{"id":6964,"date":"2025-05-07T10:57:51","date_gmt":"2025-05-07T08:57:51","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=6964"},"modified":"2025-05-07T11:04:42","modified_gmt":"2025-05-07T09:04:42","slug":"lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/05\/07\/lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura\/","title":{"rendered":"Lari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Mostra Internazionale di Architettura \u2014 La Biennale di Venezia<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-384df454db787cfc8e28bdb0f03bb5b2\"><strong>10 Maggio \u2013 23 Novembre 2025<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p>Press Preview: 8\u20139 Maggio 2025<\/p>\n<p>Inaugurazione: 8 Maggio 2025, h. 16.30<\/p>\n<p><span style=\"color: #a60808\">Contatto Stampa<br \/><\/span><strong>Moosso | Barbara Musso<br \/><\/strong>barbara@moossopr.com | (+39) 02 3675 1875 | Cartella Stampa: <span style=\"color: #a60808\"><a style=\"color: #a60808\" href=\"http:\/\/tally.so\/r\/wLo8oO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tally.so\/r\/wLo8oO<\/a><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Autori: <strong>Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof Maniak, Katarzyna Przezwa\u0144ska, Maciej Siuda<\/strong><\/p>\n<p>Commissaria: Agnieszka Pindera, direttrice di Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte<\/p>\n<p>Ufficio del Padiglione Polonia: Anna Kowalska, Micha\u0142 Kubiak (vice-commissario)<\/p>\n<p>Il progetto multidisciplinare del Padiglione Polonia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura &#8211; La Biennale di Venezia<\/p>\n<p><strong>In un&#8217;epoca di incertezza come la nostra l&#8217;architettura continua a svolgere la sua ancestrale funzione di protezione? L&#8217;esposizione del Padiglione Polonia si dipana come un&#8217;indagine antropologica che individua le componenti emotive e razionali delle pratiche costruttive. Fra riti e miti che vivono ancora oggi e normative e dispositivi di sicurezza i confini sfumano, a indicare i bisogni e i desideri pi\u00f9 profondi dell&#8217;abitare. Attraverso il lavoro multidisciplinare condotto dalla curatrice e storica dell&#8217;arte Aleksandra K\u0119dziorek, dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska e dall\u2019architetto Maciej Siuda.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-1024x724.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6968\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-300x212.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-768x543.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-1536x1086.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/7.-Rysunki-projektowe-Macieja-Siudy-do-wystawy-w-Pawilonie-Polskim-w-Wenecji-2048x1448.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>(Venezia, 19 aprile 2025) &#8211; Fin dai suoi albori l&#8217;architettura ha la funzione primaria di proteggerci e ripararci. In che modo pu\u00f2 e riesce a farlo oggi? In un&#8217;epoca di continui mutamenti e di crescente incertezza il Padiglione Polonia svolge una stimolante operazione di antropologia dell&#8217;architettura con l&#8217;esposizione \u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;intento del collettivo multidisciplinare composto dalla curatrice e storica dell&#8217;arte Aleksandra K\u0119dziorek, dall\u2019architetto Maciej Siuda e dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska \u00e8 di indagare l&#8217;architettura dal punto di vista non tanto di chi la progetta, ma da quello delle persone che la abitano. Sospendendo ogni giudizio, il progetto lascia affiorarele paure, le ansie, i desideri e i bisogni pi\u00f9 profondi muovendosi volutamente su un duplice binario, magico e razionale.<\/p>\n<p><em>\u201cI Lari e i Penati erano le divinit\u00e0 romane che avevano il compito di proteggere il focolare domestico e in molte lingue ancora oggi ci si riferisce ad essi come a dei garanti della sicurezza all&#8217;interno della casa. Dunque, in sintonia con il curatore della Biennale Architettura 2025 Carlo Ratti che nel titolo dell\u2019esposizione di quest\u2019anno inserisce la parola \u201cintelligens\u201d, ci ispiriamo ai lari e penati come a un codice universale derivato dalla tradizione del mondo antico e che fa parte di un&#8217;intelligenza collettiva profondamente umana\u201d, spiega Aleksandra K\u0119dziorek.<\/em><\/p>\n<p>Un&#8217;attenta ricerca in Polonia porta in luce i riti e le pratiche ancora in uso oggi e tramandati di generazione in generazione. Come la candela esposta sulla finestra che protegge la casa dalle tempeste o la ghirlanda esposta a fine cantiere per accogliere gli spiriti buoni nell\u2019edificio o un&#8217;antica soglia originale recuperata in un paesino polacco, confine fra esterno e interno e l&#8217;asta da rabdomante per individuare le zone pi\u00f9 ricche di acqua dove progettare un edificio.<\/p>\n<p>In parallelo viene evidenziata l&#8217;importanza dei dispositivi e delle strutture che rispondono alle normative pi\u00f9 attuali, come l&#8217;uscita di emergenza o il certificato rilasciato dei vigili del fuoco che, gi\u00e0 parte integrante dell&#8217;architettura del Padiglione ed evidenziati e incorniciati, diventano una componente dell&#8217;esposizione, O ancora, lo spioncino sulla porta da cui osservare, non visti, chi vuole entrare in casa o i dispositivi di allarme e i lucchetti.<\/p>\n<p>Attraverso uno sguardo umanistico sull\u2019architettura i due piani normativo ed emozionale, solo apparentemente separati, si intrecciano di continuo in un percorso sfaccettato. Cos\u00ec accade che l&#8217;estintore, strumento per antonomasia meccanico e funzionale, campeggi in una nicchia decorata come un affresco o esaltato da un mosaico in stile veneziano, svelando le sue valenze simboliche e rassicuranti.