8.03.2025 - 16.03.2025 Cinema, Eventi, Notizia

OMAGGIO A WOJCIECH JERZY HAS

43° Bergamo Film Meeting

Nel centenario della nascita di Wojciech Jerzy Has (1925 – 2000), Bergamo Film Meeting dedica un omaggio al grande regista polacco con una rassegna di sette suoi film. Nell’ambito della 43a edizione del festival, che si terrà dall’8 al 16 marzo 2025, verranno riproposti in versione restaurata le sue opere più famose (Il manoscritto trovato a Saragozza, La clessidra) accanto ad altre meno conosciute al pubblico italiano (Il cappio, Gli addii, Separazione, Come essere amata, Codici cifrati).

more info: bergamofilmmeeting.it


Wojciech Jerzy Has nasce a Cracovia il 1° aprile 1925. Tra il 1945 e il 1957 studia pittura all’Akademia Sztuk Pięknych (Accademia di Belle Arti) e regia all’Instytut Filmowy (Istituto di cinematografia) della città. Nel 1946 lavora come aiuto regista presso gli studi cinematografici di Łódź, tra il 1947 e il 1950 è attivo alla Wytwórnia Filmów Dokumentalnych (Studio di film documentari) di Varsavia. A partire dal 1950 fino al 1955 lavora alla Wytwórnia Filmów Oświatowych (Studio di film didattici) di Łódź, girando una decina di film educativi, soprattutto sul mondo industriale.

Nel 1957 debutta con il lungometraggio Pętla (Il cappio), tratto dal romanzo di Marek Hłasko: il film narra il percorso esistenziale di un alcolizzato, senza però lo stile realistico dello scrittore, ma con un espressionismo che suggerisce le proiezioni mentali del protagonista.

Esponente della “scuola polacca”, caratterizzata dall’interesse per il problema storico e nazionale e portatrice di un cinema intimo e personale, Has sceglie però di non approfondire le tematiche sociali o morali, ma, artista dalla vena surreale e fantastica, elabora in maniera del tutto personale gli argomenti dominanti tra i registi della sua generazione, conducendo i protagonisti dei suoi film verso una strada di non ritorno, in un territorio al confine tra realtà e immaginazione. Fu sempre affascinato dai progetti destinati a non essere realizzati, dagli individui che si oppongono invano al corso degli eventi, dai tempi che non possono tornare. Pożegnania (Gli addii, 1958), premiato al Festival di Locarno, è tratto dal romanzo di Stanisław Dygat e racconta di un intellettuale frustrato che assume un comportamento annoiato e distaccato per dissimulare il proprio fallimento. Has torna poi sul tema degli intellettuali velleitari in Wspólny pokój (Camera comune, 1959).

Negli anni Sessanta il cinema polacco inizia ad allontanarsi dall’impegno morale dei primi anni del dopoguerra e le tematiche divengono più personali. Ciò si riflette in Rozstanie (Separazione, 1960), dal racconto di Jadwiga Żylińska. Premiato dai critici polacchi, Rozstanie racconta di una donna che ritorna per pochi giorni nella piccola città dov’è nata. Lo sguardo del regista risulta rivolto al passato anche in film di ambientazione moderna come Złoto (L’oro, 1961), sulla vita degli operai di un grande complesso industriale e Jak być kochaną (Come essere amata, 1962), dal romanzo di Kazimierz Brandys, dove un’attrice in viaggio su un aereo ricorda le sofferenze subite sotto l’occupazione tedesca.

Rękopis znaleziony w Saragossie (Il manoscritto trovato a Saragozza, 1964) è forse il film più famoso di Has e sicuramente quello che lo ha reso noto in Occidente. Superproduzione storica, è un originale adattamento del romanzo Manuscrit trouvé à Saragosse dello scrittore polacco Jan Potocki. La storia è ambientata in epoca napoleonica e vede protagonista il capitano della guardia reale Alfons van Worden (interpretato da Zbigniew Cybulski) che vive incredibili e affascinanti avventure durante i suoi viaggi dall’Andalusia a Madrid. In seguito, realizza Szyfry (Codici cifrati, 1966), storia di un padre alla ricerca del figlio nella Polonia post-bellica, una ricerca che gli permette di fare i conti con sé stesso. Nel 1973, Has si aggiudica il Premio della giuria al Festival di Cannes con Sanatorium pod klepsydrą (La clessidra), tratto dal ciclo di racconti dell’ebreo Bruno Schulz, uno dei maggiori scrittori europei del Novecento, purtroppo vittima dell’odio razziale nazista. Il film è il ritratto di una comunità ebraica del sud della Polonia: il protagonista arriva in un ospedale, dove incontra il padre morto da tempo, rivive quel che ha già vissuto, ma quando torna al villaggio trova che tutto è stato distrutto per sempre e ormai quel popolo non esiste più. I temi della morte e del senso della vita caratterizzano anche i successivi film di Has: Nieciekawa historia (Una storia noiosa, 1982); Pismak (Lo scribacchino, 1984); Osobisty pamiętnik grzesznika (Diario intimo di un peccatore scritto da lui stesso, 1985) e Niezwykła podróż Baltazara Kobera (Le tribolazioni di Balthasar Kober, 1988).

