{"id":6581,"date":"2024-11-27T11:45:12","date_gmt":"2024-11-27T10:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=6581"},"modified":"2025-01-07T15:36:17","modified_gmt":"2025-01-07T14:36:17","slug":"le-millantigoni-umpteen-antigones","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/11\/27\/le-millantigoni-umpteen-antigones\/","title":{"rendered":"Le mill\u2019Antigoni\u00a0(Umpteen Antigones)"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Prova aperta&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>CHRISTIAN COSTA<\/strong> <strong>nell\u2019ambito di<\/strong> <strong>QUARTIERI DI VITA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>A cura di: CHRISTIAN COSTA E ANTONIO NARDELLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Performer: Raffaella Bifulco, Luisa Chianese, Giuseppe De Lucia, Antonio Di Tella, Diane Layno, Paolo Natale, Victor Obayagbonna, Martina Puoti, Giacomo Riccardo, Andrea Verde<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #b80f0f\"><strong>venerd\u00ec 29 novembre 2024 | ore 15<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Scuola Media statale F. Gravante <br><\/strong>Via Cesare Battisti, 81046 Grazzanise (CE)<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Fondazione Campania dei Festival con il sostegno della Regione Campania<br><\/strong><strong>cluster EUNIC di Roma e di Napoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">La prova aperta di <strong><em>Le mill\u2019Antigoni <\/em>(Umpteen Antigones)<\/strong>, a cura <strong>dall\u2019artista italo-polacco Christian Costa e di Antonio Nardelli <\/strong>(Teatro Folli Idee\/Teens\u2019Park), \u00e8 il risultato di un workshop artistico nell\u2019ambito del <strong>Festival Quartieri di vita<\/strong>, ideato e organizzato dalla <strong>Fondazione Campania dei Festival e dei cluster EUNIC di Roma e di Napoli<\/strong>, in collaborazioen con l\u2019Istituto Polacco di Roma,&nbsp; con il sostegno della <strong>Regione Campania <\/strong>e con la partecipazione degli artisti provenienti da Repubblica Ceca, Romania, Austria, Fiandre e Polonia con l\u00b4obiettivo dell\u2019inclusione sociale dei gruppi socialmente deboli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Christian Costa e Antonio Nardelli, insieme con i ragazzi di <\/strong><strong>Grazzanise<\/strong> si domandano&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00c8 pi\u00f9 importante la legge degli uomini o la legge interiore, dello spirito? Quale etica seguire in tempo di guerra? Qual \u00e8 la legge che deve prevalere nelle nostre decisioni come individui, come comunit\u00e0, come popoli, come Stati? Le voci delle mille Antigoni che si sono levate nella storia dell\u2019Occidente ci verranno in aiuto per indagare il confronto tra etica individuale e ambiente circostante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #a10a0a\"><strong>Quartieri di vita<\/strong> <\/span>\u00e8 il festival di formazione e teatro sociale, realizzato durante il periodo natalizio con l\u2019obiettivo di dare alle realt\u00e0 coinvolte la possibilit\u00e0 di vivere nuovi percorsi di sperimentazione e ricerca. La manifestazione &#8211; riconosciuta tra i progetti speciali del Mibact &#8211;&nbsp; sostiene le compagnie attive in territori a rischio nei costi di progettazione ed allestimento di esiti di laboratorio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Quartieri di vita si propone l\u2019obiettivo di promuovere le realt\u00e0 teatrali operanti a Napoli e nell\u2019intero territorio della Campania, che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce sociali pi\u00f9 deboli.