{"id":5014,"date":"2023-05-09T15:54:29","date_gmt":"2023-05-09T13:54:29","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=5014"},"modified":"2023-11-15T14:59:08","modified_gmt":"2023-11-15T13:59:08","slug":"datament-18-mostra-internazionale-di-architettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/05\/09\/datament-18-mostra-internazionale-di-architettura\/","title":{"rendered":"datament &#8211; 18. Mostra Internazionale di Architettura"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">La Biennale di Venezia &#8211; Padiglione polacco<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#cf204b\">20 maggio \u2013 26 novembre 2023<\/h2>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#e1053c;color:#e1053c\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>La quantit\u00e0 di dati elaborati ogni giorno fa impressione. La nostra quotidianit\u00e0, in seguito allo sviluppo tecnologico e sociale, \u00e8 ormai totalmente dipendente dall\u2019elaborazione, dall\u2019accumulo e dalla trasmissione di dati. Le conclusioni tratte da questi flussi di dati elaborati digitalmente vengono usate, tra le altre cose, nel campo dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica e della pianificazione territoriale. Credendo nella loro infallibilit\u00e0, permettiamo agli algoritmi di fare valutazioni e progettare case e citt\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Datament, <\/em><\/strong><strong>la monumentale installazione che sar\u00e0 presentata al Padiglione della Polonia durante la 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, permetter\u00e0 di scoprire i dati nella loro \u201cfisicit\u00e0\u201d. Lo spazio del Padiglione sar\u00e0 occupato dagli scheletri di quattro abitazioni realizzate in scala 1:1. Questa installazione, all\u2019apparenza caotica e piena di soluzioni illogiche, riproduce fedelmente i dati nella loro forma non filtrata. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di aprire un dibattito su come le nuove tecnologie non sono in grado di proporci soluzioni gi\u00e0 pronte, ma possono aiutarci a porci domande migliori. La Biennale Architettura 2023 aprir\u00e0 ai visitatori gi\u00e0 dal 20 maggio. <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Secondo le stime, elaboriamo ogni giorno 1,145 trilioni di megabyte di dati. Entro il 2025 la quantit\u00e0 di contenuti prodotti dovrebbe raggiungere i 181 zettabyte (quattro volte pi\u00f9 che nel 2020). Cifre simili non sono solo difficili da immaginare, ma non \u00e8 proprio possibile assimilare n\u00e9 mettere in ordine una tale quantit\u00e0 di informazioni. Anche solo il loro invio, attraverso una comune rete internet, richiederebbe circa due miliardi di anni. Per questo motivo, la maggior parte delle informazioni viene accumulata, sistematizzata ed elaborata in modo automatico, senza apporto umano.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nei campi dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica e della pianificazione territoriale, l\u2019analisi di dati statistici e l\u2019uso di algoritmi per la progettazione influenzano moltissimo il modo in cui abitiamo e in cui abiteremo in futuro. Tuttavia abbiamo sempre meno a che fare con i dati nudi e crudi. Le informazioni elaborate con le nuove tecnologie creano un\u2019immagine distorta della realt\u00e0, e sulla base di questa illusione digitale prendiamo decisioni dalle conseguenze pi\u00f9 che mai reali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Al Padiglione della Polonia, lo spettatore potr\u00e0 scoprire i dati nella loro \u201cfisicit\u00e0\u201d. L\u2019imponente installazione che riempie l\u2019intero Padiglione riproduce in scala 1:1 i progetti di quattro abitazioni prese da quattro Paesi diversi. La costruzione, composta da quasi 2000 metri di tubolari in acciaio colorati \u00e8 stata effettuata sulla base di dati, in proporzione e approssimati, riferiti alla forma, alle dimensioni e alla gestione degli spazi di alcuni appartamenti da vari Paesi del mondo, scelti in base a quanti dati statistici elaborano e accumulano. L\u2019installazione riproduce fedelmente i dati ottenuti, eppure non esiste nulla di simile nella situazione abitativa reale presente nei luoghi da cui provengono le informazioni. Insomma, lo strumento che avrebbe dovuto dare ordine alla realt\u00e0 diventa una fonte di errori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Datament<\/em> \u00e8 il frutto di un confronto tra un\u2019artista e un architetto. Anna Barlik