{"id":6770,"date":"2025-03-03T12:45:28","date_gmt":"2025-03-03T11:45:28","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=6770"},"modified":"2025-03-24T14:57:35","modified_gmt":"2025-03-24T13:57:35","slug":"omaggio-a-wojciech-jerzy-has","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/","title":{"rendered":"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>43<\/strong>\u00b0 <strong>Bergamo Film Meeting<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Nel centenario della nascita di Wojciech Jerzy Has (1925 \u2013 2000), Bergamo Film Meeting dedica un omaggio al grande regista polacco con una rassegna di sette suoi film. Nell\u2019ambito della 43a edizione del festival, che si terr\u00e0 dall\u20198 al 16 marzo 2025, verranno riproposti in versione restaurata le sue opere pi\u00f9 famose (<em>Il manoscritto trovato a Saragozza, La clessidra<\/em>) accanto ad altre meno conosciute al pubblico italiano (<em>Il cappio, Gli addii<\/em>, <em>Separazione<\/em>, <em>Come essere amata, Codici cifrati<\/em>).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>more info: <span style=\"color: #8c0404\"><a style=\"color: #8c0404\" href=\"https:\/\/www.bergamofilmmeeting.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">bergamofilmmeeting.it<\/a><\/span><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background\" \/>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"330\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/wojciech_has_04.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6771\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/wojciech_has_04.jpg 600w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/wojciech_has_04-300x165.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Wojciech Jerzy Has<\/strong>&nbsp;nasce a Cracovia il 1\u00b0 aprile 1925. Tra il 1945 e il 1957 studia pittura all\u2019Akademia Sztuk Pi\u0119knych (Accademia di Belle Arti) e regia all\u2019Instytut Filmowy (Istituto di cinematografia) della citt\u00e0. Nel 1946 lavora come aiuto regista presso gli studi cinematografici di \u0141\u00f3d\u017a, tra il 1947 e il 1950 \u00e8 attivo alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych (Studio di film documentari) di Varsavia. A partire dal 1950 fino al 1955 lavora alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w O\u015bwiatowych (Studio di film didattici) di \u0141\u00f3d\u017a, girando una decina di film educativi, soprattutto sul mondo industriale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 1957 debutta con il lungometraggio&nbsp;<em>P\u0119tla<\/em>&nbsp;(<em>Il cappio<\/em>), tratto dal romanzo di Marek H\u0142asko: il film narra il percorso esistenziale di un alcolizzato, senza per\u00f2 lo stile realistico dello scrittore, ma con un espressionismo che suggerisce le proiezioni mentali del protagonista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Esponente della \u201cscuola polacca\u201d, caratterizzata dall\u2019interesse per il problema storico e nazionale e portatrice di un cinema intimo e personale, Has sceglie per\u00f2 di non approfondire le tematiche sociali o morali, ma, artista dalla vena surreale e fantastica, elabora in maniera del tutto personale gli argomenti dominanti tra i registi della sua generazione, conducendo i protagonisti dei suoi film verso una strada di non ritorno, in un territorio al confine tra realt\u00e0 e immaginazione. Fu sempre affascinato dai progetti destinati a non essere realizzati, dagli individui che si oppongono invano al corso degli eventi, dai tempi che non possono tornare. <em>Po\u017cegnania<\/em>&nbsp;(<em>Gli addii<\/em>, 1958), premiato al Festival di Locarno, \u00e8 tratto dal romanzo di Stanis\u0142aw Dygat e racconta di un intellettuale frustrato che assume un comportamento annoiato e distaccato per dissimulare il proprio fallimento. Has torna poi sul tema degli intellettuali velleitari in&nbsp;<em>Wsp\u00f3lny pok\u00f3j<\/em>&nbsp;(<em>Camera comune<\/em>, 1959).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Negli anni Sessanta il cinema polacco inizia ad allontanarsi dall\u2019impegno morale dei primi anni del dopoguerra e le tematiche divengono pi\u00f9 personali. Ci\u00f2 si riflette in&nbsp;<em>Rozstanie<\/em>&nbsp;(<em>Separazione<\/em>, 1960), dal racconto di Jadwiga \u017byli\u0144ska. Premiato dai critici polacchi,&nbsp;<em>Rozstanie<\/em>&nbsp;racconta di una donna che ritorna per pochi giorni nella piccola citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nata. Lo sguardo del regista risulta rivolto al passato anche in film di ambientazione moderna come&nbsp;<em>Z\u0142oto<\/em>&nbsp;(<em>L\u2019oro<\/em>, 1961), sulla vita degli operai di un grande complesso industriale e&nbsp;<em>Jak by\u0107 kochan\u0105<\/em>&nbsp;(<em>Come essere amata<\/em>, 1962), dal romanzo di Kazimierz Brandys, dove un\u2019attrice in viaggio su un aereo ricorda le sofferenze subite sotto l\u2019occupazione tedesca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>R\u0119kopis znaleziony w Saragossie<\/em>&nbsp;(<em>Il manoscritto trovato a Saragozza<\/em>, 1964) \u00e8 forse il film pi\u00f9 famoso di Has e sicuramente quello che lo ha reso noto in Occidente. Superproduzione storica,&nbsp;\u00e8 un originale adattamento del romanzo&nbsp;<em>Manuscrit trouv\u00e9 \u00e0 Saragosse<\/em>&nbsp;dello scrittore polacco Jan Potocki. La storia \u00e8 ambientata in epoca napoleonica e vede protagonista il capitano della guardia reale Alfons van Worden (interpretato da Zbigniew Cybulski) che vive incredibili e affascinanti avventure durante i suoi viaggi dall\u2019Andalusia a Madrid. In seguito, realizza&nbsp;<em>Szyfry<\/em>&nbsp;(<em>Codici cifrati<\/em>, 1966), storia di un padre alla ricerca del figlio nella Polonia post-bellica, una ricerca che gli permette di fare i conti con s\u00e9 stesso. Nel 1973, Has si aggiudica il Premio della giuria al Festival di Cannes con&nbsp;<em>Sanatorium pod klepsydr\u0105<\/em>&nbsp;(<em>La