&nbsp; Laboratori di teatro, danza, musica e arte esplorano le frontiere individuali, culturali e razziali nel segno della condivisione, dell\u2019integrazione e dell\u2019inclusione sociale. Gli esiti dei differenti laboratori formativi e produttivi &#8211;&nbsp; tra spettacoli pronti per la scena, progetti visivi, concerti e mostre &#8211;&nbsp; hanno nel periodo natalizio un momento conclusivo aperto al pubblico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Adolescenti a rischio, pazienti psichiatrici, detenuti ristretti nelle carceri minorili, ragazzi non vedenti, rifugiati politici: sono solo alcuni degli organismi pulsanti con cui Quartieri di vita ha costruito un dialogo attraverso il rituale liberatorio della cultura di scena.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il teatro inteso anche come possibilit\u00e0 di formazione non solo attoriale: il festival ha tracciato negli ultimi anni un cammino che ha portato i partecipanti ai laboratori ad acquisire professionalit\u00e0 utili per l\u2019inserimento lavorativo a pieno titolo nel settore teatrale, in qualit\u00e0 di scenografi, costumisti o tecnici.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #990808\"><strong>Christian Costa<\/strong><\/span>, nato a Varsavia (Polonia). Vivo e lavoro a Napoli e a Varsavia. Lavoro focalizzandomi su territori, comunit\u00e0 e gruppi sociali concependo ed organizzando progetti di arte pubblica di taglio relazionale e di lunga durata che mi permettano di ritornare nel tempo nei luoghi alla ricerca del loro genius loci e di entrare davvero in contatto con le persone che incontro. Il sistema dell\u2019arte gestisce tali processi\/confronti secondo una concezione economica di tempo ed utilit\u00e0. Io vivo per negare e superare tale approccio mercantile ai concetti di durata, luogo e identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Mi sono formato in campo storico-artistico attraverso la permanenza in diverse citt\u00e0 europee (Vienna, Milano, Roma, Londra). Ho collaborato con L\u2019Orientale di Napoli e l\u2019Universit\u00e0 di Slesia di Katowice come traduttore ed interprete, in particolar modo di saggi, testi letterari e poetici. Ho scritto di musica ed arti visive su <em>Rumore, NextExit, SuccoAcido<\/em>. Miei racconti sono stati illustrati da L. Dalisi, M. Galateo, P. Mezzacapo, con i quali fondo nel 2002 <em>container<\/em>, gruppo artistico e laboratorio di grafica e design.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2005-11 insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello e alle curatrici Barbara D\u2019Ambrosio e Costanza Meli lavoro al<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">progetto di arte pubblica <em>Progetto Isole<\/em>, incentrato sul coinvolgimento della popolazione di Isola delle Femmine (Palermo) attraverso i linguaggi estetici contemporanei.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2008 concepisco e fondo insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello il progetto di arte pubblica <em>Spazi Docili<\/em>, incentrato sulla citt\u00e0 di Firenze. In 15 anni abbiamo prodotto indagini sul territorio (focalizzate principalmente su ex Meccanotessile, monastero di Sant\u2019Orsola, area dell\u2019Osmannoro), interventi di arte pubblica, workshop, mostre, residenze artistiche (organizzate come piattaforma curatoriale), lecture e talk.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2014-16 lavoro a <em>Biennale Urbana<\/em>, progetto fondato da STALKER, Spazi Docili e Officina Marinoni, e basato a Venezia. Si tratta di una piattaforma culturale ideata a partire dall\u2019osservazione della laguna di Venezia e del suo sistema di isole \u2018specializzate\u2019 per vagliarne l\u2019applicabilit\u00e0 ad altri contesti urbani ed ambientali. Biennale Urbana prende spunto da Documenta Urbana, progetto concepito da Lucius Burckhardt nel 1980 a Kassel.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2015 ho il privilegio di lavorare in un campo di profughi siriani a Bar Elias, nella Valle della Beqaa, Libano, attraverso il progetto <em>e-scape<\/em>. Transitional settlement organizzato dall\u2019American University of Beirut, a cura di Maria Gabriella Trovato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2016 documento in Ucraina le conseguenze della rivoluzione di piazza Maidan e della guerra in Donbass.