{"id":6733,"date":"2025-01-31T13:24:15","date_gmt":"2025-01-31T12:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=6733"},"modified":"2025-03-10T12:53:44","modified_gmt":"2025-03-10T11:53:44","slug":"c-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/01\/31\/c-art\/","title":{"rendered":"C\/ART"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><em>L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Mostra personale di&nbsp;<strong>Robert<em>&nbsp;<\/em>Ku\u015bmirowski<\/strong> a cura di <strong>Guido Costa e Davide Lorenzone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-0247845c156f72ecf45edfe2333f5f96\" style=\"text-transform:uppercase\"> <strong>Dal 31 gennaio al 18 maggio 2025<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>TORINO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Project Room \/ MAUTO<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a2d6bf504135ea6b9846723a3a924610\">more: <a href=\"https:\/\/www.museoauto.com\/mostre\/cart-l-arte-di-giocare-con-l-automobile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">museoauto.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Il <strong>Museo Nazionale dell\u2019Automobile<\/strong> presenta in Project Room \u2013 <strong>da venerd\u00ec 31 gennaio a domenica 18 maggio <\/strong>\u2013 la mostra <strong><em>C\/ART. L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile<\/em><\/strong>. L\u2019esposizione \u2013 realizzata da Robert Ku\u015bmirowski e curata da Guido Costa e Davide Lorenzone \u2013 consiste in una installazione ambientale nella quale l\u2019artista polacco, esponendo automobili giocattolo e vetturette provenienti da diverse collezioni e musei italiani, crea un dialogo inedito tra arte e memoria storica automobilistica. L\u2019opera \u2013 risultato di un intenso lavoro di co-progettazione e collaborazione tra Ku\u015bmirowski, i collezionisti e lo staff museale \u2013 \u00e8 una carta bianca concessa all\u2019artista che \u00e8 intervenuto nello spazio creando una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u201cIl suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo\u201d <\/em>(Guido Costa, curatore)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il visitatore \u00e8 accolto in un ambiente volutamente eccentrico e disordinato: un eccesso di modelli incompleti, strumenti consunti e macchinari quasi dimenticati. Vecchie reti metalliche sostituiscono le tradizionali scaffalature, evocando l\u2019atmosfera di una officina caotica di un bizzarro collezionista. Il percorso si sviluppa gradualmente verso l\u2019idea di esposizione perfetta. Gli oggetti trovano ordine, senso, e celebrano il passaggio dall\u2019infanzia a una forma di collezionismo maturo e consapevole. In questa trasformazione, si \u00e8 immersi in una riflessione sulla memoria e sul significato dell\u2019automobile come oggetto di culto. Da un accumulo appassionato e compulsivo tipico dell\u2019et\u00e0 infantile a una sistematizzazione ordinata dei pezzi collezionati: la mostra esplora l\u2019evoluzione del collezionista e del valore affettivo degli esemplari di cui va alla ricerca con dedizione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u201cOgni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata \u2013 elettrica o con un piccolo motore a scoppio \u2013 realizzata in scala ridotta, \u00e8 un piccolo capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, di suonare o di attivarsi attraverso l\u2019energia meccanica. Il valore di questi oggetti non \u00e8 solo economico, ma anche storico, perch\u00e9 attraverso di essi \u00e8 possibile riscoprire i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche di una determinata epoca\u201d<\/em> (Davide Lorenzone)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le vetture esposte coprono un periodo che va dalla fine del XIX secolo fino agli Anni Novanta del XX secolo. Tra i tantissimi modellini in mostra \u2013 circa 200 \u2013 la <strong>\u201cLucciola di Piero Patria\u201d<\/strong>, una vettura giocattolo con motore elettrico, prodotta a Torino tra il 1948 ed il 1949, in soli 200 esemplari; la minuziosa riproduzione in scala \u2013 precisa in ogni singolo dettaglio costruttivo e funzionale \u2013 di un <strong>trattore a vapore <\/strong>risalente agli anni Dieci del Novecento; la <strong>locomobile a vapore Marshall &amp; Co<\/strong>, modello funzionante in scala 1:4 realizzato artigianalmente da Pietro Abb\u00e0 nel secondo dopo guerra. Accanto a queste, una collezione pi\u00f9 contemporanea di modellini di automobili sportive iconiche, modelli promozionali e ricostruzioni artigianali: solo per citarne alcune, la Ferrari F1 della Toschi, che era venduta con una bottiglia di liquore al suo interno, la Lancia D24 della Mercury di cui un esemplare \u00e8 presente nella collezione del Museo, il modellino in legno del camion che pubblicizzava il CYNAR e i 4 modelli della Marklin (berlina, coup\u00e8, auto corsa e autobotte), spettacolari e ancora oggi molto ambiti dai collezionisti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Robert Ku\u015bmirowski<\/strong> (Lodz, 1973). Presente sulla scena internazionale dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990, ha all\u2019attivo numerose mostre personali in spazi pubblici e privati, tra i quali il Center for Contemporary Art, Zamek Ujazdowski, Warsaw; Kunstverein, Hamburg; Yerba Buena Center of the Arts, San Francisco; Van Abbemuseum, Eindhoven; Dhondt Dhaenes Museum, Sint-Martens-Latem; Barbican Centre, London; New Museum, New York; Migros Museum fur Gegenwartskunst, Zurich; Centro Pecci, Prato; Galleria Civica, Trento; Fondazione Morra Greco, Napoli; 4\u00aa Biennale di Berlino; 11\u00aa Biennale di Lione, Francia; Hamburger Bahnhof Museum, Berlino;\u00a0MAMbo, Bologna. Sue opere sono presenti in alcune tra le pi\u00f9 importanti collezioni d\u2019arte contemporanea in Europa e negli Stati Uniti. Vive e lavora a Lublino.