{"id":5959,"date":"2024-04-15T09:45:31","date_gmt":"2024-04-15T07:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=5959"},"modified":"2024-04-15T15:20:01","modified_gmt":"2024-04-15T13:20:01","slug":"repeat-after-me-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/","title":{"rendered":"REPEAT AFTER ME II"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\">OPEN GROUP: <strong>Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\">CURATOR: <strong>Marta Czy\u017c<\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><span style=\"color: #a60707\"><strong>20 aprile \u2013 24 novembre 2024<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>pre-apertura: 17-19.04.2024<\/strong><\/p>\n\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>Padiglione della Polonia <\/strong><strong>alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte <\/strong><strong>La Biennale di Venezia<\/strong><\/p>\n\n<p style=\"font-weight: 400\">commissario del Padiglione Polonia: <strong>Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">direttrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta:<strong> Justyna Szylman<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">ufficio del Padiglione Polonia: <strong>Micha\u0142 Kubiak\u00a0 <\/strong><strong>(commissario aggiunto), Anna Kowalska <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">media strategy: <strong>Zofia Bugajna-Kasdepke<\/strong><\/p>\n\n<a href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia-invito.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">venezia-invito<\/a>\n<p class=\"wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer\"><\/p>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Ripetete dopo di me II <\/em><\/strong><strong>\u00e8 un ritratto collettivo di testimoni della guerra in corso in Ucraina, presentata sottoforma di un\u2019installazione audiovideo. I protagonisti dei video proiettati al Padiglione Polonia sono persone civili con lo status di rifugiati che raccontano la guerra tramite i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere, e che poi invitano il pubblico a ripetere. Il collettivo artistico Open Group e la curatrice Marta Czy\u017c hanno cos\u00ec creato un karaoke militare del futuro che mette in contatto il pubblico e i testimoni della guerra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Ripetete dopo di me II <\/em>\u00e8 un\u2019installazione a opera del collettivo ucraino Open Group composta da due materiali video. I lavori sono stati prodotti nel 2022 e nel 2024 e tutti i loro protagonisti sono rifugiati che raccontano la propria esperienza di guerra attraverso i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere e che poi invitano il pubblico a ripetere. Gli artisti usano dunque la formula del karaoke, solo che qui le basi non sono quelle di pezzi famosi, ma rumore di proiettili, cannonate, sirene antiaeree ed esplosioni, e il testo \u00e8 la descrizione dell\u2019effetto di un\u2019arma letale. Eccolo il suono della colonna sonora di una guerra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019affiancamento di lavori del 2022 e del 2024 mostra la drammatica continuit\u00e0 della memoria, ma anche i cambiamenti dell\u2019industria bellica. Il primo video \u00e8 stato girato in un campo profughi interno vicino a Leopoli. Il secondo \u00e8 stato girato fuori dall\u2019Ucraina, in vari Paesi dell\u2019Europa occidentale che sono diventati un rifugio sicuro per i protagonisti. Eppure, anche per loro, lontani dal martellante ripetersi delle sirene della contraerea, i suoni della guerra continuano a essere la parte di un trauma e arrivano simbolicamente dove non arrivano con le onde sonore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Gli spettatori possono ripetere i suoni degli armamenti, per imparare la lingua dell\u2019esperienza dei testimoni. Oppure possono fare un passo indietro verso uno spazio sicuro arredato da bar karaoke. Che tuttavia non \u00e8 un bar normale, ma un posto per il karaoke con vista sul futuro militarizzato che ci minaccia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Qualche settimana prima dell\u2019invasione russa in Ucraina, il Centro per la Comunicazione Strategica e la Sicurezza Informativa del Ministero della Cultura e della Politica Informativa ha iniziato a distribuire delle brochure informative dal titolo <em>In caso di invasione o di guerra<\/em>, allo scopo di spiegare alla popolazione come comportarsi durante un\u2019azione di guerra. Sono istruzioni che variano a seconda che l\u2019attacco sia mosso con mitragliatrici, colpi di artiglieria, lancio di missili o bombardamenti aerei. La capacit\u00e0 di riconoscerli pu\u00f2 salvarti la vita. <em>Ripetete dopo di me II <\/em>mostra che la guerra \u00e8 un\u2019esperienza collettiva, che prescinde dalle differenze di et\u00e0, provenienza, status sociale e professionale, e lo fa dando la voce a chi la guerra l\u2019ha vissuta concentrandosi sul modo personale di vivere la tragedia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La gestione del Padiglione Polonia e l\u2019organizzazione della mostra alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte\u00a0 \u2014 La Biennale di Venezia sono a cura della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta. La Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale con un proprio padiglione Biennale di Venezia dal 1932.