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2017 esploro la rotta balcanica attraverso la quale molti immigrati cercano di entrare nella Comunit\u00e0 Europea: Grecia, Serbia, Croazia, focalizzandomi in particolare sul \u2018campo\u2019 profughi della vecchia stazione ferroviaria di Belgrado.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Tra i linguaggi contemporanei privilegio installazione, video e performance prestando di solito grande attenzione all\u2019elemento sonoro (sound art, installazioni sonore). Il mio strumento preferito per indagare il reale \u00e8 la fotografia, digitale ed analogica (Hasselblad), attraverso la quale acquisire materiali grezzi da usare nei miei video o da adoperare in rielaborazioni grafiche, collage in tecnica mista o installazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019idea di \u2018luogo\u2019 \u00e8 il mio medium. L\u2019identit\u00e0 legata ai luoghi, la maniera in cui essa viene percepita da coloro che vi vivono e da coloro che vi giungono da fuori. I rapporti reciproci che si instaurano tra identit\u00e0\/memoria ed uno spazio fisico. Le conseguenze che i processi socio-economici hanno nella percezione culturale dello spazio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"6583\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6583\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5370-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"6584\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6584\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5378-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"6586\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6586\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5433a-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"6585\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6585\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2024\/11\/ZJ7A5402-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prova aperta&nbsp; CHRISTIAN COSTA nell\u2019ambito di QUARTIERI DI VITA A cura di: CHRISTIAN COSTA E ANTONIO NARDELLI Performer: Raffaella Bifulco, Luisa Chianese, Giuseppe De Lucia, Antonio Di Tella, Diane Layno, Paolo Natale, Victor Obayagbonna, Martina Puoti, Giacomo Riccardo, Andrea Verde venerd\u00ec 29 novembre 2024 | ore 15 Scuola Media statale F. 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Gli esiti dei differenti laboratori formativi e produttivi -  tra spettacoli pronti per la scena, progetti visivi, concerti e mostre -  hanno nel periodo natalizio un momento conclusivo aperto al pubblico.\\nAdolescenti a rischio, pazienti psichiatrici, detenuti ristretti nelle carceri minorili, ragazzi non vedenti, rifugiati politici: sono solo alcuni degli organismi pulsanti con cui Quartieri di vita ha costruito un dialogo attraverso il rituale liberatorio della cultura di scena.\\nIl teatro inteso anche come possibilit\u00e0 di formazione non solo attoriale: il festival ha tracciato negli ultimi anni un cammino che ha portato i partecipanti ai laboratori ad acquisire professionalit\u00e0 utili per l\u2019inserimento lavorativo a pieno titolo nel settore teatrale, in qualit\u00e0 di scenografi, costumisti o tecnici.\\nChristian Costa, nato a Varsavia (Polonia). Vivo e lavoro a Napoli e a Varsavia. 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Mezzacapo, con i quali fondo nel 2002 container, gruppo artistico e laboratorio di grafica e design.\\nNel 2005-11 insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello e alle curatrici Barbara D\u2019Ambrosio e Costanza Meli lavoro al\\nprogetto di arte pubblica Progetto Isole, incentrato sul coinvolgimento della popolazione di Isola delle Femmine (Palermo) attraverso i linguaggi estetici contemporanei.