{"id":8268,"date":"2026-04-30T12:27:00","date_gmt":"2026-04-30T10:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?p=8268"},"modified":"2026-04-30T12:38:21","modified_gmt":"2026-04-30T10:38:21","slug":"chiavi-per-limmaginazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/04\/30\/chiavi-per-limmaginazione\/","title":{"rendered":"Chiavi per l\u2019immaginazione.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Maestri polacchi della copertina (1950-1980)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-vivid-red-color has-alpha-channel-opacity has-vivid-red-background-color has-background\" \/>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>05.05-10.06.2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste<\/strong><br \/>Piazza Hortis 4, Trieste<br \/><br \/><\/p>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400\">Questa mostra sintetica e di ampio respiro mira ad avvicinare il pubblico straniero ai migliori artisti grafici e alle loro realizzazioni pi\u00f9 interessanti nel campo delle copertine di libri in Polonia, nel periodo di massimo splendore di quello che \u00e8 stato il settore della grafica polacca pi\u00f9 famoso nel mondo: la Scuola polacca del manifesto. In quegli anni artisti che erano famosi per i loro poster progettavano anche le copertine dei libri, nelle quali proponevano in un formato pi\u00f9 piccolo soluzioni altrettanto magnifiche sia a livello concettuale che formale (illustrativo e tipografico): come scriveva Jan Straus nel suo libro <em>Ci\u0119cie<\/em> (2014), \u201cuna copertina \u00e8, tutto sommato, un piccolo manifesto\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Diamo uno sguardo a quelle copertine che nelle case adornano non poche librerie, portando, dal punto di vista grafico, ai classici della letteratura polacca e straniera una ricchezza e una variet\u00e0 magnifiche. Ho preso in prestito il titolo della mostra da un libro di Jerzy Kwiatkowski <em>Klucze do wyobra\u017ani<\/em> (Chiavi per l\u2019immaginazione), una raccolta di saggi sui poeti contemporanei, pubblicata dalla casa editrice statale PIW di Varsavia nel 1964 con una bellissima copertina di Danuta Staszewska. Le copertine presentate nella mostra odierna sono state selezionate secondo un criterio comune: questa piccola e soggettiva raccolta costituisce uno schizzo della grafica polacca, cos\u00ec come \u00e8 stata definita dai suoi eminenti rappresentanti negli anni 1950-1980. Sulla rivista di riferimento \u201cProjekt\u201d, Danuta Wr\u00f3blewska, storica e critica d\u2019arte, riguardo la progettazione delle copertine dei libri, scriveva nel 1961: \u201cLe copertine polacche funzionano principalmente attraverso il colore e l\u2019espressivit\u00e0 delle composizioni grafiche: hanno fascino, vivacit\u00e0 e forse anche la spensieratezza della giovent\u00f9. Ci sono dentro tante cose, e si fanno sentire, gli scherzi e le metafore si susseguono fitte. La composizione si avvale di elementi di pittura, grafica, fotografia e tipografia, fusi in una forma concisa, spesso surreale, che si rif\u00e0 all\u2019immaginazione e alla sensibilit\u00e0 dello spettatore. Come in ogni altro campo delle arti plastiche, tendenze stilistiche e mode qui nascono, fluttuano, si scontrano e svaniscono\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per via della limitatezza dello spazio espositivo, la mostra non ha la pretesa di dare la parola definitiva su un tema cos\u00ec vasto come il design delle copertine dei libri in Polonia. Si tratta semplicemente di uno stimolo, un seme che possa ispirare ognuno verso le proprie ricerche. Un frammento piccolo, soggettivo, su quel fenomeno grande e meraviglioso che \u00e8 stata la Scuola polacca di progettazione grafica e, in questo caso specifico, sulle copertine delle opere letterarie. Guardiamo dunque i progetti realizzati da Jan M\u0142odo\u017ceniec, Janusz Stanny, Ewa Frysztak, Marian Stachurski, Danuta Staszewska, Waldemar \u015awierzy, Jerzy Jaworowski, Maria Ihnatowicz, W\u0142adys\u0142aw Brykczy\u0144ski, Emilia Piekarska-Freudenreich, Aleksander Stefanowski e Daniel Mr\u00f3z come esempi di opere straordinarie realizzate in questo campo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">C\u2019\u00e8 stato in Polonia un momento in cui le copertine dei libri apparivano come piccole opere d\u2019arte. Quando l\u2019avanguardia e il <em>mainstream<\/em> camminavano fianco a fianco, e sulle copertine dei libri si rifletteva il segno di innovative ricerche artistiche, correnti mondiali e nuove tecnologie: il tutto immortalato in tirature di migliaia di copie che arrivavano nelle case di persone che nella vita quotidiana avevano ben poco a che fare con l\u2019arte, educandole e rendendole sensibili alla bellezza astratta. E potevano essere singoli volumi cos\u00ec come intere collane editoriali dai progetti grafici splendidi, composte da centinaia di titoli e pubblicate con successo per decenni. Cos\u00ec la letteratura era davvero bellissima!