{"id":7444,"date":"2025-09-17T11:28:16","date_gmt":"2025-09-17T09:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=7444"},"modified":"2025-09-30T15:23:34","modified_gmt":"2025-09-30T13:23:34","slug":"operai-dellarte-industria-e-arte-nella-repubblica-popolare-polacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/09\/17\/operai-dellarte-industria-e-arte-nella-repubblica-popolare-polacca\/","title":{"rendered":"Operai dell\u2019arte. Industria e arte nella Repubblica Popolare Polacca"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Mostra a cura di Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#5e8a56;color:#5e8a56\" \/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-7e65829e42f11aacca37949c10383fa3\" style=\"color:#5e8a56\"><strong><strong>30 settembre \u2013 21 novembre 2025<\/strong><\/strong><\/h3>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>Istituto Polacco di Roma<br \/><\/strong>Palazzo Blumenstihl<br \/>Via Vittoria Colonna 1, Roma\u00a0<br \/><strong>Orari<\/strong>: da luned\u00ec al venerd\u00ec, ore 10.00 \u2013 17.00 e su appuntamento<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-alpha-channel-opacity has-background\" style=\"background-color:#5e8a56;color:#5e8a56\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra <strong><em>Operai dell\u2019arte. Industria e arte nella Repubblica Popolare Polacca<\/em><\/strong>, a cura di Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o, \u00e8 co-organizzata dall\u2019Istituto Polacco di Roma, dal Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g e dal Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a in collaborazione con il Museo Archeologico-Storico di Elbl\u0105g e la Fondazione In Situ di Soko\u0142owsko.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Attraverso documenti di archivio la mostra illustra il dialogo tra arte e industria, elemento significativo delle pratiche artistiche della Repubblica Popolare Polacca, in particolare negli anni Sessanta \u2013 Ottanta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra presenta questo fenomeno attraverso due esempi molto diversi tra loro: <strong>la Biennale delle Forme Spaziali di Elbl\u0105g (1965\u20131973)<\/strong><strong>,<\/strong> organizzata e sostenuta dall\u2019azienda meccanica Zamech, e <strong>Konstrukcja w procesie <\/strong>(Costruzione in processo), un evento risalente al 1981, pochi mesi prima dell\u2019introduzione della legge marziale in Polonia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Un dialogo tra arte e industria era, dunque, parte integrante della cultura artistica dell\u2019epoca, con progetti che coinvolgevano in modo diretto operai e stabilimenti industriali. Anche in questo contesto si pu\u00f2 parlare di un mecenatismo istituzionale, che, pur essendo espressione dell\u2019ideologia ufficiale, spesso coincideva con l\u2019iniziativa personale degli artisti, impegnati nel dare una funzione sociale all\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra romana \u2013 il cui titolo fa riferimento anche ai <em>Taccuini dell\u2019operaio d\u2019arte<\/em>, bollettini pubblicati a Elbl\u0105g tra il 1972 e il 1973 \u2013 si concentra su due esempi emblematici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il primo \u00e8 la Biennale delle Forme Spaziali di Elbl\u0105g, un evento artistico tenutosi ciclicamente tra il 1965 e il 1973, ideato e guidato da <strong>Gerard Kwiatkowski<\/strong> \u2013 artista, instancabile promotore culturale e fondatore della Galeria EL (anch\u2019essa sostenuta da Zamech). Kwiatkowski, impiegato presso gli stabilimenti Zamech come artista, convinse le autorit\u00e0 a organizzare una Biennale che prevedesse la realizzazione di grandi forme spaziali proposte da artisti e realizzate in collaborazione con gli operai per essere collocate negli spazi urbani di Elbl\u0105g. L\u2019iniziativa ebbe cinque edizioni, ciascuna con una formula diversa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra all\u2019Istituto Polacco si concentra in particolare sulla prima e pi\u00f9 complessa edizione (22 luglio \u2013 22 agosto 1965), alla quale parteciparono decine di artisti polacchi e alcuni borsisti stranieri. Tra gli artisti presenti: Henryk Sta\u017cewski, Magdalena Abakanowicz, Edward Krasi\u0144ski, Jerzy Jarnuszkiewicz, Magdalena Wi\u0119cek-Wnuk e lo stesso Gerard Kwiatkowski.