{"id":6750,"date":"2025-02-05T09:10:38","date_gmt":"2025-02-05T08:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=6750"},"modified":"2025-03-03T12:47:02","modified_gmt":"2025-03-03T11:47:02","slug":"tra-pietra-e-parola-la-memoria-della-materia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/02\/05\/tra-pietra-e-parola-la-memoria-della-materia\/","title":{"rendered":"Tra pietra e parola. La memoria della materia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Incontro per il finissage della mostra di Krzysztof M. Bednarski<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Intervengono: <strong>Krzysztof M. Bednarski, Valerio Magrelli e Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-light-green-cyan-color has-alpha-channel-opacity has-light-green-cyan-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Gioved\u00ec 13 febbraio 2025 &#8211; ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Istituto Polacco di Roma<br>via Vittoria Colonna 1<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-light-green-cyan-color has-alpha-channel-opacity has-light-green-cyan-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>All&#8217;ombra de&#8217; cipressi e dentro l&#8217;urne<br><\/em><em>confortate di pianto \u00e8 forse il sonno<br><\/em><em>della morte men duro?&#8230;<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ugo Foscolo, <em>Dei Sepolcri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Gioved\u00ec 13 febbraio 2025 alle ore 18.30, in occasione della chiusura della mostra romana di Krzysztof M. Bednarski <a href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2024\/10\/03\/simboli-della-vita-dopo-la-morte\/\"><strong><em>Simboli della vita dopo la morte<\/em><\/strong><\/a>, l&#8217;artista dialogher\u00e0 con due poeti, Valerio Magrelli e Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski, su cosa pu\u00f2 l&#8217;arte di fronte alla fragilit\u00e0 e alla vulnerabilit\u00e0 della vita. Quali piccole o grandi vittorie pu\u00f2 l&#8217;uomo nella sua fondamentale sconfitta? \u00c8 ridicola o piuttosto dignitosa la consolazione che nasce dalla riflessione artistica sulla morte? Quali sono i privilegi della scultura e quali quelli della poesia per chi le mette in gioco nel contesto della perdita?&nbsp;Noi speriamo che l&#8217;arte sia ancora capace di porre domande importanti. Possiamo proporle fiduciosi di fornire insieme al pubblico elementi utili all&#8217;arte e alla vita.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra inaugurata a novembre dello scorso anno era dedicata a un aspetto specifico dell\u2019attivit\u00e0 di Krzysztof M. Bednarski, la scultura funeraria d&#8217;autore. L\u2019artista ne \u00e8 uno storico interprete, riuscendo egli a trasferire l&#8217;arte nel contesto della morte e in un luogo di esposizione particolare qual \u00e8 il cimitero. Per la sua produzione commemorativa l&#8217;artista italo-polacco rifiuta le forme funzionali e la simbologia eccessivamente sentimentale della tradizione, creando nuovi simboli della vita dopo la morte, che fanno riferimento, direttamente, alla personalit\u00e0 del defunto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il catalogo della mostra in lingua italiana testimonia questo percorso artistico.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Krzysztof. M. Bednarski<\/strong> \u2013 Uno dei maggiori scultori contemporanei polacchi, nato nel 1953 a Cracovia. Vive e lavora in Italia dalla fine degli anni \u201980, mantenendo contatti stabili con il suo paese d\u2019origine. Ha studiato Scultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia negli anni 1973-1978. Dal 1975 all\u201981 collabora con il Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski come autore di tutti i manifesti dei progetti parateatrali di quel periodo. Tra le sue opere pi\u00f9 famose troviamo <em>Ritratto Totale di Karl Marx<\/em> (1978), <em>Vision &amp; Prayer. After Dylan Thomas<\/em> (1989) e <em>Moby Dick<\/em>, presentato in dieci versioni in luoghi diversi (Roma, Berlino, Varsavia, Budapest, Gdynia, \u0141\u00f3d\u017a) fin dal 1987. Ha esposto i suoi lavori in oltre un centinaio di mostre personali in tutto il mondo, sue opere si trovano nelle collezioni dei pi\u00f9 importanti musei polacchi e in diverse collezioni private internazionali; \u00e8 autore di numerose opere commemorative e di monumenti dedicati tra gli altri a Federico Fellini, Krzysztof Kie\u015blowski, Frederic Chopin, Adam Zagajewski e Krzysztof Penderecki. Il suo lavoro \u00e8 da sempre ispirato alla poesia di autori come Dante Alighieri, Paul Celan, Rainer M. Rilke, Joseph Brodsky, Dylan Thomas, Zbigniew Herbert, Wis\u0142awa Szymborska e Tonino Guerra. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Katarzyna Kobro (\u0141\u00f3d\u017a 2004), la Medaglia d&#8217;Oro del Governo Polacco per Meriti Culturali Gloria Artis nel 2011 e il Premio Franco Cuomo (Roma 2017).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Valerio Magrelli<\/strong> \u00e8 scrittore, traduttore e professore ordinario di Letteratura francese all&#8217;Universit\u00e0 Roma Tre. Ha pubblicato\u00a0<em>Ora serrata retinae<\/em>\u00a0(Feltrinelli, 1980),\u00a0<em>Nature e venature<\/em>\u00a0(Mondadori, 1987),\u00a0<em>Esercizi di tipologia<\/em>\u00a0(Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume\u00a0<em>Poesie (1980-1992) e altre poesie<\/em>\u00a0(Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti\u00a0<em>Didascalie per la lettura di un giornale<\/em>\u00a0(1999),\u00a0<em>Disturbi del sistema binario<\/em>\u00a0(2006) e\u00a0<em>Il commissario Magrelli<\/em>\u00a0(2018). Tutti e sei i libri sono stati riuniti nel volume Le cavie\u00a0(Einaudi 2018). Fra i suoi lavori critici,\u00a0<em>Profilo del dada<\/em>\u00a0(Lucarini 1990, Laterza 2006),\u00a0<em>La casa del pensiero. Introduzione all&#8217;opera di Joseph Joubert<\/em>\u00a0(Pacini 1995, 2006),\u00a0<em>Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell&#8217;opera di Paul Val\u00e9ry<\/em>\u00a0(Einaudi 2002, L&#8217;Harmattan 2005) e\u00a0<em>Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire<\/em>\u00a0(Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana \u00abScrittori tradotti da scrittori\u00bb. Tra i suoi lavori in prosa:\u00a0<em>Nel condominio di carne<\/em>\u00a0(Einaudi 2003 e 2024),\u00a0<em>La vicevita. Treni e viaggi in treno<\/em>\u00a0(Laterza 2009),\u00a0<em>Addio al calcio<\/em>\u00a0(Einaudi 2010),\u00a0<em>Il Sessantotto realizzato da Mediaset<\/em>\u00a0(Einaudi 2011),\u00a0<em>Geologia di un padre<\/em>\u00a0(Einaudi 2013),\u00a0<em>La vicevita<\/em>\u00a0(Einaudi 2019) e\u00a0<em>Sopruso: istruzioni per l&#8217;uso<\/em>\u00a0(Einaudi 2019). \u00c8 fra gli autori di\u00a0<em>Scena padre\u00a0<\/em>(Einaudi 2013). La sua ultima raccolta di poesie \u00e8\u00a0Exfanzia\u00a0(2022). Nel 2002 l&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2022 <em>Proust e C\u00e9line. La mente e l&#8217;odio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Jaros\u0142aw<\/strong><strong> Miko\u0142ajewski<\/strong> \u00e8 nato nel 1960 a Varsavia dove vive tutt&#8217;ora. Poeta, narratore, drammaturgo, saggista, reporter, italianista, autore di libri per ragazze e ragazzi, paroliere, traduttore. Insignito di vari premi polacchi (fra cui l\u2019Orfeusz o il Premio Beata Pawlak), italiani (fra cui il Flaiano o il Violani Landi) e internazionali (IBBY). Negli anni 2006-2012 \u00e8 stato direttore dell&#8217;Istituto Polacco di Roma. Fra le sue traduzioni pi\u00f9importanti: <em>Divina Commedia<\/em>, <em>Pinocchio<\/em>, nonch\u00e8 diversi volumi poetici di Valerio Magrelli, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti.\u00a0Attualmente lavora per il giornale \u201cGazeta Wyborcza\u201d.Conduce il programma <em>S\u0142owo daj\u0119<\/em> alla Radio Nowy \u015awiat.