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Patryk Mogilnicki<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maestri polacchi della copertina (1950-1980) 05.05-10.06.2026 Museo Lets &#8211; Letteratura TriestePiazza Hortis 4, Trieste Questa mostra sintetica e di ampio respiro mira ad avvicinare il pubblico straniero ai migliori artisti grafici e alle loro realizzazioni pi\u00f9 interessanti nel campo delle copertine di libri in Polonia, nel periodo di massimo splendore di quello che \u00e8 stato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":8269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[11,5],"tags":[],"class_list":["post-8268","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-eventi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Chiavi per l\u2019immaginazione.\u00a0 - Instytut Polski w Rzymie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/04\/30\/chiavi-per-limmaginazione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"pl_PL\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Chiavi per l\u2019immaginazione.\u00a0 - Instytut Polski w Rzymie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Maestri polacchi della copertina (1950-1980) 05.05-10.06.2026 Museo Lets &#8211; 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Guardiamo dunque i progetti realizzati da Jan M\u0142odo\u017ceniec, Janusz Stanny, Ewa Frysztak, Marian Stachurski, Danuta Staszewska, Waldemar \u015awierzy, Jerzy Jaworowski, Maria Ihnatowicz, W\u0142adys\u0142aw Brykczy\u0144ski, Emilia Piekarska-Freudenreich, Aleksander Stefanowski e Daniel Mr\u00f3z come esempi di opere straordinarie realizzate in questo campo.\nC\u2019\u00e8 stato in Polonia un momento in cui le copertine dei libri apparivano come piccole opere d\u2019arte. Quando l\u2019avanguardia e il mainstream camminavano fianco a fianco, e sulle copertine dei libri si rifletteva il segno di innovative ricerche artistiche, correnti mondiali e nuove tecnologie: il tutto immortalato in tirature di migliaia di copie che arrivavano nelle case di persone che nella vita quotidiana avevano ben poco a che fare con l\u2019arte, educandole e rendendole sensibili alla bellezza astratta. 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Cos\u00ec la letteratura era davvero bellissima!\nPatryk Mogilnicki\n\u00a0"},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/04\/30\/chiavi-per-limmaginazione\/#primaryimage","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/04\/IAM-www.jpg","contentUrl":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2026\/04\/IAM-www.jpg","width":1920,"height":1080},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/2026\/04\/30\/chiavi-per-limmaginazione\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Chiavi per l\u2019immaginazione.\u00a0"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#website","url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/","name":"Instytut Polski w Rzymie","description":"Instytuty Polskie","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"pl-PL"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/a20a073d7a2e4e3a1e61337018ea1dde","name":"olszanskae","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"pl-PL","@id":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/da4122249e9d4fc785323fb50d5ce00c?s=96&d=mm&r=g","caption":"olszanskae"},"url":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/author\/olszanskae\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8268"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8282,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8268\/revisions\/8282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/instytutpolski.pl\/roma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}