MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2026 – ORE 20:00
Cinema Troisi
Via Girolamo Induno 1, Roma
Biglietti: liveticket.it
Good Boy
reg. Jan Komasa
PL, UK, 2025, 110 min., ver. orig. con sott. ita
Tommy, teppista diciannovenne, vive una vita di droga, feste e violenza. Dopo una notte di baldoria sfrenata con gli amici, separatosi dal suo gruppo, viene rapito per risvegliarsi con una catena al collo nel seminterrato di una casa isolata. A prenderlo è stata una ricca famiglia che vuole trasformare Tommy in un “bravo ragazzo”, sottoponedolo a un percorso di riabilitazione forzata.
In occasione dell’uscita in sala del film Good Boy (PL, UK, 2025) del candidato all’Oscar Jan Komasa (Chorpus ChristiI, The Hater), il 25 febbraio il film sarà presentato dallo stesso regista al Cinema Troisi di Roma. Komasa torna con una claustrofobica fiaba dark, in bilico tra fuga e redenzione, che solleva interrogativi scomodi sul controllo, sul prezzo della libertà e sulle scelte che definiscono chi siamo. Nel cast Stephen Graham, vincitore di tre Emmy e un Golden Globe per Adolescence, la candidata all’Oscar Andrea Riseborough e Anson Boon, premiato come Miglior Attore alla Festa del Cinema di Roma.

Il regista: “Good Boy” è nato da un’idea provocatoria che non riuscivo a togliermi dalla testa: in un mondo affamato di attenzione, la libertà è ancora desiderabile se nessuno ti vede? Sceglieremmo l’autonomia in solitudine o preferiremmo rinunciare alla libertà per il conforto di cure costanti?
La storia è arrivata da uno sceneggiatore esordiente polacco che, al momento della scrittura, lavorava come analista di big data per una società informatica, insieme a centinaia di altri dipendenti “incatenati” ai loro computer e a contratti precari. Ha scritto una sceneggiatura che sembrava brutale, assurda e autentica, come una favola nera. Toccava temi che inseguo fin dai tempi di “Suicide Room” e “Corpus Christi”: la famiglia e la comunità come sistemi che ci proteggono, ma al tempo stesso ci imprigionano.
Abbiamo girato nei leggendari studi di Varsavia, dove 25 anni fa quindici persone furono volontariamente rinchiuse come partecipanti alla prima edizione polacca del Grande Fratello. Il resto delle riprese è avvenuto nello Yorkshire, dove i venti malinconici di Cime tempestose sembravano iscriversi da soli nel film.
Lavorando con Stephen Graham, Andrea Riseborough e Anson Boon, volevo esplorare il confine sottile tra amore e tirannia, tra silenzio e violenza — tutto permeato da un senso di umorismo nero, sia britannico che polacco, spietato e provocatorio, sospeso nella zona grigia della moralità.
Questo progetto mi è sembrato così puntuale, assurdo e disturbante: qui una sensibilità tipica dell’Europa centrale incontra la sobrietà gotica britannica. Il risultato è un enigma, la moralità messa in catene: la prigione della libertà senza limiti, il pericolo delle cure, e la scelta che definisce chi siamo.
La proieizione del 25 febbraio è organizzata da Filmclub Distribuzione, Minerva Pictures in collaborazione con Istituto Polacco e Piccolo America. Il film uscirà nelle sale italiane il 6 marzo.
