{"id":8057,"date":"2026-02-20T10:52:03","date_gmt":"2026-02-20T09:52:03","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=8057"},"modified":"2026-02-20T10:52:04","modified_gmt":"2026-02-20T09:52:04","slug":"aneta-grzeszykowska-allimprovviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/","title":{"rendered":"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>a cura di Giuliana Benassi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">La <strong>Fondazione D\u2019ARC<\/strong> \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca <strong>Aneta Grzeszykowska<\/strong>, dal titolo <strong><em>All\u2019improvviso<\/em><\/strong>, a cura di Giuliana Benassi.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di <strong>Aneta Grzeszykowska<\/strong>, confluendo in un nucleo di lavori inediti nati dalla residenza d\u2019artista presso la <strong>Fondazione D\u2019ARC<\/strong> nell\u2019estate del 2025. Durante il soggiorno romano, Grzeszykowska ha condotto un\u2019indagine sul paesaggio urbano e l&#8217;atmosfera luministica della citt\u00e0, trasponendoli nella nuova serie fotografica <strong><em>Daughter, <\/em><\/strong>prodotta tra l\u2019Italia e la Polonia. L\u2019opera si configura come l&#8217;evoluzione concettuale di <em>MAMA<\/em> (2018), serie presentata in occasione della 59\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte &#8211; Biennale di Venezia e qui parzialmente esposta, proseguendo la riflessione sul simulacro e l&#8217;identit\u00e0. <br \/><br \/>In questo nuovo ciclo, l\u2019artista impiega una maschera iperrealistica che riproduce i propri tratti somatici all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, ricostruita filologicamente da archivi fotografici familiari, indossandola in sessioni performative insieme alla figlia. L\u2019incontro tra l\u2019inanimata passivit\u00e0 del volto adolescenziale e la presenza fisica di un corpo maturo genera un cortocircuito visivo di profonda ambiguit\u00e0, che scardina le convenzioni sulle dinamiche parentali e sulla persistenza della memoria. La temporalit\u00e0, come suggerito dal titolo <em>All\u2019improvviso<\/em>, emerge come il perno ontologico dell\u2019esposizione, agendo da dispositivo di lettura per le opere in rassegna. <br \/><br \/>Tale dimensione trova la sua massima espressione nell&#8217;installazione video <em>Clock<\/em>: un\u2019opera monumentale di dodici ore in cui il corpo dell\u2019artista, attraverso una moltiplicazione coreografica, si fa lancetta vivente del tempo. Allo scoccare di ogni ora, la scena si arricchisce di un\u2019ulteriore &#8222;copia&#8221; del soggetto, mentre i rintocchi del sonoro pervadono lo spazio espositivo, trasformando il passaggio dei minuti in una colonna sonora esistenziale che scandisce il ritmo tra umano, animale e oggettuale. <br \/><br \/>Il percorso espositivo articola un dialogo serrato tra fotografia, scultura e installazione, accostando serie iconiche come <em>Domestic Animals<\/em> (2022), <em>Selfie<\/em> (2014), <em>Selfie with dog<\/em> (2023) e <em>Skinformer<\/em> (2024) a sculture di recente produzione. L\u2019insieme restituisce la complessit\u00e0 di una pratica che, tra feticismo dei materiali e rigore concettuale, interroga l\u2019instabilit\u00e0 del s\u00e9 e la continua ridefinizione del corpo come immagine in evoluzione attraverso le maglie del tempo. La mostra risuona come una costante epifania della temporalit\u00e0 dell\u2019esistenza, della sua consistenza materica e, allo stesso tempo, accoglie e ridisegna le complesse relazioni che definiscono l\u2019et\u00e0 contemporanea.<br \/><br \/>La mostra \u00e8 stata realizzata in collaborazione con l\u2019<strong>Istituto Polacco di Roma<\/strong> e grazie al sostegno dell\u2019<strong>Istituto<\/strong> <strong>Adam Mickiewicz<\/strong>. Il progetto \u00e8 co-finanziato dal <strong>Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia<\/strong>; in partnership con <strong>Raster Gallery, Varsavia.<\/strong><br \/><br \/><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" data-id=\"8059\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8059\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-731x1024.jpg 731w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-214x300.jpg 214w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-768x1075.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-1097x1536.jpg 1097w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-1463x2048.jpg 1463w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/06-scaled.jpg 1828w\" sizes=\"auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-id=\"8058\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8058\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-819x1024.jpg 819w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-240x300.jpg 240w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-768x960.