3.01.2022 - 31.01.2022 Notizia

Locomoctavia Audiolibri

Un luogo dove nascono storie ad alta voce.

Il mondo dei grandi classici della letteratura per l’infanzia diventa un vero e proprio spettacolo ad occhi chiusi intrapreso con artisti, attori e musicisti d’eccezione; ciascun audiolibro è il frutto di una combinazione sempre diversa, che segue percorsi e tecniche differenti, dove vengono miscelati con cura “ingredienti” sempre nuovi.

info: locomoctavia.it


Daniele Fior racconta l’incontro di Locomoctavia con le fiabe polacche

1.       Sirena di Varsavia fa parte di Il drago di K, un audiolibro che raccoglie 4 fiabe polacche. Come è cominciata la vostra storia con il mondo delle fiabe polacche?

La nostra (lunga) storia con le fiabe polacche è nata grazie a una nostra cara amica polacca che vive a Roma, ai tempi in cui mettemmo in scena “Giorno d’estate” di Slawomir Mrozek. Quello spettacolo ebbe la fortuna di avere come spettatrice questa persona con cui abbiamo intessuto poi un rapporto di amicizia da allora ininterrotto (erano i primi anni 2000). Quando nacque il nostro primo figlio, lei ci regalò tre libri illustrati: “Il Drago di Cracovia”, “L’anatra d’oro” e “La Locomotiva” (tutte e tre meravigliose edizioni dell’istituto Polacco di Roma). I nostri figli sono cresciuti, fra le varie, con queste 3 storie, che sono diventate dei veri capisaldi delle letture di quando erano piccini (che meraviglia i giochi di ritmo della “Lokomotywa”, grande, pesante, sbalorditiva!).

E poi è nata la nostra casa editrice Locomoctavia Audiolibri, sotto il cui tetto abbiamo iniziato a incidere numerose storie e curare diversi progetti, dal teatro ai laboratori con i bambini. Sono nati così i vari audiolibri sui grandi classici della letteratura per l’infanzia, da Pinocchio ad Alice, a Gian Burrasca, a radiodrammi con numerosi attori (il “Mago di Oz” e “La conferenza degli animali”) fino ad approdare a “Il drago di K e altre fiabe polacche”! Questo audiolibro racchiude le storie di cui ho detto sopra, includendo anche “La sirena di Varsavia”. Per tutti i nostri lavori abbiamo coinvolto sempre musicisti diversi, e in questo caso abbiamo collaborato con i Guappecarto, un gruppo musicale italofrancese con cui ormai ci siamo intrecciati indissolubilmente. I Guappi sono stati capaci di portarci nel mondo di draghi, principesse e giovani eroi, con profondità, vivacità e un pizzico di malinconia.

Questo audiolibro, co-prodotto e sostenuto dell’Istituto Polacco di Roma, è diventato uno dei nostri titoli più amati.

2.       Che cosa vi ha attirato in queste fiabe per aver deciso di dedicargli un audiobook?

Quello che ci ha da subito affascinato è il doppio livello delle fiabe, dal sapore romantico e leggendario (o epico) da un lato il costante livello sbarazzino e complice con il mondo dei bambini dall’altro. In tutto questo spesso la versione italiana, curata perlopiù da Francesco Groggia (dal gusto “rodariano” del racconto come un vero giocoliere delle parole), ha sicuramente creato un ponte con il nostro modo di affrontare e raccontare le fiabe e la scelta dei testi sui cui ci concentriamo di solito. Tutte le storie che abbiamo finora affrontato hanno la caratteristica comune di far in qualche modo l’occhiolino ai bambini. Anche nella selezione di fiabe di Andersen, per esempio, abbiamo scelto tendenzialmente quelle dove il raccontatore è serio fino a un certo punto e sempre pronto ad ammiccare all’ascoltatore, a confortarlo con una risatina o un giro di parole quando il momento si fa più drammatico. Come si sa, è molto più efficace attraverso l’ironia affrontare qualcosa di serio. L’ultimo nostro audiolibro, “Canto di Natale” di Dickens, incarna quasi l’essenza di questo spirito: solo affrontando con ironia la morte come fa Dickens all’inizio del racconto (“Marley era morto, più morto di un chiodo di bara; morto, morto, morto, avete capito? Morto! …”) si può pian piano scendere negli abissi e affrontare il vero senso della morte, della mancanza; ma sempre pronti a stringere la mano all’ascoltatore, a fargli l’occhiolino, confortarlo ricordandogli che l’uscita, la salvezza e la risoluzione sono dietro l’angolo.