<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Marta Czy\u017c<\/strong> \u00e8 una storica dell\u2019arte, curatrice indipendente e critica d\u2019arte. Vive e lavora a Varsavia. Curatrice del Padiglione Polonia alla Biennale Arte 2024 (con la mostra del collettivo ucraino Open Group). Nel suo lavoro attinge sia agli archivi che agli eventi pi\u00f9 recenti della storia dell\u2019arte che influenzano la cultura e i movimenti sociali. Si occupa anche di storia dei sistemi espositivi in Polonia e delle problematiche legate alla professione del curatore. Pubblica con regolarit\u00e0 i suoi interventi sulla stampa settoriale e su quella generalista (\u201cDwutygodnik\u201d, \u201cVogue Polska\u201d, \u201cPolityka\u201d, \u201cmiejmiejsce\u201d, \u201eWysokie Obcasy\u201d, \u201cCamera Austria\u201d, \u201cfollow.art\u201d). Nel 2015, in collaborazione con Julia Wielgus ha pubblicato il libro <em>W ramach wystawy \u2013 rozmowy z kuratorami <\/em>(Nell\u2019ambito di una mostra \u2013 Conversazioni con i curatori). Borsista del Ministero della Cultura e de Patrimonio culturale nazionale (2018), membro del consiglio della sezione polacca dell\u2019AICA.<\/p>\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Il collettivo<strong> Open Group<\/strong> \u00e8 nato nell\u2019agosto del 2012, fondato a Leopoli da un gruppo di sei artisti ucraini. La formazione del gruppo \u00e8 cambiata nel corso del tempo e oggi i suoi componenti fissi sono Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga che a volte invitano persone esterne che si uniscono a Open Group per la realizzazione di progetti particolari. Il lavoro del collettivo si basa sull\u2019osservazione delle interazioni tra le persone e il contesto spaziale, creando le cosiddette situazioni aperte. Dal 2011 i membri del gruppo gestiscono anche spazi artistici indipendenti come la galleria Detenpyla o Efremova26 (2013\u20132014) a Leopoli. Nel 2013 hanno ottenuto il riconoscimento speciale del PinchukArtCentre Prize, e nel 2015 il premio principale. Le loro opere sono state esposte nel Padiglione Ucraina alla 56. Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia (2015). Nel 2016, gli artisti di Open Group hanno fatto da curatori per la mostra dal titolo: <em>Pratiche collettive di giovani artisti ucraini 2000-2016<\/em> alla BWA di Breslavia. Alla Biennale Arte 2017 hanno esposto all\u2019Evento Collaterale <em>Future Generation Art Prize@Venice 2017<\/em>. Alla Biennale Arte 2019, il collettivo ha fatto da curatore alla mostra ospitata dal padiglione Ucraina.<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\u00a0<\/strong><strong> (pronuncia: [za\u02c8x\u025b\u0303nta])<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta<strong>\u00a0<\/strong>\u00e8 un\u2019istituzione che ha come missione quella di diffondere l\u2019arte contemporanea in tutte le sue forme espressive come elemento essenziale della vita culturale e sociale. \u00c8 un luogo dove trovano spazio i pi\u00f9 interessanti fenomeni artistici del XX e XI secolo attraverso l\u2019organizzazione di mostre. Nei suoi ultracentenari interni ha ospitato le opere di molti eccellenti artisti polacchi e internazionali come Pawe\u0142 Althamer, Marlene Dumas, Luc Tuymans, Jan Lebenstein, Zbigniew Libera, Daniel Libeskind, Tadeusz Kantor, Katarzyna Kozyra, Yayoi Kusama, Niki de Saint Phalle, Wilhelm Sasnal, Alina Szapocznikow, Wolfgang Tillmans, Jerzy Nowosielski. Zach\u0119ta organizza anche mostre che rispondono alle urgenze del presente e molto discusse, come per esempio: <em>Classici del XX secolo<\/em>; <em>Le rivoluzioni del 1968<\/em>; <em>Il mio genere? Controllo! Femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 nell\u2019arte dell\u2019Europa orientale<\/em>; <em>In God We Trust<\/em>; <em>Progresso e igiene<\/em>; <em>Cannibalismo? Sull\u2019appropriazione nell\u2019arte o Subito dopo la guerra.<\/em> Parte delle opere degli artisti per specifiche morte poi entra a far parte della collezione di Zach\u0119ta. La galleria fa anche attivit\u00e0 educative rivolte tanto a bambini e ragazzi quanto agli adulti, pubblica libri sull\u2019arte contemporanea e raccoglie informazioni sulla vita artistica in Polonia dopo il 1945.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>PADIGLIONE POLONIA <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2014 La Biennale di Venezia dal 1932 e alla Mostra Internazionale di Architettura dal 1991. La costruzione del Padiglione Polonia a Venezia \u00e8 stata finanziata dal governo polacco negli anni \u201930 del XX secolo ed \u00e8 ancora di propriet\u00e0 dello Stato. La Galleria nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta si occupa del Padiglione Polonia e dell\u2019organizzazione delle mostre alla Biennale Arte e alla Biennale Architettura della Biennale di Venezia.