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-1638x2048.jpg 1638w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/10-scaled.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"8060\" src=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8060\" srcset=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-300x225.jpg 300w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-768x576.jpg 768w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/08-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Fondazione D\u2019ARC<br \/><\/strong>Situata nel cuore della zona Tiburtina, in un inedito contesto che coniuga archeologia antica e industriale, la Fondazione, nata per volont\u00e0 dei collezionisti Giovanni e Clara Floridi, \u00e8 un centro polifunzionale dedicato all\u2019arte contemporanea. La sua sede \u00e8 il risultato un importante intervento di riqualificazione di un\u2019area di 6.000 mq che un tempo ospitava una fabbrica di manufatti in cemento, collocata ai piedi di una parete di tufo il cui terrapieno nasconde una vasta domus romana. Il progetto \u00e8 stato realizzato secondo criteri di sostenibilit\u00e0 ambientale dallo studio 3C+t Capolei Cavalli architetti associati. La collezione della Fondazione, frutto di anni di ricerche e acquisizioni, include opere di artisti quali Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Anselm Kiefer, Christo, Joseph Kosuth, Peter Halley, Nanda Vigo, Bice Lazzari e, tra gli artisti pi\u00f9 coevi, Paolo Canevari, Vanessa Beecroft, Loris Cecchini, Emma Talbot, Bosco Sodi, Chiara Camoni, Eva Jospin, Giorgio Andreotta Cal\u00f2. Tra i giovani, Giulia Cenci, Mateusz Chor\u00f3bski, Fabrizio Prevedello, Bea Bonafini e Guillermo Garc\u00eda Cruz, per citarne alcuni. La programmazione delle attivit\u00e0 della Fondazione \u00e8 affidata alla curatrice Giuliana Benassi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Aneta Grzeszykowska <\/strong>(1974), vive e lavora a Varsavia. Ha partecipato a numerose e importanti esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (2022), la Triennale di Yokohama (2024), la Biennale di Berlino (2006) e La Triennale di Parigi(2012). Ha inoltre esposto presso il New Museum e lo Sculpture Center di New York, il Contemporary Art Museumdi St. Louis, il Museum Folkwang di Essen e il Museo d&#8217;Arte Moderna di Varsavia. La sua mostra personale alla Galleria Zach\u0119ta di Varsavia le \u00e8 valsa il premio <em>Polityka Passport<\/em> (2014). Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni museali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Fotomuseum Winterthur, il Museo d&#8217;Arte Moderna di Varsavia e il Museo d&#8217;Arte di \u0141\u00f3d\u017a. Collabora con la galleria Raster di Varsavia e Lyles &amp; King a New York. Dirige inoltre lo Studio di Fotografia Performativa presso l&#8217;Accademia d&#8217;Arte di Stettino. <br \/>I media principali utilizzati da Aneta Grzeszykowska sono la fotografia e il film. Tuttavia, l&#8217;artista li tratta in modo strumentale: come dispositivi per la realizzazione di complessi esercizi artistici e ontologici. Le strategie chiave da lei impiegate sono la manipolazione dei mezzi cinematografici e fotografici e, di conseguenza, la manipolazione dello spettatore stesso. Grzeszykowska utilizza la fotografia e il film enfatizzando la dimensione performativa delle sue azioni e la sua prospettiva nel percepire l&#8217;immagine e l&#8217;arte da un punto di vista femminile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L<strong>\u2019Istituto Adam Mickiewicz (IAM)<\/strong> promuove la cultura polacca nel mondo, contribuendo a rafforzare la presenza degli artisti polacchi sulla scena internazionale. \u00c8 un&#8217;istituzione statale che sostiene progetti innovativi, favorisce la cooperazione internazionale e incoraggia lo scambio culturale. L\u2019Istituto Adam Mickiewicz\u00a0 racconta la ricchezza e la pluralit\u00e0 della cultura polacca in tutte le sue espressioni, valorizzando gli artisti affermati e i talenti emergenti. Cura inoltre il sito Culture.pl, fonte autorevole e ampia di informazioni e approfondimenti per chiunque voglia conoscere la cultura polacca. Maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/www.iam.pl\/\">www.iam.pl<\/a><span style=\"font-weight: 400\"><br \/><\/span><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n\n<p><strong>Fondazione D\u2019ARC<\/strong><br \/>Via dei Cluniacensi, 128-130<br \/>00159 Roma<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Orari di apertura:<br \/><\/strong>Gioved\u00ec \u2013 Venerd\u00ec \u2013 Sabato \u2013 Domenica | ore 15.30 &#8211; 19.30<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Ingresso:<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Biglietto: 10 euro<br \/>Riduzioni: 7 euro per over 65, studenti universitari con tesserino, gruppi di almeno 12 persone paganti, possessori tessera FAI, accompagnatori visitatori con disabilit\u00e0.