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Public program<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A corollario della mostra, un programma di eventi dedicati al gioco. Gratuiti e aperti a tutti, animeranno la Piazza del Museo a ciclo continuo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Passatempi intramontabili come la <strong>pista Polistil<\/strong>, le <strong>vintage slot cars <\/strong><em>\u2013 <\/em>iconiche monoposto elettriche pronte a sfide spettacolari sui circuiti di Suzuka e N\u00fcrburgring ricostruiti in scala 1:32 \u2013 e i<strong><em> kart a pedali <\/em><\/strong><em>&#8211; <\/em>che correranno nella Piazza del Museo trasformata, per l\u2019occasione, in una spettacolare pista a due corsie. A marzo una <strong>mostra-scambio<\/strong> per collezionisti, amatori, curiosi che vogliano scambiare giocattoli d&#8217;epoca con altri appassionati adulti e bambini.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">1 e 2 febbraio: <strong>PISTA POLISTIL<\/strong>&nbsp;<br>8 e 9 febbraio: <strong>PISTA POLISTIL<\/strong>&nbsp;<br>INFO:&nbsp;attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">28 febbraio &#8211; 9 marzo: <strong>KART A PEDALI<br><\/strong>INFO: attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotar<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">29 e 30 marzo:<strong> MOSTRA-SCAMBIO GIOCATTOLO D&#8217;EPOCA<br><\/strong>INFO: &nbsp;attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Si ringraziano:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Elementi scenografici<\/strong> \/ Freak And\u00f2<br><strong>Prestatori delle collezioni <br><\/strong>Comune di Bra<br>Museo del Giocattolo di Bra, Collezione Michele Chiesa<br>Pier Dino Abb\u00e0<br>Luigi Baulino<br>Roberto Bocco<br>Giovanni Battista Bonardo<br>Charly<br>Gino Coen<br>Marcello Delfini<br>Maurizio Marzadori<br>Alfredo e Maria Paola Stola<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Contenuti video<\/strong> \/ Archivio Luce Cinecitt\u00e0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con il patrocinio<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"237\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/Screenshot-2025-01-31-alle-12.22.04-300x237.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6736\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/Screenshot-2025-01-31-alle-12.22.04-300x237.png 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/Screenshot-2025-01-31-alle-12.22.04.png 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>CONTATTI STAMPA<br><\/strong><strong>MAUTO &#8211; Museo Nazionale dell\u2019Automobile<br><\/strong>Claudio Zitoli &#8211; 333.4998968<br>Valentina Merlo &#8211; 342.8089180<br><strong>PCM Studio di Paola C. Manfredi<br><\/strong>Francesca Ceriani &#8211; 340 918 2004<br>Ilaria Chiodi &#8211; 349 242 4<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"227\" data-id=\"6738\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/250130_Maffione_0013.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6738\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/250130_Maffione_0013.jpg 340w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/01\/250130_Maffione_0013-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"510\" data-id=\"6743\" 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l\u2019automobile<\/em><\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Note dei curatori<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Robert Ku\u015bmirowski nasce a \u0141\u00f3dz\u0301 nel 1973 e fin da giovanissimo si segnala come uno degli artisti pi\u00f9 radicali e innovativi della scena artistica polacca, guadagnandosi ben presto una solida fama internazionale. Disegnatore virtuoso, fotografo, scultore, performer e musicista, distilla tali abilit\u00e0 in complesse installazioni ambientali, spesso di grandi dimensioni, dal forte impatto visivo e di rara potenza evocativa e sentimentale. Le sue opere, seppur riconducibili ad una lunga e articolata tradizione di arte ambientale &#8211; da Marcel Duchamp a Thomas Hirschhorn, Christian Boltanski, Dieter Roth, fino al teatro di Tadeusz Kantor e a molti, moltissimi altri esempi presenti nell\u2019arte contemporanea &#8211; hanno per\u00f2 un sapore unico, assolutamente personale, capace di renderle riconoscibili ad un primo sguardo. Maestro nella falsificazione a cui ha dedicato mostre intere, Ku\u015bmirowski crea mondi di invenzione assolutamente verosimili, lasciando semplicemente parlare gli oggetti in un vertiginoso dialogo di forme, cromatismi e sovrapposizioni. Il suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo. Negli anni ha reinventato laboratori artigiani, portinerie di vecchi