10.11.2026 - 22.11.2026 Cinema, Eventi

CiakPolska 2026

Ciakpolska Film Festival | 14a edizione
10 – 22 novembre 2026
 
Cineteca Classic  | Palazzo Esposizioni Roma
Nuovo Cinema Polacco | Casa del Cinema
RAI3 – Fuori orario. Cose (mai) viste | RaiPlay

GRANDI CLASSICI DEL CINEMA POLACCO
IMMAGINI DALLA TEMPESTA | IL CINEMA DI ANDRZEJ WAJDA

10_15/11/2026
PALAZZO ESPOSIZIONI ROMA
Sala Cinema | Scalinata di via Milano 9a, Roma – ingresso gratuito con prenotazione consigliata

NUOVO CINEMA POLACCO
19_22/11/2026
CASA DEL CINEMA
Sala Cinecittà | Largo Marcello Mastroianni 1, Roma – ingresso gratuito

KIESLOWSKI 30 | LABORATORIO
18_21/11/2026
ISTITUTO POLACCO DI ROMA
Via Vittoria Colonna 1, Roma
ingresso gratuito riservato agli iscritti: festival@tertiomilleniofilmfestival.org | 06 96 519 200


IMMAGINI DALLA TEMPESTA

È dedicata al cinema di Andrzej Wajda (1926-2016), nel centenario della nascita del regista, l’apertura del quattordicesimo CiakPolska Film Festival, con una nuova edizione della rassegna Grandi classici del cinema polacco, ospitata nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni Roma. Nata ancora una volta dalla felice collaborazione tra gli studi cinematografici WFDiF di Varsavia, Palazzo Esposizioni Roma e Istituto Polacco di Roma, la rassegna riporta sul grande schermo l’opera di un cineasta che ha saputo interrogare, attraverso i drammi di un secolo segnato dall’ascesa dei totalitarismi e dalla divisione dell’Europa in blocchi contrapposti, il rapporto tra Storia e individuo, potere e arte, repressione della libertà e lotta per i valori democratici. Una riflessione costante, animata da un profondo umanesimo europeo, che Wajda ha tradotto in un linguaggio visivo di straordinaria forza drammatica e simbolica, capace di trasfigurare la condizione nazionale, sempre al centro del suo interesse, in una metafora universale.

Visionario, drammatico, barocco, caratterizzato da una straordinaria impronta pittorica, il cinema di Wajda affonda le proprie radici nella ricca – e in Italia poco nota – tradizione culturale del Romanticismo polacco. È un cinema che si nutre del dialogo con le arti plastiche, il mito e la letteratura, riuscendo a fondere la concretezza della storia e l’impegno civile con una potente dimensione simbolica.

La rassegna romana propone nove opere tra le opere più significative della vasta filmografia del regista polacco, restituendo la varietà dei linguaggi e ispirazioni che, attraverso adattamenti letterari, grandi affreschi storici, ma anche ritratti intimi e narrazioni liriche, hanno caratterizzato il suo cinema. Opere nate dal confronto con la “tempesta della storia”, tese tra idealismo e disperazione, militanza e antieroismo, che continuano oggi a brillare – per citare i versi del poeta Cyprian Norwid evocati nell’opera sicuramente più celebre di Wajda, Cenere e diamanti – come “diamanti stellati” sopravvissuti al caos, capaci ancora di parlare al presente.

In occasione del centenario della nascita di Wajda, quest’anno la rassegna Grandi classici del cinema polacco uscirà per la prima volta dai confini della Capitale. La selezione presentata a Palazzo Esposizioni Roma sarà infatti riproposta, in parte, anche in altre città: Bologna, Firenze, Napoli, Milano – dove il programma italiano si arricchirà della proiezione del film d’esordio Generazione –, Palermo, Pordenone, Torino, Trieste e Udine; a Roma sono inoltre previste alcune repliche al Cinema Nuovo Olimpia. L’estensione del programma è stata possibile grazie a una rete di collaborazioni con partner storici e nuovi del festival, ai quali va la nostra gratitudine: Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema, Cappella Underground, Cinema Ariston di Trieste, Consolato generale della Repubblica di Polonia a Milano, Anteo Palazzo del Cinema di Milano, Circuito Cinema, Università degli Studi di Udine, Cinema Zero di Pordenone, Cinema Visionario di Udine, Cineteca di Bologna, Casacinema di Napoli, Cinema Rouge et Noir di Palermo e Cinema Massimo di Torino.