<br \/>Gratuito per under 18, studenti e docenti di tutte le Accademie e\/o Istituti Artistici e\/o Universit\u00e0 di Storia dell\u2019Arte e Beni Culturali, visitatori con disabilit\u00e0, guide turistiche con tesserino, giornalisti con tesserino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Biglietteria online: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ticketone.it\/artist\/fondazione-d-arc\/fondazione-darc-3839957\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ticketone.it<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"mailto:info@fondazionedarc.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@fondazionedarc.it<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.fondazionedarc.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.fondazionedarc.it<\/a> | IG: <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fondazionedarc\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">@fondazionedarc<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Come arrivare: <\/strong>BUS 163, 211, 309, 448, METRO B Tiburtina | Ampio parcheggio interno<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Ufficio stampa:<br \/><\/strong>Maddalena Bonicelli | Sara Sabino<br \/>+39 335 6857707<br \/>press@fondazionedarc.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Giuliana Benassi 1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026 La Fondazione D\u2019ARC \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca Aneta Grzeszykowska, dal titolo All\u2019improvviso, a cura di Giuliana Benassi. La mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di Aneta Grzeszykowska, confluendo in un nucleo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":8061,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[11,5],"tags":[],"class_list":["post-8057","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso - Instytut Polski w Rzymie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"pl_PL\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso - Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"a cura di Giuliana Benassi 1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026 La Fondazione D\u2019ARC \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca Aneta Grzeszykowska, dal titolo All\u2019improvviso, a cura di Giuliana Benassi. La mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di Aneta Grzeszykowska, confluendo in un nucleo di [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-02-20T09:52:03+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-02-20T09:52:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1080\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"olszanskae\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Napisane przez\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"olszanskae\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Szacowany czas czytania\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minut\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"event\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/\",\"name\":\"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#primaryimage\"},\"image\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso-300x169.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso-1024x576.jpg\",\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\"],\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\",\"datePublished\":\"2026-02-20T09:52:03+02:00\",\"dateModified\":\"2026-02-20T09:52:04+02:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/\"]}],\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"startDate\":\"2026-03-01\",\"endDate\":\"2026-05-24\",\"eventStatus\":\"EventScheduled\",\"eventAttendanceMode\":\"OfflineEventAttendanceMode\",\"location\":{\"@type\":\"place\",\"name\":\"\",\"address\":\"\",\"geo\":{\"@type\":\"GeoCoordinates\",\"latitude\":\"\",\"longitude\":\"\"}},\"description\":\"a cura di Giuliana Benassi\\n1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026\\nLa Fondazione D\u2019ARC \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca Aneta Grzeszykowska, dal titolo All\u2019improvviso, a cura di Giuliana Benassi.