condomini sovietici, bunker della seconda guerra mondiale, ma anche studi di registrazione analogici, camere di controllo di centrali atomiche, sale d\u2019aspetto di remote stazioni ferroviarie di campagna, uffici di rappresentanza di compagnie aeree degli anni \u201930, cimiteri abbandonati. Lo ha fatto con una perizia filologica estrema, trasformando oggetti di uso comune in qualcosa d\u2019altro, creandone di nuovi con la carta, il legno e il metallo, confondendo il nuovo con l\u2019antico, il passato con il presente. Ecco perch\u00e9, immaginando una mostra sul collezionismo di modelli d\u2019automobile e di giocattoli meccanici d\u2019epoca, capace di declinare in maniera inedita lo spirito del modellismo, si \u00e8 subito pensato a lui come partner ideale per questo esperimento. <em>C\/ART<\/em>, crasi di Car e Art, titolo dell\u2019opera che Ku\u015bmirowski ha realizzato per il <em>MAUTO,<\/em> \u00e8 una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli, ma anche un viaggio temporale dal passato, al presente, fino al futuro in cui l\u2019oggetto dimenticato acquista nuova vita fino a raggiungere dignit\u00e0 museale. Le due sezioni speculari in cui si articola l\u2019installazione rappresentano una sorta di sublimazione, di passaggio di stato, operato dalla cura e dalla passione del collezionista. Un processo simbolico condiviso dallo stesso artista e nutrito dalla sua ossessione per la vita e la storia degli oggetti. Si passa dall\u2019infanzia del collezionare, la raccolta brutale degli elementi primi, il loro restauro e catalogazione, fino all\u2019esposizione luccicante dei modellini perfetti, risuscitati a nuova vita e ad un indefinibile futuro. Ogni singolo oggetto dell\u2019installazione \u00e8 stato selezionato con estrema cura in relazione allo spazio e al frammento dell\u2019opera in cui dovr\u00e0 abitare, al suo colore e alla sua forma. Tutto ci\u00f2 non sarebbe stato possibile senza l\u2019aiuto e la disponibilit\u00e0 dei collezionisti di oggetti e di automodelli che hanno gentilmente aperto i loro archivi sterminati all\u2019artista, permettendogli l\u2019uso di modelli rari, materiali documentari inediti e piccoli capolavori. <em>C\/ART<\/em> \u00e8 un\u2019opera collettiva, orchestrata da Ku\u015bmirowski e performata da migliaia di strepitosi solisti in forma di oggetto. Come per tutte le grandi installazioni, in particolare per quelle di Ku\u015bmirowski, fruire dell\u2019opera significa innanzitutto esplorarla, coglierne i dettagli, viverla come forma di esperienza estetica e culturale. Sebbene presente in molte collezioni pubbliche e private, in Italia e all\u2019estero, vedere una grande opera di Ku\u015bmirowski \u00e8 un\u2019esperienza rara, per certi versi indimenticabile. Ed \u00e8 per questo che siamo grati al <em>MAUTO<\/em>, ai collezionisti e innanzitutto all\u2019artista di averla resa possibile.\u00a0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Guido Costa<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>\u25aa\u25aa\u25aa<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il collezionismo di automobili giocattolo d&#8217;epoca e di giocattoli meccanici \u00e8 una passione che coniuga la nostalgia del passato alla cura per i dettagli e la storia della tecnologia. La mostra <em>C\/ART. L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile <\/em>presenta in chiave artistica l\u2019evoluzione dei giochi e della meccanica nel corso dei decenni, dando vita a un percorso filologico che parte dal ritrovamento del giocattolo nelle condizioni in cui \u00e8 stato rinvenuto in soffitte, garage e scantinati, fino alla sua rappresentazione quale oggetto da collezione, vera e propria testimonianza di un\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le automobili giocattolo sono particolarmente apprezzate dai collezionisti per la loro capacit\u00e0 di evocare un periodo in cui le auto, ancora poco diffuse, rappresentavano una novit\u00e0 straordinaria. Questi modellini, realizzati a partire dalla fine dell&#8217;Ottocento, erano spesso costruiti in metallo, latta e successivamente materie plastiche, con grande fedelt\u00e0 ai dettagli. Riproducendo l\u2019estetica e il design delle automobili del tempo, testimoniano l\u2019evoluzione delle grandi case automobilistiche, come Alfa Romeo, Mercedes-Benz, Ford, Fiat e altri marchi che hanno segnato la storia della mobilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ogni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata \u2013 elettrica o con un piccolo motore a scoppio \u2013 realizzata in scala ridotta, \u00e8 un capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, suonare o attivarsi attraverso l\u2019energia meccanica. Il valore di questi oggetti non \u00e8 solo economico, ma anche storico perch\u00e9, vere e proprie testimonianze di un\u2019epoca, permettono di riscoprirne i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Accanto a questi capolavori su 4 ruote, i giocattoli meccanici d\u2019epoca, come le macchine a vapore, rappresentano un\u2019altra categoria molto ricercata. Questi manufatti, che utilizzavano vere e proprie caldaie a vapore, erano tra i pi\u00f9 avanzati e affascinanti del tempo. Progettati principalmente nel XIX e all&#8217;inizio del XX secolo dalle aziende M\u00e4rklin, Carette, Bing, Sch\u00f6enner e Falk, erano costruiti in metallo e dotati di meccanismi complessi che gli consentivano di eseguire azioni come spostarsi su ruote, muovere piccole pale rotanti o azionare micro-officine meccaniche e ruote idrauliche. Le macchine a vapore, in particolare, erano considerate una meraviglia tecnologica e avevano un grande valore educativo, insegnando ai bambini, in modo divertente e stimolante, i principi base della meccanica e della termodinamica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il collezionismo di questi giocattoli ha molto da offrire a chi si interessa alla storia della tecnologia e dell\u2019ingegneria, ma anche a chi cerca oggetti che abbiano una forte componente emozionale. 