clessidra<\/em>), tratto dal ciclo di racconti dell\u2019ebreo Bruno Schulz, uno dei maggiori scrittori europei del Novecento, purtroppo vittima dell\u2019odio razziale nazista. Il film \u00e8 il ritratto di una comunit\u00e0 ebraica del sud della Polonia: il protagonista arriva in un ospedale, dove incontra il padre morto da tempo, rivive quel che ha gi\u00e0 vissuto, ma quando torna al villaggio trova che tutto \u00e8 stato distrutto per sempre e ormai quel popolo non esiste pi\u00f9. I temi della morte e del senso della vita caratterizzano anche i successivi film di Has:&nbsp;<em>Nieciekawa historia<\/em>&nbsp;(<em>Una storia noiosa<\/em>, 1982);&nbsp;<em>Pismak<\/em>&nbsp;(<em>Lo scribacchino<\/em>, 1984);&nbsp;<em>Osobisty pami\u0119tnik grzesznika<\/em>&nbsp;(<em>Diario intimo di un peccatore scritto da lui stesso<\/em>, 1985) e&nbsp;<em>Niezwyk\u0142a podr\u00f3\u017c Baltazara Kobera<\/em>&nbsp;(<em>Le tribolazioni di Balthasar Kober<\/em>, 1988).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Dal 1974 Has \u00e8 insegnante di regia alla scuola di cinema di \u0141\u00f3d\u017a, dove dirige l\u2019unit\u00e0 produttiva Rondo (Tesa) e di cui \u00e8 rettore dal 1990 al 1996. Has muore a \u0141\u00f3d\u017a il 3 ottobre 2000.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/BFM43_02-1-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6772\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/BFM43_02-1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/BFM43_02-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/BFM43_02-1-768x1086.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/BFM43_02-1.jpg 842w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>domenica 9 \u2013 11:15<\/strong><strong> | Sala dell&#8217;orologio<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Jak by\u0107 kochan\u0105 <br><\/strong>(tit. it.: <em>Come essere amata<\/em>)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia \/ 1962 \/ 97&#8242;<br>bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Barbara Krafft\u00f3wna (Felicja), Zbigniew Cybulski (Wiktor Rawicz), Artur M\u0142odnicki (Tomasz), Wie\u0144czys\u0142aw Gli\u0144ski (batteriologo), Wies\u0142aw Go\u0142as (soldato tedesco), Wies\u0142awa Kwa\u015bniewska (photoreporter), Zdzislaw Maklakiewicz (il giornalista Zenon), Tadeusz Kalinowski (l\u2019attore Peters)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Durante un volo per Parigi una delle passeggere ricorda i tempi deII\u2019occupazione nazista. Felicja \u00e8 una giovane attrice agli esordi, \u00e8 innamorata del collega Wiktor e lo nasconde nel suo appartamento perch\u00e9 lui \u00e8 sospettato di aver ucciso un volksdeutsche. Spera che la vicinanza la aiuter\u00e0 a conquistare l\u2019amore dell\u2019uomo, che non ricambia il suo affetto. \u00c8 pronta a ogni sacrificio pur di non perderlo, anche a essere sospettata di collaborazionismo. In realt\u00e0 non si rende conto che la situazione \u00e8 diventata per Wiktor un peso insopportabile, tanto che alla prima occasione decide di lasciarla.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>luned\u00ec 10 \u2013 11:00 | Sala dell&#8217;orologio<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Szyfry<br><\/em><\/strong>(tit. it.: Codici cifrati)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia \/ 1966 \/ 80&#8242;<br>bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Jan Kreczmar (Tadeusz), Zbigniew Cybulski (Maciek), Ignacy Gogolewski (Dr. Gross), Irena Eichler\u00f3wna (Zofia), Irena Horecka (zia Elena), Janusz Klosinski (antiquario)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Tadeusz torna in Polonia, dopo vent\u2019anni di tranquilla vita da emigrato, in seguito a una lettera del figlio Maciek, che gli rivela Io stato di salute della madre, per met\u00e0 impazzita durante l\u2019occupazione dopo la morte del figlio minore, Jpdrek. Al protagonista, che non ha vissuto le esperienze della guerra, la realt\u00e0 appare completamente incomprensibile, e non trova aiuto in Maciek, che non riesce invece a liberarsi dall\u2019incubo della guerra. Tadeusz cerca invano di scoprire la verit\u00e0 sulla morte del figlio minore, se sia stata causata dai tedeschi o dai membri della resistenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>marted\u00ec 11 \u2013 ore 11:00 | Auditorium &nbsp;<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Sanatorium pod Klepsydr\u0105<br><\/em><\/strong>(tit. it. <em>La clessidra<\/em>)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia&nbsp;\/&nbsp;1973&nbsp;\/&nbsp;119&#8242;<br>col.&nbsp;\/&nbsp;V.O.&nbsp;\/&nbsp;Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Jan Nowicki (J\u00f3zef), Tadeusz Kondrat (Jakub, il padre di J\u00f3zef), Irena Orska (la madre di J\u00f3zef), Halina Kowalska (Adela), Gustaw Holoubek (Dr. Gotard), Mieczyslaw Voit (il conduttore cieco), Bozena Adamek (Bianka)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>II protagonista J\u00f3zef, figlio di un mercante di stoffe ebreo, in un bizzarro treno va alla ricerca del padre infermo, ricoverato in un sanatorio dove il tempo sembra abolito. \u00c8 una villa polverosa e cadente in cui si trova una sorta di asilo per anziani, ma allo stesso tempo sembra anche un museo e un magazzino. J\u00f3zef vi incontra tanti personaggi, tra cui i suoi genitori, s\u00e9 stesso bambino, Garibaldi, l\u2019imperatore Francesco Giuseppe. Si aggira nei misteriosi corridoi della memoria, rivive tutto ci\u00f2 che aveva gi\u00e0 vissuto, torna nei luoghi della sua infanzia, e quando ne esce si ritrova in un macabro teatro di ragnatele e vermi.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>marted\u00ec 11 \u2013 ore 14:30 | Sala dell&#8217;orologio<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>Rozstanie<br><\/em><\/strong>(tit. it. Separazione)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia&nbsp;\/&nbsp;1960&nbsp;\/&nbsp;72&#8242;<br>bn&nbsp;\/&nbsp;V.O.