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione evita le astrazioni digitali. Addentrandosi nella mostra si incontra una costellazione di oggetti ritrovati o riprodotti e interpretati in scala 1 a 1 ed esaltati nella loro presenza materica in una scenografia essenziale. Modelli tridimensionali e tattili che affondano le radici in un patrimonio collettivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Una componente vitale e fertile, da riscoprire per tracciare i nuovi percorsi di un&#8217;architettura che incontri in modo consapevole le esigenze del mondo contemporaneo. Un contributo del Padiglione Polonia al tema per la Biennale Architettura 2025 lanciato dal curatore Carlo Ratti \u201cIntelligens. Natural. Artificial. Collective\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LARI E PENATI &#8211; YT <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xs0qvGkeWmI\">VIDEO<\/a><\/h2>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #a10a0a\"><strong>Note alle redazioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Padiglione Polonia \u2013 Biennale Architettura 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Autori: <\/strong>Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof Maniak, Katarzyna Przezwa\u0144ska, Maciej Siuda <strong>Commissaria del Padiglione Polonia: <\/strong>Agnieszka Pindera, direttrice di Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Ufficio del Padiglione Polonia: <\/strong>Anna Kowalska, Micha\u0142 Kubiak (vice-commissario)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Organizzatore: <\/strong>Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Main partner: <\/strong>ORLEN<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Partner della mostra: <\/strong>Istituto Adam Mickiewicz, Parady\u017c <strong>Con il sostegno di: <\/strong>Societ\u00e0 per la Promozione delle Belle Arti <strong>In collaborazione con: <\/strong>Istituto Polacco di Roma<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Media partner: <\/strong><em>Architektura &amp; Biznes<\/em>, <em>Autoportret<\/em><em>, <\/em>Elle Decoration, <em>LABEL<\/em>, <em>PAP<\/em>, <em>Polskie Radio<\/em>, <em>TVP Kultura<\/em>, <em>Vogue Poland<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La partecipazione della Polonia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #ad0a0a\"><strong>Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte \u00e8 tra le pi\u00f9 rilevanti istituzioni culturali europee dedicate all\u2019arte contemporanea. La sua missione \u00e8 valorizzare l\u2019arte come componente essenziale della vita sociale e culturale. La galleria promuove mostre temporanee che esplorano i fenomeni pi\u00f9 significativi dell\u2019arte del XX e XXI secolo, affiancate da un\u2019ampia offerta di programmi educativi rivolti a bambini, giovani e adulti. L\u2019istituzione \u00e8 impegnata anche nell\u2019organizzazione di eventi accessibili, pensati per accogliere pubblici con esigenze diverse. Zach\u0119ta pubblica volumi dedicati all\u2019arte e svolge un ruolo attivo nella documentazione della scena artistica contemporanea in Polonia. La sua collezione permanente comprende circa 3.700 opere tra pittura, scultura, installazioni, video, grafica e performance.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #940404\"><strong>Il Padiglione Polonia<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Da oltre 70 anni, il Padiglione Polonia alla Biennale di Venezia \u00e8 curato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, che ne organizza la partecipazione alla Mostra Internazionale di Architettura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La Polonia partecipa alla Biennale d\u2019Arte dal 1932 e alla Biennale di Architettura dal 1991. Con la missione di promuovere l\u2019arte contemporanea, favorire lo scambio di idee artistiche e porre l\u2019attenzione sulle questioni pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, Il padiglione \u00e8 stato realizzato negli anni Trenta con fondi del governo polacco, che ne \u00e8 ancora oggi il proprietario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/Zespol-autorski-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6967\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/Zespol-autorski-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/Zespol-autorski-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/Zespol-autorski-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/Zespol-autorski.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #9e0606\"><strong>Biografie<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Aleksandra K\u0119dziorek <\/strong>(n. 1987) \u00e8 storica dell\u2019arte, curatrice ed editor. Laureata presso l\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e CuratorLab alla Konstfack University of Arts, Crafts and Design di Stoccolma, la sua attivit\u00e0 si muove tra architettura, design e arti visive, sia all\u2019interno di istituzioni sia in modo indipendente. Nella sua pratica curatoriale presta particolare attenzione ai contesti storicamente determinati e stimolanti dal punto di vista critico. Il suo approccio basato sulla ricerca mira a trarre ispirazione dal passato per affrontare le sfide del presente. Tra i suoi progetti pi\u00f9 recenti: <em>The Clothed Home<\/em>, mostra in collaborazione con Alicja Bielawska e il collettivo Centrala, presentata alla London Design Biennale 2021, che esplorava l\u2019uso dei tessuti negli interni domestici prima della diffusione dell\u2019illuminazione elettrica; e <em>Nen\u00fafars blancs<\/em>, un intervento artistico con Centrala al Padiglione Mies van der Rohe di Barcellona (2022), incentrato sul ruolo delle piante acquatiche nell\u2019architettura modernista. Dal 2013 al 2017 ha coordinato un progetto internazionale di ricerca e mostra su Oskar e Zofia Hansen al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, comprese la tutela e valorizzazione della loro residenza estiva a Szumin.