Dal 1974 Has è insegnante di regia alla scuola di cinema di Łódź, dove dirige l’unità produttiva Rondo (Tesa) e di cui è rettore dal 1990 al 1996. Has muore a Łódź il 3 ottobre 2000.

  • domenica 9 – 11:15 | Sala dell’orologio

Jak być kochaną
(tit. it.: Come essere amata)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1962 / 97′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Barbara Krafftówna (Felicja), Zbigniew Cybulski (Wiktor Rawicz), Artur Młodnicki (Tomasz), Wieńczysław Gliński (batteriologo), Wiesław Gołas (soldato tedesco), Wiesława Kwaśniewska (photoreporter), Zdzislaw Maklakiewicz (il giornalista Zenon), Tadeusz Kalinowski (l’attore Peters)

Durante un volo per Parigi una delle passeggere ricorda i tempi deII’occupazione nazista. Felicja è una giovane attrice agli esordi, è innamorata del collega Wiktor e lo nasconde nel suo appartamento perché lui è sospettato di aver ucciso un volksdeutsche. Spera che la vicinanza la aiuterà a conquistare l’amore dell’uomo, che non ricambia il suo affetto. È pronta a ogni sacrificio pur di non perderlo, anche a essere sospettata di collaborazionismo. In realtà non si rende conto che la situazione è diventata per Wiktor un peso insopportabile, tanto che alla prima occasione decide di lasciarla.

 

  • lunedì 10 – 11:00 | Sala dell’orologio

Szyfry
(tit. it.: Codici cifrati)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1966 / 80′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Jan Kreczmar (Tadeusz), Zbigniew Cybulski (Maciek), Ignacy Gogolewski (Dr. Gross), Irena Eichlerówna (Zofia), Irena Horecka (zia Elena), Janusz Klosinski (antiquario)

Tadeusz torna in Polonia, dopo vent’anni di tranquilla vita da emigrato, in seguito a una lettera del figlio Maciek, che gli rivela Io stato di salute della madre, per metà impazzita durante l’occupazione dopo la morte del figlio minore, Jpdrek. Al protagonista, che non ha vissuto le esperienze della guerra, la realtà appare completamente incomprensibile, e non trova aiuto in Maciek, che non riesce invece a liberarsi dall’incubo della guerra. Tadeusz cerca invano di scoprire la verità sulla morte del figlio minore, se sia stata causata dai tedeschi o dai membri della resistenza.

 

  • martedì 11 – ore 11:00 | Auditorium  

Sanatorium pod Klepsydrą
(tit. it. La clessidra)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1973 / 119′
col. / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Jan Nowicki (Józef), Tadeusz Kondrat (Jakub, il padre di Józef), Irena Orska (la madre di Józef), Halina Kowalska (Adela), Gustaw Holoubek (Dr. Gotard), Mieczyslaw Voit (il conduttore cieco), Bozena Adamek (Bianka)

II protagonista Józef, figlio di un mercante di stoffe ebreo, in un bizzarro treno va alla ricerca del padre infermo, ricoverato in un sanatorio dove il tempo sembra abolito. È una villa polverosa e cadente in cui si trova una sorta di asilo per anziani, ma allo stesso tempo sembra anche un museo e un magazzino. Józef vi incontra tanti personaggi, tra cui i suoi genitori, sé stesso bambino, Garibaldi, l’imperatore Francesco Giuseppe. Si aggira nei misteriosi corridoi della memoria, rivive tutto ciò che aveva già vissuto, torna nei luoghi della sua infanzia, e quando ne esce si ritrova in un macabro teatro di ragnatele e vermi.