&nbsp;\/&nbsp;Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Lidia Wysocka (Magdalena), W\u0142adys\u0142aw Kowalski (Olek Novak), Gustaw Holoubek (Oskar Rennert), Irena Netto (Wiktoria Budkowa), Adam Pawlikowski (\u017bbik), Danuta Krawczy\u0144ska (Iwonka)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Magdalena, nota attrice di Varsavia, dopo anni di assenza si reca in provincia, nella sua cittadina di origine, per i funerali del nonno. In treno conosce Olek, un giovane che la accompagna fino a casa e poi va a osservarla al cimitero. Al banchetto funebre \u00e8 presente tutta l\u2019\u00e9lite locale, che si comporta secondo usanze desuete. I luoghi di un passato idealizzato dalla memoria appaiono adesso agli occhi della donna nel loro aspetto peggiore. Le persone che una volta le erano molto vicine ora le sembrano ridicole, troppo all\u2019antica, e Magdalena sente di non avere pi\u00f9 molto da condividere con loro. Respinge le proposte di matrimonio di un avvocato del luogo e, dopo una notte passata con Olek, l\u2019unica persona con cui si trova a suo agio, la donna decide di ripartire.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>gioved\u00ec 13 \u2013 11:00 | Auditorium<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>P\u0119tla<br><\/em><\/strong>(tit.it. Il cappio)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia \/ 1957 \/ 96&#8242;<br>bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Gustaw Holoubek (Kuba Kowalski), Aleksandra \u015al\u0105ska (Krystyna), Teresa Szmigiel\u00f3wna (vecchia amante di Kuba), Tadeusz Fijewski (W\u0142adek), Stanis\u0142aw Milski (Rybicki)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Kuba Kowalski \u00e8 un artista alcolizzato, alle otto del mattino riceve la sua fidanzata la quale gli ricorda che passer\u00e0 a prenderlo la sera stessa per accompagnarlo in una clinica in cui inizier\u00e0 la terapia di disintossicazione. Da quel momento seguiamo l\u2019evolversi della sua giornata: il tempo che scorre lo separa da una decisione difficile da prendere. Gli incontri che far\u00e0 lo costringeranno a confrontarsi con il suo passato oltre che con la sua dipendenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>venerd\u00ec 14 \u2013 9<\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #9c0808\">:30 | Auditorium<\/span> <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><em>R\u0119kopis znaleziony w Saragossie<br><\/em><\/strong>(tit. it. Il manoscritto trovato a Saragozza)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia&nbsp;\/&nbsp;1964&nbsp;\/&nbsp;176&#8242;<br>bn&nbsp;\/&nbsp;V.O.&nbsp;\/&nbsp;Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Zbigniew Cybulski (Alfonse Van Worden), Iga Cembrzy\u0144ska (Princess Emina), El\u017cbieta Czyzewska (Donna Frasquetta Salero), Gustaw Holoubek (Don Pedro Velasquez), Stanislaw Igar (Don Gaspar Soarez), Joanna J\u0119dryka, (Zibelda), Janusz Klosinski (Don Diego Salero), Bogumil Kobiela (Senor Toledo), Barbara Krafft\u00f3wna (Camilla de Tormez), Jadwiga Krawczyk (Donna Ines Moro), Franciszek Pieczka (Pacheko), Adam Pawlikowski (Don Pedro Uzeda)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Un giovane capitano delle guardie valloni, Alfonso van Worden, \u00e8 in viaggio per Madrid attraverso le selvagge montagne della Sierra Morena. Trova rifugio in una locanda e durante la notte gli fanno visita due principesse moresche, che gli rivelano di essere sue lontane parenti per parte di madre e gli preannunciano grandi imprese. Inizia cos\u00ec una serie di avventure in cui si susseguono i personaggi che Alfonso incontra durante il viaggio, tra cui un matematico, Don Pedro Velasquez, e un cabalista, Don Pedro Uzeda, e i racconti che nella casa di quest\u2019ultimo vengono narrati da uno zingaro, in una serie interminabile di eccentriche e folli vicissitudini in cui la vita si confonde continuamente con il sogno.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400\">\n<li><span style=\"color: #9c0808\"><strong>sabato 15 \u2013 11:15 <\/strong><strong>| Auditorium<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><em><strong>Po\u017cegnania<\/strong><\/em><br>(tit. it.: <em style=\"font-weight: 400\">Gli&nbsp;<\/em><i>adii<\/i>)<br>regia di Wojciech Jerzy Has<br>Polonia&nbsp;\/&nbsp;1958&nbsp;\/&nbsp;97&#8242;<br>bn&nbsp;\/&nbsp;V.O.&nbsp;\/&nbsp;Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Interpreti: Maria Wachowiak (Lidka), Tadeusz Janczar (Pawel), Gustaw Holoubek (Mirek), Zdzis\u0142aw Mro\u017cewski (il padre di Pawel), Stanis\u0142aw Jaworski (Dr. Janowski), Stanislaw Milski (il Professore)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Pawe\u0142, insofferente verso i costumi piccolo-borghesi del suo ambiente familiare, si reca in un night-club, dove incontra Lidka. Anche la donna sembra amareggiata dalla vita che conduce. I due sembrano attratti l\u2019uno dall\u2019altra e decidono di andare insieme fuori citt\u00e0. Le convenienze della buona societ\u00e0, la difficolt\u00e0 di aprirsi e successivamente Io scoppio della guerra causano la fine della loro storia d\u2019amore. Quando la coppia si incontra di nuovo dopo alcuni anni, la situazione \u00e8 cambiata: Lidka, nel frattempo, ha sposato il cugino di Pawe\u0142, il conte Mirek, conservando per\u00f2 intatti i suoi sentimenti verso Pawe\u0142.<\/em><\/p>\n<hr>\n<p style=\"font-weight: 400\">In occasione dell\u2019omaggio, <strong>marted\u00ec 11 marzo 2025 alle 18.30<\/strong>, in Sala Galmozzi, si terr\u00e0 l\u2019incontro su Wojciech Jerzy Has tenuto dal critico cinematografico <strong>Andrea Chimento<\/strong> (Longtake).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #808080\"><strong><em>L\u2019omaggio a Wojciech Jerzy Has \u00e8 realizzato in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma e Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych i Fabularnych.