\\nLa mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di Aneta Grzeszykowska, confluendo in un nucleo di lavori inediti nati dalla residenza d\u2019artista presso la Fondazione D\u2019ARC nell\u2019estate del 2025. Durante il soggiorno romano, Grzeszykowska ha condotto un\u2019indagine sul paesaggio urbano e l'atmosfera luministica della citt\u00e0, trasponendoli nella nuova serie fotografica Daughter, prodotta tra l\u2019Italia e la Polonia. L\u2019opera si configura come l'evoluzione concettuale di MAMA (2018), serie presentata in occasione della 59\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte - Biennale di Venezia e qui parzialmente esposta, proseguendo la riflessione sul simulacro e l'identit\u00e0. In questo nuovo ciclo, l\u2019artista impiega una maschera iperrealistica che riproduce i propri tratti somatici all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, ricostruita filologicamente da archivi fotografici familiari, indossandola in sessioni performative insieme alla figlia. L\u2019incontro tra l\u2019inanimata passivit\u00e0 del volto adolescenziale e la presenza fisica di un corpo maturo genera un cortocircuito visivo di profonda ambiguit\u00e0, che scardina le convenzioni sulle dinamiche parentali e sulla persistenza della memoria. La temporalit\u00e0, come suggerito dal titolo All\u2019improvviso, emerge come il perno ontologico dell\u2019esposizione, agendo da dispositivo di lettura per le opere in rassegna. Tale dimensione trova la sua massima espressione nell'installazione video Clock: un\u2019opera monumentale di dodici ore in cui il corpo dell\u2019artista, attraverso una moltiplicazione coreografica, si fa lancetta vivente del tempo. Allo scoccare di ogni ora, la scena si arricchisce di un\u2019ulteriore \\\"copia\\\" del soggetto, mentre i rintocchi del sonoro pervadono lo spazio espositivo, trasformando il passaggio dei minuti in una colonna sonora esistenziale che scandisce il ritmo tra umano, animale e oggettuale. Il percorso espositivo articola un dialogo serrato tra fotografia, scultura e installazione, accostando serie iconiche come Domestic Animals (2022), Selfie (2014), Selfie with dog (2023) e Skinformer (2024) a sculture di recente produzione. L\u2019insieme restituisce la complessit\u00e0 di una pratica che, tra feticismo dei materiali e rigore concettuale, interroga l\u2019instabilit\u00e0 del s\u00e9 e la continua ridefinizione del corpo come immagine in evoluzione attraverso le maglie del tempo. La mostra risuona come una costante epifania della temporalit\u00e0 dell\u2019esistenza, della sua consistenza materica e, allo stesso tempo, accoglie e ridisegna le complesse relazioni che definiscono l\u2019et\u00e0 contemporanea.La mostra \u00e8 stata realizzata in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma e grazie al sostegno dell\u2019Istituto Adam Mickiewicz. Il progetto \u00e8 co-finanziato dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia; in partnership con Raster Gallery, Varsavia.\\nFondazione D\u2019ARCSituata nel cuore della zona Tiburtina, in un inedito contesto che coniuga archeologia antica e industriale, la Fondazione, nata per volont\u00e0 dei collezionisti Giovanni e Clara Floridi, \u00e8 un centro polifunzionale dedicato all\u2019arte contemporanea. La sua sede \u00e8 il risultato un importante intervento di riqualificazione di un\u2019area di 6.000 mq che un tempo ospitava una fabbrica di manufatti in cemento, collocata ai piedi di una parete di tufo il cui terrapieno nasconde una vasta domus romana. Il progetto \u00e8 stato realizzato secondo criteri di sostenibilit\u00e0 ambientale dallo studio 3C+t Capolei Cavalli architetti associati. La collezione della Fondazione, frutto di anni di ricerche e acquisizioni, include opere di artisti quali Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Anselm Kiefer, Christo, Joseph Kosuth, Peter Halley, Nanda Vigo, Bice Lazzari e, tra gli artisti pi\u00f9 coevi, Paolo Canevari, Vanessa Beecroft, Loris Cecchini, Emma Talbot, Bosco Sodi, Chiara Camoni, Eva Jospin, Giorgio Andreotta Cal\u00f2. Tra i giovani, Giulia Cenci, Mateusz Chor\u00f3bski, Fabrizio Prevedello, Bea Bonafini e Guillermo Garc\u00eda Cruz, per citarne alcuni. La programmazione delle attivit\u00e0 della Fondazione \u00e8 affidata alla curatrice Giuliana Benassi.