{"id":7554,"date":"2025-10-09T09:23:46","date_gmt":"2025-10-09T07:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=7554"},"modified":"2025-10-09T09:29:28","modified_gmt":"2025-10-09T07:29:28","slug":"malgorzata-mirga-tas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/10\/09\/malgorzata-mirga-tas\/","title":{"rendered":"Ma\u0142gorzata Mirga-Tas"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><em>The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/h1>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #3a78a1\"><strong>12 ottobre 2025 \u2013 8 febbraio 2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Collezione Maramotti<br \/><\/strong>Via Fratelli Cervi 66<br \/>42124 Reggio Emilia<br \/><span style=\"color: #3a78a1\"><a style=\"color: #3a78a1\" href=\"http:\/\/www.colllezionemaramotti.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">collezionemaramotti.org<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Visita alla mostra con ingresso libero nei seguenti orari:<br \/>Gioved\u00ec e venerd\u00ec 14.30 \u2013 18.30 | Sabato e domenica 10.30 \u2013 18.30<br \/>Chiuso: 1 novembre, 25-26 gennaio, 1 e 6 gennaio<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7555\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_1-300x200.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_1-768x512.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_1.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Dopo aver rappresentato la Polonia alla 59<sup>a<\/sup> Biennale Arte di Venezia nel 2022, nel maestoso progetto dal titolo <em>Re-enchanting the World<\/em>, l\u2019artista rom polacca Ma\u0142gorzata Mirga-Tas torna in Italia con <em>The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma <\/em>[Il Grande Carro predir\u00e0 il futuro dei rom], mostra originale concepita per la Collezione Maramotti a partire dalla raccolta di immagini, racconti e documenti relativi alla storia rom e sinta italiana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Attingendo da vecchie fotografie e album di famiglia, da testimonianze orali e conversazioni, da libri e fonti d\u2019archivio, Mirga-Tas ha intrecciato alla propria articolata narrazione del popolo rom vite e figure della comunit\u00e0 sinta di Reggio Emilia, con cui ha potuto esperire significativi momenti di incontro, conoscenza e collaborazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">All\u2019origine dell\u2019ideazione del progetto espositivo \u00e8 stato il forte legame con gli spettacoli viaggianti e la gestione delle giostre, mestiere tramandato di generazione in generazione che l\u2019artista ha individuato come caratteristica specifica della cultura roman\u00ed in Italia. Ispirata al mondo dei luna park, la sua nuova esposizione appare gioiosamente vitale, ma anche inevitabilmente attraversata da un senso di transitoriet\u00e0, dalla memoria di persecuzioni e spostamenti forzati sub\u00ecti da rom e sinti, a cui spesso storicamente \u00e8 stata negata una stabilit\u00e0 abitativa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Mirga-Tas si \u00e8 concentrata in particolare sulla rielaborazione di una giostra a seggiolini (calcinculo) che, nella semplicit\u00e0 della struttura circolare e nell\u2019idea del costante girare in tondo, assume una forte valenza simbolica: il tempo che scorre, la vita che sembra <em>ritornare<\/em> a ogni nuova stagione, la rotazione dei pianeti nello spazio cosmico, l\u2019idea di viaggio perpetuo.<br>La giostra \u00e8 ricoperta di tessuti sui quali sono cucite, in vivaci patchwork multicolori, figure e scene ordinarie \u2013 di relazioni familiari, attivit\u00e0 condivise, momenti di svago e riposo \u2013 delle comunit\u00e0 sinte e rom in Emilia, con un\u2019attenzione particolare al ruolo delle donne.