 

  • martedì 11 – ore 14:30 | Sala dell’orologio

Rozstanie
(tit. it. Separazione)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1960 / 72′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Lidia Wysocka (Magdalena), Władysław Kowalski (Olek Novak), Gustaw Holoubek (Oskar Rennert), Irena Netto (Wiktoria Budkowa), Adam Pawlikowski (Żbik), Danuta Krawczyńska (Iwonka)

Magdalena, nota attrice di Varsavia, dopo anni di assenza si reca in provincia, nella sua cittadina di origine, per i funerali del nonno. In treno conosce Olek, un giovane che la accompagna fino a casa e poi va a osservarla al cimitero. Al banchetto funebre è presente tutta l’élite locale, che si comporta secondo usanze desuete. I luoghi di un passato idealizzato dalla memoria appaiono adesso agli occhi della donna nel loro aspetto peggiore. Le persone che una volta le erano molto vicine ora le sembrano ridicole, troppo all’antica, e Magdalena sente di non avere più molto da condividere con loro. Respinge le proposte di matrimonio di un avvocato del luogo e, dopo una notte passata con Olek, l’unica persona con cui si trova a suo agio, la donna decide di ripartire.

 

  • giovedì 13 – 11:00 | Auditorium

Pętla
(tit.it. Il cappio)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1957 / 96′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Gustaw Holoubek (Kuba Kowalski), Aleksandra Śląska (Krystyna), Teresa Szmigielówna (vecchia amante di Kuba), Tadeusz Fijewski (Władek), Stanisław Milski (Rybicki)

Kuba Kowalski è un artista alcolizzato, alle otto del mattino riceve la sua fidanzata la quale gli ricorda che passerà a prenderlo la sera stessa per accompagnarlo in una clinica in cui inizierà la terapia di disintossicazione. Da quel momento seguiamo l’evolversi della sua giornata: il tempo che scorre lo separa da una decisione difficile da prendere. Gli incontri che farà lo costringeranno a confrontarsi con il suo passato oltre che con la sua dipendenza.

 

  • venerdì 14 – 9:30 | Auditorium

Rękopis znaleziony w Saragossie
(tit. it. Il manoscritto trovato a Saragozza)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1964 / 176′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en. 

Interpreti: Zbigniew Cybulski (Alfonse Van Worden), Iga Cembrzyńska (Princess Emina), Elżbieta Czyzewska (Donna Frasquetta Salero), Gustaw Holoubek (Don Pedro Velasquez), Stanislaw Igar (Don Gaspar Soarez), Joanna Jędryka, (Zibelda), Janusz Klosinski (Don Diego Salero), Bogumil Kobiela (Senor Toledo), Barbara Krafftówna (Camilla de Tormez), Jadwiga Krawczyk (Donna Ines Moro), Franciszek Pieczka (Pacheko), Adam Pawlikowski (Don Pedro Uzeda)

Un giovane capitano delle guardie valloni, Alfonso van Worden, è in viaggio per Madrid attraverso le selvagge montagne della Sierra Morena. Trova rifugio in una locanda e durante la notte gli fanno visita due principesse moresche, che gli rivelano di essere sue lontane parenti per parte di madre e gli preannunciano grandi imprese. Inizia così una serie di avventure in cui si susseguono i personaggi che Alfonso incontra durante il viaggio, tra cui un matematico, Don Pedro Velasquez, e un cabalista, Don Pedro Uzeda, e i racconti che nella casa di quest’ultimo vengono narrati da uno zingaro, in una serie interminabile di eccentriche e folli vicissitudini in cui la vita si confonde continuamente con il sogno.

 

  • sabato 15 – 11:15 | Auditorium

Pożegnania
(tit. it.: Gli adii)
regia di Wojciech Jerzy Has
Polonia / 1958 / 97′
bn / V.O. / Sottotitoli: v.o. sub. it./en.

Interpreti: Maria Wachowiak (Lidka), Tadeusz Janczar (Pawel), Gustaw Holoubek (Mirek), Zdzisław Mrożewski (il padre di Pawel), Stanisław Jaworski (Dr. Janowski), Stanislaw Milski (il Professore)

Paweł, insofferente verso i costumi piccolo-borghesi del suo ambiente familiare, si reca in un night-club, dove incontra Lidka. Anche la donna sembra amareggiata dalla vita che conduce. I due sembrano attratti l’uno dall’altra e decidono di andare insieme fuori città. Le convenienze della buona società, la difficoltà di aprirsi e successivamente Io scoppio della guerra causano la fine della loro storia d’amore. Quando la coppia si incontra di nuovo dopo alcuni anni, la situazione è cambiata: Lidka, nel frattempo, ha sposato il cugino di Paweł, il conte Mirek, conservando però intatti i suoi sentimenti verso Paweł.


In occasione dell’omaggio, martedì 11 marzo 2025 alle 18.30, in Sala Galmozzi, si terrà l’incontro su Wojciech Jerzy Has tenuto dal critico cinematografico Andrea Chimento (Longtake).


L’omaggio a Wojciech Jerzy Has è realizzato in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e Wytwórnia Filmów Dokumentalnych i Fabularnych.

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