si occupa di arte visiva, contesti locali e temi legati al colore e alla composizione. Marcin Strza\u0142a \u00e8 un architetto che studia le relazioni tra i dati digitali e la loro realizzazione fisica nella progettazione. In collaborazione con il curatore Jacek Sosnowski, hanno elaborato una costruzione basata sull\u2019analisi digitale dei dati. Il neologismo <em>Datament,<\/em> che d\u00e0 il titolo all\u2019opera, indica l\u2019onnipresente \u201cestablishment dei dati\u201d che incessantemente forma la realt\u00e0 in cui ci \u00e8 dato vivere, creare e abitare. \u201cCondividiamo con i dati tutto il nostro mondo. Credendo nella loro infallibilit\u00e0, permettiamo a degli algoritmi di fare valutazioni e progettare case e intere citt\u00e0. Tuttavia, senza il contributo di un progettista sensibile e consapevole, i dati elaborati digitalmente creano solo soluzioni deformate come quelle rappresentate nel Padiglione Polonia\u201d sottolineano gli autori.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il tema della Biennale Architettura di quest\u2019anno \u00e8 <em>The Laboratory of the Future<\/em>. La squadra che ha creato il progetto Datament mette in dubbio l\u2019infallibilit\u00e0 dei dati come fattore decisivo per lo sviluppo, compreso quello dell\u2019architettura e dell\u2019urbanistica delle citt\u00e0 del futuro. La mostra intende aprire un dibattito su quanto \u00e8 profondamente distorta l\u2019immagine del mondo se lo guardiamo esclusivamente attraverso i dati. E spinge a cercare un nuovo modo di interagire con essi. La rappresentazione di spazi abitativi privati, realizzati attraverso un algoritmo ma completamente distaccati dalla realt\u00e0, porter\u00e0 all\u2019interno del Padiglione della Polonia la voce di una discussione in corso, anche all\u2019interno della Biennale Architettura 2023, sullo stato attuale e sul futuro dell\u2019architettura abitativa. La tesi degli autori non \u00e8 quella che vadano rigettati in toto i dati come fonte di conoscenza. Semmai, mostrano come le tecnologie moderne non ci forniscono soluzioni gi\u00e0 pronte, ma possono aiutarci a porci domande migliori.<span style=\"font-weight: 400\"><br><\/span><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#e1053c;color:#e1053c\" \/>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#b3133b\"><strong><em>DATAMENT<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Espositori: <strong>Anna Barlik<\/strong> (artista) e <strong>Marcin Strza\u0142a<\/strong> (architetto)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Curatore: Jacek Sosnowski<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Commissario del Padiglione Polonia: Janusz Janowski \/ Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta <br \/>Ufficio del Padiglione Polonia: Micha\u0142 Kubiak, Joanna Wa\u015bko (commissario aggiunto)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Organizzatore: Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta<br \/>La partecipazione della Polonia alla 18. Mostra Internazionale di Architettura \u2014 La Biennale di Venezia \u00e8 stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">partner della mostra: Adam Mickiewicz Institute\u00a0\u00a0 collaborazione: Istituto Polacco di Roma<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>MEDIA CONTACT <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Joanna Wa\u015bko \/ ufficio del Padiglione Polonia, Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:j.wasko@zacheta.art.pl\">j.wasko@zacheta.art.pl<\/a>(+48) 601\u00a0939\u00a0491<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">maggiori informazioni sulla mostra: <a href=\"http:\/\/www.labiennale.art.pl\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">labiennale.art.pl<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Instagram profilo del <em>Datament<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/datament.project\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">instagram.com\/datament.project<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>NOTE BIOGRAFICHE<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Anna Barlik<\/strong>, artista visiva, studia i rapporti tra le persone e la realt\u00e0 circostante, attraverso l\u2019uso di sculture, installazioni site-specific, disegni e composizioni. Utilizzando forme semplici, fatte prevalentemente di acciaio verniciato a polvere, si immerge nello spazio esistente ponendo l\u2019attenzione sulle tensioni e sui problemi sociali che ci