<\/p>\n<p><strong>Krzysztof Maniak <\/strong>(n. 1990) \u00e8 un artista visivo, laureato presso la Facolt\u00e0 di Intermedia dell\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove ha conseguito il dottorato nel 2018; attualmente collabora con l\u2019Intermedia Art Phenomena Institute. La sua pratica \u00e8 improntata su interventi paesaggistici, progetti minimalisti e interazioni con la natura. Risiede a Tuch\u00f3w, dove elabora opere d&#8217;arte passeggiando tra boschi, prati e colline, che fungono da scenario e da ispirazione per installazioni temporanee e lavori performativi. \u00c8 vincitore della 14\u00aa edizione del concorso Hestia Artistic Journey, del Grand Prix al 5\u00b0 Spring Salon presso la BWA di Tarn\u00f3w e della 10\u00aa edizione del premio <em>Views <\/em>organizzato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte. Ha esposto, tra gli altri, al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, SALT Ulus ad Ankara, BWA Katowice, BWA Tarn\u00f3w, BWA Bielsko-Bia\u0142a, BWA Bydgoszcz, BWA Warsaw, ABC Gallery, Galeria Bia\u0142a (Lublino), Baltic Gallery of Contemporary Art, State Art Gallery di Sopot, El Gallery (Elbl\u0105g), Contemporary Art Gallery di Opole, MOCAK a Cracovia e al Congresso Postartistic di Soko\u0142owsko.<\/p>\n<p><strong>Katarzyna Przezwa\u0144ska <\/strong>(n. 1984) \u00e8 diplomata presso la Facolt\u00e0 di Pittura dell\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. La sua pratica comprende scultura, interventi architettonici, installazioni e dipinti, nei quali spesso utilizza materiali naturali come rocce, minerali e piante. Le sue opere esplorano l\u2019intersezione tra natura e architettura, con l\u2019intento di migliorare la qualit\u00e0 della vita umana e rendere l\u2019arte utile. Trae ispirazione dall\u2019architettura vernacolare, dai classici del Novecento, da fenomeni geologici e dai processi vegetali. Tra i suoi progetti si segnalano: un parco giochi a Lublino, una piazza per studenti presso l\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, e il contributo alla progettazione di una scuola materna ed elementare pubblica a Varsavia (con lo studio di Maciej Siuda). Le sue opere sono state presentate in importanti sedi espositive, tra cui il Centro per l\u2019Arte Contemporanea del Castello di Ujazdowski, il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, la Kunsthalle di Tallinn, il Museum Abteiberg a M\u00f6nchengladbach e la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Riga. Vive e lavora a Varsavia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Maciej Siuda <\/strong>(n. 1983) \u00e8 architetto e designer, laureato in Architettura e Urbanistica presso il Politecnico di Breslavia. Il suo lavoro si colloca tra architettura, discipline umanistiche e arte. La sua ricerca si concentra sulla sperimentazione, sulla collaborazione e sull\u2019esplorazione delle tensioni tra gli strumenti tangibili dell\u2019architettura\u2014modelli, disegni, campioni\u2014e l\u2019intangibile mondo delle idee e delle variazioni di scala. Progetta oggetti, installazioni, mostre e strutture. \u00c8 co-autore del Padiglione Polacco <em>MYCOsystem <\/em>alla 22\u00aa Triennale di Milano (2019) e del padiglione <em>Devebere <\/em>alla Biennale Architettura 2012 di Venezia, entrambi dedicati alla materia naturale e all\u2019aria come materiale architettonico. Ha progettato la scenografia della mostra <em>Reconstruction Disputes <\/em>per il 7\u00b0 festival Warsaw Under Construction (vincitrice del Grand Prix del Sindaco di Varsavia nel 2015 e del Talking Buildings Down Award dello Storefront for Art and Architecture di New York nel 2016). Ha realizzato un bassorilievo in legno per l\u2019installazione <em>Polish Table <\/em>all\u2019Expo di Dubai (2020) e curato la mostra <em>Basic Forms <\/em>per la Biennale d\u2019Arte di Chiang Rai in Thailandia (2024). Tra i suoi progetti architettonici si annoverano una scuola a Varsavia (per il quale \u00e8 stato premiato all\u2019Art in Architecture Festival, 2021) e, con il collettivo Balon, una scuola a Jacmel, Haiti (Acknowledgement Prize, Holcim Awards, Colombia, 2014).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ha inoltre progettato mostre per il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, il Castello di Ujazdowski, il Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a e la Staatliche Kunstsammlungen di Dresda. Attualmente \u00e8 impegnato per la curatela della mostra per la London Design Biennale 2025.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #a80707\"><strong>Indirizzo:<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Padiglione Polonia Giardini della Biennale Sestiere Castello 30122 Venezia, Italia<\/p>\n<p><strong>19. Mostra Internazionale di Architettura\u2014 La Biennale di Venezia 10 Maggio\u201323 Novembre 2025<\/strong><\/p>\n<p><strong>Press Preview: <\/strong>8\u20139 Maggio 2025<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione<\/strong>: 8 Maggio 2025, h. 16.30<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #a80707\"><strong><u>PER LA STAMPA ITALIANA E INTERNAZIONALE<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Moosso <\/strong>| Barbara Musso<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:barbara@moossopr.com\">barbara@moossopr.com<\/a>\u00a0| (+39) 02 3675 1875<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Cartella Stampa: <u>tally.so\/r\/wLo8oO<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #a80707\"><strong><u>PER LA STAMPA POLACCA<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Justyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:j.wydra@zacheta.art.pl\">j.wydra@zacheta.art.pl<\/a>\u00a0| (+48) 603 510 112<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Micha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion Office<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:m.kubiak@zacheta.art.pl\">m.kubiak@zacheta.art.pl<\/a>\u00a0| (+48) 601 69 22 09<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Anna Kowalska, Polish Pavilion Office<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:a.kowalska@zacheta.art.pl\">a.kowalska@zacheta.art.pl<\/a>\u00a0| (+48) 887 050 440<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #a80707\">LINKS<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Padiglione Polonia &#8211; <u>https:\/\/labiennale.art.pl\/<\/u> Facebook &#8211; @polishpavilion<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Instagram &#8211; @polishpavilionvenice<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Zach\u0119ta \u2013 National Gallery of Art &#8211; <u>https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Informazioni sulla Biennale: <\/strong><span style=\"color: #a80707\"><a style=\"color: #a80707\" href=\"http:\/\/www.labiennale.org\/\">www.labiennale.org<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Accrediti Stampa: <\/strong><u>Accreditation Form \u2013 Biennale Architettura 2025<\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra Internazionale di Architettura \u2014 La Biennale di Venezia 10 Maggio \u2013 23 Novembre 2025 Press Preview: 8\u20139 Maggio 2025 Inaugurazione: 8 Maggio 2025, h. 16.30 Contatto StampaMoosso | Barbara Mussobarbara@moossopr.com | (+39) 02 3675 1875 | Cartella Stampa: tally.so\/r\/wLo8oO \u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d Autori: Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof 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Internazionale di Architettura \u2014 La Biennale di Venezia\\n10 Maggio \u2013 23 Novembre 2025\\nPress Preview: 8\u20139 Maggio 2025\\nInaugurazione: 8 Maggio 2025, h. 16.30\\nContatto StampaMoosso | Barbara Mussobarbara@moossopr.com | (+39) 02 3675 1875 | Cartella Stampa: tally.so\/r\/wLo8oO\\n\u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d\\nAutori: Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof Maniak, Katarzyna Przezwa\u0144ska, Maciej Siuda\\nCommissaria: Agnieszka Pindera, direttrice di Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\\nUfficio del Padiglione Polonia: Anna Kowalska, Micha\u0142 Kubiak (vice-commissario)\\nIl progetto multidisciplinare del Padiglione Polonia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia\\nIn un'epoca di incertezza come la nostra l'architettura continua a svolgere la sua ancestrale funzione di protezione? L'esposizione del Padiglione Polonia si dipana come un'indagine antropologica che individua le componenti emotive e razionali delle pratiche costruttive. Fra riti e miti che vivono ancora oggi e normative e dispositivi di sicurezza i confini sfumano, a indicare i bisogni e i desideri pi\u00f9 profondi dell'abitare. Attraverso il lavoro multidisciplinare condotto dalla curatrice e storica dell'arte Aleksandra K\u0119dziorek, dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska e dall\u2019architetto Maciej Siuda.\\n(Venezia, 19 aprile 2025) - Fin dai suoi albori l'architettura ha la funzione primaria di proteggerci e ripararci. In che modo pu\u00f2 e riesce a farlo oggi? In un'epoca di continui mutamenti e di crescente incertezza il Padiglione Polonia svolge una stimolante operazione di antropologia dell'architettura con l'esposizione \u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d.\\nL'intento del collettivo multidisciplinare composto dalla curatrice e storica dell'arte Aleksandra K\u0119dziorek, dall\u2019architetto Maciej Siuda e dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska \u00e8 di indagare l'architettura dal punto di vista non tanto di chi la progetta, ma da quello delle persone che la abitano. Sospendendo ogni giudizio, il progetto lascia affiorarele paure, le ansie, i desideri e i bisogni pi\u00f9 profondi muovendosi volutamente su un duplice binario, magico e razionale.\\n\u201cI Lari e i Penati erano le divinit\u00e0 romane che avevano il compito di proteggere il focolare domestico e in molte lingue ancora oggi ci si riferisce ad essi come a dei garanti della sicurezza all'interno della casa. Dunque, in sintonia con il curatore della Biennale Architettura 2025 Carlo Ratti che nel titolo dell\u2019esposizione di quest\u2019anno inserisce la parola \u201cintelligens\u201d, ci ispiriamo ai lari e penati come a un codice universale derivato dalla tradizione del mondo antico e che fa parte di un'intelligenza collettiva profondamente umana\u201d, spiega Aleksandra K\u0119dziorek.\\nUn'attenta ricerca in Polonia porta in luce i riti e le pratiche ancora in uso oggi e tramandati di generazione in generazione. Come la candela esposta sulla finestra che protegge la casa dalle tempeste o la ghirlanda esposta a fine cantiere per accogliere gli spiriti buoni nell\u2019edificio o un'antica soglia originale recuperata in un paesino polacco, confine fra esterno e interno e l'asta da rabdomante per individuare le zone pi\u00f9 ricche di acqua dove progettare un edificio.\\nIn parallelo viene evidenziata l'importanza dei dispositivi e delle strutture che rispondono alle normative pi\u00f9 attuali, come l'uscita di emergenza o il certificato rilasciato dei vigili del fuoco che, gi\u00e0 parte integrante dell'architettura del Padiglione ed evidenziati e incorniciati, diventano una componente dell'esposizione, O ancora, lo spioncino sulla porta da cui osservare, non visti, chi vuole entrare in casa o i dispositivi di allarme e i lucchetti.\\nAttraverso uno sguardo umanistico sull\u2019architettura i due piani normativo ed emozionale, solo apparentemente separati, si intrecciano di continuo in un percorso sfaccettato. Cos\u00ec accade che l'estintore, strumento per antonomasia meccanico e funzionale, campeggi in una nicchia decorata come un affresco o esaltato da un mosaico in stile veneziano, svelando le sue valenze simboliche e rassicuranti.\\nL'esposizione evita le astrazioni digitali. Addentrandosi nella mostra si incontra una costellazione di oggetti ritrovati o riprodotti e interpretati in scala 1 a 1 ed esaltati nella loro presenza materica in una scenografia essenziale. Modelli tridimensionali e tattili che affondano le radici in un patrimonio collettivo.