<\/p>\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>PADIGLIONE DELLA POLONIA ALLA 60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong>organizzatore: Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">sponsor: ORLEN<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">patrono: Parady\u017c<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">partner della mostra: Istituto Adam Mickiewicz, dela.art collection, DAAD Artists-in-Berlin Program<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">partner dei media: Vogue Polska<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">in collaborazione con: Istituto Polacco di Roma<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La partecipazione della Polonia alla 60. Esposizione internazionale d\u2019arte &#8211; La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale della Repubblica di Polonia<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>LINKS:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Padiglione Polonia: <a href=\"https:\/\/labiennale.art.pl\/\">https:\/\/labiennale.art.pl\/<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: <a href=\"https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/\">https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Open Group: <a href=\"http:\/\/open-group.org.ua\/en\/about-us\">http:\/\/open-group.org.ua\/en\/about-us<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Segui gli aggiornamenti sul #PolishPavilion da: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/polishpavilion\/\">https:\/\/www.facebook.com\/polishpavilion\/<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Hashtags: #PolishPavilionVenice #PolishPavilion #RepeatAfterMe<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>CONTATTI PER LA STAMPA INTERNAZIONALE E ITALIANA:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Lightbox<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Internazionale e italiano: Teresa Sartore &#8211; <a href=\"mailto:teresa@lightboxgroup.net\">teresa@lightboxgroup.net<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Italiano: Silvia Baldereschi &#8211; <a href=\"mailto:silvia@lightboxgroup.net\">silvia@lightboxgroup.net<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">tel. +39 041 2411265<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>CONTATTI PER LA STAMPA POLACCA:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Micha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion office <a href=\"mailto:m.kubiak@zacheta.art.pl\">m.kubiak@zacheta.art.pl<\/a>, (+48) 601 69 22 09<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Anna Kowalska, Polish Pavilion office <a href=\"mailto:a.kowalska@zacheta.art.pl\">a.kowalska@zacheta.art.pl<\/a>, (+48) 887\u00a0050\u00a0440<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Justyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art, <u>j.wydra@zacheta.art.pl<\/u>, (+48) 603 510 112<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">20 aprile\u201324 novembre 2024<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">maggiori informazioni su La Biennale di Venezia: <a href=\"https:\/\/www.labiennale.org\/it\/architettura\/2023\">biennale.org<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">pre-apertura: 17-19.04.2024<br \/>per richiedere l\u2019accredito stampa: <a href=\"https:\/\/www.labiennale.org\/en\/art\/2024\/accreditation\">https:\/\/www.labiennale.org\/en\/art\/2024\/accreditation<\/a><br \/><br \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OPEN GROUP: Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga CURATOR: Marta Czy\u017c 20 aprile \u2013 24 novembre 2024 pre-apertura: 17-19.04.2024 Padiglione della Polonia alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia commissario del Padiglione Polonia: Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale direttrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: Justyna Szylman [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":5960,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[11,5],"tags":[],"class_list":["post-5959","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>REPEAT AFTER ME II - Instytut Polski w Rzymie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"pl_PL\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"REPEAT AFTER ME II - Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"OPEN GROUP: Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga CURATOR: Marta Czy\u017c 20 aprile \u2013 24 novembre 2024 pre-apertura: 17-19.04.2024 Padiglione della Polonia alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia commissario del Padiglione