<br>La parte centrale dell\u2019installazione \u00e8 dedicata a ritratti del presente e del passato, in cui persone e forme dell\u2019abitare si combinano fluidamente in immagini intime e calorose. La fascia superiore riporta citazioni di testi roman\u00ed, tra cui le parole della poetessa e cantante rom Bronis\u0142awa Wajs (1908-1987), nota come Papusza. <br>Un grande quadro tessile e alcuni cavallini scolpiti in legno completano la mostra, creando uno spazio dinamico che invita a un movimento fisico, oltre che di sguardo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Visivamente traboccanti ed emotivamente coinvolgenti, le sue opere riflettono l\u2019estetica cromatica e compositiva popolare roman\u00ed. Dall\u2019accostamento di motivi eterogenei, colori sgargianti e frammenti di stoffe diverse emergono profili di individui \u2013 anziani, adulti e bambini \u2013, caravan, caroselli, animali, biciclette, cortili, scale, sedie, campi, cieli: la visione tangibile di una realt\u00e0 pulsante, caleidoscopica e interconnessa, in cui i confini tra dimensione privata e rete sociale, tra quotidiano e straordinario, tra arte e artigianato, si dissolvono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Gli elementi tessili e gli oggetti che l\u2019artista incorpora nei suoi lavori sono raccolti presso la sua famiglia, gli amici e le persone con cui \u00e8 entrata in contatto, o recuperati da rivenditori di seconda mano. Caricati dei corpi e delle vite di chi li ha utilizzati, questi materiali si trasformano in presenze vibranti e attive all\u2019interno dell\u2019opera, partecipi di un racconto corale, di una lotta comune contro il pregiudizio, della rivendicazione della libert\u00e0 come causa universale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le tende, le tovaglie, gli abiti usati che costituiscono i dipinti tessili di Mirga-Tas trovano nell\u2019espressione artistica una nuova opportunit\u00e0 di esistenza e conferiscono ai soggetti raffigurati una forma di energia aggiuntiva: il potere di rappresentarsi in prima persona, attraverso la propria esperienza e con la voce interna della comunit\u00e0, emancipandosi dall\u2019iconografia in cui sono tradizionalmente relegati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel taglio e nell\u2019assemblaggio di materiali di recupero, uniti tramite punti di cucitura che restano visibili, affiora l\u2019esempio di una pratica reale e metaforica di riparazione, di riposizionamento della (e nella) storia, insieme a una empatica inclinazione alla cura di ci\u00f2 che \u00e8 considerato marginale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019identit\u00e0 rom, nella sua natura multisfaccettata, \u00e8 indissolubilmente legata alla ricerca artistica di Ma\u0142gorzata Mirga-Tas. Il senso profondo del suo lavoro \u00e8 ancorato alla volont\u00e0 di costruire nuovi paradigmi positivi attraverso l\u2019arte: enfatizzando le proprie origini, l\u2019artista ridisegna l\u2019immaginario stereotipico negativo associato alla popolazione rom (antiziganismo) per trasformarlo ed evolverlo in quello di una comunit\u00e0 transnazionale, transculturale, multilingue, libera e non violenta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nella sua arte, l\u2019impulso a questo cambiamento di prospettiva si accompagna a una consapevole valorizzazione della soggettivit\u00e0 femminile, sia a livello domestico che strutturale, in cui emancipazione, autonomia e sorellanza intergenerazionale sono, ancor prima che concetti, pratiche vissute e incarnate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Si ringraziano per la collaborazione il Comune di Reggio Emilia, e in particolare Lucia Gianferrari, Servizio Contrasto alle Povert\u00e0 urbane; Gianluca Grassi, Presidente Centro Culturale Mondo Insieme; le comunit\u00e0 sinte di Rivalta, Roncocesi, Roncina, Cavazzoli, Pratofontana; tutte le persone che hanno accolto l\u2019artista nelle proprie abitazioni e che si sono rese disponibili ad incontrarla e a supportarla nell\u2019esplorazione sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-cyan-blue-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-cyan-blue-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7556 alignleft\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_R.