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>43\u00b0 Bergamo Film Meeting Nel centenario della nascita di Wojciech Jerzy Has (1925 \u2013 2000), Bergamo Film Meeting dedica un omaggio al grande regista polacco con una rassegna di sette suoi film. 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Nell\u2019ambito della 43a edizione del festival, che si terr\u00e0 dall\u20198 al 16 marzo 2025, verranno riproposti in versione restaurata le sue opere pi\u00f9 [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-03-03T11:45:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-03-24T13:57:35+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1080\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"olszanskae\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Napisane przez\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"olszanskae\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Szacowany czas czytania\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minut\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"event\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/\",\"name\":\"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#primaryimage\"},\"image\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has-300x169.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has-1024x576.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\"],\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\",\"datePublished\":\"2025-03-03T11:45:28+02:00\",\"dateModified\":\"2025-03-24T13:57:35+02:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/\"]}],\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"startDate\":\"2025-03-08\",\"endDate\":\"2025-03-16\",\"eventStatus\":\"EventScheduled\",\"eventAttendanceMode\":\"OfflineEventAttendanceMode\",\"location\":{\"@type\":\"place\",\"name\":\"\",\"address\":\"\",\"geo\":{\"@type\":\"GeoCoordinates\",\"latitude\":\"\",\"longitude\":\"\"}},\"description\":\"43\u00b0 Bergamo Film Meeting\\nNel centenario della nascita di Wojciech Jerzy Has (1925 \u2013 2000), Bergamo Film Meeting dedica un omaggio al grande regista polacco con una rassegna di sette suoi film. Nell\u2019ambito della 43a edizione del festival, che si terr\u00e0 dall\u20198 al 16 marzo 2025, verranno riproposti in versione restaurata le sue opere pi\u00f9 famose (Il manoscritto trovato a Saragozza, La clessidra) accanto ad altre meno conosciute al pubblico italiano (Il cappio, Gli addii, Separazione, Come essere amata, Codici cifrati).\\nmore info: bergamofilmmeeting.it\\nWojciech Jerzy Has nasce a Cracovia il 1\u00b0 aprile 1925. Tra il 1945 e il 1957 studia pittura all\u2019Akademia Sztuk Pi\u0119knych (Accademia di Belle Arti) e regia all\u2019Instytut Filmowy (Istituto di cinematografia) della citt\u00e0. Nel 1946 lavora come aiuto regista presso gli studi cinematografici di \u0141\u00f3d\u017a, tra il 1947 e il 1950 \u00e8 attivo alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych (Studio di film documentari) di Varsavia. A partire dal 1950 fino al 1955 lavora alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w O\u015bwiatowych (Studio di film didattici) di \u0141\u00f3d\u017a, girando una decina di film educativi, soprattutto sul mondo industriale.\\nNel 1957 debutta con il lungometraggio P\u0119tla (Il cappio), tratto dal romanzo di Marek H\u0142asko: il film narra il percorso esistenziale di un alcolizzato, senza per\u00f2 lo stile realistico dello scrittore, ma con un espressionismo che suggerisce le proiezioni mentali del protagonista.\\nEsponente della \u201cscuola polacca\u201d, caratterizzata dall\u2019interesse per il problema storico e nazionale e portatrice di un cinema intimo e personale, Has sceglie per\u00f2 di non approfondire le tematiche sociali o morali, ma, artista dalla vena surreale e fantastica, elabora in maniera del tutto personale gli argomenti dominanti tra i registi della sua generazione, conducendo i protagonisti dei suoi film verso una strada di non ritorno, in un territorio al confine tra realt\u00e0 e immaginazione. Fu sempre affascinato dai progetti destinati a non essere realizzati, dagli individui che si oppongono invano al corso degli eventi, dai tempi che non possono tornare. Po\u017cegnania (Gli addii, 1958), premiato al Festival di Locarno, \u00e8 tratto dal romanzo di Stanis\u0142aw Dygat e racconta di un intellettuale frustrato che assume un comportamento annoiato e distaccato per dissimulare il proprio fallimento. Has torna poi sul tema degli intellettuali velleitari in Wsp\u00f3lny pok\u00f3j (Camera comune, 1959).\\nNegli anni Sessanta il cinema polacco inizia ad allontanarsi dall\u2019impegno morale dei primi anni del dopoguerra e le tematiche divengono pi\u00f9 personali. Ci\u00f2 si riflette in Rozstanie (Separazione, 1960), dal racconto di Jadwiga \u017byli\u0144ska. Premiato dai critici polacchi, Rozstanie racconta di una donna che ritorna per pochi giorni nella piccola citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nata. Lo sguardo del regista risulta rivolto al passato anche in film di ambientazione moderna come Z\u0142oto (L\u2019oro, 1961), sulla vita degli operai di un grande complesso industriale e Jak by\u0107 kochan\u0105 (Come essere amata, 1962), dal romanzo di Kazimierz Brandys, dove un\u2019attrice in viaggio su un aereo ricorda le sofferenze subite sotto l\u2019occupazione tedesca.