\\nAneta Grzeszykowska (1974), vive e lavora a Varsavia. Ha partecipato a numerose e importanti esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (2022), la Triennale di Yokohama (2024), la Biennale di Berlino (2006) e La Triennale di Parigi(2012). Ha inoltre esposto presso il New Museum e lo Sculpture Center di New York, il Contemporary Art Museumdi St. Louis, il Museum Folkwang di Essen e il Museo d'Arte Moderna di Varsavia. La sua mostra personale alla Galleria Zach\u0119ta di Varsavia le \u00e8 valsa il premio Polityka Passport (2014). Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni museali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Fotomuseum Winterthur, il Museo d'Arte Moderna di Varsavia e il Museo d'Arte di \u0141\u00f3d\u017a. Collabora con la galleria Raster di Varsavia e Lyles &amp; King a New York. Dirige inoltre lo Studio di Fotografia Performativa presso l'Accademia d'Arte di Stettino. I media principali utilizzati da Aneta Grzeszykowska sono la fotografia e il film. Tuttavia, l'artista li tratta in modo strumentale: come dispositivi per la realizzazione di complessi esercizi artistici e ontologici. Le strategie chiave da lei impiegate sono la manipolazione dei mezzi cinematografici e fotografici e, di conseguenza, la manipolazione dello spettatore stesso. Grzeszykowska utilizza la fotografia e il film enfatizzando la dimensione performativa delle sue azioni e la sua prospettiva nel percepire l'immagine e l'arte da un punto di vista femminile.\\nL\u2019Istituto Adam Mickiewicz (IAM) promuove la cultura polacca nel mondo, contribuendo a rafforzare la presenza degli artisti polacchi sulla scena internazionale. \u00c8 un'istituzione statale che sostiene progetti innovativi, favorisce la cooperazione internazionale e incoraggia lo scambio culturale. L\u2019Istituto Adam Mickiewicz\u00a0 racconta la ricchezza e la pluralit\u00e0 della cultura polacca in tutte le sue espressioni, valorizzando gli artisti affermati e i talenti emergenti. Cura inoltre il sito Culture.pl, fonte autorevole e ampia di informazioni e approfondimenti per chiunque voglia conoscere la cultura polacca. Maggiori informazioni: www.iam.pl\\nFondazione D\u2019ARCVia dei Cluniacensi, 128-13000159 Roma\\nOrari di apertura:Gioved\u00ec \u2013 Venerd\u00ec \u2013 Sabato \u2013 Domenica | ore 15.30 - 19.30\\nIngresso:\\nBiglietto: 10 euroRiduzioni: 7 euro per over 65, studenti universitari con tesserino, gruppi di almeno 12 persone paganti, possessori tessera FAI, accompagnatori visitatori con disabilit\u00e0.Gratuito per under 18, studenti e docenti di tutte le Accademie e\/o Istituti Artistici e\/o Universit\u00e0 di Storia dell\u2019Arte e Beni Culturali, visitatori con disabilit\u00e0, guide turistiche con tesserino, giornalisti con tesserino.\\nBiglietteria online: ticketone.it\\ninfo@fondazionedarc.it | www.fondazionedarc.it | IG: @fondazionedarc\\nCome arrivare: BUS 163, 211, 309, 448, METRO B Tiburtina | Ampio parcheggio interno\\nUfficio stampa:Maddalena Bonicelli | Sara Sabino+39 335 6857707press@fondazionedarc.it\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg\",\"width\":1920,\"height\":1080},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website\",\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/\",\"name\":\"Instytut Polski w Rzymie\",\"description\":\"Instytuty Polskie\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"pl-PL\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde\",\"name\":\"olszanskae\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"pl-PL\",\"@id\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"olszanskae\"},\"url\":\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso - Instytut Polski w Rzymie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/","og_locale":"pl_PL","og_type":"article","og_title":"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso - Instytut Polski w Rzymie","og_description":"a cura di Giuliana Benassi 1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026 La Fondazione D\u2019ARC \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca Aneta Grzeszykowska, dal titolo All\u2019improvviso, a cura di Giuliana Benassi. La mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di Aneta Grzeszykowska, confluendo in un nucleo di [&hellip;]","og_url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/","og_site_name":"Instytut Polski w Rzymie","article_published_time":"2026-02-20T09:52:03+00:00","article_modified_time":"2026-02-20T09:52:04+00:00","og_image":[{"width":1920,"height":1080,"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"olszanskae","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Napisane przez":"olszanskae","Szacowany czas czytania":"8 minut"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"event","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/","name":"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso","isPartOf":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#primaryimage"},"image":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso-300x169.