Ecco, spesso l’ironia è la speranza; ci aiuta a tener duro perché siamo a un passo dalla soluzione. E le fiabe polacche che abbiamo affrontato vanno proprio in questa direzione.

Quando il ciabattino ricoperto d’oro dall’anatra-principessa si guarda allo specchio e vede che la ricchezza lo rende un pagliaccio dai capelli cotonati, si rende conto che la sua felicità è dietro l’angolo, nell’esser ciabattino, non nell’esser milionario all’inseguimento di sogni (forse) non suoi. Si vede, ride di quell’ immagine che non gli appartiene, ed ecco la capriola è fatta.

3.       Queste fiabe polacche ti sembrano diverse da quelle di altri paesi che conosci? Hanno una caratteristica particolare?

Beh, chiaramente il ceppo delle fiabe nasce spesso da una base comune fra le varie culture europee, anche se poi nei vari paesi si diramano e si declinano con colori diversi. Le fiabe polacche che abbiamo conosciuto, in particolare, hanno un’ironia molto sottile, quasi adulta, ma che si mette molto facilmente in sintonia con i bambini; la conoscono bene. Le immagino, le fiabe polacche (se faccio un esercizio di astrazione) sempre raccontate da un saggio nonno con la barba lunga e grigia, dall’espressione nascosta (dalla barba appunto) e un po’ impenetrabile, distante, ma con occhi vivi di un ragazzino molto vivace.

4.        Avete in cantiere nuovi progetti di audiobook? Ai bambini piace questa forma di racconto?

Stiamo ora spostandoci pian piano (col crescere dei nostri figli che approdano all’adolescenza!) verso racconti che affrontano tematiche più adulte. “Canto di Natale” è stato il primo vero passo in questa direzione e adesso stiamo anche strutturando un radiodramma, misto a diario-audio, su “Dracula” di Bram Stocker. Un vero salto; ma anche in questo caso, per chi bene conosce la storia, sa che c’è un compagno di avventura sempre pronto ad alleggerire anche i momenti più duri: il dottor Van Helsing, che affronta ogni situazione con spirito e ironia. Ed oltretutto, senza dilungarmi troppo, tutto il diario del protagonista è intriso di ironia; il suo viaggio verso il castello di Dracula è un misto di elementi divertenti e inquietanti; un miscuglio assai strano, ma proprio del testo, che dà la chiave per poterlo affrontare senza cadere immediatamente nel dramma e nella desolazione più totale (quando lo affronti così diventa anche molto difficile da leggere ad alta voce).

In generale questo spirito ironico aiuta anche a non cadere nel cliché del testo che si affronta; è una sorta di distanza che permette di vedere meglio gli elementi.

Porteremo poi avanti comunque in parallelo anche storie per i più piccoli, con delle belle soprese in arrivo.

I bambini, quando entrano in contatto con il mondo degli audiolibri? Beh… li adorano. È una forma che conoscono molto bene, senza bisogno di esserci abituati; anche perché tutta la nostra cultura si costruisce e fonda sul racconto orale, sullo scambio. L’audiolibro, che è una derivazione del tramandarsi del sapere, del mito, delle origini e delle nostre storie, non è altro che una forma “moderna” dove questo passaggio viene magicamente catturato e riprodotto; dal vinile tempo fa, alla musicassetta, al CD, all’mp3. E sì, anche se è registrato, il dialogo paradossale fra una voce registrata e un ascoltatore, c’è. Come anche in sala di registrazione, pur parlando da soli, si può creare quel ponte di dialogo con il “futuro” ascoltatore.

 

5.       Dove si possono comprare i vostri CD?

I nostri dischi si trovano in formato CD in tante librerie in tutta Italia e sul nostro sito locomoctavia.it; anche in un paio di punti strategici anche in Svizzera e Germania (controllare sul sito per credere), nonché sulle classiche piattaforme digitali in formato mp3. Abbiamo poi sviluppato una App per l’Appstore di Apple, su cui si può trovare l’intero catalogo ed alcuni progetti in podcast che abbiamo realizzato negli ultimi anni da scaricare gratuitamente.

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