Polonia: Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale direttrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: Justyna Szylman [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-04-15T07:45:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-04-15T13:20:01+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1080\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"olszanskae\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Napisane przez\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"olszanskae\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Szacowany czas czytania\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minut\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"event\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/\",\"name\":\"REPEAT AFTER ME II\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#primaryimage\"},\"image\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www-300x169.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www-1024x576.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\"],\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\",\"datePublished\":\"2024-04-15T07:45:31+02:00\",\"dateModified\":\"2024-04-15T13:20:01+02:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/\"]}],\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"startDate\":\"2024-04-18\",\"endDate\":\"2024-11-24\",\"eventStatus\":\"EventScheduled\",\"eventAttendanceMode\":\"OfflineEventAttendanceMode\",\"location\":{\"@type\":\"place\",\"name\":\"\",\"address\":\"\",\"geo\":{\"@type\":\"GeoCoordinates\",\"latitude\":\"\",\"longitude\":\"\"}},\"description\":\"OPEN GROUP: Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga\\nCURATOR: Marta Czy\u017c\\n20 aprile \u2013 24 novembre 2024\\npre-apertura: 17-19.04.2024\\nPadiglione della Polonia alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia\\ncommissario del Padiglione Polonia: Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale\\ndirettrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: Justyna Szylman\\nufficio del Padiglione Polonia: Micha\u0142 Kubiak\u00a0 (commissario aggiunto), Anna Kowalska \\nmedia strategy: Zofia Bugajna-Kasdepke\\nRipetete dopo di me II \u00e8 un ritratto collettivo di testimoni della guerra in corso in Ucraina, presentata sottoforma di un\u2019installazione audiovideo. I protagonisti dei video proiettati al Padiglione Polonia sono persone civili con lo status di rifugiati che raccontano la guerra tramite i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere, e che poi invitano il pubblico a ripetere. Il collettivo artistico Open Group e la curatrice Marta Czy\u017c hanno cos\u00ec creato un karaoke militare del futuro che mette in contatto il pubblico e i testimoni della guerra.\\nRipetete dopo di me II \u00e8 un\u2019installazione a opera del collettivo ucraino Open Group composta da due materiali video. I lavori sono stati prodotti nel 2022 e nel 2024 e tutti i loro protagonisti sono rifugiati che raccontano la propria esperienza di guerra attraverso i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere e che poi invitano il pubblico a ripetere. Gli artisti usano dunque la formula del karaoke, solo che qui le basi non sono quelle di pezzi famosi, ma rumore di proiettili, cannonate, sirene antiaeree ed esplosioni, e il testo \u00e8 la descrizione dell\u2019effetto di un\u2019arma letale. Eccolo il suono della colonna sonora di una guerra.\\nL\u2019affiancamento di lavori del 2022 e del 2024 mostra la drammatica continuit\u00e0 della memoria, ma anche i cambiamenti dell\u2019industria bellica. Il primo video \u00e8 stato girato in un campo profughi interno vicino a Leopoli. Il secondo \u00e8 stato girato fuori dall\u2019Ucraina, in vari Paesi dell\u2019Europa occidentale che sono diventati un rifugio sicuro per i protagonisti. Eppure, anche per loro, lontani dal martellante ripetersi delle sirene della contraerea, i suoni della guerra continuano a essere la parte di un trauma e arrivano simbolicamente dove non arrivano con le onde sonore.\\nGli spettatori possono ripetere i suoni degli armamenti, per imparare la lingua dell\u2019esperienza dei testimoni. Oppure possono fare un passo indietro verso uno spazio sicuro arredato da bar karaoke. Che tuttavia non \u00e8 un bar normale, ma un posto per il karaoke con vista sul futuro militarizzato che ci minaccia.\\nQualche settimana prima dell\u2019invasione russa in Ucraina, il Centro per la Comunicazione Strategica e la Sicurezza Informativa del Ministero della Cultura e della Politica Informativa ha iniziato a distribuire delle brochure informative dal titolo In caso di invasione o di guerra, allo scopo di spiegare alla popolazione come comportarsi durante un\u2019azione di guerra. Sono istruzioni che variano a seconda che l\u2019attacco sia mosso con mitragliatrici, colpi di artiglieria, lancio di missili o bombardamenti aerei. La capacit\u00e0 di riconoscerli pu\u00f2 salvarti la vita. Ripetete dopo di me II mostra che la guerra \u00e8 un\u2019esperienza collettiva, che prescinde dalle differenze di et\u00e0, provenienza, status sociale e professionale, e lo fa dando la voce a chi la guerra l\u2019ha vissuta concentrandosi sul modo personale di vivere la tragedia.