Grazie alla rinnovata collaborazione tra il festival CiakPolska e RAI Cultura, anche Fuori orario. Cose (mai) viste renderà omaggio a Wajda, con un programma che prevede tra l’altro l’emissione di un’altra opera ancora: Tatarak (Sweet Rush), una delle opere più innovative dell’ultimo Wajda, realizzata quando il regista aveva ottantadue anni.


NUOVO CINEMA POLACCO

Il festival proseguirà alla Casa del Cinema, esplorando le tendenze del Nuovo Cinema Polacco e accogliendo, anche quest’anno, voci ed esperienze che abitano spazi di intersezione culturale, geografica e artistica.

Le Muranów de Varsovie, della regista francese di origini polacche Olga Prud’homme-Farges, raccontando la storia di una sala cinematografica di Varsavia, il Muranów, si trasforma in un percorso attraverso la storia del cinema polacco, intrecciata alla vicenda personale della regista. L’opera riflette sul cinema non soltanto come luogo fisico, ma anche come spazio d’incontro tra immaginario collettivo e memoria individuale. Rappresenta inoltre, per diversi aspetti, un significativo raccordo tra le due sezioni del festival – e vi ritroviamo peraltro molte immagini tratte dai film presentati nelle nostre rassegne a Palazzo Esposizioni Roma in questi anni. Il dialogo oltre i confini nazionali prosegue attraverso una serie di coproduzioni internazionali: da quella ceco-tedesco-polacca di Franz di Agnieszka Holland ai film di Jan Komasa Good Boy, coproduzione anglo-polacca, e Anniversary, di produzione statunitense. Continua inoltre l’esplorazione delle nuove voci provenienti dalla Scuola di cinema di Łódź – a testimonianza, ancora una volta, della straordinaria vitalità di questa istituzione – da dove arriva MIX, documentario realizzato da Klaudia Szott durante gli studi, che, attraverso la storia di Sylwia, figlia di madre polacca e padre nigeriano, intreccia immagini d’archivio e memorie di studenti provenienti dal Sud globale che frequentarono la scuola durante la Guerra fredda.

Accanto a queste opere, la sezione dedicata al Nuovo Cinema Polacco ospiterà film di autori affermati ed emergenti, offrendo uno sguardo articolato sulla varietà del panorama contemporaneo: da Dom dobry (Home Sweet Home) di Wojciech Smarzowski, uno degli autori più radicali, incisivi e discussi del cinema polacco contemporaneo, a Brat (Brother) di Maciej Sobieszczański, vincitore del premio del pubblico al Trieste Film Festival 2026; da Cudze rzeczy (What Belongs to Others) di Grzegorz Dębowski, presentato quest’anno nella sezione Orizzonti della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, al lungometraggio d’esordio di Emi Buchwald, anche lei proveniente dalla Scuola di cinema di Łódź: Nie ma duchów w mieszkaniu na Dobrej (No Ghosts on Good Street), accolto in Polonia con grande favore.


OMAGGIO A KIEŚLOWSKI | LABORATORIO

Nel 2026 ricorre infine un altro importante anniversario, i trent’anni dalla scomparsa di Krzysztof Kieślowski (1941-1996). CiakPolska gli rende omaggio con un programma che prevede la proiezione alla Casa del Cinema di uno dei suoi capolavori Non desiderare la donna d’altri (Krótki film o miłości), distribuito quest’anno in Italia dal Bergamo Film Meeting per AFFN – Archive Film Festival Network; un laboratorio dedicato al cinema del regista, articolato in un ciclo di quattro incontri, con Gianluca Arnone, Federico Pontiggia, Luca Venzi e Alessio Scarlato, sarà ospitato presso l’Istituto Polacco di Roma, grazie alla collaborazione del festival con la Fondazione Ente dello Spettacolo, il Tertio Millennio Film Fest, Sapienza Università di Roma e l’Università degli Studi di Siena. Il programma kieślowskiano è arricchito inoltre da un incontro, di nuovo alla Casa del Cinema, con Diana Dąbrowska, direttrice artistica del festival Hommage à Kieślowski, che si svolge dal 2011 a Sokołowsko, località legata all’infanzia e alla giovinezza del regista e oggi sede dell’Archivio Kieślowski: l’incontro sarà un’occasione per attraversare il tempo e guardare non solo al passato ma anche all’eredità del regista polacco e al futuro, presentando materiali inediti emersi dall’archivio e i progetti che continuano a nascere, ispirati dall’eredità artistica del regista.






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