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L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile. L\u2019esposizione \u2013 realizzata da Robert Ku\u015bmirowski e curata da Guido Costa e Davide Lorenzone \u2013 consiste in una installazione ambientale nella quale l\u2019artista polacco, esponendo automobili giocattolo e vetturette provenienti da diverse collezioni e musei italiani, crea un dialogo inedito tra arte e memoria storica automobilistica. L\u2019opera \u2013 risultato di un intenso lavoro di co-progettazione e collaborazione tra Ku\u015bmirowski, i collezionisti e lo staff museale \u2013 \u00e8 una carta bianca concessa all\u2019artista che \u00e8 intervenuto nello spazio creando una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli.\\n\u201cIl suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo\u201d (Guido Costa, curatore)\\nIl visitatore \u00e8 accolto in un ambiente volutamente eccentrico e disordinato: un eccesso di modelli incompleti, strumenti consunti e macchinari quasi dimenticati. Vecchie reti metalliche sostituiscono le tradizionali scaffalature, evocando l\u2019atmosfera di una officina caotica di un bizzarro collezionista. Il percorso si sviluppa gradualmente verso l\u2019idea di esposizione perfetta. Gli oggetti trovano ordine, senso, e celebrano il passaggio dall\u2019infanzia a una forma di collezionismo maturo e consapevole. In questa trasformazione, si \u00e8 immersi in una riflessione sulla memoria e sul significato dell\u2019automobile come oggetto di culto. Da un accumulo appassionato e compulsivo tipico dell\u2019et\u00e0 infantile a una sistematizzazione ordinata dei pezzi collezionati: la mostra esplora l\u2019evoluzione del collezionista e del valore affettivo degli esemplari di cui va alla ricerca con dedizione.\\n\u201cOgni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata \u2013 elettrica o con un piccolo motore a scoppio \u2013 realizzata in scala ridotta, \u00e8 un piccolo capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, di suonare o di attivarsi attraverso l\u2019energia meccanica. Il valore di questi oggetti non \u00e8 solo economico, ma anche storico, perch\u00e9 attraverso di essi \u00e8 possibile riscoprire i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche di una determinata epoca\u201d (Davide Lorenzone)\\nLe vetture esposte coprono un periodo che va dalla fine del XIX secolo fino agli Anni Novanta del XX secolo. Tra i tantissimi modellini in mostra \u2013 circa 200 \u2013 la \u201cLucciola di Piero Patria\u201d, una vettura giocattolo con motore elettrico, prodotta a Torino tra il 1948 ed il 1949, in soli 200 esemplari; la minuziosa riproduzione in scala \u2013 precisa in ogni singolo dettaglio costruttivo e funzionale \u2013 di un trattore a vapore risalente agli anni Dieci del Novecento; la locomobile a vapore Marshall &amp; Co, modello funzionante in scala 1:4 realizzato artigianalmente da Pietro Abb\u00e0 nel secondo dopo guerra. Accanto a queste, una collezione pi\u00f9 contemporanea di modellini di automobili sportive iconiche, modelli promozionali e ricostruzioni artigianali: solo per citarne alcune, la Ferrari F1 della Toschi, che era venduta con una bottiglia di liquore al suo interno, la Lancia D24 della Mercury di cui un esemplare \u00e8 presente nella collezione del Museo, il modellino in legno del camion che pubblicizzava il CYNAR e i 4 modelli della Marklin (berlina, coup\u00e8, auto corsa e autobotte), spettacolari e ancora oggi molto ambiti dai collezionisti.\\nRobert Ku\u015bmirowski (Lodz, 1973). Presente sulla scena internazionale dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990, ha all\u2019attivo numerose mostre personali in spazi pubblici e privati, tra i quali il Center for Contemporary Art, Zamek Ujazdowski, Warsaw; Kunstverein, Hamburg; Yerba Buena Center of the Arts, San Francisco; Van Abbemuseum, Eindhoven; Dhondt Dhaenes Museum, Sint-Martens-Latem; Barbican Centre, London; New Museum, New York; Migros Museum fur Gegenwartskunst, Zurich; Centro Pecci, Prato; Galleria Civica, Trento; Fondazione Morra Greco, Napoli; 4\u00aa Biennale di Berlino; 11\u00aa Biennale di Lione, Francia; Hamburger Bahnhof Museum, Berlino;\u00a0MAMbo, Bologna. Sue opere sono presenti in alcune tra le pi\u00f9 importanti collezioni d\u2019arte contemporanea in Europa e negli Stati Uniti. Vive e lavora a Lublino.\\nPublic program\\nA corollario della mostra, un programma di eventi dedicati al gioco. 