\u00a0\\nLa gestione del Padiglione Polonia e l\u2019organizzazione della mostra alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte\u00a0 \u2014 La Biennale di Venezia sono a cura della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta. La Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale con un proprio padiglione Biennale di Venezia dal 1932.\\nMarta Czy\u017c \u00e8 una storica dell\u2019arte, curatrice indipendente e critica d\u2019arte. Vive e lavora a Varsavia. Curatrice del Padiglione Polonia alla Biennale Arte 2024 (con la mostra del collettivo ucraino Open Group). Nel suo lavoro attinge sia agli archivi che agli eventi pi\u00f9 recenti della storia dell\u2019arte che influenzano la cultura e i movimenti sociali. Si occupa anche di storia dei sistemi espositivi in Polonia e delle problematiche legate alla professione del curatore. Pubblica con regolarit\u00e0 i suoi interventi sulla stampa settoriale e su quella generalista (\u201cDwutygodnik\u201d, \u201cVogue Polska\u201d, \u201cPolityka\u201d, \u201cmiejmiejsce\u201d, \u201eWysokie Obcasy\u201d, \u201cCamera Austria\u201d, \u201cfollow.art\u201d). Nel 2015, in collaborazione con Julia Wielgus ha pubblicato il libro W ramach wystawy \u2013 rozmowy z kuratorami (Nell\u2019ambito di una mostra \u2013 Conversazioni con i curatori). Borsista del Ministero della Cultura e de Patrimonio culturale nazionale (2018), membro del consiglio della sezione polacca dell\u2019AICA.\\nIl collettivo Open Group \u00e8 nato nell\u2019agosto del 2012, fondato a Leopoli da un gruppo di sei artisti ucraini. La formazione del gruppo \u00e8 cambiata nel corso del tempo e oggi i suoi componenti fissi sono Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga che a volte invitano persone esterne che si uniscono a Open Group per la realizzazione di progetti particolari. Il lavoro del collettivo si basa sull\u2019osservazione delle interazioni tra le persone e il contesto spaziale, creando le cosiddette situazioni aperte. Dal 2011 i membri del gruppo gestiscono anche spazi artistici indipendenti come la galleria Detenpyla o Efremova26 (2013\u20132014) a Leopoli. Nel 2013 hanno ottenuto il riconoscimento speciale del PinchukArtCentre Prize, e nel 2015 il premio principale. Le loro opere sono state esposte nel Padiglione Ucraina alla 56. Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia (2015). Nel 2016, gli artisti di Open Group hanno fatto da curatori per la mostra dal titolo: Pratiche collettive di giovani artisti ucraini 2000-2016 alla BWA di Breslavia. Alla Biennale Arte 2017 hanno esposto all\u2019Evento Collaterale Future Generation Art Prize@Venice 2017. Alla Biennale Arte 2019, il collettivo ha fatto da curatore alla mostra ospitata dal padiglione Ucraina.\\nGalleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\u00a0 (pronuncia: [za\u02c8x\u025b\u0303nta])\\nLa Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\u00a0\u00e8 un\u2019istituzione che ha come missione quella di diffondere l\u2019arte contemporanea in tutte le sue forme espressive come elemento essenziale della vita culturale e sociale. \u00c8 un luogo dove trovano spazio i pi\u00f9 interessanti fenomeni artistici del XX e XI secolo attraverso l\u2019organizzazione di mostre. Nei suoi ultracentenari interni ha ospitato le opere di molti eccellenti artisti polacchi e internazionali come Pawe\u0142 Althamer, Marlene Dumas, Luc Tuymans, Jan Lebenstein, Zbigniew Libera, Daniel Libeskind, Tadeusz Kantor, Katarzyna Kozyra, Yayoi Kusama, Niki de Saint Phalle, Wilhelm Sasnal, Alina Szapocznikow, Wolfgang Tillmans, Jerzy Nowosielski. Zach\u0119ta organizza anche mostre che rispondono alle urgenze del presente e molto discusse, come per esempio: Classici del XX secolo; Le rivoluzioni del 1968; Il mio genere? Controllo! Femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 nell\u2019arte dell\u2019Europa orientale; In God We Trust; Progresso e igiene; Cannibalismo? Sull\u2019appropriazione nell\u2019arte o Subito dopo la guerra. Parte delle opere degli artisti per specifiche morte poi entra a far parte della collezione di Zach\u0119ta. La galleria fa anche attivit\u00e0 educative rivolte tanto a bambini e ragazzi quanto agli adulti, pubblica libri sull\u2019arte contemporanea e raccoglie informazioni sulla vita artistica in Polonia dopo il 1945.\\nPADIGLIONE POLONIA \\nLa Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2014 La Biennale di Venezia dal 1932 e alla Mostra Internazionale di Architettura dal 1991. La costruzione del Padiglione Polonia a Venezia \u00e8 stata finanziata dal governo polacco negli anni \u201930 del XX secolo ed \u00e8 ancora di propriet\u00e0 dello Stato. La Galleria nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta si occupa del Padiglione Polonia e dell\u2019organizzazione delle mostre alla Biennale Arte e alla Biennale Architettura della Biennale di Venezia.