\\nUna componente vitale e fertile, da riscoprire per tracciare i nuovi percorsi di un'architettura che incontri in modo consapevole le esigenze del mondo contemporaneo. Un contributo del Padiglione Polonia al tema per la Biennale Architettura 2025 lanciato dal curatore Carlo Ratti \u201cIntelligens. Natural. Artificial. Collective\u201d\\nLARI E PENATI - YT VIDEO\\nNote alle redazioni\\nPadiglione Polonia \u2013 Biennale Architettura 2025\\nAutori: Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof Maniak, Katarzyna Przezwa\u0144ska, Maciej Siuda Commissaria del Padiglione Polonia: Agnieszka Pindera, direttrice di Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\\nUfficio del Padiglione Polonia: Anna Kowalska, Micha\u0142 Kubiak (vice-commissario)\\nOrganizzatore: Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\\nMain partner: ORLEN\\nPartner della mostra: Istituto Adam Mickiewicz, Parady\u017c Con il sostegno di: Societ\u00e0 per la Promozione delle Belle Arti In collaborazione con: Istituto Polacco di Roma\\nMedia partner: Architektura &amp; Biznes, Autoportret, Elle Decoration, LABEL, PAP, Polskie Radio, TVP Kultura, Vogue Poland\\nLa partecipazione della Polonia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.\\nZach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\\nZach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte \u00e8 tra le pi\u00f9 rilevanti istituzioni culturali europee dedicate all\u2019arte contemporanea. La sua missione \u00e8 valorizzare l\u2019arte come componente essenziale della vita sociale e culturale. La galleria promuove mostre temporanee che esplorano i fenomeni pi\u00f9 significativi dell\u2019arte del XX e XXI secolo, affiancate da un\u2019ampia offerta di programmi educativi rivolti a bambini, giovani e adulti. L\u2019istituzione \u00e8 impegnata anche nell\u2019organizzazione di eventi accessibili, pensati per accogliere pubblici con esigenze diverse. Zach\u0119ta pubblica volumi dedicati all\u2019arte e svolge un ruolo attivo nella documentazione della scena artistica contemporanea in Polonia. La sua collezione permanente comprende circa 3.700 opere tra pittura, scultura, installazioni, video, grafica e performance.\\nIl Padiglione Polonia\\nDa oltre 70 anni, il Padiglione Polonia alla Biennale di Venezia \u00e8 curato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, che ne organizza la partecipazione alla Mostra Internazionale di Architettura.\\nLa Polonia partecipa alla Biennale d\u2019Arte dal 1932 e alla Biennale di Architettura dal 1991. Con la missione di promuovere l\u2019arte contemporanea, favorire lo scambio di idee artistiche e porre l\u2019attenzione sulle questioni pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, Il padiglione \u00e8 stato realizzato negli anni Trenta con fondi del governo polacco, che ne \u00e8 ancora oggi il proprietario.\\n\u00a0\\nBiografie\\nAleksandra K\u0119dziorek (n. 1987) \u00e8 storica dell\u2019arte, curatrice ed editor. Laureata presso l\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e CuratorLab alla Konstfack University of Arts, Crafts and Design di Stoccolma, la sua attivit\u00e0 si muove tra architettura, design e arti visive, sia all\u2019interno di istituzioni sia in modo indipendente. Nella sua pratica curatoriale presta particolare attenzione ai contesti storicamente determinati e stimolanti dal punto di vista critico. Il suo approccio basato sulla ricerca mira a trarre ispirazione dal passato per affrontare le sfide del presente. Tra i suoi progetti pi\u00f9 recenti: The Clothed Home, mostra in collaborazione con Alicja Bielawska e il collettivo Centrala, presentata alla London Design Biennale 2021, che esplorava l\u2019uso dei tessuti negli interni domestici prima della diffusione dell\u2019illuminazione elettrica; e Nen\u00fafars blancs, un intervento artistico con Centrala al Padiglione Mies van der Rohe di Barcellona (2022), incentrato sul ruolo delle piante acquatiche nell\u2019architettura modernista. Dal 2013 al 2017 ha coordinato un progetto internazionale di ricerca e mostra su Oskar e Zofia Hansen al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, comprese la tutela e valorizzazione della loro residenza estiva a Szumin.\\nKrzysztof Maniak (n. 1990) \u00e8 un artista visivo, laureato presso la Facolt\u00e0 di Intermedia dell\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove ha conseguito il dottorato nel 2018; attualmente collabora con l\u2019Intermedia Art Phenomena Institute. La sua pratica \u00e8 improntata su interventi paesaggistici, progetti minimalisti e interazioni con la natura. Risiede a Tuch\u00f3w, dove elabora opere d'arte passeggiando tra boschi, prati e colline, che fungono da scenario e da ispirazione per installazioni temporanee e lavori performativi. \u00c8 vincitore della 14\u00aa edizione del concorso Hestia Artistic Journey, del Grand Prix al 5\u00b0 Spring Salon presso la BWA di Tarn\u00f3w e della 10\u00aa edizione del premio Views organizzato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte. Ha esposto, tra gli altri, al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, SALT Ulus ad Ankara, BWA Katowice, BWA Tarn\u00f3w, BWA Bielsko-Bia\u0142a, BWA Bydgoszcz, BWA Warsaw, ABC Gallery, Galeria Bia\u0142a (Lublino), Baltic Gallery of Contemporary Art, State Art Gallery di Sopot, El Gallery (Elbl\u0105g), Contemporary Art Gallery di Opole, MOCAK a Cracovia e al Congresso Postartistic di Soko\u0142owsko.\\nKatarzyna Przezwa\u0144ska (n. 1984) \u00e8 diplomata presso la Facolt\u00e0 di Pittura dell\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. La sua pratica comprende scultura, interventi architettonici, installazioni e dipinti, nei quali spesso utilizza materiali naturali come rocce, minerali e piante. Le sue opere esplorano l\u2019intersezione tra natura e architettura, con l\u2019intento di migliorare la qualit\u00e0 della vita umana e rendere l\u2019arte utile. Trae ispirazione dall\u2019architettura vernacolare, dai classici del Novecento, da fenomeni geologici e dai processi vegetali. Tra i suoi progetti si segnalano: un parco giochi a Lublino, una piazza per studenti presso l\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, e il contributo alla progettazione di una scuola materna ed elementare pubblica a Varsavia (con lo studio di Maciej Siuda). Le sue opere sono state presentate in importanti sedi espositive, tra cui il Centro per l\u2019Arte Contemporanea del Castello di Ujazdowski, il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, la Kunsthalle di Tallinn, il Museum Abteiberg a M\u00f6nchengladbach e la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Riga. Vive e lavora a Varsavia.