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel novembre 1965, su iniziativa del direttore Stanis\u0142aw Lorentz, il Museo Nazionale di Varsavia organizz\u00f2 una mostra di modelli e bozzetti delle opere realizzate durante la prima Biennale. Alcuni di questi saranno esposti anche a Roma.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il secondo esempio \u00e8 <em>Konstrukcja w procesie (Costruzione in processo<\/em>), nato in un momento storico profondamente diverso, nel 1981, pochi mesi prima dell\u2019introduzione della legge marziale. Anche in questo caso vi fu un forte coinvolgimento degli operai, ma l\u2019iniziativa rifiut\u00f2 qualsiasi assistenza istituzionale, affidandosi esclusivamente all\u2019impegno volontario, sulla scia del movimento Solidarno\u015b\u0107.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Organizzato dalla comunit\u00e0 artistica di \u0141\u00f3d\u017a e guidato dal suo ideatore <strong>Ryszard Wa\u015bko<\/strong> \u2013 artista, curatore e animatore culturale \u2013 l\u2019evento rappresent\u00f2 un importante gesto di sostegno a Solidarno\u015b\u0107 e un tentativo di mantenere un dialogo culturale con l\u2019Occidente in piena Guerra Fredda. Gli stabilimenti MPK (azienda municipale dei trasporti) concessero l\u2019uso di un capannone industriale come sede dell\u2019esposizione. L\u2019iniziativa fu sostenuta dal Muzeum Sztuki, dal Gruppo Cinematografico Aneks, e riusc\u00ec a coinvolgere anche il Comune di \u0141\u00f3d\u017a.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Konstrukcja w procesie<\/em> si \u00e8 poi svolto tra il 1981 e il 2000 in diverse citt\u00e0 del mondo segnate da trasformazioni politiche e culturali: \u0141\u00f3d\u017a (1981, 1990, 1993), Monaco (1985), Israele (1994), Melbourne (1998), Bydgoszcz (2000).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La mostra romana si concentra sulla prima edizione del 1981, dove gli artisti riuscirono a costruire una vera e propria comunit\u00e0 collaborando con diversi ambienti locali. Tra i partecipanti vi erano: Carl Andre, Dan Graham, Stanislav Kolibal, Sol LeWitt, Richard Long, Fran\u00e7ois Morellet, Dennis Oppenheim, J\u00f3zef Robakowski, Ed Ruscha, Ryszard Wa\u015bko, Richard Serra, Roman Opa\u0142ka, Pawe\u0142 Kwiek.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In mostra saranno presentati il film di J\u00f3zef Robakowski dedicato a questi eventi e le fotografie di Zygmunt Rytka che ne documentano lo svolgimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>&#8212;<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Ringraziamenti speciali alla direzione e allo staff di Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>&#8212;<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Informazioni:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Mostra: <\/strong><em>Operai dell\u2019arte. Industria e arte nella Repubblica Popolare Polacca<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Curatori:<\/strong> Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Organizzazione: <\/strong><strong>Istituto Polacco di Roma, Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g e Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a in collaborazione con il Museo Archeologico-Storico di Elbl\u0105g e la Fondazione In Situ di Soko\u0142owsko.