\\nNel 2008 concepisco e fondo insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello il progetto di arte pubblica Spazi Docili, incentrato sulla citt\u00e0 di Firenze. In 15 anni abbiamo prodotto indagini sul territorio (focalizzate principalmente su ex Meccanotessile, monastero di Sant\u2019Orsola, area dell\u2019Osmannoro), interventi di arte pubblica, workshop, mostre, residenze artistiche (organizzate come piattaforma curatoriale), lecture e talk.\\nNel 2014-16 lavoro a Biennale Urbana, progetto fondato da STALKER, Spazi Docili e Officina Marinoni, e basato a Venezia. 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Transitional settlement organizzato dall\u2019American University of Beirut, a cura di Maria Gabriella Trovato.\\nNel 2016 documento in Ucraina le conseguenze della rivoluzione di piazza Maidan e della guerra in Donbass.\\nNel 2017 esploro la rotta balcanica attraverso la quale molti immigrati cercano di entrare nella Comunit\u00e0 Europea: Grecia, Serbia, Croazia, focalizzandomi in particolare sul \u2018campo\u2019 profughi della vecchia stazione ferroviaria di Belgrado.\\nTra i linguaggi contemporanei privilegio installazione, video e performance prestando di solito grande attenzione all\u2019elemento sonoro (sound art, installazioni sonore). Il mio strumento preferito per indagare il reale \u00e8 la fotografia, digitale ed analogica (Hasselblad), attraverso la quale acquisire materiali grezzi da usare nei miei video o da adoperare in rielaborazioni grafiche, collage in tecnica mista o installazioni.\\nL\u2019idea di \u2018luogo\u2019 \u00e8 il mio medium. 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Gravante Via Cesare Battisti, 81046 Grazzanise (CE)\nFondazione Campania dei Festival con il sostegno della Regione Campaniacluster EUNIC di Roma e di Napoli\nLa prova aperta di Le mill\u2019Antigoni (Umpteen Antigones), a cura dall\u2019artista italo-polacco Christian Costa e di Antonio Nardelli (Teatro Folli Idee\/Teens\u2019Park), \u00e8 il risultato di un workshop artistico nell\u2019ambito del Festival Quartieri di vita, ideato e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival e dei cluster EUNIC di Roma e di Napoli, in collaborazioen con l\u2019Istituto Polacco di Roma,  con il sostegno della Regione Campania e con la partecipazione degli artisti provenienti da Repubblica Ceca, Romania, Austria, Fiandre e Polonia con l\u00b4obiettivo dell\u2019inclusione sociale dei gruppi socialmente deboli.\nChristian Costa e Antonio Nardelli, insieme con i ragazzi di Grazzanise si domandano \n\u00c8 pi\u00f9 importante la legge degli uomini o la legge interiore, dello spirito? Quale etica seguire in tempo di guerra? Qual \u00e8 la legge che deve prevalere nelle nostre decisioni come individui, come comunit\u00e0, come popoli, come Stati? Le voci delle mille Antigoni che si sono levate nella storia dell\u2019Occidente ci verranno in aiuto per indagare il confronto tra etica individuale e ambiente circostante.\nQuartieri di vita \u00e8 il festival di formazione e teatro sociale, realizzato durante il periodo natalizio con l\u2019obiettivo di dare alle realt\u00e0 coinvolte la possibilit\u00e0 di vivere nuovi percorsi di sperimentazione e ricerca. La manifestazione - riconosciuta tra i progetti speciali del Mibact -  sostiene le compagnie attive in territori a rischio nei costi di progettazione ed allestimento di esiti di laboratorio.\nQuartieri di vita si propone l\u2019obiettivo di promuovere le realt\u00e0 teatrali operanti a Napoli e nell\u2019intero territorio della Campania, che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce sociali pi\u00f9 deboli.  Laboratori di teatro, danza, musica e arte esplorano le frontiere individuali, culturali e razziali nel segno della condivisione, dell\u2019integrazione e dell\u2019inclusione sociale. Gli esiti dei differenti laboratori formativi e produttivi -  tra spettacoli pronti per la scena, progetti visivi, concerti e mostre -  hanno nel periodo natalizio un momento conclusivo aperto al pubblico.\nAdolescenti a rischio, pazienti psichiatrici, detenuti ristretti nelle carceri minorili, ragazzi non vedenti, rifugiati politici: sono solo alcuni degli organismi pulsanti con cui Quartieri di vita ha costruito un dialogo attraverso il rituale liberatorio della cultura di scena.