\\nMaciej Siuda (n. 1983) \u00e8 architetto e designer, laureato in Architettura e Urbanistica presso il Politecnico di Breslavia. Il suo lavoro si colloca tra architettura, discipline umanistiche e arte. La sua ricerca si concentra sulla sperimentazione, sulla collaborazione e sull\u2019esplorazione delle tensioni tra gli strumenti tangibili dell\u2019architettura\u2014modelli, disegni, campioni\u2014e l\u2019intangibile mondo delle idee e delle variazioni di scala. Progetta oggetti, installazioni, mostre e strutture. \u00c8 co-autore del Padiglione Polacco MYCOsystem alla 22\u00aa Triennale di Milano (2019) e del padiglione Devebere alla Biennale Architettura 2012 di Venezia, entrambi dedicati alla materia naturale e all\u2019aria come materiale architettonico. Ha progettato la scenografia della mostra Reconstruction Disputes per il 7\u00b0 festival Warsaw Under Construction (vincitrice del Grand Prix del Sindaco di Varsavia nel 2015 e del Talking Buildings Down Award dello Storefront for Art and Architecture di New York nel 2016). Ha realizzato un bassorilievo in legno per l\u2019installazione Polish Table all\u2019Expo di Dubai (2020) e curato la mostra Basic Forms per la Biennale d\u2019Arte di Chiang Rai in Thailandia (2024). Tra i suoi progetti architettonici si annoverano una scuola a Varsavia (per il quale \u00e8 stato premiato all\u2019Art in Architecture Festival, 2021) e, con il collettivo Balon, una scuola a Jacmel, Haiti (Acknowledgement Prize, Holcim Awards, Colombia, 2014).\\nHa inoltre progettato mostre per il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, il Castello di Ujazdowski, il Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a e la Staatliche Kunstsammlungen di Dresda. Attualmente \u00e8 impegnato per la curatela della mostra per la London Design Biennale 2025.\\nIndirizzo:\\nPadiglione Polonia Giardini della Biennale Sestiere Castello 30122 Venezia, Italia\\n19. Mostra Internazionale di Architettura\u2014 La Biennale di Venezia 10 Maggio\u201323 Novembre 2025\\nPress Preview: 8\u20139 Maggio 2025\\nInaugurazione: 8 Maggio 2025, h. 16.30\\nPER LA STAMPA ITALIANA E INTERNAZIONALE\\nMoosso | Barbara Musso\\nbarbara@moossopr.com\u00a0| (+39) 02 3675 1875\\nCartella Stampa: tally.so\/r\/wLo8oO\\nPER LA STAMPA POLACCA\\nJustyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art\\nj.wydra@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 603 510 112\\nMicha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion Office\\nm.kubiak@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 601 69 22 09\\nAnna Kowalska, Polish Pavilion Office\\na.kowalska@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 887 050 440\\n\u00a0\\nLINKS\\nPadiglione Polonia - https:\/\/labiennale.art.pl\/ Facebook - @polishpavilion\\nInstagram - @polishpavilionvenice\\nZach\u0119ta \u2013 National Gallery of Art - https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/\\nInformazioni sulla Biennale: www.labiennale.org\\nAccrediti Stampa: Accreditation Form \u2013 Biennale Architettura 2025\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/05\/07\/lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/www-Lary-i-penaty.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/www-Lary-i-penaty.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/05\/07\/lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Lari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Lari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura - 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Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia\nIn un'epoca di incertezza come la nostra l'architettura continua a svolgere la sua ancestrale funzione di protezione? L'esposizione del Padiglione Polonia si dipana come un'indagine antropologica che individua le componenti emotive e razionali delle pratiche costruttive. Fra riti e miti che vivono ancora oggi e normative e dispositivi di sicurezza i confini sfumano, a indicare i bisogni e i desideri pi\u00f9 profondi dell'abitare. Attraverso il lavoro multidisciplinare condotto dalla curatrice e storica dell'arte Aleksandra K\u0119dziorek, dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska e dall\u2019architetto Maciej Siuda.\n(Venezia, 19 aprile 2025) - Fin dai suoi albori l'architettura ha la funzione primaria di proteggerci e ripararci. In che modo pu\u00f2 e riesce a farlo oggi? In un'epoca di continui mutamenti e di crescente incertezza il Padiglione Polonia svolge una stimolante operazione di antropologia dell'architettura con l'esposizione \u201cLari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura\u201d.\nL'intento del collettivo multidisciplinare composto dalla curatrice e storica dell'arte Aleksandra K\u0119dziorek, dall\u2019architetto Maciej Siuda e dagli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwa\u0144ska \u00e8 di indagare l'architettura dal punto di vista non tanto di chi la progetta, ma da quello delle persone che la abitano. Sospendendo ogni giudizio, il progetto lascia affiorarele paure, le ansie, i desideri e i bisogni pi\u00f9 profondi muovendosi volutamente su un duplice binario, magico e razionale.\n\u201cI Lari e i Penati erano le divinit\u00e0 romane che avevano il compito di proteggere il focolare domestico e in molte lingue ancora oggi ci si riferisce ad essi come a dei garanti della sicurezza all'interno della casa. Dunque, in sintonia con il curatore della Biennale Architettura 2025 Carlo Ratti che nel titolo dell\u2019esposizione di quest\u2019anno inserisce la parola \u201cintelligens\u201d, ci ispiriamo ai lari e penati come a un codice universale derivato dalla tradizione del mondo antico e che fa parte di un'intelligenza collettiva profondamente umana\u201d, spiega Aleksandra K\u0119dziorek.