\\nR\u0119kopis znaleziony w Saragossie (Il manoscritto trovato a Saragozza, 1964) \u00e8 forse il film pi\u00f9 famoso di Has e sicuramente quello che lo ha reso noto in Occidente. Superproduzione storica, \u00e8 un originale adattamento del romanzo Manuscrit trouv\u00e9 \u00e0 Saragosse dello scrittore polacco Jan Potocki. La storia \u00e8 ambientata in epoca napoleonica e vede protagonista il capitano della guardia reale Alfons van Worden (interpretato da Zbigniew Cybulski) che vive incredibili e affascinanti avventure durante i suoi viaggi dall\u2019Andalusia a Madrid. In seguito, realizza Szyfry (Codici cifrati, 1966), storia di un padre alla ricerca del figlio nella Polonia post-bellica, una ricerca che gli permette di fare i conti con s\u00e9 stesso. Nel 1973, Has si aggiudica il Premio della giuria al Festival di Cannes con Sanatorium pod klepsydr\u0105 (La clessidra), tratto dal ciclo di racconti dell\u2019ebreo Bruno Schulz, uno dei maggiori scrittori europei del Novecento, purtroppo vittima dell\u2019odio razziale nazista. Il film \u00e8 il ritratto di una comunit\u00e0 ebraica del sud della Polonia: il protagonista arriva in un ospedale, dove incontra il padre morto da tempo, rivive quel che ha gi\u00e0 vissuto, ma quando torna al villaggio trova che tutto \u00e8 stato distrutto per sempre e ormai quel popolo non esiste pi\u00f9. I temi della morte e del senso della vita caratterizzano anche i successivi film di Has: Nieciekawa historia (Una storia noiosa, 1982); Pismak (Lo scribacchino, 1984); Osobisty pami\u0119tnik grzesznika (Diario intimo di un peccatore scritto da lui stesso, 1985) e Niezwyk\u0142a podr\u00f3\u017c Baltazara Kobera (Le tribolazioni di Balthasar Kober, 1988).\\nDal 1974 Has \u00e8 insegnante di regia alla scuola di cinema di \u0141\u00f3d\u017a, dove dirige l\u2019unit\u00e0 produttiva Rondo (Tesa) e di cui \u00e8 rettore dal 1990 al 1996. Has muore a \u0141\u00f3d\u017a il 3 ottobre 2000.\\ndomenica 9 \u2013 11:15 | Sala dell'orologio\\nJak by\u0107 kochan\u0105 (tit. it.: Come essere amata)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1962 \/ 97'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Barbara Krafft\u00f3wna (Felicja), Zbigniew Cybulski (Wiktor Rawicz), Artur M\u0142odnicki (Tomasz), Wie\u0144czys\u0142aw Gli\u0144ski (batteriologo), Wies\u0142aw Go\u0142as (soldato tedesco), Wies\u0142awa Kwa\u015bniewska (photoreporter), Zdzislaw Maklakiewicz (il giornalista Zenon), Tadeusz Kalinowski (l\u2019attore Peters)\\nDurante un volo per Parigi una delle passeggere ricorda i tempi deII\u2019occupazione nazista. Felicja \u00e8 una giovane attrice agli esordi, \u00e8 innamorata del collega Wiktor e lo nasconde nel suo appartamento perch\u00e9 lui \u00e8 sospettato di aver ucciso un volksdeutsche. Spera che la vicinanza la aiuter\u00e0 a conquistare l\u2019amore dell\u2019uomo, che non ricambia il suo affetto. \u00c8 pronta a ogni sacrificio pur di non perderlo, anche a essere sospettata di collaborazionismo. In realt\u00e0 non si rende conto che la situazione \u00e8 diventata per Wiktor un peso insopportabile, tanto che alla prima occasione decide di lasciarla.\\n \\nluned\u00ec 10 \u2013 11:00 | Sala dell'orologio\\nSzyfry(tit. it.: Codici cifrati)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1966 \/ 80'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Jan Kreczmar (Tadeusz), Zbigniew Cybulski (Maciek), Ignacy Gogolewski (Dr. Gross), Irena Eichler\u00f3wna (Zofia), Irena Horecka (zia Elena), Janusz Klosinski (antiquario)\\nTadeusz torna in Polonia, dopo vent\u2019anni di tranquilla vita da emigrato, in seguito a una lettera del figlio Maciek, che gli rivela Io stato di salute della madre, per met\u00e0 impazzita durante l\u2019occupazione dopo la morte del figlio minore, Jpdrek. Al protagonista, che non ha vissuto le esperienze della guerra, la realt\u00e0 appare completamente incomprensibile, e non trova aiuto in Maciek, che non riesce invece a liberarsi dall\u2019incubo della guerra. Tadeusz cerca invano di scoprire la verit\u00e0 sulla morte del figlio minore, se sia stata causata dai tedeschi o dai membri della resistenza.\\n \\nmarted\u00ec 11 \u2013 ore 11:00 | Auditorium  \\nSanatorium pod Klepsydr\u0105(tit. it. La clessidra)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1973 \/ 119'col. \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Jan Nowicki (J\u00f3zef), Tadeusz Kondrat (Jakub, il padre di J\u00f3zef), Irena Orska (la madre di J\u00f3zef), Halina Kowalska (Adela), Gustaw Holoubek (Dr. Gotard), Mieczyslaw Voit (il conduttore cieco), Bozena Adamek (Bianka)\\nII protagonista J\u00f3zef, figlio di un mercante di stoffe ebreo, in un bizzarro treno va alla ricerca del padre infermo, ricoverato in un sanatorio dove il tempo sembra abolito. \u00c8 una villa polverosa e cadente in cui si trova una sorta di asilo per anziani, ma allo stesso tempo sembra anche un museo e un magazzino. J\u00f3zef vi incontra tanti personaggi, tra cui i suoi genitori, s\u00e9 stesso bambino, Garibaldi, l\u2019imperatore Francesco Giuseppe. Si aggira nei misteriosi corridoi della memoria, rivive tutto ci\u00f2 che aveva gi\u00e0 vissuto, torna nei luoghi della sua infanzia, e quando ne esce si ritrova in un macabro teatro di ragnatele e vermi.\\n \\nmarted\u00ec 11 \u2013 ore 14:30 | Sala dell'orologio\\nRozstanie(tit. it. Separazione)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1960 \/ 72'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Lidia Wysocka (Magdalena), W\u0142adys\u0142aw Kowalski (Olek Novak), Gustaw Holoubek (Oskar Rennert), Irena Netto (Wiktoria Budkowa), Adam Pawlikowski (\u017bbik), Danuta Krawczy\u0144ska (Iwonka)\\nMagdalena, nota attrice di Varsavia, dopo anni di assenza si reca in provincia, nella sua cittadina di origine, per i funerali del nonno. In treno conosce Olek, un giovane che la accompagna fino a casa e poi va a osservarla al cimitero. Al banchetto funebre \u00e8 presente tutta l\u2019\u00e9lite locale, che si comporta secondo usanze desuete. I luoghi di un passato idealizzato dalla memoria appaiono adesso agli occhi della donna nel loro aspetto peggiore. Le persone che una volta le erano molto vicine ora le sembrano ridicole, troppo all\u2019antica, e Magdalena sente di non avere pi\u00f9 molto da condividere con loro. Respinge le proposte di matrimonio di un avvocato del luogo e, dopo una notte passata con Olek, l\u2019unica persona con cui si trova a suo agio, la donna decide di ripartire.