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_R.jpg 417w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_R-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><strong>Ma\u0142gorzata Mirga-Tas<\/strong> (nata a Zakopane, Polonia, nel 1978) vive e lavora a Czarna G\u00f3ra, sui Monti Tatra (Polonia).<br \/>Si \u00e8 diplomata in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia. Oltre all\u2019attivit\u00e0 artistica, si dedica a progetti come educatrice e attivista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ha partecipato a numerose esposizioni in tutto il mondo, arrivando a rappresentare la Polonia alla 59\u00b0 Biennale di Venezia nel 2022, con il padiglione dal titolo <em>Re-enchanting the World.<\/em><br \/>Tra le mostre personali pi\u00f9 recenti: Kunsthaus Bregenz, Bregenz; Kunstmuseum Luzern, Lucerna; The Whitworth, Manchester (2025); V\u00e4ster\u00e5s Konstmuseum, V\u00e4ster\u00e5s (Svezia); High Line, New York; Tate St. Ives, St. Ives; Bonnefanten Museum, Maastricht (2024); Haefner Foyer Kunsthaus, Zurigo; Andalusian Center for Contemporary Art, Siviglia; Frith Street Gallery, Londra; Br\u00fccke Museum, Berlino; G\u00f6teborgs Konsthall, G\u00f6teborg; Zach\u0119ta-National Gallery of Art, Varsavia; The Living History Forum, Stoccolma; Karma International, Zurigo; Foksal Gallery Foundation, Varsavia (2023).<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator 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Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma\\n12 ottobre 2025 \u2013 8 febbraio 2026\\nCollezione MaramottiVia Fratelli Cervi 6642124 Reggio Emiliacollezionemaramotti.org\\nVisita alla mostra con ingresso libero nei seguenti orari:Gioved\u00ec e venerd\u00ec 14.30 \u2013 18.30 | Sabato e domenica 10.30 \u2013 18.30Chiuso: 1 novembre, 25-26 gennaio, 1 e 6 gennaio\\nDopo aver rappresentato la Polonia alla 59a Biennale Arte di Venezia nel 2022, nel maestoso progetto dal titolo Re-enchanting the World, l\u2019artista rom polacca Ma\u0142gorzata Mirga-Tas torna in Italia con The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma [Il Grande Carro predir\u00e0 il futuro dei rom], mostra originale concepita per la Collezione Maramotti a partire dalla raccolta di immagini, racconti e documenti relativi alla storia rom e sinta italiana.\\n \\nAttingendo da vecchie fotografie e album di famiglia, da testimonianze orali e conversazioni, da libri e fonti d\u2019archivio, Mirga-Tas ha intrecciato alla propria articolata narrazione del popolo rom vite e figure della comunit\u00e0 sinta di Reggio Emilia, con cui ha potuto esperire significativi momenti di incontro, conoscenza e collaborazione.\\nAll\u2019origine dell\u2019ideazione del progetto espositivo \u00e8 stato il forte legame con gli spettacoli viaggianti e la gestione delle giostre, mestiere tramandato di generazione in generazione che l\u2019artista ha individuato come caratteristica specifica della cultura roman\u00ed in Italia. 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Dall\u2019accostamento di motivi eterogenei, colori sgargianti e frammenti di stoffe diverse emergono profili di individui \u2013 anziani, adulti e bambini \u2013, caravan, caroselli, animali, biciclette, cortili, scale, sedie, campi, cieli: la visione tangibile di una realt\u00e0 pulsante, caleidoscopica e interconnessa, in cui i confini tra dimensione privata e rete sociale, tra quotidiano e straordinario, tra arte e artigianato, si dissolvono.