\nUn'attenta ricerca in Polonia porta in luce i riti e le pratiche ancora in uso oggi e tramandati di generazione in generazione. Come la candela esposta sulla finestra che protegge la casa dalle tempeste o la ghirlanda esposta a fine cantiere per accogliere gli spiriti buoni nell\u2019edificio o un'antica soglia originale recuperata in un paesino polacco, confine fra esterno e interno e l'asta da rabdomante per individuare le zone pi\u00f9 ricche di acqua dove progettare un edificio.\nIn parallelo viene evidenziata l'importanza dei dispositivi e delle strutture che rispondono alle normative pi\u00f9 attuali, come l'uscita di emergenza o il certificato rilasciato dei vigili del fuoco che, gi\u00e0 parte integrante dell'architettura del Padiglione ed evidenziati e incorniciati, diventano una componente dell'esposizione, O ancora, lo spioncino sulla porta da cui osservare, non visti, chi vuole entrare in casa o i dispositivi di allarme e i lucchetti.\nAttraverso uno sguardo umanistico sull\u2019architettura i due piani normativo ed emozionale, solo apparentemente separati, si intrecciano di continuo in un percorso sfaccettato. Cos\u00ec accade che l'estintore, strumento per antonomasia meccanico e funzionale, campeggi in una nicchia decorata come un affresco o esaltato da un mosaico in stile veneziano, svelando le sue valenze simboliche e rassicuranti.\nL'esposizione evita le astrazioni digitali. Addentrandosi nella mostra si incontra una costellazione di oggetti ritrovati o riprodotti e interpretati in scala 1 a 1 ed esaltati nella loro presenza materica in una scenografia essenziale. Modelli tridimensionali e tattili che affondano le radici in un patrimonio collettivo.\nUna componente vitale e fertile, da riscoprire per tracciare i nuovi percorsi di un'architettura che incontri in modo consapevole le esigenze del mondo contemporaneo. Un contributo del Padiglione Polonia al tema per la Biennale Architettura 2025 lanciato dal curatore Carlo Ratti \u201cIntelligens. Natural. Artificial. Collective\u201d\nLARI E PENATI - YT VIDEO\nNote alle redazioni\nPadiglione Polonia \u2013 Biennale Architettura 2025\nAutori: Aleksandra K\u0119dziorek, Krzysztof Maniak, Katarzyna Przezwa\u0144ska, Maciej Siuda Commissaria del Padiglione Polonia: Agnieszka Pindera, direttrice di Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\nUfficio del Padiglione Polonia: Anna Kowalska, Micha\u0142 Kubiak (vice-commissario)\nOrganizzatore: Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\nMain partner: ORLEN\nPartner della mostra: Istituto Adam Mickiewicz, Parady\u017c Con il sostegno di: Societ\u00e0 per la Promozione delle Belle Arti In collaborazione con: Istituto Polacco di Roma\nMedia partner: Architektura &amp; Biznes, Autoportret, Elle Decoration, LABEL, PAP, Polskie Radio, TVP Kultura, Vogue Poland\nLa partecipazione della Polonia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia \u00e8 finanziata dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.\nZach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte\nZach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte \u00e8 tra le pi\u00f9 rilevanti istituzioni culturali europee dedicate all\u2019arte contemporanea. La sua missione \u00e8 valorizzare l\u2019arte come componente essenziale della vita sociale e culturale. La galleria promuove mostre temporanee che esplorano i fenomeni pi\u00f9 significativi dell\u2019arte del XX e XXI secolo, affiancate da un\u2019ampia offerta di programmi educativi rivolti a bambini, giovani e adulti. L\u2019istituzione \u00e8 impegnata anche nell\u2019organizzazione di eventi accessibili, pensati per accogliere pubblici con esigenze diverse. Zach\u0119ta pubblica volumi dedicati all\u2019arte e svolge un ruolo attivo nella documentazione della scena artistica contemporanea in Polonia. La sua collezione permanente comprende circa 3.700 opere tra pittura, scultura, installazioni, video, grafica e performance.\nIl Padiglione Polonia\nDa oltre 70 anni, il Padiglione Polonia alla Biennale di Venezia \u00e8 curato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, che ne organizza la partecipazione alla Mostra Internazionale di Architettura.\nLa Polonia partecipa alla Biennale d\u2019Arte dal 1932 e alla Biennale di Architettura dal 1991. Con la missione di promuovere l\u2019arte contemporanea, favorire lo scambio di idee artistiche e porre l\u2019attenzione sulle questioni pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, Il padiglione \u00e8 stato realizzato negli anni Trenta con fondi del governo polacco, che ne \u00e8 ancora oggi il proprietario.\n\u00a0\nBiografie\nAleksandra K\u0119dziorek (n. 1987) \u00e8 storica dell\u2019arte, curatrice ed editor. Laureata presso l\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia e CuratorLab alla Konstfack University of Arts, Crafts and Design di Stoccolma, la sua attivit\u00e0 si muove tra architettura, design e arti visive, sia all\u2019interno di istituzioni sia in modo indipendente. Nella sua pratica curatoriale presta particolare attenzione ai contesti storicamente determinati e stimolanti dal punto di vista critico. Il suo approccio basato sulla ricerca mira a trarre ispirazione dal passato per affrontare le sfide del presente. Tra i suoi progetti pi\u00f9 recenti: The Clothed Home, mostra in collaborazione con Alicja Bielawska e il collettivo Centrala, presentata alla London Design Biennale 2021, che esplorava l\u2019uso dei tessuti negli interni domestici prima della diffusione dell\u2019illuminazione elettrica; e Nen\u00fafars blancs, un intervento artistico con Centrala al Padiglione Mies van der Rohe di Barcellona (2022), incentrato sul ruolo delle piante acquatiche nell\u2019architettura modernista. Dal 2013 al 2017 ha coordinato un progetto internazionale di ricerca e mostra su Oskar e Zofia Hansen al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, comprese la tutela e valorizzazione della loro residenza estiva a Szumin.