20.04.2026 - 24.11.2026 Arte, Eventi

Andrzej Wróblewski (1927-1957) In the First Person

Fondazione Famiglia Starak | curatrice: Ania Muszyńska

Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia 


Procuratie Vecchie | Piazza San Marco 139 – 153/A 30124 Venezia

Anna e Jerzy Starak possiedono una delle più ricche e significative collezioni di arte post bellica in Polonia. Da oltre quindici anni sostengono attivamente, in qualità di mecenati, istituzioni culturali e attività significative e da più di dieci patrocinano i programmi delle mostre nella sede di Varsavia della Fondazione, in ul. Bobrowieckiej 6, nell’ambito delle attività della Spectra Art Space della Fondazione Famiglia Starak.

Dal 2017 la Fondazione organizza regolarmente le esibizioni di arte polacca durante l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Questa di Andrzej Wróblewski sarà la quarta mostra di arte polacca organizzata grazie alla Fondazione Famiglia Starak a Venezia e la terza personale, dopo quelle di Ryszard Winiarski nel 2017 e di Ewa Kuryluk nel 2022, è tra gli Eventi Collaterali della Biennale Arte 2024.

La mostra verrà presentata dal 20 aprile al 24 novembre 2024, nello spazio espositivo storico e incredibilmente prestigioso delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco, nel cuore stesso di Venezia.

Andrzej Wróblewski (1927-1957) “In the First Person” è una mostra monografica, nato nel 1927 e morto prematuramente prima ancora di aver compiuto trent’anni, Andrzej Wróblewski è uno dei più importanti pittori polacchi della seconda metà del ventesimo secolo. Tra le sue esperienze personali ci sono la crudeltà estrema della guerra, la morte delle persone care, la brutalità, lo sterminio degli emarginati e la desolazione del dopoguerra, i reinsediamenti, l’alienazione e la sensazione della perdita, eppure Wróblewski sfugge decisamente alle definizioni semplici e alle categorie, vagando con ostinazione lungo i confini tra la vita e l’arte.

La sua opera, pur storicamente conclusa, rimane ancora oggi attuale e molti giovani artiste e artisti delle generazioni successive sono divenuti suoi eredi. Non vedono in lui esclusivamente un classico, ma un maestro reale e simbolico, pieno della stessa ribellione, del coraggio e dell’emozione del suo coetaneo ventenne. È diventato una sfida, contribuendo con il suo esempio non soltanto di artista, ma anche di uomo.

Rappresentava la pittura moderna sotto il segno del “realismo essenziale”, la cui nuova formula riusciva a gestire con successo contenuti astratti e ambigui, mentre la forma non sottovalutava i risultati delle avanguardie. Amava lavorare con il rigore della rappresentazione figurativa e dava a ogni soggetto e a ogni oggetto forza e significato essenziale. Ha lasciato una eredità coraggiosa, rivoluzionaria e audace, tra cui le serie monumentali per l’arte polacca contemporanea di “Fucilazioni”, “Autisti”, “File”, “Inchiodati alla sedia”, “Lapidi”. Tutte queste hanno strutturato l’immagine solenne di un artista assorbito in visioni post-catastrofiche e distopiche. Un apologeta dei morti azzurri, ai quali presto si sarebbe unito, pieno di dubbi, di ricerche, di sconfitte e di rinascite.

Andrzej Wajda (1926-2016), eminente regista polacco e amico dell’artista, riteneva Wróblewski il più grande artista della sua generazione, un genio, al quale ha riconosciuto più volte omaggio nei propri film.

La mostra “In the First Person” è un racconto sull’arte nel periodo della prigionia, dei guinzagli e delle catene di ordini. Un dialogo con i contemporanei sul prezzo e sulle conseguenze delle scelte intraprese. Una lezione sull’arte sospesa tra l’astrazione e il figurativismo. La storia di un outsider e di un fuggiasco che lotta per la libertà creativa più sfrenata. Un appello postumo al coraggio, all’intransigenza e alla responsabilità nei confronti della società da parte del giovane artista.

Sarà questa la seconda presentazione delle opere di Andrzej Wróblewski a Venezia. La prima fu la mostra collettiva “Mostra di Pittura Polacca Contemporanea” del 1959, nella Sala Napoleonica in Piazza San Marco, organizzata da Ryszard Stanisławski (1921-2000), un importante storico dell’arte polacco e curatore, e da Guido Perocco (1916-1997), critico e storico dell’arte legato a Venezia.

Come sottolinea Elżbieta Dzikowska, presidente della Fondazione Famiglia Starak: „Speriamo che la mostra di Andrzej Wróblewski presentata nel cuore stesso di Venezia, in piazza San Marco, frequentata ogni anno da quasi trenta milioni di persone, aprirà nuove vie per accedere all’opera di questo straordinario artista. Il genio di Wróblewski merita un posto fisso nel canone dell’arte mondiale della seconda metà del ventesimo secolo, sia per scoprire nuove interpretazioni, che per aprire un dialogo con i nomi più importanti del periodo.” 

La mostra non sarebbe stata possibile senza la eccezionale scelta delle opere, per lo più oli su tela e guazzi, provenienti dalla collezione privata di Anna e Jerzy Starak, a oggi la più ricca collezione di opere dell’artista in Polonia, creata consapevolmente e attraverso l’impegno personale, è una collezione segnata dall’intuizione e dalla visione del giovane pittore.

La mostra è resa completa da prestiti di altre collezioni private, oltre che dalle opere che arrivano dai Musei Nazionali di Varsavia, di Wrocław e di Lublino.


Andrzej Wróblewski (1927-1957) In the First Person

Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Procuratie Vecchie, Piazza San Marco 139 – 153/A 30124 Venezia

La mostra sarà aperta dal 20 aprile al 24 novembre 2024, in orario 11-19
Turno di chiusura: Lunedì
Ingresso libero

Finanziatori: Anna e Jerzy Starak

Organizzatori: Fondazione Famiglia Starak,

Elżbieta Dzikowska – presidente della Fondazione Famiglia Starak
Curatrice: Ania Muszyńska

Team: Magdalena Marczak-Cerońska, Kama Kieremkampt 

 

Press contact: info@starakfoundation.org
Press kit | download: Info_press, Artist’s biogram, selected images:
www.starakfoundation.org/en/spectra/downloads

Diritti d’autore per l’opera di Andrzej Wróblewski: © Andrzej Wróblewski Foundation | www.andrzejwroblewski.pl

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