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Grafica e architettura della mostra: Kaja Kusztra. Cosultazione: Emilia Orzechowska, elaborazione foto del Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g: Mateusz Florczak<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Istituto Polacco di Roma<\/strong>, Palazzo Blumenstihl, Roma, via Vittoria Colonna 1<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Inaugurazione: <\/strong>luned\u00ec 29 settembre, ore 19.30<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Apertura al pubblico<\/strong>: 30 settembre \u2013 21 novembre 2025<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Orari<\/strong>: da luned\u00ec al venerd\u00ec, ore 10.00 \u2013 17.00 e su appuntamento<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>tel.: <\/strong><strong>06 36 000 723<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/p>\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">In copertina: Tihamer Gyarmathy alla I\u00b0 Biennale delle forme spaziali di Elblag, 1965, foto courtesy of Centro d\u2019Arte Galeria El <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra a cura di Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o 30 settembre \u2013 21 novembre 2025 Istituto Polacco di RomaPalazzo BlumenstihlVia Vittoria Colonna 1, Roma\u00a0Orari: da luned\u00ec al venerd\u00ec, ore 10.00 \u2013 17.00 e su appuntamento La mostra Operai dell\u2019arte. 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Industria e arte nella Repubblica Popolare Polacca, a cura di Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o, \u00e8 co-organizzata dall\u2019Istituto Polacco di Roma, dal Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g e dal Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a in collaborazione con il Museo Archeologico-Storico di Elbl\u0105g e la Fondazione In Situ di Soko\u0142owsko.\nAttraverso documenti di archivio la mostra illustra il dialogo tra arte e industria, elemento significativo delle pratiche artistiche della Repubblica Popolare Polacca, in particolare negli anni Sessanta \u2013 Ottanta.\nLa mostra presenta questo fenomeno attraverso due esempi molto diversi tra loro: la Biennale delle Forme Spaziali di Elbl\u0105g (1965\u20131973), organizzata e sostenuta dall\u2019azienda meccanica Zamech, e Konstrukcja w procesie (Costruzione in processo), un evento risalente al 1981, pochi mesi prima dell\u2019introduzione della legge marziale in Polonia.\nUn dialogo tra arte e industria era, dunque, parte integrante della cultura artistica dell\u2019epoca, con progetti che coinvolgevano in modo diretto operai e stabilimenti industriali. Anche in questo contesto si pu\u00f2 parlare di un mecenatismo istituzionale, che, pur essendo espressione dell\u2019ideologia ufficiale, spesso coincideva con l\u2019iniziativa personale degli artisti, impegnati nel dare una funzione sociale all\u2019arte.\nLa mostra romana \u2013 il cui titolo fa riferimento anche ai Taccuini dell\u2019operaio d\u2019arte, bollettini pubblicati a Elbl\u0105g tra il 1972 e il 1973 \u2013 si concentra su due esempi emblematici.\nIl primo \u00e8 la Biennale delle Forme Spaziali di Elbl\u0105g, un evento artistico tenutosi ciclicamente tra il 1965 e il 1973, ideato e guidato da Gerard Kwiatkowski \u2013 artista, instancabile promotore culturale e fondatore della Galeria EL (anch\u2019essa sostenuta da Zamech). Kwiatkowski, impiegato presso gli stabilimenti Zamech come artista, convinse le autorit\u00e0 a organizzare una Biennale che prevedesse la realizzazione di grandi forme spaziali proposte da artisti e realizzate in collaborazione con gli operai per essere collocate negli spazi urbani di Elbl\u0105g. L\u2019iniziativa ebbe cinque edizioni, ciascuna con una formula diversa.\nLa mostra all\u2019Istituto Polacco si concentra in particolare sulla prima e pi\u00f9 complessa edizione (22 luglio \u2013 22 agosto 1965), alla quale parteciparono decine di artisti polacchi e alcuni borsisti stranieri. Tra gli artisti presenti: Henryk Sta\u017cewski, Magdalena Abakanowicz, Edward Krasi\u0144ski, Jerzy Jarnuszkiewicz, Magdalena Wi\u0119cek-Wnuk e lo stesso Gerard Kwiatkowski.