\\nPADIGLIONE DELLA POLONIA ALLA 60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA\\n\u00a0organizzatore: Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\\nsponsor: ORLEN\\npatrono: Parady\u017c\\npartner della mostra: Istituto Adam Mickiewicz, dela.art collection, DAAD Artists-in-Berlin Program\\npartner dei media: Vogue Polska\\nin collaborazione con: Istituto Polacco di Roma\\nLa partecipazione della Polonia alla 60. Esposizione internazionale d\u2019arte - La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale della Repubblica di Polonia\\nLINKS:\\nPadiglione Polonia: https:\/\/labiennale.art.pl\/\\nGalleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/\\nOpen Group: http:\/\/open-group.org.ua\/en\/about-us\\nSegui gli aggiornamenti sul #PolishPavilion da: https:\/\/www.facebook.com\/polishpavilion\/\\nHashtags: #PolishPavilionVenice #PolishPavilion #RepeatAfterMe\\nCONTATTI PER LA STAMPA INTERNAZIONALE E ITALIANA:\\nLightbox\\nInternazionale e italiano: Teresa Sartore - teresa@lightboxgroup.net\\nItaliano: Silvia Baldereschi - silvia@lightboxgroup.net\\ntel. +39 041 2411265\\nCONTATTI PER LA STAMPA POLACCA:\\nMicha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion office m.kubiak@zacheta.art.pl, (+48) 601 69 22 09\\nAnna Kowalska, Polish Pavilion office a.kowalska@zacheta.art.pl, (+48) 887\u00a0050\u00a0440\\nJustyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art, j.wydra@zacheta.art.pl, (+48) 603 510 112\\n60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA\\n20 aprile\u201324 novembre 2024\\nmaggiori informazioni su La Biennale di Venezia: biennale.org\\npre-apertura: 17-19.04.2024per richiedere l\u2019accredito stampa: https:\/\/www.labiennale.org\/en\/art\/2024\/accreditation\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"REPEAT AFTER ME II\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"REPEAT AFTER ME II - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"REPEAT AFTER ME II - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"OPEN GROUP: Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga CURATOR: Marta Czy\u017c 20 aprile \u2013 24 novembre 2024 pre-apertura: 17-19.04.2024 Padiglione della Polonia alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia commissario del Padiglione Polonia: Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale direttrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: Justyna Szylman [&hellip;]","og_url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/","og_site_name":"Instytut Polski w Rzymie","article_published_time":"2024-04-15T07:45:31+00:00","article_modified_time":"2024-04-15T13:20:01+00:00","og_image":[{"width":1920,"height":1080,"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"olszanskae","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Napisane przez":"olszanskae","Szacowany czas czytania":"9 minut"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"event","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/","name":"REPEAT AFTER ME II","isPartOf":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#primaryimage"},"image":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www-300x169.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www-1024x576.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg"],"thumbnailUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg","datePublished":"2024-04-15T07:45:31+02:00","dateModified":"2024-04-15T13:20:01+02:00","author":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#breadcrumb"},"inLanguage":"pl-PL","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/"]}],"@context":"https:\/\/schema.org","startDate":"2024-04-18","endDate":"2024-11-24","eventStatus":"EventScheduled","eventAttendanceMode":"OfflineEventAttendanceMode","location":{"@type":"place","name":"","address":"","geo":{"@type":"GeoCoordinates","latitude":"","longitude":""}},"description":"OPEN GROUP: Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga\nCURATOR: Marta Czy\u017c\n20 aprile \u2013 24 novembre 2024\npre-apertura: 17-19.04.2024\nPadiglione della Polonia alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia\ncommissario del Padiglione Polonia: Bart\u0142omiej Sienkiewicz, Ministro della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale\ndirettrice ad interim della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: Justyna Szylman\nufficio del Padiglione Polonia: Micha\u0142 Kubiak\u00a0 (commissario aggiunto), Anna Kowalska \nmedia strategy: Zofia Bugajna-Kasdepke\nRipetete dopo di me II \u00e8 un ritratto collettivo di testimoni della guerra in corso in Ucraina, presentata sottoforma di un\u2019installazione audiovideo. I protagonisti dei video proiettati al Padiglione Polonia sono persone civili con lo status di rifugiati che raccontano la guerra tramite i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere, e che poi invitano il pubblico a ripetere. Il collettivo artistico Open Group e la curatrice Marta Czy\u017c hanno cos\u00ec creato un karaoke militare del futuro che mette in contatto il pubblico e i testimoni della guerra.