\u00a0\u00a0Fra i suoi campi di interesse e attivit\u00e0: migranti, solidariet\u00e0 mediterranea, linguaggi di esclusione.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro per il finissage della mostra di Krzysztof M. Bednarski Intervengono: Krzysztof M. 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Noi speriamo che l'arte sia ancora capace di porre domande importanti. Possiamo proporle fiduciosi di fornire insieme al pubblico elementi utili all'arte e alla vita. \\nLa mostra inaugurata a novembre dello scorso anno era dedicata a un aspetto specifico dell\u2019attivit\u00e0 di Krzysztof M. Bednarski, la scultura funeraria d'autore. L\u2019artista ne \u00e8 uno storico interprete, riuscendo egli a trasferire l'arte nel contesto della morte e in un luogo di esposizione particolare qual \u00e8 il cimitero. Per la sua produzione commemorativa l'artista italo-polacco rifiuta le forme funzionali e la simbologia eccessivamente sentimentale della tradizione, creando nuovi simboli della vita dopo la morte, che fanno riferimento, direttamente, alla personalit\u00e0 del defunto.\\nIl catalogo della mostra in lingua italiana testimonia questo percorso artistico.\\nKrzysztof. M. Bednarski \u2013 Uno dei maggiori scultori contemporanei polacchi, nato nel 1953 a Cracovia. Vive e lavora in Italia dalla fine degli anni \u201980, mantenendo contatti stabili con il suo paese d\u2019origine. Ha studiato Scultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia negli anni 1973-1978. Dal 1975 all\u201981 collabora con il Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski come autore di tutti i manifesti dei progetti parateatrali di quel periodo. Tra le sue opere pi\u00f9 famose troviamo Ritratto Totale di Karl Marx (1978), Vision &amp; Prayer. After Dylan Thomas (1989) e Moby Dick, presentato in dieci versioni in luoghi diversi (Roma, Berlino, Varsavia, Budapest, Gdynia, \u0141\u00f3d\u017a) fin dal 1987. Ha esposto i suoi lavori in oltre un centinaio di mostre personali in tutto il mondo, sue opere si trovano nelle collezioni dei pi\u00f9 importanti musei polacchi e in diverse collezioni private internazionali; \u00e8 autore di numerose opere commemorative e di monumenti dedicati tra gli altri a Federico Fellini, Krzysztof Kie\u015blowski, Frederic Chopin, Adam Zagajewski e Krzysztof Penderecki. Il suo lavoro \u00e8 da sempre ispirato alla poesia di autori come Dante Alighieri, Paul Celan, Rainer M. Rilke, Joseph Brodsky, Dylan Thomas, Zbigniew Herbert, Wis\u0142awa Szymborska e Tonino Guerra. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Katarzyna Kobro (\u0141\u00f3d\u017a 2004), la Medaglia d'Oro del Governo Polacco per Meriti Culturali Gloria Artis nel 2011 e il Premio Franco Cuomo (Roma 2017).\\nValerio Magrelli \u00e8 scrittore, traduttore e professore ordinario di Letteratura francese all'Universit\u00e0 Roma Tre. Ha pubblicato\u00a0Ora serrata retinae\u00a0(Feltrinelli, 1980),\u00a0Nature e venature\u00a0(Mondadori, 1987),\u00a0Esercizi di tipologia\u00a0(Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume\u00a0Poesie (1980-1992) e altre poesie\u00a0(Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti\u00a0Didascalie per la lettura di un giornale\u00a0(1999),\u00a0Disturbi del sistema binario\u00a0(2006) e\u00a0Il commissario Magrelli\u00a0(2018). Tutti e sei i libri sono stati riuniti nel volume Le cavie\u00a0(Einaudi 2018). Fra i suoi lavori critici,\u00a0Profilo del dada\u00a0(Lucarini 1990, Laterza 2006),\u00a0La casa del pensiero. Introduzione all'opera di Joseph Joubert\u00a0(Pacini 1995, 2006),\u00a0Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell'opera di Paul Val\u00e9ry\u00a0(Einaudi 2002, L'Harmattan 2005) e\u00a0Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire\u00a0(Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana \u00abScrittori tradotti