\\nGli elementi tessili e gli oggetti che l\u2019artista incorpora nei suoi lavori sono raccolti presso la sua famiglia, gli amici e le persone con cui \u00e8 entrata in contatto, o recuperati da rivenditori di seconda mano. Caricati dei corpi e delle vite di chi li ha utilizzati, questi materiali si trasformano in presenze vibranti e attive all\u2019interno dell\u2019opera, partecipi di un racconto corale, di una lotta comune contro il pregiudizio, della rivendicazione della libert\u00e0 come causa universale.\\nLe tende, le tovaglie, gli abiti usati che costituiscono i dipinti tessili di Mirga-Tas trovano nell\u2019espressione artistica una nuova opportunit\u00e0 di esistenza e conferiscono ai soggetti raffigurati una forma di energia aggiuntiva: il potere di rappresentarsi in prima persona, attraverso la propria esperienza e con la voce interna della comunit\u00e0, emancipandosi dall\u2019iconografia in cui sono tradizionalmente relegati.\\nNel taglio e nell\u2019assemblaggio di materiali di recupero, uniti tramite punti di cucitura che restano visibili, affiora l\u2019esempio di una pratica reale e metaforica di riparazione, di riposizionamento della (e nella) storia, insieme a una empatica inclinazione alla cura di ci\u00f2 che \u00e8 considerato marginale.\\nL\u2019identit\u00e0 rom, nella sua natura multisfaccettata, \u00e8 indissolubilmente legata alla ricerca artistica di Ma\u0142gorzata Mirga-Tas. Il senso profondo del suo lavoro \u00e8 ancorato alla volont\u00e0 di costruire nuovi paradigmi positivi attraverso l\u2019arte: enfatizzando le proprie origini, l\u2019artista ridisegna l\u2019immaginario stereotipico negativo associato alla popolazione rom (antiziganismo) per trasformarlo ed evolverlo in quello di una comunit\u00e0 transnazionale, transculturale, multilingue, libera e non violenta.\\nNella sua arte, l\u2019impulso a questo cambiamento di prospettiva si accompagna a una consapevole valorizzazione della soggettivit\u00e0 femminile, sia a livello domestico che strutturale, in cui emancipazione, autonomia e sorellanza intergenerazionale sono, ancor prima che concetti, pratiche vissute e incarnate.\\nSi ringraziano per la collaborazione il Comune di Reggio Emilia, e in particolare Lucia Gianferrari, Servizio Contrasto alle Povert\u00e0 urbane; Gianluca Grassi, Presidente Centro Culturale Mondo Insieme; le comunit\u00e0 sinte di Rivalta, Roncocesi, Roncina, Cavazzoli, Pratofontana; tutte le persone che hanno accolto l\u2019artista nelle proprie abitazioni e che si sono rese disponibili ad incontrarla e a supportarla nell\u2019esplorazione sul territorio.\\nMa\u0142gorzata Mirga-Tas (nata a Zakopane, Polonia, nel 1978) vive e lavora a Czarna G\u00f3ra, sui Monti Tatra (Polonia).Si \u00e8 diplomata in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia. Oltre all\u2019attivit\u00e0 artistica, si dedica a progetti come educatrice e attivista.\\nHa partecipato a numerose esposizioni in tutto il mondo, arrivando a rappresentare la Polonia alla 59\u00b0 Biennale di Venezia nel 2022, con il padiglione dal titolo Re-enchanting the World.Tra le mostre personali pi\u00f9 recenti: Kunsthaus Bregenz, Bregenz; Kunstmuseum Luzern, Lucerna; The Whitworth, Manchester (2025); V\u00e4ster\u00e5s Konstmuseum, V\u00e4ster\u00e5s (Svezia); High Line, New York; Tate St. Ives, St. Ives; Bonnefanten Museum, Maastricht (2024); Haefner Foyer Kunsthaus, Zurigo; Andalusian Center for Contemporary Art, Siviglia; Frith Street Gallery, Londra; Br\u00fccke Museum, Berlino; G\u00f6teborgs Konsthall, G\u00f6teborg; Zach\u0119ta-National Gallery of Art, Varsavia; The Living History Forum, Stoccolma; Karma International, Zurigo; Foksal Gallery Foundation, Varsavia (2023).