\nIl teatro inteso anche come possibilit\u00e0 di formazione non solo attoriale: il festival ha tracciato negli ultimi anni un cammino che ha portato i partecipanti ai laboratori ad acquisire professionalit\u00e0 utili per l\u2019inserimento lavorativo a pieno titolo nel settore teatrale, in qualit\u00e0 di scenografi, costumisti o tecnici.\nChristian Costa, nato a Varsavia (Polonia). Vivo e lavoro a Napoli e a Varsavia. Lavoro focalizzandomi su territori, comunit\u00e0 e gruppi sociali concependo ed organizzando progetti di arte pubblica di taglio relazionale e di lunga durata che mi permettano di ritornare nel tempo nei luoghi alla ricerca del loro genius loci e di entrare davvero in contatto con le persone che incontro. Il sistema dell\u2019arte gestisce tali processi\/confronti secondo una concezione economica di tempo ed utilit\u00e0. Io vivo per negare e superare tale approccio mercantile ai concetti di durata, luogo e identit\u00e0.\nMi sono formato in campo storico-artistico attraverso la permanenza in diverse citt\u00e0 europee (Vienna, Milano, Roma, Londra). Ho collaborato con L\u2019Orientale di Napoli e l\u2019Universit\u00e0 di Slesia di Katowice come traduttore ed interprete, in particolar modo di saggi, testi letterari e poetici. Ho scritto di musica ed arti visive su Rumore, NextExit, SuccoAcido. Miei racconti sono stati illustrati da L. Dalisi, M. Galateo, P. Mezzacapo, con i quali fondo nel 2002 container, gruppo artistico e laboratorio di grafica e design.\nNel 2005-11 insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello e alle curatrici Barbara D\u2019Ambrosio e Costanza Meli lavoro al\nprogetto di arte pubblica Progetto Isole, incentrato sul coinvolgimento della popolazione di Isola delle Femmine (Palermo) attraverso i linguaggi estetici contemporanei.\nNel 2008 concepisco e fondo insieme all\u2019artista Fabrizio Ajello il progetto di arte pubblica Spazi Docili, incentrato sulla citt\u00e0 di Firenze. In 15 anni abbiamo prodotto indagini sul territorio (focalizzate principalmente su ex Meccanotessile, monastero di Sant\u2019Orsola, area dell\u2019Osmannoro), interventi di arte pubblica, workshop, mostre, residenze artistiche (organizzate come piattaforma curatoriale), lecture e talk.\nNel 2014-16 lavoro a Biennale Urbana, progetto fondato da STALKER, Spazi Docili e Officina Marinoni, e basato a Venezia. Si tratta di una piattaforma culturale ideata a partire dall\u2019osservazione della laguna di Venezia e del suo sistema di isole \u2018specializzate\u2019 per vagliarne l\u2019applicabilit\u00e0 ad altri contesti urbani ed ambientali. Biennale Urbana prende spunto da Documenta Urbana, progetto concepito da Lucius Burckhardt nel 1980 a Kassel.\nNel 2015 ho il privilegio di lavorare in un campo di profughi siriani a Bar Elias, nella Valle della Beqaa, Libano, attraverso il progetto e-scape. Transitional settlement organizzato dall\u2019American University of Beirut, a cura di Maria Gabriella Trovato.\nNel 2016 documento in Ucraina le conseguenze della rivoluzione di piazza Maidan e della guerra in Donbass.\nNel 2017 esploro la rotta balcanica attraverso la quale molti immigrati cercano di entrare nella Comunit\u00e0 Europea: Grecia, Serbia, Croazia, focalizzandomi in particolare sul \u2018campo\u2019 profughi della vecchia stazione ferroviaria di Belgrado.\nTra i linguaggi contemporanei privilegio installazione, video e performance prestando di solito grande attenzione all\u2019elemento sonoro (sound art, installazioni sonore). Il mio strumento preferito per indagare il reale \u00e8 la fotografia, digitale ed analogica (Hasselblad), attraverso la quale acquisire materiali grezzi da usare nei miei video o da adoperare in rielaborazioni grafiche, collage in tecnica mista o installazioni.\nL\u2019idea di \u2018luogo\u2019 \u00e8 il mio medium. 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