\nNel novembre 1965, su iniziativa del direttore Stanis\u0142aw Lorentz, il Museo Nazionale di Varsavia organizz\u00f2 una mostra di modelli e bozzetti delle opere realizzate durante la prima Biennale. Alcuni di questi saranno esposti anche a Roma.\nIl secondo esempio \u00e8 Konstrukcja w procesie (Costruzione in processo), nato in un momento storico profondamente diverso, nel 1981, pochi mesi prima dell\u2019introduzione della legge marziale. Anche in questo caso vi fu un forte coinvolgimento degli operai, ma l\u2019iniziativa rifiut\u00f2 qualsiasi assistenza istituzionale, affidandosi esclusivamente all\u2019impegno volontario, sulla scia del movimento Solidarno\u015b\u0107.\nOrganizzato dalla comunit\u00e0 artistica di \u0141\u00f3d\u017a e guidato dal suo ideatore Ryszard Wa\u015bko \u2013 artista, curatore e animatore culturale \u2013 l\u2019evento rappresent\u00f2 un importante gesto di sostegno a Solidarno\u015b\u0107 e un tentativo di mantenere un dialogo culturale con l\u2019Occidente in piena Guerra Fredda. Gli stabilimenti MPK (azienda municipale dei trasporti) concessero l\u2019uso di un capannone industriale come sede dell\u2019esposizione. L\u2019iniziativa fu sostenuta dal Muzeum Sztuki, dal Gruppo Cinematografico Aneks, e riusc\u00ec a coinvolgere anche il Comune di \u0141\u00f3d\u017a.\nKonstrukcja w procesie si \u00e8 poi svolto tra il 1981 e il 2000 in diverse citt\u00e0 del mondo segnate da trasformazioni politiche e culturali: \u0141\u00f3d\u017a (1981, 1990, 1993), Monaco (1985), Israele (1994), Melbourne (1998), Bydgoszcz (2000).\nLa mostra romana si concentra sulla prima edizione del 1981, dove gli artisti riuscirono a costruire una vera e propria comunit\u00e0 collaborando con diversi ambienti locali. Tra i partecipanti vi erano: Carl Andre, Dan Graham, Stanislav Kolibal, Sol LeWitt, Richard Long, Fran\u00e7ois Morellet, Dennis Oppenheim, J\u00f3zef Robakowski, Ed Ruscha, Ryszard Wa\u015bko, Richard Serra, Roman Opa\u0142ka, Pawe\u0142 Kwiek.\nIn mostra saranno presentati il film di J\u00f3zef Robakowski dedicato a questi eventi e le fotografie di Zygmunt Rytka che ne documentano lo svolgimento.\n---\nRingraziamenti speciali alla direzione e allo staff di Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g\n---\nInformazioni:\nMostra: Operai dell\u2019arte. Industria e arte nella Repubblica Popolare Polacca\nCuratori: Jakub Gawkowski e Anna Jagie\u0142\u0142o\nOrganizzazione: Istituto Polacco di Roma, Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g e Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a in collaborazione con il Museo Archeologico-Storico di Elbl\u0105g e la Fondazione In Situ di Soko\u0142owsko.\nGrafica e architettura della mostra: Kaja Kusztra. Cosultazione: Emilia Orzechowska, elaborazione foto del Centro d\u2019Arte Galeria El di Elbl\u0105g: Mateusz Florczak\nIstituto Polacco di Roma, Palazzo Blumenstihl, Roma, via Vittoria Colonna 1\nInaugurazione: luned\u00ec 29 settembre, ore 19.30\nApertura al pubblico: 30 settembre \u2013 21 novembre 2025\nOrari: da luned\u00ec al venerd\u00ec, ore 10.00 \u2013 17.00 e su appuntamento\ntel.: 06 36 000 723\n\u00a0\nIn copertina: Tihamer Gyarmathy alla I\u00b0 Biennale delle forme spaziali di Elblag, 1965, foto courtesy of Centro d\u2019Arte Galeria El"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/09\/17\/operai-dellarte-industria-e-arte-nella-repubblica-popolare-polacca\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/09\/I-BFP-Tihamer-Gyarmathy-1965-foto.-nn.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/09\/I-BFP-Tihamer-Gyarmathy-1965-foto.-nn.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/09\/17\/operai-dellarte-industria-e-arte-nella-repubblica-popolare-polacca\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Operai dell\u2019arte. 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