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso-1024x576.jpg","https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg"],"thumbnailUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg","datePublished":"2026-02-20T09:52:03+02:00","dateModified":"2026-02-20T09:52:04+02:00","author":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#breadcrumb"},"inLanguage":"pl-PL","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/"]}],"@context":"https:\/\/schema.org","startDate":"2026-03-01","endDate":"2026-05-24","eventStatus":"EventScheduled","eventAttendanceMode":"OfflineEventAttendanceMode","location":{"@type":"place","name":"","address":"","geo":{"@type":"GeoCoordinates","latitude":"","longitude":""}},"description":"a cura di Giuliana Benassi\n1 marzo 2026 \u2013 24 maggio 2026\nLa Fondazione D\u2019ARC \u00e8 lieta di annunciare l\u2019apertura della prima mostra personale in Italia dell\u2019artista polacca Aneta Grzeszykowska, dal titolo All\u2019improvviso, a cura di Giuliana Benassi.\nLa mostra presenta un\u2019ampia ricognizione sull\u2019ultimo ventennio della ricerca di Aneta Grzeszykowska, confluendo in un nucleo di lavori inediti nati dalla residenza d\u2019artista presso la Fondazione D\u2019ARC nell\u2019estate del 2025. Durante il soggiorno romano, Grzeszykowska ha condotto un\u2019indagine sul paesaggio urbano e l'atmosfera luministica della citt\u00e0, trasponendoli nella nuova serie fotografica Daughter, prodotta tra l\u2019Italia e la Polonia. L\u2019opera si configura come l'evoluzione concettuale di MAMA (2018), serie presentata in occasione della 59\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte - Biennale di Venezia e qui parzialmente esposta, proseguendo la riflessione sul simulacro e l'identit\u00e0. In questo nuovo ciclo, l\u2019artista impiega una maschera iperrealistica che riproduce i propri tratti somatici all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, ricostruita filologicamente da archivi fotografici familiari, indossandola in sessioni performative insieme alla figlia. L\u2019incontro tra l\u2019inanimata passivit\u00e0 del volto adolescenziale e la presenza fisica di un corpo maturo genera un cortocircuito visivo di profonda ambiguit\u00e0, che scardina le convenzioni sulle dinamiche parentali e sulla persistenza della memoria. La temporalit\u00e0, come suggerito dal titolo All\u2019improvviso, emerge come il perno ontologico dell\u2019esposizione, agendo da dispositivo di lettura per le opere in rassegna. Tale dimensione trova la sua massima espressione nell'installazione video Clock: un\u2019opera monumentale di dodici ore in cui il corpo dell\u2019artista, attraverso una moltiplicazione coreografica, si fa lancetta vivente del tempo. Allo scoccare di ogni ora, la scena si arricchisce di un\u2019ulteriore \"copia\" del soggetto, mentre i rintocchi del sonoro pervadono lo spazio espositivo, trasformando il passaggio dei minuti in una colonna sonora esistenziale che scandisce il ritmo tra umano, animale e oggettuale. Il percorso espositivo articola un dialogo serrato tra fotografia, scultura e installazione, accostando serie iconiche come Domestic Animals (2022), Selfie (2014), Selfie with dog (2023) e Skinformer (2024) a sculture di recente produzione. L\u2019insieme restituisce la complessit\u00e0 di una pratica che, tra feticismo dei materiali e rigore concettuale, interroga l\u2019instabilit\u00e0 del s\u00e9 e la continua ridefinizione del corpo come immagine in evoluzione attraverso le maglie del tempo. La mostra risuona come una costante epifania della temporalit\u00e0 dell\u2019esistenza, della sua consistenza materica e, allo stesso tempo, accoglie e ridisegna le complesse relazioni che definiscono l\u2019et\u00e0 contemporanea.La mostra \u00e8 stata realizzata in collaborazione con l\u2019Istituto Polacco di Roma e grazie al sostegno dell\u2019Istituto Adam Mickiewicz. Il progetto \u00e8 co-finanziato dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia; in partnership con Raster Gallery, Varsavia.