Biblioteca Europea
Via Savoia 13/15, Roma
ingresso libero
A 30 anni dalla scomparsa di Krzysztof Kieślowski (1941-1996), la Biblioteca Europea, propone un incontro di approfondimento sul linguaggio cinematografico del grande regista.
Al centro dei film di Kieślowski c’è sempre stata l’umanità. Un’umanità spesso velata di dolore e miseria, ma comunque nobile nei suoi tentativi, anche maldestri, di trovare un senso all’esistenza. È stato per avvicinarsi a questa verità che Kieślowski ha iniziato a documentare su pellicola le vite delle persone che incontrava: lavoratori, contadini, soldati, gente comune; questo fino a quando i suoi film non sono stati usati dalla polizia della Polonia comunista, del cui regime è sempre stato convinto oppositore, per indagare i suoi concittadini. È in quel momento, ci spiega il regista, che la sua fiducia nel documentario crolla. Kieślowski si rifiuta allora di diventare strumento del potere e sceglie la finzione, con la sua promessa di libertà creativa e di indipendenza. Quelli che ne nascono sono film capaci di raccontare con onestà la colpa e la redenzione, l’incertezza del vivere, l’alienazione, la solitudine, e che qui il loro stesso autore ripercorre e analizza, illustrandoci come sono stati realizzati materialmente, in che contesto e quali sono le esperienze personali, i tormenti e le riflessioni che li hanno ispirati.
Incontro a cura di Serafino Murri, critico e teorico del cinema, autore di monografie su Krzysztof Kieślowski, Pier Paolo Pasolini e Martin Scorsese, nonché di diverse voci dell’Enciclopedia del Cinema Treccani. L’evento è ispirato al volume Blu, bianco e rosso di Krzysztof Kieślowski recentemente ripubblicato dal Saggiatore (a cura di Danusia Stok, 2024).