ritrova. Prende ispirazione da storie individuali che racconta attraverso piani, linee e colori. Nel 2017 si \u00e8 laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. Ha partecipato a residenze artistiche in Finlandia e in Islanda. \u00c8 docente all\u2019Accademia polacco-giapponese di tecniche informatiche dove insegna composizione e visual structures, e inoltre organizza un laboratorio di scultura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Jacek Sosnowski<\/strong>, curatore e psicoterapeuta, \u00e8 specializzato nell\u2019arte contemporanea che si concentra sui problemi legati alle strutture sociali immaginate, l\u2019identit\u00e0 e la trasformazione attraverso i traumi e la cura. D\u00e0 vita a mostre, progetti in spazi pubblici e strategie di art-branding. \u00c8 il fondatore e animatore di PRPGND (ex Galeria Propaganda), un\u2019organizzazione che si occupa di elaborazione e promozione artistica. \u00c8 co-organizzatore della Warsaw Gallery Weekend e membro di Sinthome \u2013 Scuola di psicanalisi lacaniana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Marcin Strza\u0142a<\/strong>, progettista e architetto che esplora il carattere interdisciplinare dell\u2019architettura del paradigma digitale. Nel suo lavoro di ricerca si occupa dei processi di elaborazione digitale e delle relazioni tra i dati e la loro manifestazione fisica in architettura. Nel suo lavoro didattico mira a sfruttare il potenziale della sintesi tra strumenti digitali e filone vernacolare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 stato docente al Monash Art, Design and Architecture di Melbourne e visiting professor alla Xi\u2019an University of Architecture and Technology in Cina. Attualmente insegna alla School of Form dell\u2019Universit\u00e0 SWPS di Varsavia e alla facolt\u00e0 di architettura del Politecnico di Varsavia dove dall\u2019inizio della sua carriera \u00e8 legato al programma Architecture for Society of Knowledge.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>INFORMAZIONI SULL&#8217;ORGANIZZATORE<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta <\/strong>cura da anni l\u2019organizzazione delle mostre del Padiglione Polonia alla Biennale Arte e alla Biennale Architettura di Venezia e si occupa anche dell\u2019edificio stesso. Il direttore della galleria assume il ruolo di commissario del padiglione, che si trova all\u2019interno dei Giardini della Biennale, uno dei due spazi principali dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>18. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA \u2014 LA BIENNALE DI VENEZIA<br \/><\/strong>20 maggio \u2013 26 novembre 2023<br \/>curatrice della Biennale Architettura 2023: Lesley Lokko<br \/>titolo: <em>Il Laboratorio del Futuro<\/em> [The Laboratory of the Future]<br \/>maggiori informazioni su La Biennale di Venezia: <a href=\"https:\/\/www.labiennale.org\/it\/architettura\/2023\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">biennale.org<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">pre-apertura<\/span><span style=\"font-weight: 400\">: 18-19.05.2023<\/span><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-1024x724.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5015\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-1024x724.png 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-300x212.png 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-768x543.png 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-1536x1086.png 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Zaproszenie_ENG_Biennale-2023-2048x1448.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Biennale di Venezia &#8211; Padiglione polacco 20 maggio \u2013 26 novembre 2023 La quantit\u00e0 di dati elaborati ogni giorno fa impressione. 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L\u2019obiettivo \u00e8 quello di aprire un dibattito su come le nuove tecnologie non sono in grado di proporci soluzioni gi\u00e0 pronte, ma possono aiutarci a porci domande migliori. La Biennale Architettura 2023 aprir\u00e0 ai visitatori gi\u00e0 dal 20 maggio. \\nSecondo le stime, elaboriamo ogni giorno 1,145 trilioni di megabyte di dati. Entro il 2025 la quantit\u00e0 di contenuti prodotti dovrebbe raggiungere i 181 zettabyte (quattro volte pi\u00f9 che nel 2020). Cifre simili non sono solo difficili da immaginare, ma non \u00e8 proprio possibile assimilare n\u00e9 mettere in ordine una tale quantit\u00e0 di informazioni. Anche solo il loro invio, attraverso