\\n \\ngioved\u00ec 13 \u2013 11:00 | Auditorium\\nP\u0119tla(tit.it. Il cappio)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1957 \/ 96'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Gustaw Holoubek (Kuba Kowalski), Aleksandra \u015al\u0105ska (Krystyna), Teresa Szmigiel\u00f3wna (vecchia amante di Kuba), Tadeusz Fijewski (W\u0142adek), Stanis\u0142aw Milski (Rybicki)\\nKuba Kowalski \u00e8 un artista alcolizzato, alle otto del mattino riceve la sua fidanzata la quale gli ricorda che passer\u00e0 a prenderlo la sera stessa per accompagnarlo in una clinica in cui inizier\u00e0 la terapia di disintossicazione. Da quel momento seguiamo l\u2019evolversi della sua giornata: il tempo che scorre lo separa da una decisione difficile da prendere. Gli incontri che far\u00e0 lo costringeranno a confrontarsi con il suo passato oltre che con la sua dipendenza.\\n \\nvenerd\u00ec 14 \u2013 9:30 | Auditorium \\nR\u0119kopis znaleziony w Saragossie(tit. it. Il manoscritto trovato a Saragozza)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1964 \/ 176'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en. \\nInterpreti: Zbigniew Cybulski (Alfonse Van Worden), Iga Cembrzy\u0144ska (Princess Emina), El\u017cbieta Czyzewska (Donna Frasquetta Salero), Gustaw Holoubek (Don Pedro Velasquez), Stanislaw Igar (Don Gaspar Soarez), Joanna J\u0119dryka, (Zibelda), Janusz Klosinski (Don Diego Salero), Bogumil Kobiela (Senor Toledo), Barbara Krafft\u00f3wna (Camilla de Tormez), Jadwiga Krawczyk (Donna Ines Moro), Franciszek Pieczka (Pacheko), Adam Pawlikowski (Don Pedro Uzeda)\\nUn giovane capitano delle guardie valloni, Alfonso van Worden, \u00e8 in viaggio per Madrid attraverso le selvagge montagne della Sierra Morena. Trova rifugio in una locanda e durante la notte gli fanno visita due principesse moresche, che gli rivelano di essere sue lontane parenti per parte di madre e gli preannunciano grandi imprese. Inizia cos\u00ec una serie di avventure in cui si susseguono i personaggi che Alfonso incontra durante il viaggio, tra cui un matematico, Don Pedro Velasquez, e un cabalista, Don Pedro Uzeda, e i racconti che nella casa di quest\u2019ultimo vengono narrati da uno zingaro, in una serie interminabile di eccentriche e folli vicissitudini in cui la vita si confonde continuamente con il sogno.\\n \\nsabato 15 \u2013 11:15 | Auditorium\\nPo\u017cegnania(tit. it.: Gli adii)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1958 \/ 97'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\\nInterpreti: Maria Wachowiak (Lidka), Tadeusz Janczar (Pawel), Gustaw Holoubek (Mirek), Zdzis\u0142aw Mro\u017cewski (il padre di Pawel), Stanis\u0142aw Jaworski (Dr. Janowski), Stanislaw Milski (il Professore)\\nPawe\u0142, insofferente verso i costumi piccolo-borghesi del suo ambiente familiare, si reca in un night-club, dove incontra Lidka. Anche la donna sembra amareggiata dalla vita che conduce. I due sembrano attratti l\u2019uno dall\u2019altra e decidono di andare insieme fuori citt\u00e0. Le convenienze della buona societ\u00e0, la difficolt\u00e0 di aprirsi e successivamente Io scoppio della guerra causano la fine della loro storia d\u2019amore. Quando la coppia si incontra di nuovo dopo alcuni anni, la situazione \u00e8 cambiata: Lidka, nel frattempo, ha sposato il cugino di Pawe\u0142, il conte Mirek, conservando per\u00f2 intatti i suoi sentimenti verso Pawe\u0142.\\nIn occasione dell\u2019omaggio, marted\u00ec 11 marzo 2025 alle 18.30, in Sala Galmozzi, si terr\u00e0 l\u2019incontro su Wojciech Jerzy Has tenuto dal critico cinematografico Andrea Chimento (Longtake).\\nL\u2019omaggio a Wojciech Jerzy Has \u00e8 realizzato in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma e Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych i Fabularnych.\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"43\u00b0 Bergamo Film Meeting Nel centenario della nascita di Wojciech Jerzy Has (1925 \u2013 2000), Bergamo Film Meeting dedica un omaggio al grande regista polacco con una rassegna di sette suoi film. 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Nell\u2019ambito della 43a edizione del festival, che si terr\u00e0 dall\u20198 al 16 marzo 2025, verranno riproposti in versione restaurata le sue opere pi\u00f9 famose (Il manoscritto trovato a Saragozza, La clessidra) accanto ad altre meno conosciute al pubblico italiano (Il cappio, Gli addii, Separazione, Come essere amata, Codici cifrati).\nmore info: bergamofilmmeeting.it\nWojciech Jerzy Has nasce a Cracovia il 1\u00b0 aprile 1925. Tra il 1945 e il 1957 studia pittura all\u2019Akademia Sztuk Pi\u0119knych (Accademia di Belle Arti) e regia all\u2019Instytut Filmowy (Istituto di cinematografia) della citt\u00e0. Nel 1946 lavora come aiuto regista presso gli studi cinematografici di \u0141\u00f3d\u017a, tra il 1947 e il 1950 \u00e8 attivo alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych (Studio di film documentari) di Varsavia. A partire dal 1950 fino al 1955 lavora alla Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w O\u015bwiatowych (Studio di film didattici) di \u0141\u00f3d\u017a, girando una decina di film educativi, soprattutto sul mondo industriale.\nNel 1957 debutta con il lungometraggio P\u0119tla (Il cappio), tratto dal romanzo di Marek H\u0142asko: il film narra il percorso esistenziale di un alcolizzato, senza per\u00f2 lo stile realistico dello scrittore, ma con un espressionismo che suggerisce le proiezioni mentali del protagonista.\nEsponente della \u201cscuola polacca\u201d, caratterizzata dall\u2019interesse per il problema storico e nazionale e portatrice di un cinema intimo e personale, Has sceglie per\u00f2 di non approfondire le tematiche sociali o morali, ma, artista dalla vena surreale e fantastica, elabora in maniera del tutto personale gli argomenti dominanti tra i registi della sua generazione, conducendo i protagonisti dei suoi film verso una strada di non ritorno, in un territorio al confine tra realt\u00e0 e immaginazione. Fu sempre affascinato dai progetti destinati a non essere realizzati, dagli individui che si oppongono invano al corso degli eventi, dai tempi che non possono tornare. Po\u017cegnania (Gli addii, 1958), premiato al Festival di Locarno, \u00e8 tratto dal romanzo di Stanis\u0142aw Dygat e racconta di un intellettuale frustrato che assume un comportamento annoiato e distaccato per dissimulare il proprio fallimento. Has torna poi sul tema degli intellettuali velleitari in Wsp\u00f3lny pok\u00f3j (Camera comune, 1959).