28.01.2023 Notizia, Teatro

Zun, zun, zang – la lingua smarrita

Uno spettacolo/concerto di Olek Mincer, Riccardo Battisti e Yosuke Taki. Diario di guerra cantato del bardo della yidishkeyt Mordechaj Gebirtig. 

 Sabato 28 gennaio 2023 – ore 21.00 

Centrale Preneste Teatro
Via Alberto da Giussano, 58 – Roma

Biglietto unico: 10.00 € 
acquisto on-line su centraleprenesteteatro.it o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 20.00 previa disponibilità dei posti. 


Zun, zun, zang – La lingua smarrita”

Durata: 1h20’
Olek Mincer
– Ideazione e regia
Yosuke Taki – drammaturgia 

Klezlied Duo: 
Olek Mincer – musica, chitarra, voce
Riccardo Battisti – arrangiamento, fisarmonica, chitarra 

Si ringraziano Gabriele Coen per la sua partecipazione nella registrazione del canto S’brent
e Anita e Ettore per le loro voci nella canzone Zun, Zun, Zang… 

In collaborazione con la Compagnia Ruotalibera Teatro 

Con il patrocinio di: 
Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – UCEI 
Progetto Memoria – CDEC 
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS


La nostra prima avrà luogo il 28 gennaio 2023, sei mesi dopo l’80° anniversario dell’assassinio di Mordechaj Gebirtig, il bardo della canzone ebraica di Cracovia. Questo artista di talento e molto amato, condannato a morte come tutti i membri del suo popolo, venne ucciso durante l’azione di deportazione degli ebrei di Cracovia, insieme a un altro artista e amico degli ultimi anni di miseria, il pittore Abraham Neumann.

Dal diario della testimone Halina Nelken: “Mi sono precipitata a casa, saltando sulle pozze di sangue all’angolo tra via Dąbrówki e il nostro vicolo, Janowa Wola. Qui, fino al piano terra, il muro della casa era pieno di schegge di proiettili […]. Neumann, Abraham Neumann, sai, quel pittore alto che zoppicava, e il signor Gebiritg, quello che ti ha insegnato a cantare Rejzele. Camminavano in fondo al gruppo, entrambi vecchi e malati. Neumann non si è inchinato. Ha affrontato il comandante con il suo bastone. Hanno sparato anche a Gebirtig. Questa è una vera e propria follia!”.

Nello spettacolo presentiamo la produzione del tempo di guerra di Gebirtig, già ampiamente conosciuto per il suo repertorio prebellico di canzoni allegre e malinconiche. Poiché la musica originale dei testi di guerra è in gran parte scomparsa, abbiamo cercato, seguendo le orme di altri artisti, di trovare la forma adatta a far rivivere questi testi, destinati a essere cantati. Abbiamo mantenuto una cronologia delle canzoni il più precisa possibile, poiché ognuna di essa è ambientata in un periodo specifico – il contesto dei primi mesi dell’occupazione era diverso da quello di un anno dopo, o da quello antecedente la morte del poeta. La tristezza iniziale si trasforma in delusione e disperazione, poi in rassegnazione e dolore. Ma troviamo spesso anche un senso di speranza, e la volontà di trasmettere un po’ di gioia a persone martoriate, un po’ di spensieratezza ai più giovani abitanti del ghetto di Cracovia o di Łagiewniki.

Durante lo spettacolo vengono esposte fotografie di quadri di Abraham Neumann, pittore rinomato in Polonia e in Europa, negli anni Venti docente di pittura all’Accademia d’Arte “Bezalel” di Gerusalemme.

Uno dei fili conduttori dello spettacolo è anche la terza protagonista della nostra storia, la lingua yiddish, la mame loshn – la lingua della mamma, anch’essa vittima della Shoah. Sul palcoscenico viene assistita da due sperduti attori klezmer, impegnati in un rito scenico di oblazione.

In collaborazione con la compagnia Ruotalibera possiamo presentare la prima italiana di questo lavoro. La prima mondiale ha avuto luogo nel quartiere ebraico di Cracovia Kazimierz, nel giorno esatto dell’anniversario della morte dei nostri due protagonisti, il 4 di giugno 2022, presso il teatro Barakah, situato a 150 metri dalla casa di Gebirtig.

Klezlied Duo

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