\\nUfficio stampa\\nZeynep Seyhun, zeynep@picklespr.com | +39 (0)349 0034 359\\nMaria Cristina Giusti, cristina@picklespr.com| +39 (0)339 8090 604\\nCostanza Savelloni, costanza@picklespr.com | +39 (0)333 4955 666\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/10\/09\/malgorzata-mirga-tas\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_www.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_www.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/10\/09\/malgorzata-mirga-tas\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Ma\u0142gorzata Mirga-Tas\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Ma\u0142gorzata Mirga-Tas - 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Ispirata al mondo dei luna park, la sua nuova esposizione appare gioiosamente vitale, ma anche inevitabilmente attraversata da un senso di transitoriet\u00e0, dalla memoria di persecuzioni e spostamenti forzati sub\u00ecti da rom e sinti, a cui spesso storicamente \u00e8 stata negata una stabilit\u00e0 abitativa.\n \nMirga-Tas si \u00e8 concentrata in particolare sulla rielaborazione di una giostra a seggiolini (calcinculo) che, nella semplicit\u00e0 della struttura circolare e nell\u2019idea del costante girare in tondo, assume una forte valenza simbolica: il tempo che scorre, la vita che sembra ritornare a ogni nuova stagione, la rotazione dei pianeti nello spazio cosmico, l\u2019idea di viaggio perpetuo.La giostra \u00e8 ricoperta di tessuti sui quali sono cucite, in vivaci patchwork multicolori, figure e scene ordinarie \u2013 di relazioni familiari, attivit\u00e0 condivise, momenti di svago e riposo \u2013 delle comunit\u00e0 sinte e rom in Emilia, con un\u2019attenzione particolare al ruolo delle donne.La parte centrale dell\u2019installazione \u00e8 dedicata a ritratti del presente e del passato, in cui persone e forme dell\u2019abitare si combinano fluidamente in immagini intime e calorose. La fascia superiore riporta citazioni di testi roman\u00ed, tra cui le parole della poetessa e cantante rom Bronis\u0142awa Wajs (1908-1987), nota come Papusza. Un grande quadro tessile e alcuni cavallini scolpiti in legno completano la mostra, creando uno spazio dinamico che invita a un movimento fisico, oltre che di sguardo.\nVisivamente traboccanti ed emotivamente coinvolgenti, le sue opere riflettono l\u2019estetica cromatica e compositiva popolare roman\u00ed. Dall\u2019accostamento di motivi eterogenei, colori sgargianti e frammenti di stoffe diverse emergono profili di individui \u2013 anziani, adulti e bambini \u2013, caravan, caroselli, animali, biciclette, cortili, scale, sedie, campi, cieli: la visione tangibile di una realt\u00e0 pulsante, caleidoscopica e interconnessa, in cui i confini tra dimensione privata e rete sociale, tra quotidiano e straordinario, tra arte e artigianato, si dissolvono.\nGli elementi tessili e gli oggetti che l\u2019artista incorpora nei suoi lavori sono raccolti presso la sua famiglia, gli amici e le persone con cui \u00e8 entrata in contatto, o recuperati da rivenditori di seconda mano. Caricati dei corpi e delle vite di chi li ha utilizzati, questi materiali si trasformano in presenze vibranti e attive all\u2019interno dell\u2019opera, partecipi di un racconto corale, di una lotta comune contro il pregiudizio, della rivendicazione della libert\u00e0 come causa universale.\nLe tende, le tovaglie, gli abiti usati che costituiscono i dipinti tessili di Mirga-Tas trovano nell\u2019espressione artistica una nuova opportunit\u00e0 di esistenza e conferiscono ai soggetti raffigurati una forma di energia aggiuntiva: il potere di rappresentarsi in prima persona, attraverso la propria esperienza e con la voce interna della comunit\u00e0, emancipandosi dall\u2019iconografia in cui sono tradizionalmente relegati.