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A marzo una mostra-scambio per collezionisti, amatori, curiosi che vogliano scambiare giocattoli d'epoca con altri appassionati adulti e bambini. \\n1 e 2 febbraio: PISTA POLISTIL 8 e 9 febbraio: PISTA POLISTIL INFO: attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare\\n28 febbraio - 9 marzo: KART A PEDALIINFO: attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotar\\n29 e 30 marzo: MOSTRA-SCAMBIO GIOCATTOLO D'EPOCAINFO:  attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare\\nSi ringraziano:\\nElementi scenografici \/ Freak And\u00f2Prestatori delle collezioni Comune di BraMuseo del Giocattolo di Bra, Collezione Michele ChiesaPier Dino Abb\u00e0Luigi BaulinoRoberto BoccoGiovanni Battista BonardoCharlyGino CoenMarcello DelfiniMaurizio MarzadoriAlfredo e Maria Paola Stola\\nContenuti video \/ Archivio Luce Cinecitt\u00e0\\nMAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna\\nCon il patrocinio:\\nCONTATTI STAMPAMAUTO - Museo Nazionale dell\u2019AutomobileClaudio Zitoli - 333.4998968Valentina Merlo - 342.8089180PCM Studio di Paola C. ManfrediFrancesca Ceriani - 340 918 2004Ilaria Chiodi - 349 242 4\\n\u00a0\\n\u00a0\\n\u00a0\\nC\/ARTL\u2019arte di giocare con l\u2019automobile\\nNote dei curatori\\nRobert Ku\u015bmirowski nasce a \u0141\u00f3dz\u0301 nel 1973 e fin da giovanissimo si segnala come uno degli artisti pi\u00f9 radicali e innovativi della scena artistica polacca, guadagnandosi ben presto una solida fama internazionale. Disegnatore virtuoso, fotografo, scultore, performer e musicista, distilla tali abilit\u00e0 in complesse installazioni ambientali, spesso di grandi dimensioni, dal forte impatto visivo e di rara potenza evocativa e sentimentale. Le sue opere, seppur riconducibili ad una lunga e articolata tradizione di arte ambientale - da Marcel Duchamp a Thomas Hirschhorn, Christian Boltanski, Dieter Roth, fino al teatro di Tadeusz Kantor e a molti, moltissimi altri esempi presenti nell\u2019arte contemporanea - hanno per\u00f2 un sapore unico, assolutamente personale, capace di renderle riconoscibili ad un primo sguardo. Maestro nella falsificazione a cui ha dedicato mostre intere, Ku\u015bmirowski crea mondi di invenzione assolutamente verosimili, lasciando semplicemente parlare gli oggetti in un vertiginoso dialogo di forme, cromatismi e sovrapposizioni. Il suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo. Negli anni ha reinventato laboratori artigiani, portinerie di vecchi condomini sovietici, bunker della seconda guerra mondiale, ma anche studi di registrazione analogici, camere di controllo di centrali atomiche, sale d\u2019aspetto di remote stazioni ferroviarie di campagna, uffici di rappresentanza di compagnie aeree degli anni \u201930, cimiteri abbandonati. Lo ha fatto con una perizia filologica estrema, trasformando oggetti di uso comune in qualcosa d\u2019altro, creandone di nuovi con la carta, il legno e il metallo, confondendo il nuovo con l\u2019antico, il passato con il presente. Ecco perch\u00e9, immaginando una mostra sul collezionismo di modelli d\u2019automobile e di giocattoli meccanici d\u2019epoca, capace di declinare in maniera inedita lo spirito del modellismo, si \u00e8 subito pensato a lui come partner ideale per questo esperimento. C\/ART, crasi di Car e Art, titolo dell\u2019opera che Ku\u015bmirowski ha realizzato per il MAUTO, \u00e8 una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli, ma anche un viaggio temporale dal passato, al presente, fino al futuro in cui l\u2019oggetto dimenticato acquista nuova vita fino a raggiungere dignit\u00e0 museale. Le due sezioni speculari in cui si articola l\u2019installazione rappresentano una sorta di sublimazione, di passaggio di stato, operato dalla cura e dalla passione del collezionista. Un processo simbolico condiviso dallo stesso artista e nutrito dalla sua ossessione per la vita e la storia degli oggetti. Si passa dall\u2019infanzia del collezionare, la raccolta brutale degli elementi primi, il loro restauro e catalogazione, fino all\u2019esposizione luccicante dei modellini perfetti, risuscitati a nuova vita e ad un indefinibile futuro. Ogni singolo oggetto dell\u2019installazione \u00e8 stato selezionato con estrema cura in relazione allo spazio e al frammento dell\u2019opera in cui dovr\u00e0 abitare, al suo colore e alla sua forma. Tutto ci\u00f2 non sarebbe stato possibile senza l\u2019aiuto e la disponibilit\u00e0 dei collezionisti di oggetti e di automodelli che hanno gentilmente aperto i loro archivi sterminati all\u2019artista, permettendogli l\u2019uso di modelli rari, materiali documentari inediti e piccoli capolavori. C\/ART \u00e8 un\u2019opera collettiva, orchestrata da Ku\u015bmirowski e performata da migliaia di strepitosi solisti in forma di oggetto. Come per tutte le grandi installazioni, in particolare per quelle di Ku\u015bmirowski, fruire dell\u2019opera significa innanzitutto esplorarla, coglierne i dettagli, viverla come forma di esperienza estetica e culturale. Sebbene presente in molte collezioni pubbliche e private, in Italia e all\u2019estero, vedere una grande opera di Ku\u015bmirowski \u00e8 un\u2019esperienza rara, per certi versi indimenticabile. Ed \u00e8 per questo che siamo grati al MAUTO, ai collezionisti e innanzitutto all\u2019artista di averla resa possibile.