\nKrzysztof Maniak (n. 1990) \u00e8 un artista visivo, laureato presso la Facolt\u00e0 di Intermedia dell\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove ha conseguito il dottorato nel 2018; attualmente collabora con l\u2019Intermedia Art Phenomena Institute. La sua pratica \u00e8 improntata su interventi paesaggistici, progetti minimalisti e interazioni con la natura. Risiede a Tuch\u00f3w, dove elabora opere d'arte passeggiando tra boschi, prati e colline, che fungono da scenario e da ispirazione per installazioni temporanee e lavori performativi. \u00c8 vincitore della 14\u00aa edizione del concorso Hestia Artistic Journey, del Grand Prix al 5\u00b0 Spring Salon presso la BWA di Tarn\u00f3w e della 10\u00aa edizione del premio Views organizzato da Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte. Ha esposto, tra gli altri, al Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, SALT Ulus ad Ankara, BWA Katowice, BWA Tarn\u00f3w, BWA Bielsko-Bia\u0142a, BWA Bydgoszcz, BWA Warsaw, ABC Gallery, Galeria Bia\u0142a (Lublino), Baltic Gallery of Contemporary Art, State Art Gallery di Sopot, El Gallery (Elbl\u0105g), Contemporary Art Gallery di Opole, MOCAK a Cracovia e al Congresso Postartistic di Soko\u0142owsko.\nKatarzyna Przezwa\u0144ska (n. 1984) \u00e8 diplomata presso la Facolt\u00e0 di Pittura dell\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia. La sua pratica comprende scultura, interventi architettonici, installazioni e dipinti, nei quali spesso utilizza materiali naturali come rocce, minerali e piante. Le sue opere esplorano l\u2019intersezione tra natura e architettura, con l\u2019intento di migliorare la qualit\u00e0 della vita umana e rendere l\u2019arte utile. Trae ispirazione dall\u2019architettura vernacolare, dai classici del Novecento, da fenomeni geologici e dai processi vegetali. Tra i suoi progetti si segnalano: un parco giochi a Lublino, una piazza per studenti presso l\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, e il contributo alla progettazione di una scuola materna ed elementare pubblica a Varsavia (con lo studio di Maciej Siuda). Le sue opere sono state presentate in importanti sedi espositive, tra cui il Centro per l\u2019Arte Contemporanea del Castello di Ujazdowski, il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, la Kunsthalle di Tallinn, il Museum Abteiberg a M\u00f6nchengladbach e la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Riga. Vive e lavora a Varsavia.\nMaciej Siuda (n. 1983) \u00e8 architetto e designer, laureato in Architettura e Urbanistica presso il Politecnico di Breslavia. Il suo lavoro si colloca tra architettura, discipline umanistiche e arte. La sua ricerca si concentra sulla sperimentazione, sulla collaborazione e sull\u2019esplorazione delle tensioni tra gli strumenti tangibili dell\u2019architettura\u2014modelli, disegni, campioni\u2014e l\u2019intangibile mondo delle idee e delle variazioni di scala. Progetta oggetti, installazioni, mostre e strutture. \u00c8 co-autore del Padiglione Polacco MYCOsystem alla 22\u00aa Triennale di Milano (2019) e del padiglione Devebere alla Biennale Architettura 2012 di Venezia, entrambi dedicati alla materia naturale e all\u2019aria come materiale architettonico. Ha progettato la scenografia della mostra Reconstruction Disputes per il 7\u00b0 festival Warsaw Under Construction (vincitrice del Grand Prix del Sindaco di Varsavia nel 2015 e del Talking Buildings Down Award dello Storefront for Art and Architecture di New York nel 2016). Ha realizzato un bassorilievo in legno per l\u2019installazione Polish Table all\u2019Expo di Dubai (2020) e curato la mostra Basic Forms per la Biennale d\u2019Arte di Chiang Rai in Thailandia (2024). Tra i suoi progetti architettonici si annoverano una scuola a Varsavia (per il quale \u00e8 stato premiato all\u2019Art in Architecture Festival, 2021) e, con il collettivo Balon, una scuola a Jacmel, Haiti (Acknowledgement Prize, Holcim Awards, Colombia, 2014).\nHa inoltre progettato mostre per il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia, Zach\u0119ta \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte, il Museo Nazionale di Varsavia, il Castello di Ujazdowski, il Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a e la Staatliche Kunstsammlungen di Dresda. Attualmente \u00e8 impegnato per la curatela della mostra per la London Design Biennale 2025.\nIndirizzo:\nPadiglione Polonia Giardini della Biennale Sestiere Castello 30122 Venezia, Italia\n19. Mostra Internazionale di Architettura\u2014 La Biennale di Venezia 10 Maggio\u201323 Novembre 2025\nPress Preview: 8\u20139 Maggio 2025\nInaugurazione: 8 Maggio 2025, h. 16.30\nPER LA STAMPA ITALIANA E INTERNAZIONALE\nMoosso | Barbara Musso\nbarbara@moossopr.com\u00a0| (+39) 02 3675 1875\nCartella Stampa: tally.so\/r\/wLo8oO\nPER LA STAMPA POLACCA\nJustyna Wydra, Press Officer, Zach\u0119ta \u2014 National Gallery of Art\nj.wydra@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 603 510 112\nMicha\u0142 Kubiak, Polish Pavilion Office\nm.kubiak@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 601 69 22 09\nAnna Kowalska, Polish Pavilion Office\na.kowalska@zacheta.art.pl\u00a0| (+48) 887 050 440\n\u00a0\nLINKS\nPadiglione Polonia - https:\/\/labiennale.art.pl\/ Facebook - @polishpavilion\nInstagram - @polishpavilionvenice\nZach\u0119ta \u2013 National Gallery of Art - https:\/\/zacheta.art.pl\/en\/\nInformazioni sulla Biennale: www.labiennale.org\nAccrediti Stampa: Accreditation Form \u2013 Biennale Architettura 2025"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/05\/07\/lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/www-Lary-i-penaty.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/05\/www-Lary-i-penaty.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/05\/07\/lari-e-penati-sul-costruire-un-senso-di-sicurezza-in-architettura\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Lari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6964","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6964"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6964\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6979,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6964\/revisions\/6979"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}