\nNel taglio e nell\u2019assemblaggio di materiali di recupero, uniti tramite punti di cucitura che restano visibili, affiora l\u2019esempio di una pratica reale e metaforica di riparazione, di riposizionamento della (e nella) storia, insieme a una empatica inclinazione alla cura di ci\u00f2 che \u00e8 considerato marginale.\nL\u2019identit\u00e0 rom, nella sua natura multisfaccettata, \u00e8 indissolubilmente legata alla ricerca artistica di Ma\u0142gorzata Mirga-Tas. Il senso profondo del suo lavoro \u00e8 ancorato alla volont\u00e0 di costruire nuovi paradigmi positivi attraverso l\u2019arte: enfatizzando le proprie origini, l\u2019artista ridisegna l\u2019immaginario stereotipico negativo associato alla popolazione rom (antiziganismo) per trasformarlo ed evolverlo in quello di una comunit\u00e0 transnazionale, transculturale, multilingue, libera e non violenta.\nNella sua arte, l\u2019impulso a questo cambiamento di prospettiva si accompagna a una consapevole valorizzazione della soggettivit\u00e0 femminile, sia a livello domestico che strutturale, in cui emancipazione, autonomia e sorellanza intergenerazionale sono, ancor prima che concetti, pratiche vissute e incarnate.\nSi ringraziano per la collaborazione il Comune di Reggio Emilia, e in particolare Lucia Gianferrari, Servizio Contrasto alle Povert\u00e0 urbane; Gianluca Grassi, Presidente Centro Culturale Mondo Insieme; le comunit\u00e0 sinte di Rivalta, Roncocesi, Roncina, Cavazzoli, Pratofontana; tutte le persone che hanno accolto l\u2019artista nelle proprie abitazioni e che si sono rese disponibili ad incontrarla e a supportarla nell\u2019esplorazione sul territorio.\nMa\u0142gorzata Mirga-Tas (nata a Zakopane, Polonia, nel 1978) vive e lavora a Czarna G\u00f3ra, sui Monti Tatra (Polonia).Si \u00e8 diplomata in Scultura presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Cracovia. Oltre all\u2019attivit\u00e0 artistica, si dedica a progetti come educatrice e attivista.\nHa partecipato a numerose esposizioni in tutto il mondo, arrivando a rappresentare la Polonia alla 59\u00b0 Biennale di Venezia nel 2022, con il padiglione dal titolo Re-enchanting the World.Tra le mostre personali pi\u00f9 recenti: Kunsthaus Bregenz, Bregenz; Kunstmuseum Luzern, Lucerna; The Whitworth, Manchester (2025); V\u00e4ster\u00e5s Konstmuseum, V\u00e4ster\u00e5s (Svezia); High Line, New York; Tate St. Ives, St. Ives; Bonnefanten Museum, Maastricht (2024); Haefner Foyer Kunsthaus, Zurigo; Andalusian Center for Contemporary Art, Siviglia; Frith Street Gallery, Londra; Br\u00fccke Museum, Berlino; G\u00f6teborgs Konsthall, G\u00f6teborg; Zach\u0119ta-National Gallery of Art, Varsavia; The Living History Forum, Stoccolma; Karma International, Zurigo; Foksal Gallery Foundation, Varsavia (2023).\nUfficio stampa\nZeynep Seyhun, zeynep@picklespr.com | +39 (0)349 0034 359\nMaria Cristina Giusti, cristina@picklespr.com| +39 (0)339 8090 604\nCostanza Savelloni, costanza@picklespr.com | +39 (0)333 4955 666"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/10\/09\/malgorzata-mirga-tas\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_www.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2025\/10\/MT_www.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2025\/10\/09\/malgorzata-mirga-tas\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Ma\u0142gorzata Mirga-Tas"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7554"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7561,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7554\/revisions\/7561"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7560"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}