una comune rete internet, richiederebbe circa due miliardi di anni. Per questo motivo, la maggior parte delle informazioni viene accumulata, sistematizzata ed elaborata in modo automatico, senza apporto umano. \\nNei campi dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica e della pianificazione territoriale, l\u2019analisi di dati statistici e l\u2019uso di algoritmi per la progettazione influenzano moltissimo il modo in cui abitiamo e in cui abiteremo in futuro. Tuttavia abbiamo sempre meno a che fare con i dati nudi e crudi. Le informazioni elaborate con le nuove tecnologie creano un\u2019immagine distorta della realt\u00e0, e sulla base di questa illusione digitale prendiamo decisioni dalle conseguenze pi\u00f9 che mai reali.\\nAl Padiglione della Polonia, lo spettatore potr\u00e0 scoprire i dati nella loro \u201cfisicit\u00e0\u201d. L\u2019imponente installazione che riempie l\u2019intero Padiglione riproduce in scala 1:1 i progetti di quattro abitazioni prese da quattro Paesi diversi. 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In collaborazione con il curatore Jacek Sosnowski, hanno elaborato una costruzione basata sull\u2019analisi digitale dei dati. Il neologismo Datament, che d\u00e0 il titolo all\u2019opera, indica l\u2019onnipresente \u201cestablishment dei dati\u201d che incessantemente forma la realt\u00e0 in cui ci \u00e8 dato vivere, creare e abitare. \u201cCondividiamo con i dati tutto il nostro mondo. Credendo nella loro infallibilit\u00e0, permettiamo a degli algoritmi di fare valutazioni e progettare case e intere citt\u00e0. Tuttavia, senza il contributo di un progettista sensibile e consapevole, i dati elaborati digitalmente creano solo soluzioni deformate come quelle rappresentate nel Padiglione Polonia\u201d sottolineano gli autori. \\nIl tema della Biennale Architettura di quest\u2019anno \u00e8 The Laboratory of the Future. La squadra che ha creato il progetto Datament mette in dubbio l\u2019infallibilit\u00e0 dei dati come fattore decisivo per lo sviluppo, compreso quello dell\u2019architettura e dell\u2019urbanistica delle citt\u00e0 del futuro. La mostra intende aprire un dibattito su quanto \u00e8 profondamente distorta l\u2019immagine del mondo se lo guardiamo esclusivamente attraverso i dati. E spinge a cercare un nuovo modo di interagire con essi. La rappresentazione di spazi abitativi privati, realizzati attraverso un algoritmo ma completamente distaccati dalla realt\u00e0, porter\u00e0 all\u2019interno del Padiglione della Polonia la voce di una discussione in corso, anche all\u2019interno della Biennale Architettura 2023, sullo stato attuale e sul futuro dell\u2019architettura abitativa. La tesi degli autori non \u00e8 quella che vadano rigettati in toto i dati come fonte di conoscenza. Semmai, mostrano come le tecnologie moderne non ci forniscono soluzioni gi\u00e0 pronte, ma possono aiutarci a porci domande migliori.\\nDATAMENT\\nEspositori: Anna Barlik (artista) e Marcin Strza\u0142a (architetto)\\nCuratore: Jacek Sosnowski\\nCommissario del Padiglione Polonia: Janusz Janowski \/ Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta Ufficio del Padiglione Polonia: Micha\u0142 Kubiak, Joanna Wa\u015bko (commissario aggiunto)\\nOrganizzatore: Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119taLa partecipazione della Polonia alla 18. Mostra Internazionale di Architettura \u2014 La Biennale di Venezia \u00e8 stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.\\npartner della mostra: Adam Mickiewicz Institute\u00a0\u00a0 collaborazione: Istituto Polacco di Roma\\nMEDIA CONTACT \\nJoanna Wa\u015bko \/ ufficio del Padiglione Polonia, Galleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta\\nj.wasko@zacheta.art.pl(+48) 601\u00a0939\u00a0491\\nmaggiori informazioni sulla mostra: labiennale.art.pl\\nInstagram profilo del Datament: instagram.com\/datament.project\\nNOTE BIOGRAFICHE\\nAnna Barlik, artista visiva, studia i rapporti tra le persone e la realt\u00e0 circostante, attraverso l\u2019uso di sculture, installazioni site-specific, disegni e composizioni. Utilizzando forme semplici, fatte prevalentemente di acciaio verniciato a polvere, si immerge nello spazio esistente ponendo l\u2019attenzione sulle tensioni e sui problemi sociali che ci ritrova. Prende ispirazione da storie individuali che racconta attraverso piani, linee e colori. Nel 2017 si \u00e8 laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. Ha partecipato a residenze artistiche in Finlandia e in Islanda. \u00c8 docente all\u2019Accademia polacco-giapponese di tecniche informatiche dove insegna composizione e visual structures, e inoltre organizza un laboratorio di scultura.