\nRipetete dopo di me II \u00e8 un\u2019installazione a opera del collettivo ucraino Open Group composta da due materiali video. I lavori sono stati prodotti nel 2022 e nel 2024 e tutti i loro protagonisti sono rifugiati che raccontano la propria esperienza di guerra attraverso i suoni degli armamenti che hanno imparato a riconoscere e che poi invitano il pubblico a ripetere. Gli artisti usano dunque la formula del karaoke, solo che qui le basi non sono quelle di pezzi famosi, ma rumore di proiettili, cannonate, sirene antiaeree ed esplosioni, e il testo \u00e8 la descrizione dell\u2019effetto di un\u2019arma letale. Eccolo il suono della colonna sonora di una guerra.\nL\u2019affiancamento di lavori del 2022 e del 2024 mostra la drammatica continuit\u00e0 della memoria, ma anche i cambiamenti dell\u2019industria bellica. Il primo video \u00e8 stato girato in un campo profughi interno vicino a Leopoli. Il secondo \u00e8 stato girato fuori dall\u2019Ucraina, in vari Paesi dell\u2019Europa occidentale che sono diventati un rifugio sicuro per i protagonisti. Eppure, anche per loro, lontani dal martellante ripetersi delle sirene della contraerea, i suoni della guerra continuano a essere la parte di un trauma e arrivano simbolicamente dove non arrivano con le onde sonore.\nGli spettatori possono ripetere i suoni degli armamenti, per imparare la lingua dell\u2019esperienza dei testimoni. Oppure possono fare un passo indietro verso uno spazio sicuro arredato da bar karaoke. Che tuttavia non \u00e8 un bar normale, ma un posto per il karaoke con vista sul futuro militarizzato che ci minaccia.\nQualche settimana prima dell\u2019invasione russa in Ucraina, il Centro per la Comunicazione Strategica e la Sicurezza Informativa del Ministero della Cultura e della Politica Informativa ha iniziato a distribuire delle brochure informative dal titolo In caso di invasione o di guerra, allo scopo di spiegare alla popolazione come comportarsi durante un\u2019azione di guerra. Sono istruzioni che variano a seconda che l\u2019attacco sia mosso con mitragliatrici, colpi di artiglieria, lancio di missili o bombardamenti aerei. La capacit\u00e0 di riconoscerli pu\u00f2 salvarti la vita. Ripetete dopo di me II mostra che la guerra \u00e8 un\u2019esperienza collettiva, che prescinde dalle differenze di et\u00e0, provenienza, status sociale e professionale, e lo fa dando la voce a chi la guerra l\u2019ha vissuta concentrandosi sul modo personale di vivere la tragedia.\u00a0\nLa gestione del Padiglione Polonia e l\u2019organizzazione della mostra alla 60. Esposizione Internazionale d\u2019Arte\u00a0 \u2014 La Biennale di Venezia sono a cura della Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta. La Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale con un proprio padiglione Biennale di Venezia dal 1932.\nMarta Czy\u017c \u00e8 una storica dell\u2019arte, curatrice indipendente e critica d\u2019arte. Vive e lavora a Varsavia. Curatrice del Padiglione Polonia alla Biennale Arte 2024 (con la mostra del collettivo ucraino Open Group). Nel suo lavoro attinge sia agli archivi che agli eventi pi\u00f9 recenti della storia dell\u2019arte che influenzano la cultura e i movimenti sociali. Si occupa anche di storia dei sistemi espositivi in Polonia e delle problematiche legate alla professione del curatore. Pubblica con regolarit\u00e0 i suoi interventi sulla stampa settoriale e su quella generalista (\u201cDwutygodnik\u201d, \u201cVogue Polska\u201d, \u201cPolityka\u201d, \u201cmiejmiejsce\u201d, \u201eWysokie Obcasy\u201d, \u201cCamera Austria\u201d, \u201cfollow.art\u201d). Nel 2015, in collaborazione con Julia Wielgus ha pubblicato il libro W ramach wystawy \u2013 rozmowy z kuratorami (Nell\u2019ambito di una mostra \u2013 Conversazioni con i curatori). Borsista del Ministero della Cultura e de Patrimonio culturale nazionale (2018), membro del consiglio della sezione polacca dell\u2019AICA.\nIl collettivo Open Group \u00e8 nato nell\u2019agosto del 2012, fondato a Leopoli da un gruppo di sei artisti ucraini. La formazione del gruppo \u00e8 cambiata nel corso del tempo e oggi i suoi componenti fissi sono Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga che a volte invitano persone esterne che si uniscono a Open Group per la realizzazione di progetti particolari. Il lavoro del collettivo si basa sull\u2019osservazione delle interazioni tra le persone e il contesto spaziale, creando le cosiddette situazioni aperte. Dal 2011 i membri del gruppo gestiscono anche spazi artistici indipendenti come la galleria Detenpyla o Efremova26 (2013\u20132014) a Leopoli. Nel 2013 hanno ottenuto il riconoscimento speciale del PinchukArtCentre Prize, e nel 2015 il premio principale. Le loro opere sono state esposte nel Padiglione Ucraina alla 56. Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia (2015). Nel 2016, gli artisti di Open Group hanno fatto da curatori per la mostra dal titolo: Pratiche collettive di giovani artisti ucraini 2000-2016 alla BWA di Breslavia. Alla Biennale Arte 2017 hanno esposto all\u2019Evento Collaterale Future Generation Art Prize@Venice 2017. Alla Biennale Arte 2019, il collettivo ha fatto da curatore alla mostra ospitata dal padiglione Ucraina.\nGalleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\u00a0 (pronuncia: [za\u02c8x\u025b\u0303nta])\nLa Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\u00a0\u00e8 un\u2019istituzione che ha come missione quella di diffondere l\u2019arte contemporanea in tutte le sue forme espressive come elemento essenziale della vita culturale e sociale. \u00c8 un luogo dove trovano spazio i pi\u00f9 interessanti fenomeni artistici del XX e XI secolo attraverso l\u2019organizzazione di mostre. Nei suoi ultracentenari interni ha ospitato le opere di molti eccellenti artisti polacchi e internazionali come Pawe\u0142 Althamer, Marlene Dumas, Luc Tuymans, Jan Lebenstein, Zbigniew Libera, Daniel Libeskind, Tadeusz Kantor, Katarzyna Kozyra, Yayoi Kusama, Niki de Saint Phalle, Wilhelm Sasnal, Alina Szapocznikow, Wolfgang Tillmans, Jerzy Nowosielski. Zach\u0119ta organizza anche mostre che rispondono alle urgenze del presente e molto discusse, come per esempio: Classici del XX secolo; Le rivoluzioni del 1968; Il mio genere? Controllo! Femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 nell\u2019arte dell\u2019Europa orientale; In God We Trust; Progresso e igiene; Cannibalismo? Sull\u2019appropriazione nell\u2019arte o Subito dopo la guerra. Parte delle opere degli artisti per specifiche morte poi entra a far parte della collezione di Zach\u0119ta. La galleria fa anche attivit\u00e0 educative rivolte tanto a bambini e ragazzi quanto agli adulti, pubblica libri sull\u2019arte contemporanea e raccoglie informazioni sulla vita artistica in Polonia dopo il 1945.\nPADIGLIONE POLONIA \nLa Polonia partecipa all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2014 La Biennale di Venezia dal 1932 e alla Mostra Internazionale di Architettura dal 1991. La costruzione del Padiglione Polonia a Venezia \u00e8 stata finanziata dal governo polacco negli anni \u201930 del XX secolo ed \u00e8 ancora di propriet\u00e0 dello Stato. La Galleria nazionale d\u2019Arte Zach\u0119ta si occupa del Padiglione Polonia e dell\u2019organizzazione delle mostre alla Biennale Arte e alla Biennale Architettura della Biennale di Venezia.\nPADIGLIONE DELLA POLONIA ALLA 60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA\n\u00a0organizzatore: Galleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta\nsponsor: ORLEN\npatrono: Parady\u017c\npartner della mostra: Istituto Adam Mickiewicz, dela.art collection, DAAD Artists-in-Berlin Program\npartner dei media: Vogue Polska\nin collaborazione con: Istituto Polacco di Roma\nLa partecipazione della Polonia alla 60. Esposizione internazionale d\u2019arte - La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio culturale nazionale della Repubblica di Polonia\nLINKS:\nPadiglione Polonia: https:\/\/labiennale.art.pl\/\nGalleria nazionale d\u2019arte Zach\u0119ta: https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/\nOpen Group: http:\/\/open-group.org.ua\/en\/about-us\nSegui gli aggiornamenti sul #PolishPavilion da: https:\/\/www.facebook.com\/polishpavilion\/\nHashtags: #PolishPavilionVenice #PolishPavilion #RepeatAfterMe\nCONTATTI PER LA STAMPA INTERNAZIONALE E ITALIANA:\nLightbox\nInternazionale e italiano: Teresa Sartore - teresa@lightboxgroup.net\nItaliano: Silvia Baldereschi - silvia@lightboxgroup.net\ntel. +39 041 2411265\nCONTATTI PER LA STAMPA POLACCA:\nMicha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion office m.kubiak@zacheta.art.pl, (+48) 601 69 22 09\nAnna Kowalska, Polish Pavilion office a.kowalska@zacheta.art.pl, (+48) 887\u00a0050\u00a0440\nJustyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art, j.wydra@zacheta.art.pl, (+48) 603 510 112\n60. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D\u2019ARTE \u2013 LA BIENNALE DI VENEZIA\n20 aprile\u201324 novembre 2024\nmaggiori informazioni su La Biennale di Venezia: biennale.org\npre-apertura: 17-19.04.2024per richiedere l\u2019accredito stampa: https:\/\/www.labiennale.org\/en\/art\/2024\/accreditation"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/04\/venezia_www.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/04\/15\/repeat-after-me-ii\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"REPEAT AFTER ME II"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5959"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5982,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5959\/revisions\/5982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}