\nNegli anni Sessanta il cinema polacco inizia ad allontanarsi dall\u2019impegno morale dei primi anni del dopoguerra e le tematiche divengono pi\u00f9 personali. Ci\u00f2 si riflette in Rozstanie (Separazione, 1960), dal racconto di Jadwiga \u017byli\u0144ska. Premiato dai critici polacchi, Rozstanie racconta di una donna che ritorna per pochi giorni nella piccola citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nata. Lo sguardo del regista risulta rivolto al passato anche in film di ambientazione moderna come Z\u0142oto (L\u2019oro, 1961), sulla vita degli operai di un grande complesso industriale e Jak by\u0107 kochan\u0105 (Come essere amata, 1962), dal romanzo di Kazimierz Brandys, dove un\u2019attrice in viaggio su un aereo ricorda le sofferenze subite sotto l\u2019occupazione tedesca.\nR\u0119kopis znaleziony w Saragossie (Il manoscritto trovato a Saragozza, 1964) \u00e8 forse il film pi\u00f9 famoso di Has e sicuramente quello che lo ha reso noto in Occidente. Superproduzione storica, \u00e8 un originale adattamento del romanzo Manuscrit trouv\u00e9 \u00e0 Saragosse dello scrittore polacco Jan Potocki. La storia \u00e8 ambientata in epoca napoleonica e vede protagonista il capitano della guardia reale Alfons van Worden (interpretato da Zbigniew Cybulski) che vive incredibili e affascinanti avventure durante i suoi viaggi dall\u2019Andalusia a Madrid. In seguito, realizza Szyfry (Codici cifrati, 1966), storia di un padre alla ricerca del figlio nella Polonia post-bellica, una ricerca che gli permette di fare i conti con s\u00e9 stesso. Nel 1973, Has si aggiudica il Premio della giuria al Festival di Cannes con Sanatorium pod klepsydr\u0105 (La clessidra), tratto dal ciclo di racconti dell\u2019ebreo Bruno Schulz, uno dei maggiori scrittori europei del Novecento, purtroppo vittima dell\u2019odio razziale nazista. Il film \u00e8 il ritratto di una comunit\u00e0 ebraica del sud della Polonia: il protagonista arriva in un ospedale, dove incontra il padre morto da tempo, rivive quel che ha gi\u00e0 vissuto, ma quando torna al villaggio trova che tutto \u00e8 stato distrutto per sempre e ormai quel popolo non esiste pi\u00f9. I temi della morte e del senso della vita caratterizzano anche i successivi film di Has: Nieciekawa historia (Una storia noiosa, 1982); Pismak (Lo scribacchino, 1984); Osobisty pami\u0119tnik grzesznika (Diario intimo di un peccatore scritto da lui stesso, 1985) e Niezwyk\u0142a podr\u00f3\u017c Baltazara Kobera (Le tribolazioni di Balthasar Kober, 1988).\nDal 1974 Has \u00e8 insegnante di regia alla scuola di cinema di \u0141\u00f3d\u017a, dove dirige l\u2019unit\u00e0 produttiva Rondo (Tesa) e di cui \u00e8 rettore dal 1990 al 1996. Has muore a \u0141\u00f3d\u017a il 3 ottobre 2000.\ndomenica 9 \u2013 11:15 | Sala dell'orologio\nJak by\u0107 kochan\u0105 (tit. it.: Come essere amata)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1962 \/ 97'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Barbara Krafft\u00f3wna (Felicja), Zbigniew Cybulski (Wiktor Rawicz), Artur M\u0142odnicki (Tomasz), Wie\u0144czys\u0142aw Gli\u0144ski (batteriologo), Wies\u0142aw Go\u0142as (soldato tedesco), Wies\u0142awa Kwa\u015bniewska (photoreporter), Zdzislaw Maklakiewicz (il giornalista Zenon), Tadeusz Kalinowski (l\u2019attore Peters)\nDurante un volo per Parigi una delle passeggere ricorda i tempi deII\u2019occupazione nazista. Felicja \u00e8 una giovane attrice agli esordi, \u00e8 innamorata del collega Wiktor e lo nasconde nel suo appartamento perch\u00e9 lui \u00e8 sospettato di aver ucciso un volksdeutsche. Spera che la vicinanza la aiuter\u00e0 a conquistare l\u2019amore dell\u2019uomo, che non ricambia il suo affetto. \u00c8 pronta a ogni sacrificio pur di non perderlo, anche a essere sospettata di collaborazionismo. In realt\u00e0 non si rende conto che la situazione \u00e8 diventata per Wiktor un peso insopportabile, tanto che alla prima occasione decide di lasciarla.\n \nluned\u00ec 10 \u2013 11:00 | Sala dell'orologio\nSzyfry(tit. it.: Codici cifrati)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1966 \/ 80'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Jan Kreczmar (Tadeusz), Zbigniew Cybulski (Maciek), Ignacy Gogolewski (Dr. Gross), Irena Eichler\u00f3wna (Zofia), Irena Horecka (zia Elena), Janusz Klosinski (antiquario)\nTadeusz torna in Polonia, dopo vent\u2019anni di tranquilla vita da emigrato, in seguito a una lettera del figlio Maciek, che gli rivela Io stato di salute della madre, per met\u00e0 impazzita durante l\u2019occupazione dopo la morte del figlio minore, Jpdrek. Al protagonista, che non ha vissuto le esperienze della guerra, la realt\u00e0 appare completamente incomprensibile, e non trova aiuto in Maciek, che non riesce invece a liberarsi dall\u2019incubo della guerra. Tadeusz cerca invano di scoprire la verit\u00e0 sulla morte del figlio minore, se sia stata causata dai tedeschi o dai membri della resistenza.