\\nJacek Sosnowski, curatore e psicoterapeuta, \u00e8 specializzato nell\u2019arte contemporanea che si concentra sui problemi legati alle strutture sociali immaginate, l\u2019identit\u00e0 e la trasformazione attraverso i traumi e la cura. 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Attualmente insegna alla School of Form dell\u2019Universit\u00e0 SWPS di Varsavia e alla facolt\u00e0 di architettura del Politecnico di Varsavia dove dall\u2019inizio della sua carriera \u00e8 legato al programma Architecture for Society of Knowledge.\\nINFORMAZIONI SULL'ORGANIZZATORE\\nGalleria Nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta cura da anni l\u2019organizzazione delle mostre del Padiglione Polonia alla Biennale Arte e alla Biennale Architettura di Venezia e si occupa anche dell\u2019edificio stesso. Il direttore della galleria assume il ruolo di commissario del padiglione, che si trova all\u2019interno dei Giardini della Biennale, uno dei due spazi principali dell\u2019esposizione.\\n\u00a0\\n18. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA \u2014 LA BIENNALE DI VENEZIA20 maggio \u2013 26 novembre 2023curatrice della Biennale Architettura 2023: Lesley Lokkotitolo: Il Laboratorio del Futuro [The Laboratory of the Future]maggiori informazioni su La Biennale di Venezia: biennale.org\\npre-apertura: 18-19.05.2023\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/05\/09\/datament-18-mostra-internazionale-di-architettura\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Biennale.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2023\/05\/Biennale.png\",\"width\":6197,\"height\":3118},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2023\/05\/09\/datament-18-mostra-internazionale-di-architettura\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"datament &#8211; 18. 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La nostra quotidianit\u00e0, in seguito allo sviluppo tecnologico e sociale, \u00e8 ormai totalmente dipendente dall\u2019elaborazione, dall\u2019accumulo e dalla trasmissione di dati. Le conclusioni tratte da questi flussi di dati elaborati digitalmente vengono usate, tra le altre cose, nel campo dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica e della pianificazione territoriale. Credendo nella loro infallibilit\u00e0, permettiamo agli algoritmi di fare valutazioni e progettare case e citt\u00e0. \nDatament, la monumentale installazione che sar\u00e0 presentata al Padiglione della Polonia durante la 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, permetter\u00e0 di scoprire i dati nella loro \u201cfisicit\u00e0\u201d. Lo spazio del Padiglione sar\u00e0 occupato dagli scheletri di quattro abitazioni realizzate in scala 1:1. Questa installazione, all\u2019apparenza caotica e piena di soluzioni illogiche, riproduce fedelmente i dati nella loro forma non filtrata. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di aprire un dibattito su come le nuove tecnologie non sono in grado di proporci soluzioni gi\u00e0 pronte, ma possono aiutarci a porci domande migliori. La Biennale Architettura 2023 aprir\u00e0 ai visitatori gi\u00e0 dal 20 maggio. \nSecondo le stime, elaboriamo ogni giorno 1,145 trilioni di megabyte di dati. Entro il 2025 la quantit\u00e0 di contenuti prodotti dovrebbe raggiungere i 181 zettabyte (quattro volte pi\u00f9 che nel 2020). Cifre simili non sono solo difficili da immaginare, ma non \u00e8 proprio possibile assimilare n\u00e9 mettere in ordine una tale quantit\u00e0 di informazioni. Anche solo il loro invio, attraverso una comune rete internet, richiederebbe circa due miliardi di anni. Per questo motivo, la maggior parte delle informazioni viene accumulata, sistematizzata ed elaborata in modo automatico, senza apporto umano. \nNei campi dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica e della pianificazione territoriale, l\u2019analisi di dati statistici e l\u2019uso di algoritmi per la progettazione influenzano moltissimo il modo in cui abitiamo e in cui abiteremo in futuro. Tuttavia abbiamo sempre meno a che fare con i dati nudi e crudi. Le informazioni elaborate con le nuove tecnologie creano un\u2019immagine distorta della realt\u00e0, e sulla base di questa illusione digitale prendiamo decisioni dalle conseguenze pi\u00f9 che mai reali.