\u00a0\\nGuido Costa\\n\u00a0\\n\u25aa\u25aa\u25aa\\nIl collezionismo di automobili giocattolo d'epoca e di giocattoli meccanici \u00e8 una passione che coniuga la nostalgia del passato alla cura per i dettagli e la storia della tecnologia. La mostra C\/ART. L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile presenta in chiave artistica l\u2019evoluzione dei giochi e della meccanica nel corso dei decenni, dando vita a un percorso filologico che parte dal ritrovamento del giocattolo nelle condizioni in cui \u00e8 stato rinvenuto in soffitte, garage e scantinati, fino alla sua rappresentazione quale oggetto da collezione, vera e propria testimonianza di un\u2019epoca.\\nLe automobili giocattolo sono particolarmente apprezzate dai collezionisti per la loro capacit\u00e0 di evocare un periodo in cui le auto, ancora poco diffuse, rappresentavano una novit\u00e0 straordinaria. Questi modellini, realizzati a partire dalla fine dell'Ottocento, erano spesso costruiti in metallo, latta e successivamente materie plastiche, con grande fedelt\u00e0 ai dettagli. Riproducendo l\u2019estetica e il design delle automobili del tempo, testimoniano l\u2019evoluzione delle grandi case automobilistiche, come Alfa Romeo, Mercedes-Benz, Ford, Fiat e altri marchi che hanno segnato la storia della mobilit\u00e0.\\nOgni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata \u2013 elettrica o con un piccolo motore a scoppio \u2013 realizzata in scala ridotta, \u00e8 un capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, suonare o attivarsi attraverso l\u2019energia meccanica. Il valore di questi oggetti non \u00e8 solo economico, ma anche storico perch\u00e9, vere e proprie testimonianze di un\u2019epoca, permettono di riscoprirne i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche.\\nAccanto a questi capolavori su 4 ruote, i giocattoli meccanici d\u2019epoca, come le macchine a vapore, rappresentano un\u2019altra categoria molto ricercata. Questi manufatti, che utilizzavano vere e proprie caldaie a vapore, erano tra i pi\u00f9 avanzati e affascinanti del tempo. Progettati principalmente nel XIX e all'inizio del XX secolo dalle aziende M\u00e4rklin, Carette, Bing, Sch\u00f6enner e Falk, erano costruiti in metallo e dotati di meccanismi complessi che gli consentivano di eseguire azioni come spostarsi su ruote, muovere piccole pale rotanti o azionare micro-officine meccaniche e ruote idrauliche. Le macchine a vapore, in particolare, erano considerate una meraviglia tecnologica e avevano un grande valore educativo, insegnando ai bambini, in modo divertente e stimolante, i principi base della meccanica e della termodinamica.\\nIl collezionismo di questi giocattoli ha molto da offrire a chi si interessa alla storia della tecnologia e dell\u2019ingegneria, ma anche a chi cerca oggetti che abbiano una forte componente emozionale. 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L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile. L\u2019esposizione \u2013 realizzata da Robert Ku\u015bmirowski e curata da Guido Costa e Davide Lorenzone \u2013 consiste in una installazione ambientale nella quale l\u2019artista polacco, esponendo automobili giocattolo e vetturette provenienti da diverse collezioni e musei italiani, crea un dialogo inedito tra arte e memoria storica automobilistica. L\u2019opera \u2013 risultato di un intenso lavoro di co-progettazione e collaborazione tra Ku\u015bmirowski, i collezionisti e lo staff museale \u2013 \u00e8 una carta bianca concessa all\u2019artista che \u00e8 intervenuto nello spazio creando una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli.\n\u201cIl suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo\u201d (Guido Costa, curatore)\nIl visitatore \u00e8 accolto in un ambiente volutamente eccentrico e disordinato: un eccesso di modelli incompleti, strumenti consunti e macchinari quasi dimenticati. Vecchie reti metalliche sostituiscono le tradizionali scaffalature, evocando l\u2019atmosfera di una officina caotica di un bizzarro collezionista. Il percorso si sviluppa gradualmente verso l\u2019idea di esposizione perfetta. Gli oggetti trovano ordine, senso, e celebrano il passaggio dall\u2019infanzia a una forma di collezionismo maturo e consapevole. In questa trasformazione, si \u00e8 immersi in una riflessione sulla memoria e sul significato dell\u2019automobile come oggetto di culto. 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Tra i tantissimi modellini in mostra \u2013 circa 200 \u2013 la \u201cLucciola di Piero Patria\u201d, una vettura giocattolo con motore elettrico, prodotta a Torino tra il 1948 ed il 1949, in soli 200 esemplari; la minuziosa riproduzione in scala \u2013 precisa in ogni singolo dettaglio costruttivo e funzionale \u2013 di un trattore a vapore risalente agli anni Dieci del Novecento; la locomobile a vapore Marshall &amp; Co, modello funzionante in scala 1:4 realizzato artigianalmente da Pietro Abb\u00e0 nel secondo dopo guerra. Accanto a queste, una collezione pi\u00f9 contemporanea di modellini di automobili sportive iconiche, modelli promozionali e ricostruzioni artigianali: solo per citarne alcune, la Ferrari F1 della Toschi, che era venduta con una bottiglia di liquore al suo interno, la Lancia D24 della Mercury di cui un esemplare \u00e8 presente nella collezione del Museo, il modellino in legno del camion che pubblicizzava il CYNAR e i 4 modelli della Marklin (berlina, coup\u00e8, auto corsa e autobotte), spettacolari e ancora oggi molto ambiti dai collezionisti.