\n \nmarted\u00ec 11 \u2013 ore 11:00 | Auditorium  \nSanatorium pod Klepsydr\u0105(tit. it. La clessidra)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1973 \/ 119'col. \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Jan Nowicki (J\u00f3zef), Tadeusz Kondrat (Jakub, il padre di J\u00f3zef), Irena Orska (la madre di J\u00f3zef), Halina Kowalska (Adela), Gustaw Holoubek (Dr. Gotard), Mieczyslaw Voit (il conduttore cieco), Bozena Adamek (Bianka)\nII protagonista J\u00f3zef, figlio di un mercante di stoffe ebreo, in un bizzarro treno va alla ricerca del padre infermo, ricoverato in un sanatorio dove il tempo sembra abolito. \u00c8 una villa polverosa e cadente in cui si trova una sorta di asilo per anziani, ma allo stesso tempo sembra anche un museo e un magazzino. J\u00f3zef vi incontra tanti personaggi, tra cui i suoi genitori, s\u00e9 stesso bambino, Garibaldi, l\u2019imperatore Francesco Giuseppe. Si aggira nei misteriosi corridoi della memoria, rivive tutto ci\u00f2 che aveva gi\u00e0 vissuto, torna nei luoghi della sua infanzia, e quando ne esce si ritrova in un macabro teatro di ragnatele e vermi.\n \nmarted\u00ec 11 \u2013 ore 14:30 | Sala dell'orologio\nRozstanie(tit. it. Separazione)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1960 \/ 72'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Lidia Wysocka (Magdalena), W\u0142adys\u0142aw Kowalski (Olek Novak), Gustaw Holoubek (Oskar Rennert), Irena Netto (Wiktoria Budkowa), Adam Pawlikowski (\u017bbik), Danuta Krawczy\u0144ska (Iwonka)\nMagdalena, nota attrice di Varsavia, dopo anni di assenza si reca in provincia, nella sua cittadina di origine, per i funerali del nonno. In treno conosce Olek, un giovane che la accompagna fino a casa e poi va a osservarla al cimitero. Al banchetto funebre \u00e8 presente tutta l\u2019\u00e9lite locale, che si comporta secondo usanze desuete. I luoghi di un passato idealizzato dalla memoria appaiono adesso agli occhi della donna nel loro aspetto peggiore. Le persone che una volta le erano molto vicine ora le sembrano ridicole, troppo all\u2019antica, e Magdalena sente di non avere pi\u00f9 molto da condividere con loro. Respinge le proposte di matrimonio di un avvocato del luogo e, dopo una notte passata con Olek, l\u2019unica persona con cui si trova a suo agio, la donna decide di ripartire.\n \ngioved\u00ec 13 \u2013 11:00 | Auditorium\nP\u0119tla(tit.it. Il cappio)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1957 \/ 96'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Gustaw Holoubek (Kuba Kowalski), Aleksandra \u015al\u0105ska (Krystyna), Teresa Szmigiel\u00f3wna (vecchia amante di Kuba), Tadeusz Fijewski (W\u0142adek), Stanis\u0142aw Milski (Rybicki)\nKuba Kowalski \u00e8 un artista alcolizzato, alle otto del mattino riceve la sua fidanzata la quale gli ricorda che passer\u00e0 a prenderlo la sera stessa per accompagnarlo in una clinica in cui inizier\u00e0 la terapia di disintossicazione. Da quel momento seguiamo l\u2019evolversi della sua giornata: il tempo che scorre lo separa da una decisione difficile da prendere. Gli incontri che far\u00e0 lo costringeranno a confrontarsi con il suo passato oltre che con la sua dipendenza.\n \nvenerd\u00ec 14 \u2013 9:30 | Auditorium \nR\u0119kopis znaleziony w Saragossie(tit. it. Il manoscritto trovato a Saragozza)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1964 \/ 176'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en. \nInterpreti: Zbigniew Cybulski (Alfonse Van Worden), Iga Cembrzy\u0144ska (Princess Emina), El\u017cbieta Czyzewska (Donna Frasquetta Salero), Gustaw Holoubek (Don Pedro Velasquez), Stanislaw Igar (Don Gaspar Soarez), Joanna J\u0119dryka, (Zibelda), Janusz Klosinski (Don Diego Salero), Bogumil Kobiela (Senor Toledo), Barbara Krafft\u00f3wna (Camilla de Tormez), Jadwiga Krawczyk (Donna Ines Moro), Franciszek Pieczka (Pacheko), Adam Pawlikowski (Don Pedro Uzeda)\nUn giovane capitano delle guardie valloni, Alfonso van Worden, \u00e8 in viaggio per Madrid attraverso le selvagge montagne della Sierra Morena. Trova rifugio in una locanda e durante la notte gli fanno visita due principesse moresche, che gli rivelano di essere sue lontane parenti per parte di madre e gli preannunciano grandi imprese. Inizia cos\u00ec una serie di avventure in cui si susseguono i personaggi che Alfonso incontra durante il viaggio, tra cui un matematico, Don Pedro Velasquez, e un cabalista, Don Pedro Uzeda, e i racconti che nella casa di quest\u2019ultimo vengono narrati da uno zingaro, in una serie interminabile di eccentriche e folli vicissitudini in cui la vita si confonde continuamente con il sogno.\n \nsabato 15 \u2013 11:15 | Auditorium\nPo\u017cegnania(tit. it.: Gli adii)regia di Wojciech Jerzy HasPolonia \/ 1958 \/ 97'bn \/ V.O. \/ Sottotitoli: v.o. sub. it.\/en.\nInterpreti: Maria Wachowiak (Lidka), Tadeusz Janczar (Pawel), Gustaw Holoubek (Mirek), Zdzis\u0142aw Mro\u017cewski (il padre di Pawel), Stanis\u0142aw Jaworski (Dr. Janowski), Stanislaw Milski (il Professore)\nPawe\u0142, insofferente verso i costumi piccolo-borghesi del suo ambiente familiare, si reca in un night-club, dove incontra Lidka. Anche la donna sembra amareggiata dalla vita che conduce. I due sembrano attratti l\u2019uno dall\u2019altra e decidono di andare insieme fuori citt\u00e0. Le convenienze della buona societ\u00e0, la difficolt\u00e0 di aprirsi e successivamente Io scoppio della guerra causano la fine della loro storia d\u2019amore. Quando la coppia si incontra di nuovo dopo alcuni anni, la situazione \u00e8 cambiata: Lidka, nel frattempo, ha sposato il cugino di Pawe\u0142, il conte Mirek, conservando per\u00f2 intatti i suoi sentimenti verso Pawe\u0142.\nIn occasione dell\u2019omaggio, marted\u00ec 11 marzo 2025 alle 18.30, in Sala Galmozzi, si terr\u00e0 l\u2019incontro su Wojciech Jerzy Has tenuto dal critico cinematografico Andrea Chimento (Longtake).\nL\u2019omaggio a Wojciech Jerzy Has \u00e8 realizzato in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma e Wytw\u00f3rnia Film\u00f3w Dokumentalnych i Fabularnych."},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/03\/has.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/03\/03\/omaggio-a-wojciech-jerzy-has\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6770"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6852,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770\/revisions\/6852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}