\nAl Padiglione della Polonia, lo spettatore potr\u00e0 scoprire i dati nella loro \u201cfisicit\u00e0\u201d. L\u2019imponente installazione che riempie l\u2019intero Padiglione riproduce in scala 1:1 i progetti di quattro abitazioni prese da quattro Paesi diversi. La costruzione, composta da quasi 2000 metri di tubolari in acciaio colorati \u00e8 stata effettuata sulla base di dati, in proporzione e approssimati, riferiti alla forma, alle dimensioni e alla gestione degli spazi di alcuni appartamenti da vari Paesi del mondo, scelti in base a quanti dati statistici elaborano e accumulano. L\u2019installazione riproduce fedelmente i dati ottenuti, eppure non esiste nulla di simile nella situazione abitativa reale presente nei luoghi da cui provengono le informazioni. Insomma, lo strumento che avrebbe dovuto dare ordine alla realt\u00e0 diventa una fonte di errori.\nDatament \u00e8 il frutto di un confronto tra un\u2019artista e un architetto. Anna Barlik si occupa di arte visiva, contesti locali e temi legati al colore e alla composizione. Marcin Strza\u0142a \u00e8 un architetto che studia le relazioni tra i dati digitali e la loro realizzazione fisica nella progettazione. In collaborazione con il curatore Jacek Sosnowski, hanno elaborato una costruzione basata sull\u2019analisi digitale dei dati. Il neologismo Datament, che d\u00e0 il titolo all\u2019opera, indica l\u2019onnipresente \u201cestablishment dei dati\u201d che incessantemente forma la realt\u00e0 in cui ci \u00e8 dato vivere, creare e abitare. \u201cCondividiamo con i dati tutto il nostro mondo. Credendo nella loro infallibilit\u00e0, permettiamo a degli algoritmi di fare valutazioni e progettare case e intere citt\u00e0. Tuttavia, senza il contributo di un progettista sensibile e consapevole, i dati elaborati digitalmente creano solo soluzioni deformate come quelle rappresentate nel Padiglione Polonia\u201d sottolineano gli autori. \nIl tema della Biennale Architettura di quest\u2019anno \u00e8 The Laboratory of the Future. La squadra che ha creato il progetto Datament mette in dubbio l\u2019infallibilit\u00e0 dei dati come fattore decisivo per lo sviluppo, compreso quello dell\u2019architettura e dell\u2019urbanistica delle citt\u00e0 del futuro. La mostra intende aprire un dibattito su quanto \u00e8 profondamente distorta l\u2019immagine del mondo se lo guardiamo esclusivamente attraverso i dati. E spinge a cercare un nuovo modo di interagire con essi. La rappresentazione di spazi abitativi privati, realizzati attraverso un algoritmo ma completamente distaccati dalla realt\u00e0, porter\u00e0 all\u2019interno del Padiglione della Polonia la voce di una discussione in corso, anche all\u2019interno della Biennale Architettura 2023, sullo stato attuale e sul futuro dell\u2019architettura abitativa. La tesi degli autori non \u00e8 quella che vadano rigettati in toto i dati come fonte di conoscenza. 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Prende ispirazione da storie individuali che racconta attraverso piani, linee e colori. Nel 2017 si \u00e8 laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. Ha partecipato a residenze artistiche in Finlandia e in Islanda. \u00c8 docente all\u2019Accademia polacco-giapponese di tecniche informatiche dove insegna composizione e visual structures, e inoltre organizza un laboratorio di scultura.\nJacek Sosnowski, curatore e psicoterapeuta, \u00e8 specializzato nell\u2019arte contemporanea che si concentra sui problemi legati alle strutture sociali immaginate, l\u2019identit\u00e0 e la trasformazione attraverso i traumi e la cura. D\u00e0 vita a mostre, progetti in spazi pubblici e strategie di art-branding. \u00c8 il fondatore e animatore di PRPGND (ex Galeria Propaganda), un\u2019organizzazione che si occupa di elaborazione e promozione artistica. \u00c8 co-organizzatore della Warsaw Gallery Weekend e membro di Sinthome \u2013 Scuola di psicanalisi lacaniana.\nMarcin Strza\u0142a, progettista e architetto che esplora il carattere interdisciplinare dell\u2019architettura del paradigma digitale. Nel suo lavoro di ricerca si occupa dei processi di elaborazione digitale e delle relazioni tra i dati e la loro manifestazione fisica in architettura. Nel suo lavoro didattico mira a sfruttare il potenziale della sintesi tra strumenti digitali e filone vernacolare.\n\u00c8 stato docente al Monash Art, Design and Architecture di Melbourne e visiting professor alla Xi\u2019an University of Architecture and Technology in Cina. 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