\nFondazione D\u2019ARCSituata nel cuore della zona Tiburtina, in un inedito contesto che coniuga archeologia antica e industriale, la Fondazione, nata per volont\u00e0 dei collezionisti Giovanni e Clara Floridi, \u00e8 un centro polifunzionale dedicato all\u2019arte contemporanea. La sua sede \u00e8 il risultato un importante intervento di riqualificazione di un\u2019area di 6.000 mq che un tempo ospitava una fabbrica di manufatti in cemento, collocata ai piedi di una parete di tufo il cui terrapieno nasconde una vasta domus romana. Il progetto \u00e8 stato realizzato secondo criteri di sostenibilit\u00e0 ambientale dallo studio 3C+t Capolei Cavalli architetti associati. La collezione della Fondazione, frutto di anni di ricerche e acquisizioni, include opere di artisti quali Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Anselm Kiefer, Christo, Joseph Kosuth, Peter Halley, Nanda Vigo, Bice Lazzari e, tra gli artisti pi\u00f9 coevi, Paolo Canevari, Vanessa Beecroft, Loris Cecchini, Emma Talbot, Bosco Sodi, Chiara Camoni, Eva Jospin, Giorgio Andreotta Cal\u00f2. Tra i giovani, Giulia Cenci, Mateusz Chor\u00f3bski, Fabrizio Prevedello, Bea Bonafini e Guillermo Garc\u00eda Cruz, per citarne alcuni. La programmazione delle attivit\u00e0 della Fondazione \u00e8 affidata alla curatrice Giuliana Benassi.\nAneta Grzeszykowska (1974), vive e lavora a Varsavia. Ha partecipato a numerose e importanti esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (2022), la Triennale di Yokohama (2024), la Biennale di Berlino (2006) e La Triennale di Parigi(2012). Ha inoltre esposto presso il New Museum e lo Sculpture Center di New York, il Contemporary Art Museumdi St. Louis, il Museum Folkwang di Essen e il Museo d'Arte Moderna di Varsavia. La sua mostra personale alla Galleria Zach\u0119ta di Varsavia le \u00e8 valsa il premio Polityka Passport (2014). Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni museali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Fotomuseum Winterthur, il Museo d'Arte Moderna di Varsavia e il Museo d'Arte di \u0141\u00f3d\u017a. Collabora con la galleria Raster di Varsavia e Lyles &amp; King a New York. Dirige inoltre lo Studio di Fotografia Performativa presso l'Accademia d'Arte di Stettino. I media principali utilizzati da Aneta Grzeszykowska sono la fotografia e il film. Tuttavia, l'artista li tratta in modo strumentale: come dispositivi per la realizzazione di complessi esercizi artistici e ontologici. Le strategie chiave da lei impiegate sono la manipolazione dei mezzi cinematografici e fotografici e, di conseguenza, la manipolazione dello spettatore stesso. Grzeszykowska utilizza la fotografia e il film enfatizzando la dimensione performativa delle sue azioni e la sua prospettiva nel percepire l'immagine e l'arte da un punto di vista femminile.\nL\u2019Istituto Adam Mickiewicz (IAM) promuove la cultura polacca nel mondo, contribuendo a rafforzare la presenza degli artisti polacchi sulla scena internazionale. \u00c8 un'istituzione statale che sostiene progetti innovativi, favorisce la cooperazione internazionale e incoraggia lo scambio culturale. L\u2019Istituto Adam Mickiewicz\u00a0 racconta la ricchezza e la pluralit\u00e0 della cultura polacca in tutte le sue espressioni, valorizzando gli artisti affermati e i talenti emergenti. Cura inoltre il sito Culture.pl, fonte autorevole e ampia di informazioni e approfondimenti per chiunque voglia conoscere la cultura polacca. Maggiori informazioni: www.iam.pl\nFondazione D\u2019ARCVia dei Cluniacensi, 128-13000159 Roma\nOrari di apertura:Gioved\u00ec \u2013 Venerd\u00ec \u2013 Sabato \u2013 Domenica | ore 15.30 - 19.30\nIngresso:\nBiglietto: 10 euroRiduzioni: 7 euro per over 65, studenti universitari con tesserino, gruppi di almeno 12 persone paganti, possessori tessera FAI, accompagnatori visitatori con disabilit\u00e0.Gratuito per under 18, studenti e docenti di tutte le Accademie e\/o Istituti Artistici e\/o Universit\u00e0 di Storia dell\u2019Arte e Beni Culturali, visitatori con disabilit\u00e0, guide turistiche con tesserino, giornalisti con tesserino.\nBiglietteria online: ticketone.it\ninfo@fondazionedarc.it | www.fondazionedarc.it | IG: @fondazionedarc\nCome arrivare: BUS 163, 211, 309, 448, METRO B Tiburtina | Ampio parcheggio interno\nUfficio stampa:Maddalena Bonicelli | Sara Sabino+39 335 6857707press@fondazionedarc.it"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/02\/improviso.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/02\/20\/aneta-grzeszykowska-allimprovviso\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Aneta Grzeszykowska |\u00a0All\u2019improvviso"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8057","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8057"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8064,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8057\/revisions\/8064"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}