\nRobert Ku\u015bmirowski (Lodz, 1973). Presente sulla scena internazionale dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990, ha all\u2019attivo numerose mostre personali in spazi pubblici e privati, tra i quali il Center for Contemporary Art, Zamek Ujazdowski, Warsaw; Kunstverein, Hamburg; Yerba Buena Center of the Arts, San Francisco; Van Abbemuseum, Eindhoven; Dhondt Dhaenes Museum, Sint-Martens-Latem; Barbican Centre, London; New Museum, New York; Migros Museum fur Gegenwartskunst, Zurich; Centro Pecci, Prato; Galleria Civica, Trento; Fondazione Morra Greco, Napoli; 4\u00aa Biennale di Berlino; 11\u00aa Biennale di Lione, Francia; Hamburger Bahnhof Museum, Berlino;\u00a0MAMbo, Bologna. Sue opere sono presenti in alcune tra le pi\u00f9 importanti collezioni d\u2019arte contemporanea in Europa e negli Stati Uniti. Vive e lavora a Lublino.\nPublic program\nA corollario della mostra, un programma di eventi dedicati al gioco. Gratuiti e aperti a tutti, animeranno la Piazza del Museo a ciclo continuo.\nPassatempi intramontabili come la pista Polistil, le vintage slot cars \u2013 iconiche monoposto elettriche pronte a sfide spettacolari sui circuiti di Suzuka e N\u00fcrburgring ricostruiti in scala 1:32 \u2013 e i kart a pedali - che correranno nella Piazza del Museo trasformata, per l\u2019occasione, in una spettacolare pista a due corsie. A marzo una mostra-scambio per collezionisti, amatori, curiosi che vogliano scambiare giocattoli d'epoca con altri appassionati adulti e bambini. \n1 e 2 febbraio: PISTA POLISTIL 8 e 9 febbraio: PISTA POLISTIL INFO: attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare\n28 febbraio - 9 marzo: KART A PEDALIINFO: attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotar\n29 e 30 marzo: MOSTRA-SCAMBIO GIOCATTOLO D'EPOCAINFO:  attivit\u00e0 gratuita a ciclo continuo, non \u00e8 necessario prenotare\nSi ringraziano:\nElementi scenografici \/ Freak And\u00f2Prestatori delle collezioni Comune di BraMuseo del Giocattolo di Bra, Collezione Michele ChiesaPier Dino Abb\u00e0Luigi BaulinoRoberto BoccoGiovanni Battista BonardoCharlyGino CoenMarcello DelfiniMaurizio MarzadoriAlfredo e Maria Paola Stola\nContenuti video \/ Archivio Luce Cinecitt\u00e0\nMAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna\nCon il patrocinio:\nCONTATTI STAMPAMAUTO - Museo Nazionale dell\u2019AutomobileClaudio Zitoli - 333.4998968Valentina Merlo - 342.8089180PCM Studio di Paola C. ManfrediFrancesca Ceriani - 340 918 2004Ilaria Chiodi - 349 242 4\n\u00a0\n\u00a0\n\u00a0\nC\/ARTL\u2019arte di giocare con l\u2019automobile\nNote dei curatori\nRobert Ku\u015bmirowski nasce a \u0141\u00f3dz\u0301 nel 1973 e fin da giovanissimo si segnala come uno degli artisti pi\u00f9 radicali e innovativi della scena artistica polacca, guadagnandosi ben presto una solida fama internazionale. Disegnatore virtuoso, fotografo, scultore, performer e musicista, distilla tali abilit\u00e0 in complesse installazioni ambientali, spesso di grandi dimensioni, dal forte impatto visivo e di rara potenza evocativa e sentimentale. Le sue opere, seppur riconducibili ad una lunga e articolata tradizione di arte ambientale - da Marcel Duchamp a Thomas Hirschhorn, Christian Boltanski, Dieter Roth, fino al teatro di Tadeusz Kantor e a molti, moltissimi altri esempi presenti nell\u2019arte contemporanea - hanno per\u00f2 un sapore unico, assolutamente personale, capace di renderle riconoscibili ad un primo sguardo. Maestro nella falsificazione a cui ha dedicato mostre intere, Ku\u015bmirowski crea mondi di invenzione assolutamente verosimili, lasciando semplicemente parlare gli oggetti in un vertiginoso dialogo di forme, cromatismi e sovrapposizioni. Il suo \u00e8 quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera \u00e8 povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creativit\u00e0 popolare e del collezionismo. Negli anni ha reinventato laboratori artigiani, portinerie di vecchi condomini sovietici, bunker della seconda guerra mondiale, ma anche studi di registrazione analogici, camere di controllo di centrali atomiche, sale d\u2019aspetto di remote stazioni ferroviarie di campagna, uffici di rappresentanza di compagnie aeree degli anni \u201930, cimiteri abbandonati. Lo ha fatto con una perizia filologica estrema, trasformando oggetti di uso comune in qualcosa d\u2019altro, creandone di nuovi con la carta, il legno e il metallo, confondendo il nuovo con l\u2019antico, il passato con il presente. Ecco perch\u00e9, immaginando una mostra sul collezionismo di modelli d\u2019automobile e di giocattoli meccanici d\u2019epoca, capace di declinare in maniera inedita lo spirito del modellismo, si \u00e8 subito pensato a lui come partner ideale per questo esperimento. C\/ART, crasi di Car e Art, titolo dell\u2019opera che Ku\u015bmirowski ha realizzato per il MAUTO, \u00e8 una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli, ma anche un viaggio temporale dal passato, al presente, fino al futuro in cui l\u2019oggetto dimenticato acquista nuova vita fino a raggiungere dignit\u00e0 museale. Le due sezioni speculari in cui si articola l\u2019installazione rappresentano una sorta di sublimazione, di passaggio di stato, operato dalla cura e dalla passione del collezionista. Un processo simbolico condiviso dallo stesso artista e nutrito