da scrittori\u00bb. Tra i suoi lavori in prosa:\u00a0Nel condominio di carne\u00a0(Einaudi 2003 e 2024),\u00a0La vicevita. Treni e viaggi in treno\u00a0(Laterza 2009),\u00a0Addio al calcio\u00a0(Einaudi 2010),\u00a0Il Sessantotto realizzato da Mediaset\u00a0(Einaudi 2011),\u00a0Geologia di un padre\u00a0(Einaudi 2013),\u00a0La vicevita\u00a0(Einaudi 2019) e\u00a0Sopruso: istruzioni per l'uso\u00a0(Einaudi 2019). \u00c8 fra gli autori di\u00a0Scena padre\u00a0(Einaudi 2013). La sua ultima raccolta di poesie \u00e8\u00a0Exfanzia\u00a0(2022). Nel 2002 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2022 Proust e C\u00e9line. La mente e l'odio.\\nJaros\u0142aw Miko\u0142ajewski \u00e8 nato nel 1960 a Varsavia dove vive tutt'ora. Poeta, narratore, drammaturgo, saggista, reporter, italianista, autore di libri per ragazze e ragazzi, paroliere, traduttore. Insignito di vari premi polacchi (fra cui l\u2019Orfeusz o il Premio Beata Pawlak), italiani (fra cui il Flaiano o il Violani Landi) e internazionali (IBBY). Negli anni 2006-2012 \u00e8 stato direttore dell'Istituto Polacco di Roma. 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Bednarski\nIntervengono: Krzysztof M. Bednarski, Valerio Magrelli e Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski\nGioved\u00ec 13 febbraio 2025 - ore 18.30\nIstituto Polacco di Romavia Vittoria Colonna 1\nAll'ombra de' cipressi e dentro l'urneconfortate di pianto \u00e8 forse il sonnodella morte men duro?...\nUgo Foscolo, Dei Sepolcri\nGioved\u00ec 13 febbraio 2025 alle ore 18.30, in occasione della chiusura della mostra romana di Krzysztof M. Bednarski Simboli della vita dopo la morte, l'artista dialogher\u00e0 con due poeti, Valerio Magrelli e Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski, su cosa pu\u00f2 l'arte di fronte alla fragilit\u00e0 e alla vulnerabilit\u00e0 della vita. Quali piccole o grandi vittorie pu\u00f2 l'uomo nella sua fondamentale sconfitta? \u00c8 ridicola o piuttosto dignitosa la consolazione che nasce dalla riflessione artistica sulla morte? Quali sono i privilegi della scultura e quali quelli della poesia per chi le mette in gioco nel contesto della perdita? Noi speriamo che l'arte sia ancora capace di porre domande importanti. Possiamo proporle fiduciosi di fornire insieme al pubblico elementi utili all'arte e alla vita. \nLa mostra inaugurata a novembre dello scorso anno era dedicata a un aspetto specifico dell\u2019attivit\u00e0 di Krzysztof M. Bednarski, la scultura funeraria d'autore. L\u2019artista ne \u00e8 uno storico interprete, riuscendo egli a trasferire l'arte nel contesto della morte e in un luogo di esposizione particolare qual \u00e8 il cimitero. Per la sua produzione commemorativa l'artista italo-polacco rifiuta le forme funzionali e la simbologia eccessivamente sentimentale della tradizione, creando nuovi simboli della vita dopo la morte, che fanno riferimento, direttamente, alla personalit\u00e0 del defunto.\nIl catalogo della mostra in lingua italiana testimonia questo percorso artistico.\nKrzysztof. M. Bednarski \u2013 Uno dei maggiori scultori contemporanei polacchi, nato nel 1953 a Cracovia. Vive e lavora in Italia dalla fine degli anni \u201980, mantenendo contatti stabili con il suo paese d\u2019origine. Ha studiato Scultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia negli anni 1973-1978. Dal 1975 all\u201981 collabora con il Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski come autore di tutti i manifesti dei progetti parateatrali di quel periodo. Tra le sue opere pi\u00f9 famose troviamo Ritratto Totale di Karl Marx (1978), Vision &amp; Prayer. After Dylan Thomas (1989) e Moby Dick, presentato in dieci versioni in luoghi diversi (Roma, Berlino, Varsavia, Budapest, Gdynia, \u0141\u00f3d\u017a) fin dal 1987. Ha esposto i suoi lavori in oltre un centinaio di mostre personali in tutto il mondo, sue opere si trovano nelle collezioni dei pi\u00f9 importanti musei polacchi e in diverse collezioni private internazionali; \u00e8 autore di numerose opere commemorative e di monumenti dedicati tra gli altri a Federico Fellini, Krzysztof Kie\u015blowski, Frederic Chopin, Adam Zagajewski e Krzysztof Penderecki. Il suo lavoro \u00e8 da sempre ispirato alla poesia di autori come Dante Alighieri, Paul Celan, Rainer M. Rilke, Joseph Brodsky, Dylan Thomas, Zbigniew Herbert, Wis\u0142awa Szymborska e Tonino Guerra. