader. 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In risposta alle deportazioni, il 28 luglio 1942, diverse organizzazioni clandestine ebraiche crearono un'unit\u00e0 armata di autodifesa, nota col nome di Organizzazione Combattente Ebraica (\u017bydowska Organizacja Bojowa - \u017bOB). Le forze tedesche avevano intenzione di avviare la distruzione definitiva del ghetto di Varsavia il 19 aprile 1943, il giorno della vigilia della Pasqua ebraica, ma quel giorno all'interno del ghetto esplose la rivolta. Per ricordare la rivolta, l\u2019Istituto Polacco di Roma, in collaborazione con l\u2019Istituto Storico Ebraico di Varsavia e la Fondazione Museo della Shoah , presenta la mostra Mieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944, a cura di Piotr Rypson, e l\u2019incontro La Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah, con la partecipazione di Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person e Piotr Rypson.\nLA MOSTRA\nMieczys\u0142aw Wejman. Danzanti 1944\nLa mostra, curata da Piotr Rypson, \u00e8 una testimonianza, rara nell\u2019arte polacca, dei tempi dell'occupazione di Varsavia e dell'Olocausto. Sono esposte 45 stampe e relativi bozzetti realizzati da Mieczys\u0142aw Wejman, creati tra il momento in cui fu intrapresa l\u2019operazione di liquidazione del ghetto di Varsavia (luglio 1942), la rivolta degli ebrei del ghetto (aprile 1943) e lo scoppio della rivolta successiva, quella dei cittadini della capitale polacca, la cosiddetta Insurrezione di Varsavia (agosto 1944). La serie \u00e8 rimasta fino ad oggi sconosciuta al grande pubblico.\nMieczys\u0142aw Wejman \u00e8 stato un eccezionale artista grafico polacco. Nato il 19 maggio 1912 a Brd\u00f3w, studi\u00f2 tra il 1933 e il 1936 presso la Facolt\u00e0 di Lettere dell'Universit\u00e0 di Pozna\u0144. Prosegu\u00ec poi gli studi all'Accademia di Belle Arti di Cracovia per un anno, prima di trasferirsi a Varsavia, presso lo studio di Mieczys\u0142aw Kotarbi\u0144ski all'Accademia di Belle Arti della capitale. Durante l'occupazione, Mieczys\u0142aw Wejman lavor\u00f2 come magazziniere alla fabbrica di vodka e liquori \"Jamasch\", vicino al ghetto di Varsavia, partecipando allo stesso tempo alla vita artistica clandestina della capitale. \u00c8 in questo periodo che l'artista crea una serie di schizzi e stampe dal titolo Danzanti, disegnata segretamente in una delle soffitte di Varsavia, mentre si nascondeva dalla Gestapo. Per anni questa prima serie grafica di Wejman \u00e8 stata interpretata come una metafora generale del destino umano messo alla prova durante gli orrori della guerra \u2013 non a caso, l'artista faceva riferimento alle stampe del maestro spagnolo Francisco Goya. Una lettura contemporanea riconosce in questa serie una rappresentazione della condizione esistenziale di quegli \"altri\", gli ebrei del ghetto di Varsavia, in quel tragico periodo. Particolarmente toccante \u00e8 il bozzetto per il dipinto Il gioco popolare (1944), che si riferisce al parco giochi allestito nella primavera del 1943 dai tedeschi in piazza Krasi\u0144ski, proprio accanto al ghetto, mentre questo bruciava durante gli scontri con gli ebrei insorti. Dopo la guerra, l'artista divenne un attivo organizzatore della vita artistica e dell'istruzione, ricoprendo numerose cariche, tra cui quella di rettore dell'Accademia di Belle Arti di Cracovia e presidente dell'Associazione degli artisti polacchi. Da citare, tra le numerose iniziative da lui intraprese, l'istituzione e la co-organizzazione della Biennale Internazionale d'Arte Grafica di Cracovia (dal 1966). Mieczys\u0142aw Wejman \u00e8 morto a Cracovia il 27 novembre 1997.\nL\u2019Istituto Polacco di Roma ringrazia i familiari di Mieczys\u0142aw Wejman, il Museo Nazionale di Varsavia, il curatore Piotr Rypson, gli ospiti Wlodek Goldkorn, Luiza Nader, Katarzyna Person, Piotr Rypson e i partner Istituto Storico Ebraico di Varsavia e Fondazione Museo della Shoah.\nL'INCONTRO\nLa Rivolta del Ghetto di Varsavia e le testimonianze visive della Shoah\ncon la partecipazione di\nWlodek Goldkorn - scritore e saggista,Luiza Nader - storico dell\u2019arte, Accademia di Belle Arti di VarsaviaKatarzyna Person - storica, Istituto Ebraico di VarsaviaPiotr Rypson - storico dell\u2019arte e della letteratura, Istituto Ebraico di Varsavia\nsaluti istituzionali:Monika Krawczyk - direttrice dell\u2019Istituto Storico Ebraicoe di Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah.\nL\u2019Incontro sar\u00e0 dedicato, da un lato, alla storia della Rivolta del Ghetto di Varsavia e, dall'altro, alle testimonianze visive dell'Olocausto, tra le quali troviamo anche la serie Danzanti 1944 di Mieczys\u0142aw Wejman. Nell'autunno del 1942, nel ghetto di Varsavia erano rimaste solo poche decine di migliaia di ebrei. Erano soprattutto giovani e anziani, senza famiglia, impiegati nelle officine di produzione tedesche. In quelle condizioni, quando non c'era pi\u00f9 nulla da perdere, tra i giovani ebrei nacque l'idea della resistenza armata. Il 19 aprile 1943, gli ebrei di Varsavia presero le armi contro i tedeschi. L'insurrezione di aprile fu la pi\u00f9 grande rivolta armata degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale e la prima rivolta urbana nell'Europa occupata dai nazisti. A parlarne Wlodek Goldkorn e Katarzyna Person.\nQuesto periodo non ha lasciato dietro di s\u00e9 molte testimonianze visive, eppure, oltre ai documenti, alle fotografie o ai filmati, ancora oggi possiamo vedere alcune rappresentazioni dell'Olocausto fatte da artisti. Negli ultimi anni si sono inensificati gli studi sull\u2019argomento, tra l\u2019altro grazie al contributo di Luiza Nader. A Roma la studiosa presenter\u00e0 solo alcuni risultati della propria ricerca, partendo da un toccante ciclo di collage, In memoria degli amici - Ebrei, di uno dei pi\u00f9 grandi artisti di avanguardia polacca, W\u0142adys\u0142aw Strzemi\u0144ski. Piotr Rypson invece si focalizer\u00e0 sulle opere della mostra inaugurata all\u2019Istituto Polacco, ovvero le stampe e i disegni di Mieczys\u0142aw Wejman, Danzanti 1944\nEvento organizzato dall'Istituto Polacco di Roma in collaborazione con Istituto Storico Ebraico di Varsavia e\u00a0Fondazione Museo della Shoah"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/03\/24\/mieczyslaw-wejman-danzanti-1944\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/03\/danzanti.png","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/03\/danzanti.png","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/03\/24\/mieczyslaw-wejman-danzanti-1944\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Mieczys\u0142aw Wejman. 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