dalla sua ossessione per la vita e la storia degli oggetti. Si passa dall\u2019infanzia del collezionare, la raccolta brutale degli elementi primi, il loro restauro e catalogazione, fino all\u2019esposizione luccicante dei modellini perfetti, risuscitati a nuova vita e ad un indefinibile futuro. Ogni singolo oggetto dell\u2019installazione \u00e8 stato selezionato con estrema cura in relazione allo spazio e al frammento dell\u2019opera in cui dovr\u00e0 abitare, al suo colore e alla sua forma. Tutto ci\u00f2 non sarebbe stato possibile senza l\u2019aiuto e la disponibilit\u00e0 dei collezionisti di oggetti e di automodelli che hanno gentilmente aperto i loro archivi sterminati all\u2019artista, permettendogli l\u2019uso di modelli rari, materiali documentari inediti e piccoli capolavori. C\/ART \u00e8 un\u2019opera collettiva, orchestrata da Ku\u015bmirowski e performata da migliaia di strepitosi solisti in forma di oggetto. Come per tutte le grandi installazioni, in particolare per quelle di Ku\u015bmirowski, fruire dell\u2019opera significa innanzitutto esplorarla, coglierne i dettagli, viverla come forma di esperienza estetica e culturale. Sebbene presente in molte collezioni pubbliche e private, in Italia e all\u2019estero, vedere una grande opera di Ku\u015bmirowski \u00e8 un\u2019esperienza rara, per certi versi indimenticabile. Ed \u00e8 per questo che siamo grati al MAUTO, ai collezionisti e innanzitutto all\u2019artista di averla resa possibile.\u00a0\nGuido Costa\n\u00a0\n\u25aa\u25aa\u25aa\nIl collezionismo di automobili giocattolo d'epoca e di giocattoli meccanici \u00e8 una passione che coniuga la nostalgia del passato alla cura per i dettagli e la storia della tecnologia. La mostra C\/ART. L\u2019arte di giocare con l\u2019automobile presenta in chiave artistica l\u2019evoluzione dei giochi e della meccanica nel corso dei decenni, dando vita a un percorso filologico che parte dal ritrovamento del giocattolo nelle condizioni in cui \u00e8 stato rinvenuto in soffitte, garage e scantinati, fino alla sua rappresentazione quale oggetto da collezione, vera e propria testimonianza di un\u2019epoca.\nLe automobili giocattolo sono particolarmente apprezzate dai collezionisti per la loro capacit\u00e0 di evocare un periodo in cui le auto, ancora poco diffuse, rappresentavano una novit\u00e0 straordinaria. Questi modellini, realizzati a partire dalla fine dell'Ottocento, erano spesso costruiti in metallo, latta e successivamente materie plastiche, con grande fedelt\u00e0 ai dettagli. Riproducendo l\u2019estetica e il design delle automobili del tempo, testimoniano l\u2019evoluzione delle grandi case automobilistiche, come Alfa Romeo, Mercedes-Benz, Ford, Fiat e altri marchi che hanno segnato la storia della mobilit\u00e0.\nOgni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata \u2013 elettrica o con un piccolo motore a scoppio \u2013 realizzata in scala ridotta, \u00e8 un capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, suonare o attivarsi attraverso l\u2019energia meccanica. Il valore di questi oggetti non \u00e8 solo economico, ma anche storico perch\u00e9, vere e proprie testimonianze di un\u2019epoca, permettono di riscoprirne i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche.\nAccanto a questi capolavori su 4 ruote, i giocattoli meccanici d\u2019epoca, come le macchine a vapore, rappresentano un\u2019altra categoria molto ricercata. Questi manufatti, che utilizzavano vere e proprie caldaie a vapore, erano tra i pi\u00f9 avanzati e affascinanti del tempo. Progettati principalmente nel XIX e all'inizio del XX secolo dalle aziende M\u00e4rklin, Carette, Bing, Sch\u00f6enner e Falk, erano costruiti in metallo e dotati di meccanismi complessi che gli consentivano di eseguire azioni come spostarsi su ruote, muovere piccole pale rotanti o azionare micro-officine meccaniche e ruote idrauliche. Le macchine a vapore, in particolare, erano considerate una meraviglia tecnologica e avevano un grande valore educativo, insegnando ai bambini, in modo divertente e stimolante, i principi base della meccanica e della termodinamica.\nIl collezionismo di questi giocattoli ha molto da offrire a chi si interessa alla storia della tecnologia e dell\u2019ingegneria, ma anche a chi cerca oggetti che abbiano una forte componente emozionale. La cura nella produzione di ciascun giocattolo, l\u2019accuratezza nella riproduzione dei dettagli e la bellezza delle forme rendono ogni pezzo unico. Inoltre, molti di questi giocattoli sono stati prodotti in edizioni limitate o in piccole serie, e ci\u00f2 li rende particolarmente rari e ricercati.\nIl fascino del collezionismo delle automobili giocattolo e delle macchine a vapore non risiede solo nell\u2019acquisizione dei singoli pezzi, ma anche nel recupero e nella conservazione della memoria storica. Ogni oggetto esposto in mostra racconta una parte della storia, dal primo automodello a vapore agli sviluppi delle tecnologie meccaniche, fino ai cambiamenti nelle abitudini di gioco e nel design. Infine, il collezionismo dei giocattoli d\u2019epoca non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 solitaria, ma rappresenta, attraverso mostre, fiere e mercatini, un\u2019opportunit\u00e0 per i collezionisti di condividere storie, informazioni e pezzi rari. 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