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Katarzyna Kobro (\u0141\u00f3d\u017a 2004), la Medaglia d'Oro del Governo Polacco per Meriti Culturali Gloria Artis nel 2011 e il Premio Franco Cuomo (Roma 2017).\nValerio Magrelli \u00e8 scrittore, traduttore e professore ordinario di Letteratura francese all'Universit\u00e0 Roma Tre. Ha pubblicato\u00a0Ora serrata retinae\u00a0(Feltrinelli, 1980),\u00a0Nature e venature\u00a0(Mondadori, 1987),\u00a0Esercizi di tipologia\u00a0(Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume\u00a0Poesie (1980-1992) e altre poesie\u00a0(Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti\u00a0Didascalie per la lettura di un giornale\u00a0(1999),\u00a0Disturbi del sistema binario\u00a0(2006) e\u00a0Il commissario Magrelli\u00a0(2018). Tutti e sei i libri sono stati riuniti nel volume Le cavie\u00a0(Einaudi 2018). Fra i suoi lavori critici,\u00a0Profilo del dada\u00a0(Lucarini 1990, Laterza 2006),\u00a0La casa del pensiero. Introduzione all'opera di Joseph Joubert\u00a0(Pacini 1995, 2006),\u00a0Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell'opera di Paul Val\u00e9ry\u00a0(Einaudi 2002, L'Harmattan 2005) e\u00a0Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire\u00a0(Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana \u00abScrittori tradotti da scrittori\u00bb. Tra i suoi lavori in prosa:\u00a0Nel condominio di carne\u00a0(Einaudi 2003 e 2024),\u00a0La vicevita. Treni e viaggi in treno\u00a0(Laterza 2009),\u00a0Addio al calcio\u00a0(Einaudi 2010),\u00a0Il Sessantotto realizzato da Mediaset\u00a0(Einaudi 2011),\u00a0Geologia di un padre\u00a0(Einaudi 2013),\u00a0La vicevita\u00a0(Einaudi 2019) e\u00a0Sopruso: istruzioni per l'uso\u00a0(Einaudi 2019). \u00c8 fra gli autori di\u00a0Scena padre\u00a0(Einaudi 2013). La sua ultima raccolta di poesie \u00e8\u00a0Exfanzia\u00a0(2022). Nel 2002 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Sempre per Einaudi, ha pubblicato nel 2022 Proust e C\u00e9line. La mente e l'odio.\nJaros\u0142aw Miko\u0142ajewski \u00e8 nato nel 1960 a Varsavia dove vive tutt'ora. Poeta, narratore, drammaturgo, saggista, reporter, italianista, autore di libri per ragazze e ragazzi, paroliere, traduttore. Insignito di vari premi polacchi (fra cui l\u2019Orfeusz o il Premio Beata Pawlak), italiani (fra cui il Flaiano o il Violani Landi) e internazionali (IBBY). Negli anni 2006-2012 \u00e8 stato direttore dell'Istituto Polacco di Roma. Fra le sue traduzioni pi\u00f9importanti: Divina Commedia, Pinocchio, nonch\u00e8 diversi volumi poetici di Valerio Magrelli, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti.\u00a0Attualmente lavora per il giornale \u201cGazeta Wyborcza\u201d.Conduce il programma S\u0142owo daj\u0119 alla Radio Nowy \u015awiat.\u00a0\u00a0Fra i suoi campi di interesse e attivit\u00e0: migranti, solidariet\u00e0 mediterranea, linguaggi di esclusione.\u00a0"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/02\/05\/tra-pietra-e-parola-la-memoria-della-materia\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/02\/Bednarski-sarkofag-A.Zagajewski_www.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/02\/Bednarski-sarkofag-A.Zagajewski_www.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/02\/05\/tra-pietra-e-parola-la-memoria-della-materia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Tra pietra e parola. 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